Carnevale e polemiche, il danzatore Giuseppe Barsalona: “Mi scuso a nome della giuria per il risultato, ma i carristi non possono scegliere i giurati”

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“Durante le volte in cui la giuria si è riunita, ho percepito come se ci fosse la volontà di voler demolire in particolare due carri”. Così Giuseppe Barsalona, ballerino professionista con un curriculum di tutto rispetto nel mondo della danza, giurato per la seconda volta consecutiva del Carnevale di Sciacca, commenta le polemiche sul risultato della classifica della 119° edizione della festa.

Barsalona, chiamato a giudicare le coreografie, sui social è stato accusato da più parti di essere stato assai duro nella valutazione di alcuni gruppi mascherati. “Ho valutato secondo la mia competenza e il background culturale nel settore – ha detto – talvolta non conoscevo neanche le persone che avevo davanti, ma chiederei a quanti mi hanno additato o inviato messaggi privati per onestà intellettuale di fare lo stesso con gli altri giurati, ad esempio, nei movimenti, che hanno assegnato il massimo con delle opere completamente statiche.

Barsalona ha le idee abbastanza chiare anche sulle modalità di voto e sui cambiamenti che in questi giorni son venuti fuori dopo la discussa valutazione: “In una città così piccola affidarsi al voto popolare – ammette –  vuol dire far vincere chi ha più amici. Così come non è giusto che i carristi dettino le loro preferenze sui giurati. Ad esempio, ho saputo che io sono stato contattato soltanto all’ultimo perché non ero ben visto da alcune associazioni culturali. Mi scuso a nome di tutti per il risultato che è venuto fuori, ma i carristi non possono esprimere la loro preferenza sui giurati”.

Secondo il ballerino, i cambiamenti annunciati adesso dalla sindaca Valenti dovevano essere già attuati lo scorso anno: “Lo avevano detto anche lo scorso anno che il metodo sarebbe cambiato – ha detto – ma stiamo ancora qui a parlare. Il prossimo lo faremo nuovamente. Il Carnevale è lo specchio di questa città. Per cambiare, ci vuole il coraggio di volerlo fare”.