La guerra tra noi, Cecilia Strada: “La pace è un’attivita’ che inizia dal nostro quartiere”

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Un libro che parala di guerra anche se apparentemente viviamo la pace. E’ stata Cecilia Strada a presentare ieri al Multisala Badia Grande di Sciacca nell’ambito dell’evento letterario organizzato dalla libreria Ubik di Sciacca, il suo libro “La Guerra tra noi” edito da Rizzoli.

Sono guerre diverse, quelle che la figlia di Gino Strada e per circa otto anni presidente di Emergency racconta per esperienza diretta, guerre e sangue in diversi angoli del mondo, vista da vicino nei tanti viaggi di lavoro.

“C’è la guerra fatta con le pallottole – ha raccontato la scrittrice e filantropa durante l’appuntamento di ieri pomeriggio – sparando al Campus a Kabul, c’è quella che si prepara in Sardegna dove le bombe vengono costruite e poi c’è la guerra di ritorno, che chiede il conto. Abbiamo passato decenni a riempire zone del mondo di armi, violenza e insicurezza, ci abbiamo mandato gli eserciti, gli abbiamo portato via le risorse e la conseguenza la vediamo oggi sotto forma di un flusso inverso di persone che da quei Paesi scappano, migrano, si spostano e vengono qui. È un cerchio in cui siamo tutti collegati”.

“ll pacifismo – ha proseguito –  credo non abbia un buon ufficio stampa mentre la guerra ha un ufficio marketing efficientissimo, poiché è necessaria la propaganda di guerra per convincere i cittadini a sponsorizzare, celebrare e pagare questa pazzia totale che è la guerra. C’è un grosso equivoco nel credere che la pace sia qualcosa di passivo, per niente eccitante quando invece si tratta di qualcosa estremamente attivo: la pace la dobbiamo costruire ogni giorno con i nostri comportamenti, partendo dal nostro quartiere”.