Dopo il rigetto del Tar sulla sospensiva del piano Aro, Scaduto valuta l’appello

L’avvocato Stefano Antonio Scaduto, dopo il provvedimento del TAR di rigetto della istanza di sospensiva degli effetti del Piano Rifiuti del Comune di Sciacca,  istanza presentata dal Comitato sulla trasparenza del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti che Scaduto ha rappresentato, così commenta la decisione del Tar: “Il provvedimento – sottolinea Scaduto –  non è una sentenza sul merito del ricorso che, precisiamo, resta in piedi, e dovrà essere discusso, ma è un’ordinanza sulla sola istanza di sospensiva, peraltro appellabile. Valuteremo se proporre appello”.
Secondo il legale inoltre, il fatto che il TAR ha deciso di compensato le spese cioè ha obbligato il Comune di Sciacca e la ditta appaltante a pagarsi le proprie spese legali e non a farsele pagare dal Comitato sulla Trasparenza dei Costi, dimostrerebbe che il Giudice amministrativo ha ritenuto che le tesi del Comitato sono meritevoli di essere approfondite, altrimenti avrebbe condannato il Comitato alle spese legali.

Infine, Scaduto evidenzia: ” Il Comune di Sciacca ha ammesso nel suo atto difensivo le difformità da noi contestate fra il Capitolato speciale di appalto approvato dal Consiglio comunale ed il Capitolato speciale d’appalto inviato dal Comune all’Urega per la gara d’appalto, ritenendo che tali difformità siano dovute a “ refusi di stampa”.

” In virtù di ciò – conclude-  riteniamo che il Comune di Sciacca sia ora obbligato a correggere in autotutela tali difformità, e quindi, qualora volesse stipulare il contratto con l’impresa, il Comune di Sciacca è obbligato ad inserire nel contratto le clausole approvate dal Consiglio comunale, ciò a tutela dei cittadini saccensi nei confronti del Gestore del servizio”.