Tentata truffa telefonica a Cianciana, l’allarme del sindaco Martorana

Un episodio di truffa telefonica è stato segnalato a Cianciana. A renderlo noto è il sindaco Francesco Martorana, che ha informato la cittadinanza dell’accaduto.

Secondo quanto comunicato dall’amministratore comunale, ignoti avrebbero contattato telefonicamente alcuni cittadini da numeri sconosciuti, utilizzando diverse giustificazioni per tentare di ottenere informazioni riservate, dati personali, denaro, oro o altri beni di valore.

“Si invita, sottolinea il primo cittadino, la popolazione ad evitare di rispondere a chiamate provenienti da numeri sconosciuti o sospetti, non comunicare per nessun motivo dati personali, codici di accesso, estremi di documenti o informazioni bancarie e sopratutto di non aprire la porta a sconosciuti e non consegnate somme di denaro o oggetti preziosi a terzi. In caso di dubbi o situazioni sospette, contattate immediatamente il Numero unico di emergenza 112 o rivolgetevi alle forze dell’ordine. Si raccomanda di informare e sensibilizzare in particolare le persone anziane e i soggetti più fragili.La prevenzione e la collaborazione di tutti sono strumenti fondamentali per tutelare la sicurezza della nostra comunità”, ha concluso il sindaco Martorana.

Capelli ricci difficili da gestire? Il problema potrebbe non essere quello che pensi

Se hai i capelli ricci, sai bene cosa significa.
Ci sono giorni in cui stanno bene… e altri in cui sembrano impossibili da gestire.

Gonfi, crespi, senza forma.
E spesso la sensazione è sempre la stessa:
non importa cosa fai, il risultato non cambia davvero.

Molte persone pensano che il problema sia il capello.
In realtà, nella maggior parte dei casi, non è così.


Il vero errore nei capelli ricci

I capelli ricci vengono spesso trattati come se fossero lisci. Questo è l’errore più comune.

Molti tagli tradizionali non tengono conto della struttura naturale del riccio e finiscono per:

  • appesantire il volume
  • alterare la forma
  • aumentare l’effetto crespo
  • rendere difficile la gestione quotidiana

Il risultato è una chioma che non risponde, che cambia continuamente forma e che richiede tempo e fatica per essere sistemata.


Un approccio professionale ai capelli ricci

Le informazioni presenti in questo articolo nascono anche dall’esperienza diretta di professionisti che hanno scelto di specializzarsi esclusivamente nella gestione del capello riccio.

Tra questi, Franco Bono Style, realtà attiva a Sciacca, ha sviluppato un approccio basato su formazione avanzata e tecniche specifiche dedicate alla struttura del riccio.

Il lavoro non si limita al taglio, ma parte da un’analisi attenta di:

  • texture
  • densità
  • movimento naturale del capello

con l’obiettivo di creare una forma che valorizzi il riccio anche nella sua espressione più naturale.

Questo tipo di approccio consente di ottenere risultati più armoniosi, duraturi e coerenti con le caratteristiche individuali di ogni persona.


Un metodo pensato per valorizzare il riccio

Quando il capello riccio viene trattato con competenza, il risultato cambia completamente.

Un approccio corretto permette di:

  • migliorare l’ondulazione naturale
  • definire la forma del riccio
  • valorizzare i volumi senza appesantire
  • ridurre l’effetto crespo
  • ottenere un risultato armonioso anche senza piega

Non si tratta di soluzioni temporanee, ma di un metodo basato su studio, tecnica ed esperienza.

La realtà è che molte persone convivono per anni con lo stesso problema, senza capire davvero da cosa dipende.
E continuano a provare soluzioni che non funzionano.


Fai la tua domanda sul tuo capello riccio

Ogni capello è diverso.
E molto spesso le difficoltà nascono da situazioni specifiche che non possono essere risolte con consigli generici.

Per questo motivo abbiamo deciso di fare qualcosa di diverso.

Puoi inviare la tua domanda specifica sui tuoi capelli ricci:
descrivi il problema che vivi ogni giorno, le difficoltà che incontri o ciò che non ti soddisfa.

Le domande raccolte verranno analizzate e utilizzate per realizzare un video esclusivo in cui verranno affrontati i dubbi più comuni e le situazioni più frequenti.


Un video costruito sui problemi reali

Il video non sarà un contenuto generico.

Sarà costruito partendo da problemi reali, vissuti ogni giorno da chi ha capelli ricci, per offrire risposte concrete e facilmente applicabili, come ad esempio:

  • capelli gonfi e senza forma
  • ricci poco definiti
  • difficoltà nella gestione quotidiana
  • risultati che non durano nel tempo

In questo modo potrai riconoscerti nelle situazioni trattate e capire cosa sta realmente succedendo ai tuoi capelli.


Come partecipare e ricevere il video

Per partecipare è sufficiente compilare il modulo presente nella pagina e inserire la tua domanda.

Dopo aver inviato la richiesta:

  • la tua domanda verrà raccolta insieme alle altre
  • riceverai il video non appena sarà disponibile
  • potrai accedere gratuitamente al contenuto

Non è richiesta alcuna esperienza specifica: basta descrivere ciò che vivi ogni giorno davanti allo specchio.

Si tratta di un contenuto riservato, pensato per chi desidera comprendere davvero come valorizzare i propri capelli ricci.


Dopo il video

Dopo aver visto il video, potrai valutare se approfondire la tua situazione con una consulenza personalizzata.

Un confronto diretto permette di:

  • analizzare le caratteristiche specifiche del tuo capello
  • individuare gli errori che lo stanno penalizzando
  • capire quale approccio può migliorare il risultato

Approfondimento

Il video che riceverai non è un contenuto teorico, ma nasce da situazioni reali vissute ogni giorno da chi ha capelli ricci.

Le risposte che troverai sono pensate per aiutarti a comprendere meglio il tuo caso specifico e iniziare a vedere i tuoi capelli in modo diverso.


Conclusione

I capelli ricci non sono un difetto da correggere, ma una caratteristica da valorizzare.

Quando vengono trattati con il giusto approccio, diventano più definiti, armoniosi e facili da gestire.

Spesso, ciò che fa davvero la differenza non è il prodotto utilizzato, ma la competenza con cui il capello viene studiato e lavorato.

Riqualificazione di via Imbornone a Ribera, nuove piante nello spartitraffico

Cuore di questa fase della riqualificazione di via Imbornone, a Ribera, è la fornitura e messa a dimora di nuove piante ornamentali che andranno a sostituire i vecchi ficus, ritenuti problematici per la loro interferenza con cavidotti, marciapiedi e fermate degli autobus.
Tra le specie selezionate figurano l’Arancio Amaro, il Rosmarino prostrato, la Russelia sp. e l’Agapanthus sp., essenze considerate più resistenti e maggiormente compatibili con il contesto urbano. La scelta delle nuove alberature rientra in una visione complessiva della riqualificazione di Via Imbornone, orientata a coniugare estetica, funzionalità e tutela delle infrastrutture.

Interventi previsti e manutenzione

L’intervento, affidato alla ditta Vivai Natura Verde, non si limita alla semplice piantumazione. Sono previste le prime irrigazioni, la concimazione minerale, trattamenti fitosanitari, consulenza agronomica e un servizio di manutenzione completa che comprende scerbatura, zappettatura e potature.
Il progetto è suddiviso in settori dalla A alla G e comprende anche le aree di via Calabria, Lombardia, Piemonte e viale Regione Siciliana. Le zone interessate includono aree sbancate, pavimentate e bordure, con particolare attenzione al rispetto delle norme di sicurezza.

Sicurezza, ecosistema e viabilità

La riqualificazione di via Imbornone mira a garantire maggiore sicurezza lungo una strada particolarmente frequentata da studenti e servizi pubblici. La sostituzione dei ficus con specie più idonee consentirà di ridurre le criticità legate alle radici invasive, prevenendo danni a marciapiedi, carreggiate e sottoservizi.
Allo stesso tempo, il nuovo assetto del verde contribuirà a migliorare l’ecosistema urbano e l’impatto estetico complessivo dell’arteria.

Ultima fase: rifacimento dell’asfalto

Con la conclusione di questa fase dedicata al verde, la riqualificazione di via Imbornone si avvia verso l’ultimo step: il ripristino completo dell’asfalto su entrambe le corsie, previsto a breve.
L’amministrazione comunale ha infine ringraziato l’ufficio agricoltura e la ditta aggiudicataria per la professionalità e la serietà dimostrate nell’esecuzione dei lavori, sottolineando l’importanza di un intervento atteso dalla cittadinanza e strategico per la vivibilità urbana.

Raffadali, scoperta autodemolizione clandestina: area sequestrata e due denunce

Blitz dei Carabinieri in contrada Sant’Anna, dove è stata individuata un’area adibita a presunta attività di autodemolizione svolta in assenza delle necessarie autorizzazioni.
L’operazione è stata condotta dai militari della Stazione locale con il supporto del Centro Anticrimine Natura Carabinieri di Agrigento e del personale dell’Arpa, nell’ambito di mirati servizi di tutela ambientale.
Nel corso dei controlli, su un terreno privato sono stati rinvenuti numerosi veicoli fuori uso e parti meccaniche accatastate, verosimilmente destinate allo smontaggio e al recupero dei componenti. All’interno del sito i militari hanno sottoposto a sequestro 24 autovetture, 2 ciclomotori e 3 furgoni non funzionanti e parzialmente smontati, oltre a un natante, diversi motori di autoveicoli e numerose parti meccaniche. Presenti anche rifiuti speciali, tra cui pneumatici.
Al termine degli accertamenti l’intera area è stata sequestrata. I Carabinieri hanno deferito all’Autorità Giudiziaria un quarantenne di Raffadali e un trentenne residente a Porto Empedocle, ritenuti, allo stato degli atti, responsabili in concorso di gestione non autorizzata e abbandono di rifiuti, in violazione della normativa prevista dal Testo Unico dell’Ambiente.
L’attività si inserisce nei servizi di controllo del territorio finalizzati alla prevenzione dei reati ambientali.

Tentata rapina nel reparto di Ostetricia: tre condannati, dovranno risarcire la parte civile

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso e ha condannato definitivamente a tre anni di reclusione due donne e un uomo per una tentata rapina nel reparto di Ginecologia dell’ospedale di Sant’Agata Militello

Si tratta di  Giuseppe Di Bella, 42 anni, Lina Licata, 45 anni, e Maria Rosaria Paci, 36 anni: tutti e tre di Canicattì.

Secondo quanto accertato nel corso del procedimento, i tre avrebbero tentato di impossessarsi di denaro e oggetti in oro per un valore superiore ai diecimila euro, custoditi all’interno di una teca collocata in una statua della Madonna nel reparto di Ostetricia e Ginecologia dell’ospedale cittadino.
Le due donne, in particolare, dopo essere entrate nel reparto, avrebbero minacciato una sanitaria puntandole contro una pistola giocattolo.

Alla reazione dell’operatrice è seguita l’aggressione: la dipendente è stata afferrata e strattonata per i capelli.
L’episodio aveva destato forte preoccupazione, sia per il luogo in cui si è verificato – un reparto particolarmente delicato come quello di Ostetricia e Ginecologia – sia per le modalità dell’azione.
Con la sentenza, oltre alle pene previste, è stato disposto il risarcimento dei danni in favore della parte civile.

La centralinista di Porto Empedocle si presenta ad un posto di Polizia , si era allontanata volontariamente

Si e’ presentata ieri sera in un posto di Polizia di un comune siciliano, Rossana Gucciardo, 41 anni, ipovedente e centralinista in servizio al Comun di Porto Empedocle. Della donna non si avevano più notizie da venerdì scorso, quando è uscita di casa in mattinata senza fare più rientro.
I familiari, non vedendola tornare e non riuscendo a mettersi in contatto con lei, avevano presentato formale denuncia ai carabinieri, che avevano immediatamente avviato le ricerche sul territorio. Ore di grande preoccupazione per parenti e amici, che attraverso i social avevano diffuso un accorato appello affinché chiunque abbia informazioni utili potesse farsi avanti.

La vicenda si è conclusa con un lieto fine, la donna ha spiegato ai carabinieri di essersi allontanata volontariamente

Siculiana, monumento ai martiri siciliani delle Foibe nel ricordo di Gerlando Vasile

Una ferita della storia che si ricuce nel segno della consapevolezza nazionale. Domani, giovedì 26 febbraio, alle ore 15:30, la villa comunale “Falcone-Borsellino” di Siculiana ospiterà la cerimonia di inaugurazione del monumento dedicato a Gerlando Vasile, cittadino siculianese vittima delle Foibe, e ai tanti siciliani caduti o esuli dal confine orientale.

Il progetto, fortemente voluto dall’amministrazione comunale guidata dal sindaco Giuseppe Zambito in collaborazione con l’Unione degli Istriani, trova la sua anima nella figura della signora Rosa Vasile. Esule istriana e figlia di Gerlando, Rosa ha dedicato la vita alla ricerca della verità sulla fine del padre. Oggi, all’età di 92 anni, vedrà finalmente il nome di suo padre scolpito nella pietra del suo paese d’origine, realizzando il desiderio di riportarlo idealmente a casa. 

“Questo monumento non è un atto di parte, ma un atto di giustizia e di onestà verso la nostra storia” – dichiara il sindaco Giuseppe Zambito. “La determinazione della signora Rosa, che a 92 anni testimonia con lucidità un dramma a lungo taciuto, ci ha spinto a creare un luogo della memoria che appartenga a tutti i cittadini, oltre ogni divisione ideologica”. La solennità dell’evento sarà arricchita dai contributi musicali del Coro “Magnificat” di Agrigento e della Banda Musicale “Bellini” di Siculiana, che accompagneranno i momenti salienti della scopertura del monumento e della benedizione.

Interverranno: Giuseppe Zambito, Sindaco di Siculiana; Salvatore Caccamo, Prefetto di Agrigento; Mons. Alessandro Damiano, Arcivescovo di Agrigento; Massimiliano Lacota, Presidente dell’Unione degli Istriani; Piero Fassino, Deputato; Roberto Menia, Senatore della Repubblica e primo firmatario della legge per l’istituzione del giorno del ricordo.

Alla manifestazione prenderanno parte le massime autorità civili e militari della provincia, i Sindaci del territorio e gli alunni dell’Istituto Comprensivo “Garibaldi”, ai quali sarà affidato il compito di custodire questo nuovo presidio di memoria civile.

Pensione anticipata: con stipendi bassi si rischia di lavorare oltre i 67 anni. Cosa dice la nuova circolare INPS

Pensione a 67 anni? Non per tutti: ecco cosa cambia davvero

L’uscita dal lavoro a 67 anni potrebbe non essere garantita per tutti i lavoratori. In particolare, chi percepisce uno stipendio basso rischia di dover lavorare più a lungo per maturare il diritto alla pensione.

A chiarirlo è l’INPS con la circolare n. 6 del 30 gennaio 2026, che aggiorna i parametri contributivi e mette in evidenza un aspetto spesso sottovalutato: il livello di reddito incide direttamente sulla maturazione dei contributi.


Come funziona il sistema contributivo in Italia

Per accedere alla pensione di vecchiaia, attualmente fissata a 67 anni, è necessario soddisfare un requisito fondamentale:

  • almeno 20 anni di contributi
  • equivalenti a 1.040 settimane contributive

Ma attenzione: non tutte le settimane lavorate vengono automaticamente riconosciute come “piene”.


Il problema degli stipendi bassi: il minimale contributivo INPS

Il nodo centrale riguarda il cosiddetto minimale di retribuzione.

Per il 2026, l’INPS ha stabilito che:

  • il minimale giornaliero è di circa 58,13 euro
  • il minimale settimanale è di circa 244 euro lordi
  • pari a circa 1.000 euro lordi mensili

👉 Solo raggiungendo questa soglia, una settimana lavorativa viene conteggiata come settimana contributiva piena.


Cosa succede se guadagni meno di 1.000 euro al mese

Se il reddito è inferiore a questa soglia, il meccanismo cambia:

  • le settimane vengono accreditate in modo proporzionale
  • non si maturano tutte le 52 settimane annue

Esempio concreto

Con uno stipendio di:

  • 800 euro lordi al mese
  • circa 9.600 euro annui

si maturano solo 39 settimane contributive l’anno, invece di 52.

👉 Risultato:
per raggiungere i 20 anni contributivi reali serviranno oltre 26 anni di lavoro.


Perché si rischia di lavorare oltre i 67 anni

Questo sistema può creare una situazione critica:

  • un lavoratore può aver lavorato “per 20 anni”
  • ma non aver maturato 20 anni di contributi pieni

👉 Conseguenza:
la pensione a 67 anni può slittare.

Questo riguarda soprattutto:

  • lavoratori part-time
  • contratti discontinui
  • lavoratori con redditi bassi
  • molte donne
  • occupazioni precarie

Non è una scelta dell’INPS: cosa dice la legge

È importante chiarire che questo meccanismo:

  • non è una decisione arbitraria
  • deriva dalle regole del sistema contributivo

In particolare:

  • D.Lgs. 124/1993
  • riforme previdenziali degli anni ’90

Un sistema che penalizza i redditi bassi

Dalla normativa emerge un effetto concreto:

  • chi guadagna meno deve lavorare di più
  • chi guadagna di più raggiunge prima i requisiti

👉 Questo crea una disparità reale nel sistema previdenziale.


Come evitare brutte sorprese sulla pensione

Per non trovarsi impreparati, è fondamentale:

  • verificare la propria posizione contributiva
  • controllare l’estratto conto INPS
  • valutare versamenti volontari
  • considerare strumenti di integrazione previdenziale

In sintesi

La nuova circolare INPS evidenzia un punto chiave:

  • stipendio basso = meno contributi accreditati
  • meno contributi = pensione più lontana

👉 L’età pensionabile di 67 anni resta valida, ma non è più una certezza per tutti.

Carta del Docente 2026: fino a 400 euro anche ai precari, novità su acquisti e formazione

La Carta del Docente 2026 si rinnova con importanti novità che ampliano la platea dei beneficiari e le modalità di utilizzo del bonus. Tra le principali innovazioni spiccano l’estensione ai docenti precari e l’introduzione di nuove spese ammesse, come i servizi di trasporto.

Si tratta di una misura centrale nel sistema di welfare scolastico, rafforzata anche dai fondi del PNRR destinati alla formazione e agli strumenti digitali per gli insegnanti.


Cos’è la Carta del Docente e a cosa serve

La Carta del Docente è un bonus introdotto dalla Legge n. 107 del 2015, pensato per sostenere la formazione e l’aggiornamento professionale degli insegnanti.

Attraverso una piattaforma digitale dedicata, i docenti possono utilizzare un credito annuale per acquistare beni e servizi utili alla propria crescita professionale.


Importo Carta del Docente 2026: quanto vale

Per l’anno scolastico 2025/2026, l’importo della Carta dovrebbe arrivare fino a 400 euro, in attesa del decreto ufficiale che ne definirà il valore esatto.

A questo si aggiungono ulteriori risorse per la formazione, con un sistema che punta a rafforzare le competenze del personale scolastico.


Novità 2026: cosa cambia davvero

Le novità introdotte rendono la Carta del Docente più flessibile e inclusiva.

Estensione ai docenti precari

Per la prima volta, il bonus sarà riconosciuto anche a:

  • docenti con contratto a tempo determinato fino al 31 agosto
  • docenti con incarico fino al 30 giugno
  • insegnanti part-time

Un cambiamento significativo che amplia il numero di beneficiari.

Nuove spese ammesse

Oltre agli acquisti tradizionali, la Carta potrà essere utilizzata anche per:

  • servizi di trasporto
  • attività legate alla mobilità professionale

Resta invece il vincolo sugli acquisti tecnologici, consentiti alla prima erogazione e poi ogni quattro anni.


Cosa si può acquistare con la Carta del Docente

Il bonus può essere utilizzato per diverse categorie di beni e servizi legati alla formazione:

  • libri e testi, anche digitali
  • riviste e pubblicazioni professionali
  • pc, tablet, software e strumenti digitali
  • corsi di aggiornamento e formazione accreditati
  • corsi universitari, master e specializzazioni
  • biglietti per eventi culturali, musei, teatro e cinema
  • attività coerenti con il piano formativo scolastico

Fondi PNRR: 270 milioni per scuole e insegnanti

Un altro elemento centrale riguarda i fondi del PNRR, che prevedono uno stanziamento di circa 270 milioni di euro.

Queste risorse saranno utilizzate dalle scuole per:

  • acquistare dispositivi come pc e tablet
  • fornire strumenti in comodato d’uso ai docenti
  • finanziare attività di formazione

Inoltre, ogni insegnante potrà beneficiare di circa 240 euro aggiuntivi per corsi di formazione approvati dal Collegio dei docenti.


Chi ha diritto alla Carta del Docente 2026

Il bonus sarà riconosciuto a diverse categorie di insegnanti:

  • docenti di ruolo (anche neoassunti e part-time)
  • docenti inidonei per motivi di salute
  • docenti in comando, distacco o fuori ruolo
  • docenti in servizio all’estero
  • docenti delle scuole militari
  • docenti precari con contratto fino al 30 giugno o 31 agosto
  • docenti con sentenze favorevoli

Si tratta quindi di una platea molto più ampia rispetto al passato.


Carta del Docente 2026: perché è importante

La riforma della Carta del Docente rappresenta un passo concreto verso un sistema scolastico più moderno e inclusivo.

L’obiettivo è duplice:

  • migliorare la qualità della formazione degli insegnanti
  • garantire pari opportunità anche ai docenti non di ruolo

In sintesi

La Carta del Docente 2026 introduce importanti novità:

  • fino a 400 euro di bonus
  • estensione ai docenti precari
  • nuove spese ammesse, inclusi i trasporti
  • fondi PNRR per formazione e strumenti digitali

Una misura che rafforza il ruolo della scuola e investe concretamente nella crescita professionale degli insegnanti.

Pietre e detriti al centro dello Stazzone, Pumilia: “Sono qui da un mese” (Video)

E’ trascorso ormai un mese dalla mareggiata che ha portato grosse pietre e detriti al centro dello Stazzone. La zona riqualificata alcuni anni fa è molto pericolosa per i bambini che frequentano il vicino parco giochi e anche per chi vuole fare una passeggiata. Si attende una rimozione non ancora effettuata dal Comune.

“Più che segnalare – dice il presidente del comitato di quartiere, Angelo Pumilia – noi non possiamo fare. A noi non è consentito intervenire e così anche in occasione del recente Carnevale tante famiglie sono venute allo Stazzone trovando questa brutta sorpresa”.

Per effettuare quest’intervento di pulizia della zona sono necessari soltanto qualche operaio e un mezzo. Dal Comune l’assessore al Lavori pubblici, Fabio Leonte, fa sapere che a breve la rimozione verrà effettuata.

I danni allo Stazzone, però, sono più ingenti e fanno parte di una richiesta di 1,2 milioni di euro avanzata alla Protezione civile. Altri due interventi necessari a Sciacca fanno aumentare la richiesta a 2 milioni e per tutti questi si attendono notizie.