Omicidio piazza Progresso a Raffadali, il padre confessa (Video del momento del fermo)

Gaetano Rampello, 57 anni, ha confessato. L’assistente capo della polizia, assistito dal suo legale, alla fine durante l’interrogatorio, ha ammesso d’aver sparato ben quindici colpi al figlio Vincenzo Gabriele, di 24 anni.

E’ stato individuato e raggiunto dai poliziotti alla fermata del bus che aveva raggiunto dopo aver freddato il figlio in piazza Progresso.

Alla base dell’omicidio, secondo quanto i carabinieri della compagnia di Agrigento, guidati dal maggiore Marco La Rovere, hanno potuto ricostruire, vi sono i continui e repentini dissidi familiari. Anche di natura economica. Il figlio richiedeva soldi in continuazione al genitore.

Vincenzo Gabriele viveva da solo a Raffadali dopo che i genitori si erano separati mentre il padre viveva a Catania.

Il ragazzo, secondo quanto riferito dal sindaco Silvio Cuffaro, aveva dei problemi psichici e più volte era stato ricoverato presso strutture private dedicate proprio per questo suo stato.

 La nostra comunità è sconvolta – ha detto all’Agenzia La Presse il primo cittadino – Conoscevamo tutti il ragazzo qui in paese, aveva problemi psichici molto gravi. Il ragazzo viveva da solo, in una casa adiacente a quella dello zio. Lo zio, per come poteva, cercava di impartirgli delle regole, ma non era facile. Siamo molto dispiaciuti per quanto accaduto. Il ragazzo – sottolinea – aveva paura delle persone in divisa e degli assistenti sociali. Il padre si recava a Raffadali spesso per dare dei soldi al figlio. Il comune aveva preparato un progetto motivazionale per inserirlo all’interno dell’amministrazione, per fare il modo che lui avesse una paga mensile, lui però era diffidente, non ha mai accettato perché aveva paura che qualcuno potesse ricoverarlo di nuovo, ma non era questa la nostra intenzione. Era un ragazzo buono, non faceva del male a nessuno.

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