Mafia: chiesti 20 anni di carcere per il margheritese Pietro Campo, il “vice” di Leo Sutera in provincia

Vent’anni di carcere al capomafia margheritese Pietro Campo, 63 anni, ritenuto il vice del boss di Sambuca Leo Sutera, detto “il professore”. È questa la richiesta avanzata dai pubblici ministeri della Direzione Distrettuale Antimafia di Palermo al processo scaturito dall’operazione “Icaro”. Campo viene considerato il personaggio centrale dell’inchiesta. I magistrati sostengono che almeno fino al 2014 Campo esercitava il proprio potere sul territorio, mantenendo assiduamente i contatti con i suoi uomini di fiducia.

Ancora, per la DDA era proprio Campo, già condannato in merito all’inchiesta “Cupola”, che sostituì Leo Sutera quando questi fu rinchiuso in carcere per scontare la pena a lui inflitta nell’ambito di un altro processo, quello venuto fuori dall’inchiesta “Nuova Cupola”. Per Pietro Campo, ritenuto il boss di Santa Margherita Belice, è stata chiesta una condanna a 20 anni di reclusione. Per il montallegrese Francesco Tarantino sono stati chiesti 12 anni, per gli altri margheritesi Giacomo La Sala, Giovanni Campo e Pietro Guzzardo rispettivamente 14, 8 e 6 anni, mentre per l’empedoclino Francesco Capizzi sono stati chiesti 12 anni.

Gli imputati sono accusati di avere riorganizzato la mafia agrigentina subito dopo l’arresto di Giuseppe Falsone, catturato dopo anni di latitanza a Marsiglia, con a capo proprio Campo e Leo Sutera.

Intanto va avanti anche il nuovo troncone del processo “Scacco Matto” che vede al centro della ribalta l’ultimo collaboratore di giustizia, Vito Bucceri di Menfi, che è anche imputato, insieme ad altri 3 soggetti. A confermare tali circostanze è stato anche il neocollaboratore di giustizia Vito Bucceri, di Menfi.