Terme di Sciacca, proroga al 13 aprile per partecipare al nuovo bando

La Regione Siciliana dà un mese e mezzo di tempo in più agli operatori economici interessati a partecipare al nuovo bando per il rilancio e la riqualificazione delle Terme di Sciacca.

Il dipartimento regionale delle Attività produttive ha pubblicato un decreto che differisce al prossimo 13 aprile alle ore 12 il termine per presentare proposte di partenariato pubblico-privato per un investimento complessivo di 50 milioni di euro, attraverso la formula della finanza di progetto.

L’iniziativa prevede concessione, progettazione, esecuzione dei lavori e gestione dell’intero complesso termale.

La decisione della proroga si è resa necessaria dopo la sentenza della Corte di giustizia dell’Unione europea del 5 febbraio scorso (causa C810/24), che ha modificato il quadro normativo di riferimento del project financing.

Gli operatori potranno chiedere chiarimenti sulla procedura, attraverso la piattaforma telematica TuttoGare della Regione Siciliana, fino al prossimo 23 marzo.

Coloro che hanno già presentato una propria proposta sulla piattaforma (https://appalti.regionesiciliana.lavoripubblici.sicilia.it/) hanno la facoltà di presentarne una nuova in sostituzione di quella già inviata.

Sciacca, viabilità al collasso: sollecito urgente sul viadotto Cansalamone e sulla galleria Belvedere

Un sollecito urgente all’Amministrazione comunale per fare chiarezza sullo stato dei lavori del Viadotto Cansalamone e sulle criticità legate alla chiusura della Galleria Belvedere. A firmarlo sono i consiglieri comunali Raimondo Brucculeri e Maurizio Blò, che chiedono risposte immediate su due infrastrutture strategiche per la viabilità cittadina.
Il Viadotto Cansalamone, collegamento fondamentale tra i quartieri San Marco, Foggia e Carbone e il centro cittadino, è chiuso al traffico dal 2014. Una situazione che, da dodici anni, provoca pesanti disagi a residenti, pendolari e attività produttive.
Il 9 dicembre 2025 era stata annunciata con grande risalto mediatico la consegna ufficiale dei lavori alla ditta aggiudicataria, il Consorzio Stabile Valori Scarl, per un importo complessivo di 6,8 milioni di euro e una durata prevista di 18 mesi. Tuttavia, a quasi tre mesi da quell’atto formale, secondo i due consiglieri non si registrerebbe ancora l’avvio effettivo e visibile del cantiere.
Una circostanza che alimenta il timore di ulteriori ritardi in un territorio dove, sottolineano Brucculeri e Blò, le opere pubbliche troppo spesso subiscono rallentamenti e slittamenti dei cronoprogrammi.
A complicare ulteriormente il quadro viario cittadino è la contemporanea chiusura della Galleria Belvedere, che sta creando un vero e proprio “imbuto” nel traffico urbano.

Una situazione che mette sotto pressione una rete già fragile, con ripercussioni evidenti su residenti, lavoratori e turisti.
I consiglieri esprimono inoltre forte preoccupazione per la durata dei lavori nella galleria, temendo che possano protrarsi oltre i termini contrattuali, con conseguenze negative non solo sul piano della mobilità ma anche sull’immagine e sull’economia della città.
Nel documento, Brucculeri e Blò impegnano il sindaco e la Giunta a riferire con urgenza in Aula sullo stato dei fatti e sui motivi che stanno impedendo l’avvio materiale degli interventi sul viadotto.

Chiedono inoltre che l’Amministrazione si faccia portavoce presso la Struttura Regionale per il contrasto del dissesto idrogeologico e presso Anas affinché venga garantito il rispetto rigoroso dei cronoprogrammi, senza ulteriori rinvii.
Infine, viene proposta l’attivazione di un tavolo tecnico permanente di monitoraggio, con aggiornamenti mensili alla cittadinanza sull’avanzamento dei lavori, per evitare che il silenzio amministrativo alimenti incertezza e disagio sociale.

E se in una città di mare… scegliessi la montagna?

A Sciacca il pesce è molto più di un alimento.
È tradizione, cultura, identità.

Eppure c’è chi ha deciso di andare in una direzione diversa.
👉 Portare in città i sapori autentici dei Monti Sicani.

Una scelta controcorrente.
Ma anche profondamente coerente.


Una storia che parte da lontano… e ritorna alle origini

Quella de L’Angolo dei Monti Sicani, guidato da Giuseppe D’Angelo insieme alla moglie Jessica D’Antoni, non è solo una storia di ristorazione.

È una storia di vita.

Giuseppe nasce a Santo Stefano Quisquina, un piccolo paese tra i Monti Sicani, dove il rapporto con la terra non è una moda… ma una normalità.

Poi arriva l’esperienza fuori dalla Sicilia.
Il Nord. Torino.

Un passaggio importante, fatto di lavoro, crescita e confronto con realtà diverse.

Ma ci sono cose che, anche quando vai lontano, non ti lasciano mai.

👉 I sapori di casa
👉 I prodotti veri
👉 Il legame con chi li produce

E così nasce una scelta precisa:
tornare.

Non per nostalgia.
Ma per costruire qualcosa di autentico.


Portare la montagna in una città di mare

Aprire un ristorante a Sciacca e non puntare sul pesce può sembrare un azzardo.

Ma qui non si tratta di seguire il mercato.
Si tratta di portare valore.

👉 Carni selezionate da allevatori locali
👉 Prodotti biologici, DOP e Presìdi Slow Food
👉 Ingredienti che raccontano un territorio preciso

E soprattutto, una cosa rara oggi:
il rapporto diretto con chi produce.

Non fornitori scelti a caso, ma persone di fiducia.
Legami veri. Relazioni costruite nel tempo.

Questo significa una sola cosa:
👉 qualità controllata, dall’origine al piatto.


Un menù che cambia, perché segue la natura

In un mondo dove tutto è standard, qui si fa una scelta diversa.

Il menù non è fisso nel senso classico.
È vivo.

Cambia in base alla stagionalità.
Si adatta ai prodotti disponibili.
Rispetta i tempi della natura.

  • ✔ Menù fisso a 35€, pensato per garantire qualità e organizzazione
  • ✔ Piatti alla carta per chi desidera un’esperienza più personalizzata
  • ✔ Possibilità di adattare le proposte in base alle esigenze del cliente

Non è solo una questione di prezzo.
È una questione di coerenza.


L’esperienza: sentirsi accolti, non serviti

C’è un altro aspetto che fa la differenza.

Qui il cliente non è un numero.

👉 Viene ascoltato
👉 Viene accompagnato
👉 Viene messo al centro

Prenotazioni telefoniche, flessibilità, attenzione ai dettagli.

È quel tipo di esperienza che non si misura solo con il cibo,
ma con come ti senti mentre sei lì.


Il vero motore? Le persone

Dietro ogni piatto c’è un team.

E qui il benessere del personale non è un dettaglio.

È parte del progetto.

Perché un ambiente sano si riflette direttamente sul servizio.

E il cliente lo percepisce, anche senza saperlo spiegare.


Nessuna pubblicità forzata. Solo esperienze che si raccontano

La crescita del ristorante non nasce da campagne aggressive.

Ma da qualcosa di molto più potente:

  • ✔ Passaparola
  • ✔ Recensioni autentiche
  • ✔ Clienti che tornano

È il risultato naturale di un lavoro fatto con coerenza.


Vuoi scoprire il menù aggiornato?

Proprio perché il menù segue la stagionalità e cambia nel tempo,
non è qualcosa di statico.
È disponibile in formato digitale, sempre aggiornato.

Puoi riceverlo direttamente su WhatsApp

All’interno troverai:

  • ✅ Il menù fisso aggiornato
  • ✅ Le proposte del momento
  • ✅ Tutte le informazioni per prenotare

Dove si trova L’Angolo dei Monti Sicani

Per chi desidera vivere questa esperienza autentica, il ristorante si trova a Sciacca, in Via Cappuccini 114, facilmente raggiungibile sia per chi è del posto che per chi arriva da fuori città.

Un punto d’incontro tra tradizione e territorio, dove i sapori dei Monti Sicani incontrano l’accoglienza di una città di mare.

Pubblicità / Contenuto sponsorizzato

Articolo realizzato dalla redazione di Risoluto in collaborazione con L’Angolo dei Monti Sicani, per raccontare e valorizzare le eccellenze del territorio.

Nessun rischio di inquinamento a Seccagrande, sopralluogo di Arpa e Aica (Video)

Il sopralluogo di Arpa, Aica e Capitaneria di Porto effettuato questa mattina a Seccagrande ha stabilito che non c’è alcun pericolo di inquinamento del mare. Lo ha riferito il sindaco di Ribera , Matteo, Ruvolo, presente nella località balneare riberese.

“Non avviene alcuno sversamento di reflui fognari in mare – ha detto Ruvolo – e pertanto è scongiurato alcun tipo di inquinamento ambientale. Il tubo che si è tranciato è quello della condotta delle acque bianche, meteoriche, che sarà ripristinato prima possibile. E’ stato appurato che la condotta delle acque reflue funziona regolarmente e non ha sversamenti a mare”.

I dirigenti del Genio civile invieranno una richiesta di finanziamento alla cabina di regia che si occupa dei danni causati dal ciclone. Il Comune di Ribera ha chiesto 5 milioni di euro per la messa in sicurezza di questo tratto di Seccagrande per la realizzazione di frangiflutti da collegare a quelli già esistenti.

Ribera ha già ottenuto 550 mila euro di finanziamento per un tratto della costa che adesso vuole integrato fino a 5 milioni.

“Le notizie di sversamento in mare con rischio di danno ambientale sono infondate – dice Ruvolo – e l’ulteriore verifica effettuata questa mattina lo conferma. Si provvederà alla sistemazione del tubo delle acque bianche di origine meteorica”.

Autobotti sotto controllo nell’Agrigentino: denunce, sequestri e acqua non conforme a Licata e Canicattì

Nella Provincia di Agrigento proseguono i controlli dei Carabinieri sulla filiera del trasporto e della distribuzione di acqua tramite autobotti private, intensificati su tutto il territorio per prevenire rischi per la salute pubblica connessi alla carenza idrica e alla diffusione di acqua priva delle prescritte verifiche igienico-sanitarie.
L’attività, coordinata dal Comando Provinciale e svolta in sinergia con l’Azienda Sanitaria Provinciale, ha interessato in particolare i comuni di Licata e Canicattì, dove sono emerse irregolarità sia sotto il profilo amministrativo sia sotto quello sanitario.
A Licata, i militari della Sezione Operativa, con il supporto della locale Stazione, hanno deferito in stato di libertà alla Procura della Repubblica di Agrigento un 63enne del posto, dipendente di una ditta locale, per il reato di vendita di sostanze alimentari non genuine come genuine.

L’uomo era stato sorpreso mentre, alla guida di un’autobotte aziendale, stava consegnando acqua destinata al consumo domestico dopo averla prelevata dal punto di approvvigionamento comunale “Pozzo Vitali”, in via Mauro De Mauro.
Sul posto è intervenuto personale specializzato dell’Asp che ha effettuato campionamenti immediati.

Le successive analisi di laboratorio hanno evidenziato la presenza di batteri coliformi e concentrazioni di nitrati superiori ai limiti consentiti per l’acqua destinata al consumo umano. Sono in corso ulteriori accertamenti amministrativi sulla ditta proprietaria del mezzo per verificare eventuali responsabilità.
Nel corso di analoghi controlli sempre a Licata, un altro 63enne è stato deferito all’Autorità Giudiziaria perché sorpreso a distribuire acqua per uso umano in assenza delle previste autorizzazioni e certificazioni sanitarie. In questo caso è stato disposto anche il sequestro dell’autobotte utilizzata, appartenente a una ditta locale intestata a un 25enne.
A Canicattì, i Carabinieri della locale Compagnia hanno invece fermato un 33enne mentre scaricava circa 5.000 litri di acqua nella cisterna di un condominio utilizzando un’autobotte con targa prova. Gli accertamenti hanno evidenziato l’assenza delle autorizzazioni previste e della documentazione attestante provenienza, tracciabilità e potabilità dell’acqua trasportata. Il veicolo è risultato inoltre privo di copertura assicurativa ed è stato sottoposto a sequestro.
Per le violazioni riscontrate sono state elevate sanzioni amministrative per oltre 6.450 euro, con contestuale diffida alla cessazione dell’attività. Anche in questo caso le analisi effettuate dal Laboratorio di Sanità Pubblica dell’Asp hanno rilevato parametri microbiologici non conformi, con presenza di batteri coliformi, e l’uomo è stato segnalato all’Autorità Giudiziaria.

L’Arma dei Carabinieri a scuola, incontro al Don Michele Arena di Sciacca (Video)

Sono stati proprio gli alunni dell’Istituto Superiore Don Michele Arena a richiedere un confronto con il Tenente Colonnello Roberto Vergato, alla guida della compagnia locale dei Arma dei Carabinieri, per dialogare direttamente con chi in città si occupa della sicurezza pubblica.

L’obiettivo era approfondire temi sociali e di stretta attualità, ma soprattutto ottenere indicazioni concrete per il proprio futuro.
Molti studenti, infatti, aspirano a intraprendere una carriera nell’Arma. Il comandante ha accolto con disponibilità l’invito, rispondendo ai quesiti dei ragazzi delle quarte e quinte classi durante due incontri svolti nelle sedi di via Nenni e di corso Miraglia.
Nel corso del confronto, l’ufficiale ha evidenziato quanto sia fondamentale, in vista di un possibile percorso professionale nelle forze dell’ordine, mantenere una condotta irreprensibile ed evitare qualsiasi problema di natura giudiziaria.
Un’iniziativa dal duplice valore, educativo e di orientamento, come hanno sottolineato la dirigente scolastica Daniela Rizzuto e il rappresentante d’istituto Giorgio Bellicose.

Firmato il contratto, dopo Carnevale i lavori al ponte della Perriera


Ormai è questione di giorni e saranno eseguiti a Sciacca i lavori al ponte della Perriera che connsentiranno di rimuovere la transenna collocata già da parecchio tempo.

Ammonta a 150 mila euro un intervento già affidato dal Comune di Sciacca ed i cui lavori inizieranno dopo Carnevale per la messa in sicurezza del ponte che collega la città alla contrada Perriera. Si interverrà sui giunti le cui condizioni hanno reso necessaria, ormai da mesi, la collocazione di una transenna per evitare il transito dei mezzi nella parte più danneggiata.

“Abbiamo affidato i lavori e firmato il contratto con l’impresa – dice l’ingegnere Salvatore Gioia, dirigente del settore Lavori pubblici del Comune – ma stiamo aspettando la conclusione del Carnevale per evitare disagi a chi è diretto nella contrada Perriera dove si svolge la festa”.

Durante l’esecuzione dei lavori, infatti, per consentire l’intervento di operai e mezzi il transito sul ponte sarà rallentato.

Arresto per droga a Marsala, 25enne fermato con cocaina e hashish

Un arresto per droga a Marsala è stato eseguito dai carabinieri della Sezione Operativa della Compagnia locale, che hanno fermato un 25enne del posto con l’accusa di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.

L’intervento è avvenuto nel corso di un ordinario servizio perlustrativo sul territorio, finalizzato al controllo e alla prevenzione dei reati legati allo spaccio.

Controlli sul territorio: arresto per droga a Marsala

Durante l’attività di pattugliamento, i militari dell’Arma hanno notato il giovane aggirarsi in maniera guardinga tra le auto in sosta lungo la pubblica via. Un comportamento che ha immediatamente attirato l’attenzione dei carabinieri, insospettiti dall’atteggiamento circospetto.

Dopo averlo fermato e identificato, i militari hanno proceduto con una perquisizione personale. Proprio in questa fase è emerso l’elemento che ha portato all’arresto per droga.

Sequestrati 86 grammi di cocaina e 10 grammi di hashish

All’interno delle tasche del 25enne è stato rinvenuto un involucro in cellophane contenente circa 86 grammi di cocaina e 10 grammi di hashish. La sostanza stupefacente è stata immediatamente posta sotto sequestro.

Il quantitativo rinvenuto ha fatto scattare l’arresto con l’accusa di detenzione ai fini di spaccio. Conclusi gli accertamenti, il giovane è stato condotto negli uffici competenti per la compilazione degli atti di rito.

Misure cautelari dopo l’udienza di convalida

A seguito dell’udienza di convalida, sono state disposte nei confronti del 25enne specifiche misure cautelari. L’uomo è stato sottoposto all’obbligo di dimora nel comune di Marsala, con il divieto di allontanarsi dalla propria abitazione durante le ore notturne.

Inoltre, è stato stabilito l’obbligo di presentazione alla Polizia Giudiziaria tre volte a settimana.

L’operazione rappresenta un ulteriore episodio di contrasto allo spaccio sul territorio.

Catania, gasolio contaminato con acqua: sequestrati 8 mila litri in un distributore di Paternò

Otto mila litri di gasolio contaminato da acqua sono stati sequestrati dalla Guardia di Finanza nel corso di un’operazione condotta a Paternò, in provincia di Catania.

Il carburante si trovava all’interno delle cisterne interrate di un impianto di distribuzione ed è risultato non idoneo alla commercializzazione.
L’intervento è scattato dopo diverse segnalazioni da parte di automobilisti che, subito dopo aver effettuato rifornimento presso il distributore, avevano riscontrato gravi problemi e malfunzionamenti meccanici ai propri veicoli. A seguito degli esposti, i finanzieri della Compagnia di Paternò hanno avviato mirati controlli sul prodotto energetico venduto dall’impianto.
Sul posto sono stati prelevati campioni di gasolio da autotrazione presenti in due serbatoi interrati.

Le analisi, eseguite dal Laboratorio Chimico Compartimentale dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli di Catania, hanno evidenziato un’elevata concentrazione di acqua nel carburante, tale da renderlo non conforme agli standard previsti per la vendita.
Scattato quindi il sequestro degli 8 mila litri di gasolio, con l’apposizione dei sigilli alle cisterne, per impedirne l’immissione sul mercato.

I gestori dell’impianto sono stati deferiti in stato di libertà alla Procura della Repubblica di Catania con l’accusa di frode in commercio e per violazioni specifiche previste dal Testo Unico sulle Accise.
L’operazione conferma l’attenzione costante delle Fiamme Gialle nel contrasto alle frodi nel settore dei carburanti, a tutela sia del mercato sia dei consumatori, considerato che l’utilizzo di prodotti petroliferi non conformi può causare seri danni ai veicoli e rappresentare un rischio per la sicurezza stradale.

Intervento eccezionale ad Agrigento, impiantato pacemaker senza fili a una donna incinta

Intervento straordinario alla Cardiologia dell’ospedale San Giovanni di Dio, dove nei giorni scorsi è stato impiantato con successo un pacemaker miniaturizzato senza fili in una donna di 26 anni alla dodicesima settimana di gravidanza. La paziente presentava facile affaticabilità dovuta a una frequenza cardiaca molto bassa, una condizione potenzialmente pericolosa sia per la madre sia per il feto.

L’eccezionalità del caso risiede nella rarità dell’impianto di pacemaker in gravidanza. In Italia e nel mondo si contano soltanto pochissimi casi. Tradizionalmente il dispositivo viene collocato creando una tasca sottocutanea sotto la clavicola, dove viene alloggiata una batteria collegata a elettrocateteri inseriti nel cuore attraverso la vena cefalica o succlavia. Durante questa procedura, madre e feto sono esposti a radiazioni ionizzanti, considerate nocive soprattutto per il nascituro, con ulteriori possibili complicanze infettive e la prospettiva, in caso di frattura degli elettrocateteri, di dover rimuovere l’intero sistema.

Nel caso agrigentino si è optato per un pacemaker leadless di ultima generazione, inserito direttamente nel cuore attraverso la vena giugulare. Il dispositivo, del peso di circa 2 grammi, lungo 2,5 centimetri e con un diametro di 6 millimetri, è significativamente più piccolo rispetto a quello tradizionale, non prevede elettrocateteri, non richiede incisioni chirurgiche né lascia cicatrici, e consente un recupero rapido.

Il caso è stato discusso collegialmente dall’équipe di Cardiologia, che ha valutato rischi e benefici in relazione alla giovane età della paziente e alla gravidanza in corso. Il primario, Giuseppe Caramanno, ha deciso di procedere con l’impianto del dispositivo senza fili, nonostante le esperienze a livello mondiale siano molto limitate. L’intervento è stato eseguito da Gerlando Pilato dell’Unità operativa di Emodinamica, diretta da Salvatore Geraci, insieme a Gabriele Giannola, cardiologo elettrofisiologo, con il supporto dello specialist della Medtronic, azienda produttrice del micropacemaker.

Pilato, che da oltre tre anni ha maturato esperienza in questa procedura, ha inserito il dispositivo tramite la vena giugulare senza complicazioni. La paziente è stata dimessa dopo due giorni e attualmente è in ottime condizioni. Sarà sottoposta a controlli in prossimità del parto e successivamente con cadenza annuale.