L’emergenza rifiuti a Sciacca, Monte e Milioti: “Mandracchia un anno fa aveva la soluzione in tasca”

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L’assessore Mandracchia fino a un anno fa aveva la soluzione in tasca sul problema rifiuti e adesso la città presenta “uno spettacolo pietoso davanti a turisti e cittadini”. E’ l’affondo dei consiglieri comunali Salvatore Monte e Giuseppe Milioti i quali chiedono all’amministrazione Valenti ed in particolare all’assessore Paolo Mandracchia di far sapere “se è stato redatto un vero e proprio piano di emergenza che possa evitare ogni volta lo stato di confusione tra i nostri concittadini ma che soprattutto eviti che la città si presenti invasa dalla spazzatura e dai mastelli non svuotati”. Oggi sui rifiuti attaccano anche i Cinque Stelle i quali ricordano che dallo scorso mese di agosto chiedono che “si faccia rispettare in piena regola quanto previsto nel piano Aro; da mesi ormai ci sentiamo rispondere che bisognava aspettare il primo anno a conclusione del quale sarebbero stati valutati i servizi resi e quelli non resi ed emesse, se necessario, le conseguenti penali”. I Cinque Stelle ricordano che “gli strumenti già in possesso di questa amministrazione e compresi nel contratto di affidamento del Piano Aro” prevedono “diverse iniziative per ridurre la produzione di rifiuti biodegradabili mediante campagne specifiche di comunicazione e sensibilizzazione come: la promozione del doggy shop presso i ristoranti per favorire il consumo a casa di quanto non consumato al ristorante; la promozione della distribuzione gratuita o fortemente sottocosto di cibi ed alimenti in scadenza presso rivendite di generi alimentari; la sottoscrizione di accordi di programma per l’utilizzo presso i canili di scarti della produzione di mense e simili; il sostegno dell’auto-compostaggio della frazione verde; un progetto, denominato Buon Samaritano, che coinvolge le grandi distribuzioni commerciali, le mense e i ristoranti per il recupero delle derrate alimentari o pasti non consumati, per destinarli ad enti assistenziali Onlus, che gestiscono mense per indigenti”. E non è tutto. I Cinque Stelle ricordano che “Il piano Aro prevedeva anche che, sin dal quarto mese di avvio dello stesso, venissero distribuite 500 compostiere al fine di promuovere il compostaggio domestico. Se questo fosse stato fatto, ben 500 famiglie oggi non vivrebbero l’emergenza e avremmo ridotto la quantità di umido da dover conferire. Di tutto questo nemmeno l’ombra ad oggi. Per questo abbiamo chiesto con una nota indirizzata al direttore esecutivo del contratto (il neo nominato Dec) di vigilare e verificare quanto da noi oggi evidenziato”.