Sambuca e una storia di solidarietà lunga oltre un secolo che attraversa l’oceano

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Il vicesindaco di Sambuca, Giuseppe Cacioppo, attraverso un suo post sui social, diffonde una bellissima storia di solidarietà che vede protagonista una famiglia sambucese, il cui altruismo viene tramandato da oltre 100 anni.

Tutto parte dal 1890, quando i coniugi sambucesi Giorgio e Margherita Maggio, giovanissimi, emigrano da Sambuca per cercare fortuna in America, trasferendosi nel New Jersey. Dal loro matrimonio nascono 6 figli, tra cui Nick, che diventerà avvocato, e George, farmacista.

Verso la fine degli anni ’50, i due fratelli si fanno promotori della raccolta pro costruzione della “Casa del Fanciullo”, un orfanotrofio e, attraverso iniziative quali feste, cene di gala, lotteria e raccolte porta porta ottengono molte offerte, sia da parte di sambucesi che non, riuscendo a far realizzare a Sambuca quest’importante struttura che dedicarono ai loro genitori.

A quanto pare, la solidarietà nella famiglia maggio è ereditaria. Infatti, nel 1965 nasce Lisa, nipote del farmacista George.

A 58 anni, forte del desiderio di visitare il paese di origine e la storia di famiglia legata alla “Casa del Fanciullo”, matura l’idea di un viaggio. E con esso, la volontà di farsi prossima – alla pari del nonno – a chi ha bisogno. Così, a giorni dallo scoppio del conflitto Russo Ucraino, intercetta una famiglia Ucraina, Ramila, Dima e la piccola Ele  di tre anni, alla quale trova subito un alloggio a Sambuca – messo a disposizione da Gianluca Di Miceli – e offrendo il vitto.

Lisa – che in 16 mesi è già stata a Sambuca ben tre volte – si fa prossima a tutte le esigenze della famiglia Ucraina. Dalle visite mediche ai materiali per la scuola di Ele.

Commosso, il vicesindaco ha espresso la sua stima per Lisa e la famiglia Maggio diffondendo questa bella storia e dichiarando:

A Lisa e a tanti altri amici hanno preso a cuore anche le altre due famiglie ucraine – Pietro Cacioppo ed Anna Maurici in primis – va il nostro grazie che è carico di stima. Affetto. Riconoscenza. Un gesto encomiabile che – ora come allora – riattraversa l’oceano per stendere la mano.  Un gesto che meriterebbe la prima pagina di un giornale, ora più che mai che la guerra non accenna a finire e che milioni di persone sono senza luce e acqua, le stesse che le famiglie ucraine ospiti a Sambuca non avrebbero se queste storie senza tempo e con i colori della bandiera della Pace non avessero preso forma e cuore. Lodi. Lodi a tutti”.