Buonfiglio “Milano-Cortina nella storia, l’Italia ha fatto bella figura”

ROMA (ITALPRESS) – “L’Italia ha fatto una bella figura, ha valorizzato il nostro territorio grazie a questi Giochi diffusi. C’è stato l’impegno di tutti: territorio, comuni, regioni, tedofori e volontari. Hanno funzionato i trasporti, la sicurezza, un plauso anche a tutti i servizi militari, di polizia, con una sicurezza presente ma non visibile, al contrario di tante altre manifestazioni olimpiche. E poi i villaggi olimpici, il cibo: abbiamo ricevuto complimenti da tutti”. Intervenuto a Radio Anch’io Sport su Rai Radio 1, il presidente del Coni Luciano Buonfiglio traccia un bilancio finale dei Giochi Olimpici invernali di Milano-Cortina 2026. “E cosa ci voleva per enfatizzare questa ottima organizzazione? I risultati. Ecco perchè ieri ho esordito con il 30 e lode. Con i risultati abbiamo reso grande l’Italia. Bravissimi i due presidenti federali, Andrea Gios e Flavio Roda, come i gruppi sportivi militari dai quali provengono i nostri atleti. E davvero eccezionale il supporto della preparazione olimpica del Coni, dell’Istituto di Medicina e Scienza dello Sport, come il supporto sanitario a tutte le nostre squadre e atleti. Con tutti questi ingredienti e con un supporto economico del governo, siamo riusciti a fare qualcosa che rimarrà nella storia. Non abbiamo lavorato per battere i record, ma per fare bella figura e arrivare puntuali all’appuntamento”.
Buonfiglio parte da Vancouver 2010, il momento più critico per l’Italia degli sport invernali. “Sta venendo fuori il metodo di lavoro: non abbiamo lasciato nulla al caso e abbiamo messo al centro l’atleta con le sue esigenze, evidenziando le caratteristiche sulle quali lavorare. Abbiamo costruito un’armonia, con passi indietro, avanti e di lato. Ma quando c’è un obiettivo comune chiaro, allora diventa tutto più facile. L’impegno che ci deve essere è quello di rendere partecipi tutti per l’obiettivo da raggiungere. Non bisogna appropriarsi del successo, ma verificare dove ancora possiamo migliorare. Ed è quello che tra pochi giorni cominceremo a fare ed è quello che già stiamo facendo per Los Angeles 2028”.
L’unica nota negativa è che durante Milano-Cortina non è stata rispettata la tregua olimpica: “E’ una vergogna, mi dispiace molto a livello umano e personale. Mi dispiace per gli atleti che non possono partecipare, non ne hanno nessuna colpa. Dobbiamo continuare a impegnarci, sperando che prima o poi prevalga il buonsenso”.
“Cercheremo di non perdere queste eccellenze e di farli rimanere nel mondo sportivo – continua Buonfiglio – Sarebbe una perdita buttare via esperienze così eccellenti. Se sono arrivati all’età dei 35 anni, vuol dire che sono stati gestiti e si sono gestiti bene, supportati dalle federazioni. Mi preoccupa solo la difficoltà delle società sportive nell’andare avanti: hanno impegni burocratici e sofferenze economiche non semplici da superare. Con il ministro Abodi e Sport e Salute stiamo cercando di intervenire in maniera differenziata per tutelare e salvaguardare questo patrimonio. Ruolo dirigenziale per Pellegrino? “Sì, ma non solo Pellegrino. Abbiamo Vittozzi, Fontana, Lollobrigida e tanti altri. Dobbiamo capire cosa vogliono fare. Sarebbe banale e da stupidi non tener conto di queste realtà e non dialogare con loro. Può darsi anche che vogliano continuare a vincere”.
Alle Paralimpiadi al via il 6 marzo potranno partecipare atleti russi e bielorussi: “Penso che qualsiasi decisione doveva essere concordata e condivisa tra CIO (Comitato Olimpico Internazionale) e IPC (Comitato Paralimpico Internazionale) Sono due organismi che hanno sempre viaggiato insieme. Ci si doveva ricordare che lo stop alla partecipazione di atleti russi e bielorussi alle Olimpiadi fu perchè la Russia ruppe la tregua olimpica durante i Giochi Paralimpici. Mi sembra strano che IPC prenda una decisione senza averla condivisa il CIO”.
Sul caso dello skeletonista ucraino Heraskevych, escluso per il suo casco commemorativo con i volti degli atleti ucraini caduti in guerra: “Purtroppo la presidente del CIO Coventry è stata chiara, si è vista anche umanamente la sua sofferenza. Ma se deroghi per un caso, devi essere pronto a derogare per altri 10, 50, 100”.
Sulle possibilità di una candidatura di Roma per le Olimpiadi del 2040? Buonfiglio dice: “Ricordiamoci come non abbiamo avuto le Olimpiadi di Roma e ricordiamoci il successo che abbiamo avuti qui a Milano-Cortina. Se tutte le parti in causa condividono e si confrontano per un percorso che deve partire da subito, allora l’Italia non ha paura di candidare nessuno. Abbiamo territorio, innovazione, impianti: avremmo il tempo. Costruire una candidatura forte in un momento in cui abbiamo una credibilità internazionale, penso che si possa fare. Ma deve essere un discorso chiaro, trasparente, condiviso con i numeri e non solo con la passione. Dobbiamo aggiungere competenza, determinazione e guai ad essere superficiali. Abbiamo le carte in regola per poter immaginare altro percorso da protagonisti”.
Sulla possibilità di un coinvolgimento di Torino per il pattinaggio di velocità al Lingotto in occasione di Alpi Francesi 2030: “Sono molto sincero, non ne so nulla”.
Ora evitare che le infrastrutture diventino cattedrali nel deserto: verrà rinnovata la pista da bob di Cortina intitolata a Eugenio Monti? Verrà utilizzata per altri eventi? “Assolutamente sì. Anche a Milano l’attuale palazzo del ghiaccio alla Fiera di Rho rimarrà in essere finchè non si sarà trovata una soluzione per fare un centro di preparazione definitivo. Milano è giusto che abbia un impatto, visto la partecipazione del pubblico che ci ha seguito”.
Tornando sulle 30 medaglie Buonfiglio sottolinea: “Più che delle medaglie, mi piacerebbe parlare dei quarti, quinti, sesti posti, per i pochi centesimi che hanno diviso i nostri atleti da una medaglia o per qualche infortunio di troppo. Mi sento di abbracciare tutti i nostri atleti. Perdonatemi ma non voglio fare una classifica delle medaglie”.
Infine sui “Giochi diffusi” come futuro delle Olimpiadi: “Se ci sono città con queste caratteristiche lo facciano, ma non credo che saranno brave come quelle italiane” conclude.

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Ucciso in Messico capo del cartello dei narcos, scontri con polizia

CITTA’ DEL MESSICO (MESSICO) (ITALPRESS) – Ucciso, in una operazione delle Forze di sicurezza, Nemesio Oseguera Cervantes, noto come “El Mencho”, capo del Cartello di Jalisco Nuova Generazione, una delle più potenti organizzazioni di narcotrafficanti del Messico. Lo riferiscono fonti governative. E’ stato uno dei criminali più ricercai in Messico e negli Stati Uniti.
Dopo la sua uccisione è caos nel Paese. In almeno undici Stati, le organizzazioni criminali hanno bloccato autostrade con veicoli date alle fiamme. Attaccato anche l’aeroporto di Guadalajara.
Chiuso lo spazio aereo.
La Farnesina invita ad evitare spostamenti non essenziali: “Messico: operazioni di sicurezza. Si registrano scontri e operazioni di sicurezza in diversi Stati: si raccomanda di attenersi scrupolosamente alle indicazioni delle Autorità locali, evitando spostamenti non essenziali. L’Ambasciata d’Italia a Città del Messico rimane reperibile al numero 00525554372596, per gravi emergenze”, riporta il sito Viaggiare Sicuri della Farnesina.
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Si chiude Milano-Cortina fra opera e danza, Malagò “Mantenute promesse”

VERONA (ITALPRESS) – “Beauty in action”. Il titolo era di per sè eloquente e la cerimonia di chiusura delle Olimpiadi di Milano-Cortina 2026 non ha deluso. La cornice era quella, iconica, dell’Arena di Verona: il più antico anfiteatro al mondo, la casa dell’opera lirica. Opera che ha subito fatto capolino nel segmento iniziale, come trait d’union tra Verona e le Olimpiadi. Un omaggio all’Italia, preludio all’ingresso del tricolore, che viene innalzato con una prima sorpresa: l’ingresso dei medagliati azzurri a Milano-Cortina 2026, che assistono all’inno di Mameli sotto gli occhi delle istituzioni. Presenti la premier Giorgia Meloni, il presidente del Senato Ignazio La Russa e quello della Camera Lorenzo Fontana. Entra in scena anche la fiamma olimpica, racchiusa dentro una goccia di vetro di Murano e portata dai quattro staffettisti d’oro di Lillehammer 1994: Maurilio De Zolt, Marco Albarello, Giorgio Vanzetta e Silvio Fauner. Si tratta del preludio alla parata degli atleti, anticipati dai rispettivi portabandiera: per l’Italia ci sono Lisa Vittozzi e Davide Ghiotto, oro rispettivamente nell’inseguimento del biathlon e del pattinaggio di velocità. Gli atleti sfilano sulle note dei grandi classici italiani, in un momento di autentica celebrazione. Dopo la premiazione delle 50km dello sci di fondo e l’omaggio ai volontari, accompagnati dalla musica di Gabry Ponte, palla a Roberto Bolle. La sua ipnotica sequenza danzante anticipa il passaggio di consegne: le Alpi Francesi, che ospiteranno i Giochi invernali del 2030, ricevono la bandiera olimpica.
Spazio poi ai discorsi istituzionali, a partire dal presidente del Comitato organizzatore di Milano-Cortina 2026, Giovanni Malagò: “Abbiamo promesso di offrire agli atleti e al Movimento Olimpico un’esperienza unica in sedi di livello mondiale, incorniciate da paesaggi di straordinaria bellezza, rispettose della sostenibilità e con un’eredità duratura. Ben fatto, Italia. Hai mantenuto le tue promesse. Grandissima Italia, sei stata di parola. Alla Cerimonia d’apertura dissi che non ero mai stato così orgoglioso di essere italiano. Questa sera, lo sono ancora di più. Lo spirito di Milano Cortina 2026 vivrà come una leggenda in ogni bambino e in ogni comunità che avrà il coraggio di sognare in grande. A tutti voi, a tutti gli italiani, posso dirlo con orgoglio: la nostra missione – la nostra missione olimpica – è stata compiuta”. Parole d’orgoglio anche per Kirsty Coventry, presidente del Cio, che dichiara chiusi i Giochi: “Ci avete dimostrato che i Giochi Olimpici sono un posto per chiunque. Un posto dove lo sport ci unisce. A tutti e a tutte voi: grazie per aver reso magici questi Giochi. Al popolo italiano, nostri gentili ospiti: grazie per aver aperto i vostri cuori. Le tribune erano piene, il tifo travolgente, l’atmosfera elettrizzante. Grazie Italia per questi Giochi magici. Avete trovato il modo di superare ogni ostacolo e organizzato dei Giochi Invernali mai visti prima, definendo un nuovo standard per le edizioni future. Dovete essere fieri di voi”.
I discorsi sono il preludio allo spegnimento del braciere olimpico, sia a Milano che a Cortina. Cala il sipario sulle Olimpiadi di Milano-Cortina 2026, con un breve blackout (voluto) che coinvolge tutta l’Arena, non prima di un ultimo momento musicale che coinvolge Major Lazer. Si chiudono così, con una breve festa, i Giochi dei record per l’Italia: dieci medaglie d’oro, sei d’argento e quattordici di bronzo, per un totale di trenta podi e il quarto posto nel medagliere.
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La Roma travolge la Cremonese 3-0 e aggancia il Napoli al 3° posto

ROMA (ITALPRESS) – La Roma sfrutta alla grande i passi falsi di Napoli e Juventus, supera di slancio l’ostacolo Cremonese e sale al terzo posto in classifica, agganciando gli azzurri e volando a +4 dai bianconeri. Una serata perfetta per i giallorossi, che vincono per 3-0, centrando il quinto successo nelle ultime sei partite all’Olimpico, e continuano a sognare in grande. Gasperini ritrova Wesley, Konè e, sulla carta, anche Hermoso, ma lo spagnolo si ferma nel riscaldamento e quindi titolare c’è di nuovo Ghilardi. Nicola, invece, sceglie di tenere in panchina Vardy e di puntare sul tandem d’attacco Sanabria-Bonazzoli. Pronti, via e il piano è già evidente: il predominio territoriale è a favore della Roma, mentre la Cremonese si chiude e spera in una ripartenza veloce. E in effetti i giallorossi partono attaccando a testa bassa, coinvolgendo molto anche Wesley, ma gli uomini di Gasperini non riescono a sfondare e i ritmi si abbassano presto. Malen prova a mettere in difficoltà gli ospiti con i suoi strappi che combinano velocità e fisicità. Al 35′, Zaragoza, in una delle poche occasioni in cui ha qualche metro di spazio, fa partire un cross su cui Mancini svetta ma colpisce la traversa, mentre la rovesciata di Pellegrini, che poco prima aveva calciato alle stelle una punizione da ottima posizione, viene murata dalla difesa.
La Cremonese non ha alcun interesse ad accelerare e, di fatto, non si vede mai in attacco, se non con qualche sgasata isolata di Zerbin e Pezzella. Il pressing della Roma, nella ripresa in campo con un insolito 4-2-3-1 (fuori Ghilardi e dentro El Aynaoui), alla fine, porta i suoi frutti: al 59′, su angolo calciato da Pellegrini, Cristante trova una splendida torsione di testa per battere Audero e siglare l’1-0. Tra le fila dei giallorossi entra molto bene anche Venturino, che serve un assist per Ndicka, ma risponde presente Audero. Poco dopo, una bella azione personale di Malen si conclude con la chiusura provvidenziale di Luperto. Ma ancora su calcio piazzato, da angolo, arriva il raddoppio della Roma al 77′: cross di El Aynaoui, tocco di Cristante e a sbucare è Ndicka, che trova il suo primo gol in Serie A legittimando la supremazia della squadra di Gasperini. All’82’ arriva il lampo improvviso della Cremonese, con Vardy che ha un’occasione enorme davanti a Svilar, ma il portiere è bravissimo a non farsi saltare. Poco dopo, Thorsby spreca un’altra grande occasione, mandando alto di testa.
Gasperini è furibondo per le occasioni concesse, ma ecco che all’86’ Pisilli cala il tris, convertendo una palla vagante dopo l’ennesimo spunto di Malen. La Roma sfiora anche il poker e può ora prepararsi al meglio per lo scontro diretto contro la Juventus; mentre la Cremonese perde la quinta trasferta di fila e prosegue il digiuno di vittorie, che mancano dal 7 dicembre.
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Niscemi accoglie il Presidente Mattarella: “Non si dimentichi di noi”

Un lungo e caloroso applauso ha accolto il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, al suo arrivo nella piazza di Niscemi.

I cittadini si sono stretti attorno al Capo dello Stato, manifestando affetto e vicinanza in un momento particolarmente delicato per la comunità.
Il Presidente si è fermato a parlare con alcuni residenti, stringendo mani e ascoltando le testimonianze di chi vive quotidianamente le difficoltà del territorio. Più volte dalla folla si è levato l’appello: “Presidente, non si dimentichi di noi”, un grido carico di speranza e fiducia nelle istituzioni.
Successivamente, il Capo dello Stato ha effettuato un sopralluogo nell’area del Belvedere, ricadente nella cosiddetta zona rossa. Ad accompagnarlo il capo della Protezione civile, Fabio Ciciliano, e il sindaco di Niscemi, Massimiliano Conti.
La visita rappresenta un segnale importante di attenzione verso il territorio e verso una comunità che, con rispetto ma con forza, ha voluto far sentire la propria voce al Presidente della Repubblica.

Intanto, sono 252 le famiglie di Niscemi che stanno ricevendo il contributo mensile per l’affitto dopo la frana: ai 78 bonifici già effettuati se ne sono aggiunti altri 174, mentre nei prossimi giorni saranno completati gli ultimi 190 pagamenti, per un totale di circa 440 nuclei beneficiari.
Il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, ha sottolineato l’efficacia della sinergia tra Regione, Protezione civile e Comune, definendo «corretta ed efficace» la scelta di nominare il sindaco soggetto attuatore degli interventi.

I contributi variano da 400 a 900 euro al mese per un importo complessivo di 320 mila euro; già accreditato un milione di euro al Comune per le spese emergenziali.

Seccagrande, emergenza dopo le mareggiate: sversamenti e lungomare crollato, interrogazione al sindaco di Ribera

Una grave emergenza ambientale e infrastrutturale sta interessando il litorale di Seccagrande, frazione balneare del Comune di Ribera, a seguito degli eccezionali eventi meteorologici che hanno colpito il territorio nelle ultime settimane. La denuncia dell’episodio e’ stata fatta dal Wwf e Marevivo.
Dopo il passaggio dell’uragano “Harry” e le violente mareggiate, l’intensa erosione costiera ha compromesso in maniera significativa le tubazioni di convogliamento dei reflui fognari dell’intera borgata, determinando una situazione definita da più parti di estrema criticità.
Il punto più allarmante riguarda la rottura dei condotti in prossimità della stazione di sollevamento fognario, con il conseguente sversamento diretto in mare di ingenti volumi di acque nere.

Una circostanza che pone seri rischi per l’ecosistema marino, per la salute pubblica e per la stagione balneare 2026, ormai alle porte.
Le mareggiate, parallelamente hanno causato il crollo di ampi tratti della sede stradale del prolungamento del lungomare, attualmente chiuso al transito per motivi di sicurezza.

Il danno infrastrutturale si somma dunque a quello ambientale, aggravando un quadro già fortemente compromesso.
In riferimento alla nota delle associazioni ambientaliste Wwf e Marevivo, l’Amministrazione comunale ha ritenuto opportuno fornire chiarimenti sull’attività posta in essere.
Secondo quanto comunicato dal Comune, sin dalle ore successive al passaggio del ciclone il territorio è stato oggetto di una ricognizione puntuale dei danni, con tempestiva trasmissione delle segnalazioni ufficiali alla Protezione Civile della Regione Siciliana, al Genio Civile e agli enti competenti, anche ai fini dell’eventuale dichiarazione dello stato di emergenza.
Particolare attenzione sarebbe stata dedicata proprio al tratto costiero di Seccagrande, formalmente segnalato per fenomeni di erosione, danni alle opere di difesa costiera e criticità infrastrutturali.

Dopo la mareggiata del 13 febbraio, l’Amministrazione ha inoltre evidenziato l’aggravamento della situazione nell’area dell’impianto di sollevamento fognario, richiedendo verifiche urgenti e interventi di messa in sicurezza.
A conferma dell’azione amministrativa, sono stati effettuati due sopralluoghi da parte della Protezione Civile regionale e dei tecnici del Genio Civile, finalizzati alla valutazione tecnica dello stato dei luoghi e alla definizione delle possibili misure di intervento. Il Comune ribadisce di non aver mai sottovalutato l’evento e di aver operato con tempestività e piena territorio di Seccagrande rappresenta una priorità assoluta.
Sul fronte politico, sei consiglieri comunali – Costa, Inglese, Salvatore Tortorici, Giovanni Tortorici, Federica e Alfredo Mulè hanno presentato un’interrogazione urgente al Sindaco, chiedendo interventi immediati e straordinari per fermare lo sversamento delle acque nere, ripristinare il lungomare e garantire la sicurezza in vista della stagione estiva 2026, oltre all’attivazione immediata della Protezione Civile regionale.
“Il Sindaco, quale Autorità di Protezione Civile, ha il dovere di emettere subito ordinanze urgenti e intervenire come soggetto attuatore – dichiara il consigliere Vincenzo Costa–. Non basta limitarsi alle comunicazioni all’Aica: lo sversamento va bloccato immediatamente con poteri straordinari. Se non si interviene ora su fognature e lungomare, la stagione estiva 2026 è ufficialmente compromessa. La burocrazia non può distruggere il nostro mare”.
La vicenda resta al centro del confronto istituzionale e politico.

La comunità di Seccagrande attende risposte mentre cresce la preoccupazione per un’emergenza che, da ambientale, rischia di trasformarsi in una crisi sanitaria ed economica per l’intero territorio

Carnevale di Sciacca 2026, grande partecipazione e qualche protesta per le attese delle famiglie con disabili 

Folla oceanica al Carnevale di Sciacca, con una partecipazione che ha riempito il circuito di via Allende, nel quartiere Perriera. La giornata di ieri ha confermato l’attrattività della manifestazione che richiama ogni anno migliaia di persone.

Sull’andamento della festa è intervenuto il consigliere comunale Giuseppe Ambrogio, che ha sottolineato: “La grande partecipazione popolare permette di ribadire la validità assoluta dell’ubicazione della festa nel circuito di via Allende, alla Perriera, unico sito che permette che la sfilata dei carri allegorici si svolga all’insegna del rispetto delle norme di pubblica sicurezza. Nel congratularmi con le maestranze per l’eccellente lavoro da loro prodotto con i carri allegorici di quest’anno, confermo la mia soddisfazione per la valorizzazione del quartiere della Perriera”.

Sul fronte dell’ordine pubblico non si registrano criticità. Le forze dell’ordine non hanno segnalato nulla di particolare.

Non sono mancate, tuttavia, le polemiche. Famiglie  con persone diversamente abili hanno lamentato lunghe attese per l’ingresso nel circuito, segnalando disagi legati ai tempi di attesa. Sui social si sono scatenate critiche proprio sull’organizzazione degli ingressi.

Alla grande affluenza si sono aggiunte difficoltà nel trovare parcheggio, con segnalazioni di diversi casi di parcheggi selvaggi nelle zone limitrofe al circuito.

Sfilate, spettacoli e tutto l’aspetto artistico della manifestazione anche quest’anno di ottimo livello. Il Carnevale di Sciacca tornerà sabato 28 febbraio 2026 per la quarta e penultima giornata.

Catania, 57enne muore in incidente sull’Asse dei Servizi della Tangenziale

Un uomo di 57 anni ha perso la vita in un incidente stradale avvenuto questa mattina sull’Asse dei Servizi della Tangenziale di Catania.
Secondo una prima ricostruzione, il 57enne stava percorrendo il tratto in direzione del capoluogo etneo quando, con ogni probabilità a causa di un malore improvviso, ha perso il controllo del veicolo. L’auto è finita contro il guardrail, rendendo vano ogni tentativo di evitare l’impatto.
Sul posto sono intervenuti gli agenti delle Volanti della Questura per effettuare i rilievi e ricostruire l’esatta dinamica dell’accaduto.

La circolazione ha subito rallentamenti durante le operazioni di soccorso e messa in sicurezza dell’area.
Resta da chiarire se all’origine dell’incidente vi sia stato effettivamente un malore.

Mazara, 17enne sorpreso a spacciare vicino a un parco giochi: denunciato dai Carabinieri

Sorpreso a spacciare nei pressi di un parco giochi, un minorenne è stato denunciato dai Carabinieri del Nucleo Radiomobile.
Nel corso di un servizio di controllo del territorio finalizzato al contrasto della produzione e dello spaccio di sostanze stupefacenti, i militari hanno notato l’atteggiamento sospetto di un 17enne del posto che, alla loro vista, ha tentato di allontanarsi con fare agitato.
Il giovane si trovava nei pressi di un’area giochi del centro abitato quando è stato fermato per un controllo.

A seguito della perquisizione personale, i Carabinieri lo hanno trovato in possesso di 26 dosi di hashish, per un peso complessivo di circa 23 grammi.
Per il 17enne è scattata la denuncia in stato di libertà con l’accusa di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.

L’operazione rientra nell’ambito delle attività di prevenzione e repressione dei reati legati al traffico di droga, con particolare attenzione alle aree frequentate da giovani e famiglie

Scontro sulla gestione delle risorse idriche nel Riberese, Liberi Agricoltori contro lo sversamento in mare

Si accende il confronto sulla gestione dell’acqua nel territorio agrigentino. L’Associazione Liberi Agricoltori interviene con toni decisi dopo la nota del Dipartimento dell’Energia e delle Acque relativa alle operazioni di messa in sicurezza della Diga Castello, contestando in particolare la scelta di procedere con lo sversamento in mare senza una contestuale strategia per il riempimento del Gorgo di Montallegro.
Secondo quanto comunicato dal Dipartimento, l’invaso della diga ha raggiunto il limite massimo di riempimento e, nel rispetto delle disposizioni della Protezione Civile, si è reso necessario procedere con le manovre di sicurezza a tutela dell’alveo del fiume Magazzolo. Misure che l’associazione afferma di comprendere sotto il profilo tecnico, ma che giudica insufficienti sul piano della programmazione complessiva.
I Liberi Agricoltori riconoscono positivamente l’utilizzo dell’adduttore per il riempimento delle vasche di adduzione e dei laghetti collinari dei consorziati. Tuttavia, evidenziano come nel comunicato ufficiale non vi sia alcun riferimento concreto al riempimento del bacino di Montallegro, ritenuto strategico per il comparto agricolo del territorio.
«Nonostante le nostre precedenti e formali richieste – si legge nella nota – nel comunicato del Dipartimento nonl vi è traccia di una strategia per il riempimento del Gorgo di Montallegro. Ad oggi, l’invaso contiene meno di 300 mila metri cubi d’acqua, a fronte di una capacità potenziale di almeno un milione e mezzo».
Per l’associazione, mentre si procede con lo sversamento per garantire la sicurezza della diga, sarebbe tecnicamente possibile convogliare parte delle risorse idriche verso il Gorgo tramite l’adduttore già in funzione.
«È inaccettabile che una risorsa così preziosa venga dispersa in mare mentre un bacino fondamentale per l’agricoltura del territorio resta quasi vuoto», sottolineano i rappresentanti dei Liberi Agricoltori, chiedendo un intervento immediato.
L’associazione resta ora in attesa di ulteriori chiarimenti da parte del Dipartimento dell’Energia e delle Acque e dell’Autorità di Bacino, auspicando una revisione della gestione attuale che consenta di salvaguardare le riserve idriche in vista delle esigenze della prossima stagione agricola.
A firmare la nota è il presidente dell’associazione, Dino Giovanni D’Angelo.