Terremoto in casa Sciacca Democratica, Valeria Gulotta non condivide le scelte assunte e lascia il gruppo Cusumano

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I contraccolpi alla costituzione della nuova giunta al Comune di Sciacca arrivano anche in consiglio con Valeria Gulotta che lascia il gruppo di Sciacca Democratica. Praticamente l’area Cusumano perde un consigliere comunale anche se la Gulotta mantiene il sostegno all’amministrazione Valenti. Niente interviste, al momento, ma una nota molto chiara da parte del consigliere che non condivide il metodo seguito per le indicazioni riguardanti la nuova giunta. Lei si era già fatta da parte, per ragioni personali, ma quanto è stato fatto non lo condivide. Critica il metodo che ha portato fuori dalla giunta Filippo Bellanca e quello attraverso il quale si è arrivati alla designazione di Carmelo Brunetto e Calogero Segreto. “Nulla sulle persone – precisa – ma il metodo è stato sbagliato”. “Ritengo che sia necessario essere coerenti con se stessi – scrive –  perchè i valori morali sono più forti delle regole politiche non scritte. D’ora in avanti – continua – svolgerò il mio ruolo di consigliere da indipendente in seno al consiglio comunale, avendo come obiettivo sempre e soltanto il bene della comunità saccense. Sono convinta che senza alcuna logica d’appartenenza il mio mandato consiliare possa portare maggiori risultati. Mantenendo l’impegno preso con i miei elettori voterò ogni provvedimento che riterrò utile per la crescita civile, sociale, politica ed economica della città”. Poi ricorda di essersi già fatta da parte, da tempo, “per ragioni prettamente personali” da un’eventuale nomina ad assessore, ma Sciacca Democratica, aggiunge ha adottato “criteri di scelte che non condivido”. Da oggi, pertanto, Valeria Gulotta è un consigliere indipendente. Gli altri possibili contraccolpi in consiglio sono legati alle posizioni di Cinzia Deliberto e Paolo Mandracchia. Quest’ultimo già mentre gli veniva revocata la nomina ad assessore ha affermato che avrebbe sostenuto la scelta di un altro rappresentante di Uniti per Sciacca, ma aggiungendo di “un certo imbarazzo” che avrebbe provato in consiglio alla luce di quanto accaduto.