Terme, al Comune i beni “a spezzatino”. La Regione pronta al passaggio monco senza le stufe.

La Regione sarebbe pronta a girare nelle mani del Comune di Sciacca non tutto il patrimonio termale. Impedimenti di varia natura burocratica limiterebbero la portata della concessione del tanto atteso passaggio dei beni termali all’ente locale: è quanto emerge da alcune indiscrezioni, al termine dell’incontro tra la sindaca Francesca Valenti e l’assessore regionale all’economia Alessandro Baccei. La Regione Sicilia sarebbe pronta tra qualche giorno a concedere al Comune di Sciacca soltanto alcuni di quei beni che fanno parte del suo patrimonio: stabilimento, Grand Hotel , piscine Molinelli e il parco.

Il contenuto dell’atto che stabilisce l’affidamento al Comune che come annunciato oggi dalla sindaca Francesca Valenti al termine della riunione svoltasi a Palermo in assessorato, si dovrebbe consumare a breve, escluderebbe il piccolo e il grande albergo di San Calogero, l’ex Motel Agip e perfino, le stufe termali. Insomma, il cosiddetto spauracchio dell’operazione “spezzatino” paventata da anni in città, potrebbe materializzarsi a breve e per di più con il beneplacito della firma apposta sull’atto di concessione dallo stesso Comune di Sciacca.

Lo spezzettamento sarebbe servito dall’accelerazione impressa dal governo regionale uscente, voglioso di definire la questione Terme ben prima delle consultazioni elettorali del prossimo cinque novembre e da altri cavilli che impedirebbero alla restante parte dei beni di transitare nella disponibilità del Comune.

In particolare, sull’ex Motel Agip, che oggi ospita il comando della polizia municipale di Sciacca, pende ancora un contenzioso giudiziario, mentre il piccolo e il grande albergo di San Calogero, strutture ricettive mai aperte al pubblico, addirittura non sarebbero neanche in regola col Catasto. Escluse, inspiegabilmente, dall’inventario dei beni da affidare al Comune anche le stufe di San Calogero.

Sarebbe lo stesso Baccei a spingere per fare in fretta: la vicenda Terme di Sciacca non si vuol far trovare al tavolo del prossimo Governo. Il Comune di Sciacca, una volta sancito l’accordo con la Regione, dovrebbe poi pensare alla redazione di un bando col quale reclutare un privato pronto a investire soltanto su alcuni singoli beni.

La sindaca Francesca Valenti, dal canto suo, al termine dell’incontro avuto con l’assessore regionale Alessandro Baccei, si è mostrata soddisfatta e positiva circa fattibilità e tempistica del passaggio Regione-Comune, ma nulla ha anticipato circa il passaggio “monco” del patrimonio che il Comune si ritroverebbe tra le sue mani. La prima cittadina, oggi ha parlato semplicemente di “dettagli di natura tecnico-giuridica” che resterebbero da definire con la Regione.

Ma per Sciacca avere lo stabilimento senza le sue stufe sarebbe lo stesso una vittoria?