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Perde un occhio dopo intervento, risarcimento da oltre 100 mila euro dall’Asp

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Un intervento considerato di routine, le complicazioni post-operatorie e, infine, la perdita della vista da un occhio.

È il lungo calvario vissuto da una paziente, oggi anziana, iniziato nel 2014 all’ospedale “Barone Romeo” di Patti e conclusosi nei giorni scorsi con una sentenza di condanna nei confronti dell’Azienda sanitaria.
Il Tribunale di Messina, giudice monocratico Viviana Scaramuzza, ha disposto il risarcimento di 108mila euro a carico dell’Asp, oltre alla rifusione delle spese processuali e di quelle sostenute per l’accertamento tecnico preventivo.

La donna è stata assistita sin dall’inizio dall’avvocato Maria Rita Mondello, che aveva presentato denuncia avviando l’iter giudiziario.
I fatti risalgono al gennaio 2014, quando la paziente venne ricoverata al “Barone Romeo” per essere sottoposta a un intervento di vitrectomia all’occhio destro.

Un’operazione considerata ordinaria ma che, nel caso specifico, avrebbe avuto gravi complicazioni. Due giorni dopo l’intervento, la donna tornò in ospedale lamentando forti dolori e l’impossibilità di vedere dall’occhio operato. Seguì un secondo intervento, che però non riuscì a evitare il danno permanente.
Nel 2020 è stato avviato il ricorso al tribunale civile. I consulenti tecnici incaricati hanno ritenuto che le complicanze fossero riconducibili a un’infezione batterica. È stata inoltre contestata la mancanza di un adeguato consenso informato in merito ai rischi infettivi post-operatori e richiesto di accertare il nesso causale tra la condotta sanitaria e i danni riportati dalla paziente.
Il collegio peritale ha anche evidenziato l’assenza, nella documentazione medica prodotta, dei report relativi alla disinfezione della sala operatoria, sottolineando come non sia stato possibile verificare se il personale si sia attenuto alle procedure previste dalla Direzione sanitaria.
All’esito del giudizio, il tribunale ha riconosciuto la responsabilità dell’Azienda sanitaria provinciale, condannandola al risarcimento in favore della donna, chiudendo così una vicenda giudiziaria durata oltre dieci anni.

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