Il Tar Lazio sblocca il visto: nonna dallo Sri Lanka potrà assistere al parto

È stato necessario un ricorso al Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio per permettere a una nonna di assistere al parto della nuora e sostenere il figlio, un cittadino singalese residente regolarmente a Palermo, padre di altri due bambini, di cui uno affetto da autismo.
La donna si era vista negare dall’Ambasciata d’Italia a Colombo, nello Sri Lanka, il visto temporaneo richiesto per motivi familiari.
Il figlio aveva dichiarato formalmente di farsi carico di tutte le spese di viaggio e soggiorno della madre, allegando alla domanda:
quattro denunce Inps relative ai contratti di lavoro
buste paga e contributi versati
movimenti bancari attestanti l’accredito dello stipendio
una polizza di assicurazione medica stipulata per la madre
Nonostante la documentazione, il consolato aveva respinto la richiesta con motivazioni generiche, sostenendo la mancata dimostrazione delle finalità e delle condizioni del soggiorno e l’insufficienza dei mezzi di sostentamento.
Assistito dall’avvocato Sonia Spallitta, l’uomo ha presentato ricorso al Tar.

Il presidente del Tar Lazio, Francesco Arzillo, ha accolto l’istanza, ritenendo sussistenti “i presupposti di estrema gravità” e ordinando l’immediato riesame della domanda di visto, anche alla luce dei profili familiari e assistenziali evidenziati.
A seguito del provvedimento, l’ambasciata ha rilasciato il visto: la nonna potrà così raggiungere l’Italia e condividere con la famiglia la nascita del nipote, offrendo supporto in un momento particolarmente delicato.

Sottomarino emerge nello Stretto di Messina, intervento della Guardia Costiera

Una mattinata insolita per Messina, dove nelle prime ore del giorno un sottomarino è emerso nelle acque dello Stretto di Messina, attirando l’attenzione di cittadini e bagnanti.

La scena, rara e suggestiva, non è passata inosservata: in pochi minuti foto e video dell’unità militare hanno iniziato a circolare sui social, alimentando curiosità e domande.
Sul posto è intervenuta una motovedetta della Guardia Costiera, che ha raggiunto il sottomarino monitorandone la posizione e garantendo la sicurezza della navigazione in uno dei tratti di mare più trafficati del Mediterraneo.

Dopo aver stazionato per diversi minuti nelle acque antistanti la città, il personale della Capitaneria è salito a bordo dell’unità, avviando successivamente un’operazione di scorta lungo lo Stretto.
Al momento non sono stati diffusi dettagli ufficiali sull’identità del mezzo né sulla missione in corso. Secondo indiscrezioni, potrebbe trattarsi di un sottomarino della classe U-212A, impiegato abitualmente in attività di pattugliamento e controllo.

Fonti militari confermano comunque che la presenza rientra nelle ordinarie operazioni di monitoraggio e sorveglianza delle acque territoriali.
L’episodio conferma ancora una volta il valore strategico dello Stretto di Messina, crocevia fondamentale non solo per il traffico di traghetti e navi commerciali, ma anche per le attività delle forze marittime impegnate nella sicurezza e nel controllo continuo dell’area.

Emergenza al lungomare di Seccagrande: “Scogliera artificiale inadeguata”

L’emergenza al lungomare di Seccagrande ha riacceso l’attenzione sul tratto del lungomare Leonardo da Vinci, dopo il duro intervento di Wwf Sicilia Area Mediterranea e Marevivo Sicilia.
Dopo il sopralluogo dei tecnici comunali, di Arpa, Aica e Capitaneria di porto per verificare lo stato dei luoghi e fare il punto sulla situazione nuovo intervento di Wwf Area Mediterranea e Marevivo Sicilia.
“Durante il controllo – scrivono le associazioni ambientaliste – è stato empiricamente constatato che la conduttura spezzata sarebbe quella delle acque bianche. Un elemento che, per pura fortuna, ridimensiona almeno in parte il quadro più allarmante. Allo stato attuale, pur essendo la tubazione stata scoperta dalla mareggiata, non si rilevano perdite dalla condotta delle acque nere”.

Danni strutturali e criticità evidenti

“La scomparsa e/o l’inadeguatezza della scogliera artificiale – sottomesso Wwf e Maresicilia – impone una riflessione urgente e interventi strutturali adeguati.
L’erosione ha compromesso la sede stradale, oggi divenuta intransitabile, con evidenti ripercussioni sulla sicurezza pubblica e sulla viabilità, soprattutto in vista della stagione balneare ormai alle porte. In estate, infatti, le pompe di sollevamento delle acque nere opereranno a pieno regime, aumentando la pressione su un sistema già esposto”.
Il sindaco è intervenuto per rassicurare la popolazione, ma resta evidente “che l’emergenza al lungomare di Seccagrande necessita di azioni rapide e concrete”.

Emergenza al lungomare di Seccagrande: i nodi burocratici

Accanto ai danni materiali emergono criticità amministrative che rischiano di rallentare ulteriormente la risoluzione del problema.
A differenza di altri Comuni colpiti dal ciclone Harry, come Lampedusa, “non sarebbe stata attivata tempestivamente la procedura di somma urgenza”. Una scelta che avrebbe consentito, per gli ambientalisti, l’accesso rapido ai fondi necessari per fronteggiare i danni e avviare la messa in sicurezza.
“Il Comune potrebbe anticipare le somme per la messa in sicurezza, ma l’operazione appare complessa e dagli esiti incerti. Per il ripristino strutturale e le opere di difesa costiera si dovrà ricorrere ai finanziamenti dell’assessorato alle Infrastrutture attraverso l’iter ordinario”.
Il rischio, sottolineano le associazioni, è che senza una pressione politica costante il progetto possa rimanere intrappolato nei tempi lunghi della burocrazia, come accaduto per molte opere pubbliche in Sicilia.
“Annunciare finanziamenti milionari non basta a rassicurare i cittadini né a modificare la realtà dei fatti”.

Wwf Sicilia Area Mediterranea e Marevivo Sicilia ribadiscono la propria disponibilità a collaborare “con spirito costruttivo e garbato, nell’interesse della tutela ambientale e della sicurezza del territorio”.

Acate, installate le barriere “acchiappa plastica” alla foce del Dirillo: primo intervento in Sicilia

È entrato in funzione questa mattina l’impianto di intercettazione e rimozione dei rifiuti galleggianti alla foce del Dirillo, nel territorio di Acate, in provincia di Ragusa.

Si tratta del primo intervento del genere in Sicilia e tra i primi in Italia, un sistema innovativo pensato per contrastare l’inquinamento fluviale e marino causato dalla plastica.

L’infrastruttura prevede l’installazione di barriere mobili in grado di intercettare, accumulare e rimuovere rifiuti e detriti plastici trasportati dalla corrente, impedendone lo scarico in mare. L’obiettivo è duplice: tutelare l’ecosistema fluviale e costiero e prevenire la dispersione di microplastiche, dannose per la fauna ittica e per l’intera catena alimentare.Il progetto è stato finanziato dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica all’Autorità di bacino della Presidenza della Regione Siciliana, nell’ambito delle risorse previste dalla legge “Salvamare”. L’intervento rientra inoltre in un programma sperimentale triennale promosso dallo stesso Ministero.L’impianto è stato progettato per integrarsi in modo non invasivo con l’ambiente fluviale, garantendo un’azione efficace di raccolta senza alterare l’equilibrio naturale del corso d’acqua.

Aica elimina 30 perdite idriche nelle ultime 2 settimane a Sciacca, adesso lavori alla Foggia


Sono una trentina le perdite idriche riparate nella contrada San Marco e nelle vie Betulle, Toscana, Lazio e Bengasi nelle ultime due settimane a Sciacca. Al lavoro due squadre di Aica. Una goccia nel mare di circa 500 perdite idriche nel territorio saccense, ma, in ogni caso, un fatto positivo.

Gli interventi nella contrada San Marco hanno consentito di dare soluzione a un problema che si registrava da tempo evitando uno spreco di risorsa idrica in una zona densamente abitata in estate, ma con tantissimi residenti anche nella stagione estiva.

Adesso c’è un nuovo programma di interventi che consentirà di eliminare alcune perdite anche in centro storico, come nel corso Vittorio Emanuele e in via Conzo.

Altri lavori sono in programma in via Catusi, nella zona in cui si trovano alcune scuole della città. Aica vuole eliminare le perdite idriche anche nella contrada Foggia dove alcune transenne insistono, già da parecchio tempo, al centro della strada.

Carnevale di Sciacca, il presidente di giuria: “I dettagli faranno il vincitore” (Video)

Seconda esperienza per Sino Caracappa alla guida della giuria del Carnevale di Sciacca.

L’operatore culturale saccense ed ex assessore oggi definisce di grande qualità sia i componenti della squadra chiamata a valutare i carri allegorici in concorso sia le stesse opere in cartapesta.

Lo stesso presidente poi stigmatizza e frena sulle possibili polemiche che in queste ore si stanno generando attorno ad una immagine che ritrae la scheda di valutazione di un giurato. Per Caracappa si tratta di un “fake” e assicura che i giurati torneranno a votare in questo ultimo fine settimana.

“Sarà la differenza nei dettagli – afferma infine Caracappa – che decreteranno il vincitore”.

Bonus bebè 2026, dalla Regione mille euro per i nuovi nati: Schifani “Sosteniamo le famiglie in difficoltà”

La Regione Siciliana conferma anche per il 2026 il bonus bebè da mille euro destinato alle famiglie con maggiori difficoltà economiche. È stato pubblicato l’avviso dell’assessorato regionale della Famiglia e delle politiche sociali che disciplina modalità e termini per accedere al contributo.
«Con questa misura – dichiara il presidente della Regione e assessore ad interim, Renato Schifani – confermiamo un impegno concreto a favore delle famiglie siciliane che vivono in condizioni di maggiore fragilità economica.

Sostenere la natalità significa investire nel futuro della nostra comunità, rimuovendo gli ostacoli economici che possono incidere sulla scelta di diventare genitori.

Si rafforza, inoltre, il ruolo dei Comuni come presidio territoriale di prossimità. L’impegno del governo regionale è quello di lavorare per ampliare le politiche familiari e garantire interventi sempre più efficaci e tempestivi».
Il contributo è rivolto ai neo-genitori residenti in Sicilia al momento del parto o dell’adozione, oppure a chi esercita la potestà parentale. Possono accedere al beneficio i cittadini italiani o comunitari con un Isee non superiore a 10 mila euro.
Per garantire una distribuzione più equa delle risorse nell’arco dell’anno, il bonus sarà erogato attraverso due finestre temporali con altrettante graduatorie: la prima riguarderà i nati dal 1° ottobre 2025 al 31 marzo 2026; la seconda i nati dal 1° aprile al 30 settembre 2026. Le domande relative ai bambini nati dal 1° ottobre al 31 dicembre 2026 saranno inserite nel primo semestre 2027.
Le richieste devono essere presentate entro 45 giorni dalla nascita, o dal provvedimento di adozione o affidamento, al proprio Comune di residenza.

I Comuni trasmetteranno poi le istanze all’assessorato regionale entro il 20 maggio 2026 per il primo semestre ed entro il 20 novembre 2026 per il secondo semestre.
Successivamente, gli uffici regionali procederanno alla redazione delle graduatorie, al riparto delle somme e all’assegnazione delle risorse ai Comuni, che provvederanno all’erogazione del bonus ai beneficiari. L’avviso pubblico è consultabile sul sito istituzionale della Regione.

Arma clandestina e banconote false, in carcere giovane residente a Menfi

Dalla truffa per l’acquisto di una moto da cross al rinvenimento di arma e banconote false. E’ questo il quadro che ha portato all’arresto di un 28enne palermitano residente a Menfi.
L’operazione è stata condotta dai carabinieri della Compagnia di Marsala, a conclusione di un’attività investigativa avviata dai militari della Stazione di Petrosino e supportata, nella fase esecutiva, dai carabinieri di Menfi.
L’uomo è accusato di detenzione di arma e munizioni clandestine e di spendita e detenzione di denaro falso.

Truffa per una moto: l’indagine su arma e banconote false

L’inchiesta ha preso le mosse da una querela presentata a seguito di una truffa verificatasi a Petrosino. Secondo quanto ricostruito, un uomo avrebbe acquistato una moto da cross versando 5.500 euro in contanti. Di questi, 5.100 euro – tutti in banconote da 100 euro – sarebbero risultati contraffatti.
Da questo episodio è scattata una serrata attività investigativa da parte dei carabinieri di Petrosino, che avrebbe consentito di individuare nel 28enne residente a Menfi il presunto autore della truffa.
Gli sviluppi dell’indagine hanno poi portato a focalizzare l’attenzione non solo sulla spendita di denaro falso, ma anche sulla possibile detenzione di arma e banconote false all’interno dell’abitazione dell’indagato.

Perquisizione: sequestrati soldi falsi e pistola artigianale

Nel corso della perquisizione domiciliare, i militari hanno rinvenuto 2.300 euro in banconote contraffatte, tutte del taglio da 100 euro.
All’interno dell’immobile è stata inoltre trovata una pistola calibro di fabbricazione artigianale, completa di 16 colpi. Il ritrovamento di arma e banconote false ha aggravato la posizione del 28enne, portando alla contestazione dei reati di detenzione di arma e munizioni clandestine oltre a quelli legati al denaro contraffatto.
Il materiale è stato posto sotto sequestro, mentre per l’uomo sono scattate le manette.

Convalida dell’arresto e misura cautelare

All’esito dell’udienza di convalida, l’autorità giudiziaria ha disposto nei confronti del 28enne la misura della detenzione in carcere.

Tentata truffa telefonica a Cianciana, l’allarme del sindaco Martorana

Un episodio di truffa telefonica è stato segnalato a Cianciana. A renderlo noto è il sindaco Francesco Martorana, che ha informato la cittadinanza dell’accaduto.

Secondo quanto comunicato dall’amministratore comunale, ignoti avrebbero contattato telefonicamente alcuni cittadini da numeri sconosciuti, utilizzando diverse giustificazioni per tentare di ottenere informazioni riservate, dati personali, denaro, oro o altri beni di valore.

“Si invita, sottolinea il primo cittadino, la popolazione ad evitare di rispondere a chiamate provenienti da numeri sconosciuti o sospetti, non comunicare per nessun motivo dati personali, codici di accesso, estremi di documenti o informazioni bancarie e sopratutto di non aprire la porta a sconosciuti e non consegnate somme di denaro o oggetti preziosi a terzi. In caso di dubbi o situazioni sospette, contattate immediatamente il Numero unico di emergenza 112 o rivolgetevi alle forze dell’ordine. Si raccomanda di informare e sensibilizzare in particolare le persone anziane e i soggetti più fragili.La prevenzione e la collaborazione di tutti sono strumenti fondamentali per tutelare la sicurezza della nostra comunità”, ha concluso il sindaco Martorana.

Capelli ricci difficili da gestire? Il problema potrebbe non essere quello che pensi

Se hai i capelli ricci, sai bene cosa significa.
Ci sono giorni in cui stanno bene… e altri in cui sembrano impossibili da gestire.

Gonfi, crespi, senza forma.
E spesso la sensazione è sempre la stessa:
non importa cosa fai, il risultato non cambia davvero.

Molte persone pensano che il problema sia il capello.
In realtà, nella maggior parte dei casi, non è così.


Il vero errore nei capelli ricci

I capelli ricci vengono spesso trattati come se fossero lisci. Questo è l’errore più comune.

Molti tagli tradizionali non tengono conto della struttura naturale del riccio e finiscono per:

  • appesantire il volume
  • alterare la forma
  • aumentare l’effetto crespo
  • rendere difficile la gestione quotidiana

Il risultato è una chioma che non risponde, che cambia continuamente forma e che richiede tempo e fatica per essere sistemata.


Un approccio professionale ai capelli ricci

Le informazioni presenti in questo articolo nascono anche dall’esperienza diretta di professionisti che hanno scelto di specializzarsi esclusivamente nella gestione del capello riccio.

Tra questi, Franco Bono Style, realtà attiva a Sciacca, ha sviluppato un approccio basato su formazione avanzata e tecniche specifiche dedicate alla struttura del riccio.

Il lavoro non si limita al taglio, ma parte da un’analisi attenta di:

  • texture
  • densità
  • movimento naturale del capello

con l’obiettivo di creare una forma che valorizzi il riccio anche nella sua espressione più naturale.

Questo tipo di approccio consente di ottenere risultati più armoniosi, duraturi e coerenti con le caratteristiche individuali di ogni persona.


Un metodo pensato per valorizzare il riccio

Quando il capello riccio viene trattato con competenza, il risultato cambia completamente.

Un approccio corretto permette di:

  • migliorare l’ondulazione naturale
  • definire la forma del riccio
  • valorizzare i volumi senza appesantire
  • ridurre l’effetto crespo
  • ottenere un risultato armonioso anche senza piega

Non si tratta di soluzioni temporanee, ma di un metodo basato su studio, tecnica ed esperienza.

La realtà è che molte persone convivono per anni con lo stesso problema, senza capire davvero da cosa dipende.
E continuano a provare soluzioni che non funzionano.


Fai la tua domanda sul tuo capello riccio

Ogni capello è diverso.
E molto spesso le difficoltà nascono da situazioni specifiche che non possono essere risolte con consigli generici.

Per questo motivo abbiamo deciso di fare qualcosa di diverso.

Puoi inviare la tua domanda specifica sui tuoi capelli ricci:
descrivi il problema che vivi ogni giorno, le difficoltà che incontri o ciò che non ti soddisfa.

Le domande raccolte verranno analizzate e utilizzate per realizzare un video esclusivo in cui verranno affrontati i dubbi più comuni e le situazioni più frequenti.


Un video costruito sui problemi reali

Il video non sarà un contenuto generico.

Sarà costruito partendo da problemi reali, vissuti ogni giorno da chi ha capelli ricci, per offrire risposte concrete e facilmente applicabili, come ad esempio:

  • capelli gonfi e senza forma
  • ricci poco definiti
  • difficoltà nella gestione quotidiana
  • risultati che non durano nel tempo

In questo modo potrai riconoscerti nelle situazioni trattate e capire cosa sta realmente succedendo ai tuoi capelli.


Come partecipare e ricevere il video

Per partecipare è sufficiente compilare il modulo presente nella pagina e inserire la tua domanda.

Dopo aver inviato la richiesta:

  • la tua domanda verrà raccolta insieme alle altre
  • riceverai il video non appena sarà disponibile
  • potrai accedere gratuitamente al contenuto

Non è richiesta alcuna esperienza specifica: basta descrivere ciò che vivi ogni giorno davanti allo specchio.

Si tratta di un contenuto riservato, pensato per chi desidera comprendere davvero come valorizzare i propri capelli ricci.


Dopo il video

Dopo aver visto il video, potrai valutare se approfondire la tua situazione con una consulenza personalizzata.

Un confronto diretto permette di:

  • analizzare le caratteristiche specifiche del tuo capello
  • individuare gli errori che lo stanno penalizzando
  • capire quale approccio può migliorare il risultato

Approfondimento

Il video che riceverai non è un contenuto teorico, ma nasce da situazioni reali vissute ogni giorno da chi ha capelli ricci.

Le risposte che troverai sono pensate per aiutarti a comprendere meglio il tuo caso specifico e iniziare a vedere i tuoi capelli in modo diverso.


Conclusione

I capelli ricci non sono un difetto da correggere, ma una caratteristica da valorizzare.

Quando vengono trattati con il giusto approccio, diventano più definiti, armoniosi e facili da gestire.

Spesso, ciò che fa davvero la differenza non è il prodotto utilizzato, ma la competenza con cui il capello viene studiato e lavorato.