Anche a Sciacca l’iniziativa del Grande Oriente d’Italia: “Casa Massonica Saverio Friscia” aperta al pubblico lo scorso primo marzo. Peccato, però, che il “pubblico” non sia stato informato

La premessa è d’obbligo, e la facciamo a scanso di equivoci: essere massoni non è un reato. Si tratta, al contrario, di un’adesione libera ad un’associazione che, tuttavia, come tutti sanno, è assolutamente segreta. Non si può negare, di conseguenza, che sia una novità che l’aura di mistero che, per definizione, in saecula saeculorum aleggerà attorno alla massoneria, sia stata derogata con quella che lo scorso primo marzo è stata denominata “Giornata della fierezza massonica”, un’iniziativa del Grande Oriente d’Italia, a cui è affiliata anche una Loggia massonica di Sciacca. Dal sito del Grande Oriente d’Italia si apprende che l’obiettivo della Giornata, lanciata dall’attuale Gran Maestro Stefano Bisi, è quello di “creare momenti di incontro e dialogo con la società, comunicare la bellezza della nostra plurisecolare opera per l’elevazione dell’uomo e per il bene dell’umanità, anche per rispondere ai tanti pregiudizi e attacchi nei nostri confronti e per farci conoscere”. Ma perché proprio il primo marzo? “Perché – spiega Bisi – proprio il primo marzo di un anno fa ci fu il triste episodio della visita dei finanzieri dello Scico nella sede del Vascello, disposta dalla Commissione Antimafia. La perquisizione durò 15 ore e al termine vennero sequestrati gli elenchi dei Fratelli della Calabria e della Sicilia. Un atto – continua il Gran Maestro – arbitrario e illegale e contro il quale il Grande Oriente ha promosso una azione legale su cui si dovrà pronunciare la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, ma  che non ha fermato l’opera dei  Liberi Muratori che, fedeli ai principi di Libertà, Fratellanza ed Uguaglianza e forti dei loro  immensi valori iniziatici, sono andati avanti con forza e vigore, portando avanti anche importanti azioni di Solidarietà”.

Anche a Sciacca nove giorni fa c’è stata quella che l’invito di cui siamo venuti in possesso definisce “apertura al pubblico della Casa Massonica Saverio Friscia N. 1340 a Oriente di Sciacca del Grande Oriente d’Italia”. Eppure non se n’è saputo nulla. Solo adesso è trapelata la notizia. Se la lingua italiana non è un’opinione, “apertura al pubblico” significa la facoltà per chiunque (anche a chi, evidentemente, non è un “fratello”) di potere entrare, anche solo per informarsi, per capire, non necessariamente per poter poi chiedere di potersi associare. Non è forse questo l’obiettivo del Gran Maestro Bisi? Non è forse una sorta di “Apriti Sesamo” sulla trasparenza? Se così fosse, sarebbe ammirevole, perché la Giornata della fierezza massonica appare tesa a fugare dubbi, timori e soprattutto pregiudizi da parte di qualcuno nei confronti dei massoni, dei loro riti, delle loro credenze, delle loro finalità. Se non fosse, però, che di questa “apertura al pubblico” noi, che eppure di mestiere facciamo i giornalisti, siamo venuti a conoscenza solo nelle scorse ore, ossia quando le porte della Casa Massonica Saverio Friscia sono tornate irrimediabilmente a chiudersi. Ne deriva, dunque, che più che di apertura al pubblico lo scorso primo marzo in via Sciascia 8 (questa la sede, indicata nello stesso invito) ci sia stata una riunione assolutamente riservata o, se aperta al pubblico, comunque ad una fascia ristretta, a pochi intimi, come è nello stile della massoneria. Sembra una specie di “Potrei ma non voglio”, più che “Vorrei ma non posso”. La sede della Casa Massonica è un normalissimo condominio, abitato da alcune famiglie, a pochi metri dalla caserma dei Carabinieri. Sulle finestre del citofono ci sono i nomi delle famiglie che vi abitano. Tranne in una. Aspetteremo la prossima “Giornata della fierezza” per poter chiedere di aderire all’apertura al pubblico. Sempre che ce ne sarà un’altra.