20 anni fa l’omicidio di Giovanni Fazio. Un delitto rimasto senza colpevoli, un dramma assurdo

Sono trascorsi vent’anni dall’omicidio di Giovanni Fazio, il saccense agente della Polizia municipale di Palma di Montechiaro, ucciso da mano ignota la sera del 21 settembre del 1997. Vent’anni nel corso dei quali i familiari e gli amici di Giovanni hanno atteso invano la verità su quella tragedia. Un’attesa che non è finita. Chi è il killer che lo attese sotto casa, dove l’agente stava rientrando dopo un servizio serale, sparandogli due colpi di pistola e uccidendolo sul colpo? Una risposta che purtroppo non è mai arrivata. Lo Stato non è riuscito a consegnare alla giustizia l’assassino o gli assassini. Giovanni aveva appena 36 anni. Lasciò la moglie, l’insegnante Antonella Montalbano, e il figlio Michele, che oggi ha 25 anni. Era una gran persona perbene, Giovanni. Amico di tutti, sempre col sorriso sulle labbra, e non sono parole di circostanza. Chi lo ha conosciuto sa benissimo quanto fosse disponibile e rispettoso dei valori, dedito al lavoro e alla famiglia, ligio al suo dovere. In questi 20 anni c’è chi ha continuato ad avere le mani sporche di sangue, ma probabilmente c’è stato anche chi ha avuto la coscienza non del tutto linda. Chi uccise Giovanni? Perché fu necessaria quell’esecuzione così barbara? Domande alle quali non c’è ancora una risposta. E questo in uno stato di diritto non è accettabile. In memoria di Giovanni Fazio negli anni passati il Comune di Sciacca intitolò il Comando della sua Polizia municipale. Il ventennale dalla scomparsa sarà commemorato sia a Palma di Montechiaro, sia a Sciacca.