La centralinista di Porto Empedocle si presenta ad un posto di Polizia , si era allontanata volontariamente

Si e’ presentata ieri sera in un posto di Polizia di un comune siciliano, Rossana Gucciardo, 41 anni, ipovedente e centralinista in servizio al Comun di Porto Empedocle. Della donna non si avevano più notizie da venerdì scorso, quando è uscita di casa in mattinata senza fare più rientro.
I familiari, non vedendola tornare e non riuscendo a mettersi in contatto con lei, avevano presentato formale denuncia ai carabinieri, che avevano immediatamente avviato le ricerche sul territorio. Ore di grande preoccupazione per parenti e amici, che attraverso i social avevano diffuso un accorato appello affinché chiunque abbia informazioni utili potesse farsi avanti.

La vicenda si è conclusa con un lieto fine, la donna ha spiegato ai carabinieri di essersi allontanata volontariamente

Siculiana, monumento ai martiri siciliani delle Foibe nel ricordo di Gerlando Vasile

Una ferita della storia che si ricuce nel segno della consapevolezza nazionale. Domani, giovedì 26 febbraio, alle ore 15:30, la villa comunale “Falcone-Borsellino” di Siculiana ospiterà la cerimonia di inaugurazione del monumento dedicato a Gerlando Vasile, cittadino siculianese vittima delle Foibe, e ai tanti siciliani caduti o esuli dal confine orientale.

Il progetto, fortemente voluto dall’amministrazione comunale guidata dal sindaco Giuseppe Zambito in collaborazione con l’Unione degli Istriani, trova la sua anima nella figura della signora Rosa Vasile. Esule istriana e figlia di Gerlando, Rosa ha dedicato la vita alla ricerca della verità sulla fine del padre. Oggi, all’età di 92 anni, vedrà finalmente il nome di suo padre scolpito nella pietra del suo paese d’origine, realizzando il desiderio di riportarlo idealmente a casa. 

“Questo monumento non è un atto di parte, ma un atto di giustizia e di onestà verso la nostra storia” – dichiara il sindaco Giuseppe Zambito. “La determinazione della signora Rosa, che a 92 anni testimonia con lucidità un dramma a lungo taciuto, ci ha spinto a creare un luogo della memoria che appartenga a tutti i cittadini, oltre ogni divisione ideologica”. La solennità dell’evento sarà arricchita dai contributi musicali del Coro “Magnificat” di Agrigento e della Banda Musicale “Bellini” di Siculiana, che accompagneranno i momenti salienti della scopertura del monumento e della benedizione.

Interverranno: Giuseppe Zambito, Sindaco di Siculiana; Salvatore Caccamo, Prefetto di Agrigento; Mons. Alessandro Damiano, Arcivescovo di Agrigento; Massimiliano Lacota, Presidente dell’Unione degli Istriani; Piero Fassino, Deputato; Roberto Menia, Senatore della Repubblica e primo firmatario della legge per l’istituzione del giorno del ricordo.

Alla manifestazione prenderanno parte le massime autorità civili e militari della provincia, i Sindaci del territorio e gli alunni dell’Istituto Comprensivo “Garibaldi”, ai quali sarà affidato il compito di custodire questo nuovo presidio di memoria civile.

Pensione anticipata: con stipendi bassi si rischia di lavorare oltre i 67 anni. Cosa dice la nuova circolare INPS

Pensione a 67 anni? Non per tutti: ecco cosa cambia davvero

L’uscita dal lavoro a 67 anni potrebbe non essere garantita per tutti i lavoratori. In particolare, chi percepisce uno stipendio basso rischia di dover lavorare più a lungo per maturare il diritto alla pensione.

A chiarirlo è l’INPS con la circolare n. 6 del 30 gennaio 2026, che aggiorna i parametri contributivi e mette in evidenza un aspetto spesso sottovalutato: il livello di reddito incide direttamente sulla maturazione dei contributi.


Come funziona il sistema contributivo in Italia

Per accedere alla pensione di vecchiaia, attualmente fissata a 67 anni, è necessario soddisfare un requisito fondamentale:

  • almeno 20 anni di contributi
  • equivalenti a 1.040 settimane contributive

Ma attenzione: non tutte le settimane lavorate vengono automaticamente riconosciute come “piene”.


Il problema degli stipendi bassi: il minimale contributivo INPS

Il nodo centrale riguarda il cosiddetto minimale di retribuzione.

Per il 2026, l’INPS ha stabilito che:

  • il minimale giornaliero è di circa 58,13 euro
  • il minimale settimanale è di circa 244 euro lordi
  • pari a circa 1.000 euro lordi mensili

👉 Solo raggiungendo questa soglia, una settimana lavorativa viene conteggiata come settimana contributiva piena.


Cosa succede se guadagni meno di 1.000 euro al mese

Se il reddito è inferiore a questa soglia, il meccanismo cambia:

  • le settimane vengono accreditate in modo proporzionale
  • non si maturano tutte le 52 settimane annue

Esempio concreto

Con uno stipendio di:

  • 800 euro lordi al mese
  • circa 9.600 euro annui

si maturano solo 39 settimane contributive l’anno, invece di 52.

👉 Risultato:
per raggiungere i 20 anni contributivi reali serviranno oltre 26 anni di lavoro.


Perché si rischia di lavorare oltre i 67 anni

Questo sistema può creare una situazione critica:

  • un lavoratore può aver lavorato “per 20 anni”
  • ma non aver maturato 20 anni di contributi pieni

👉 Conseguenza:
la pensione a 67 anni può slittare.

Questo riguarda soprattutto:

  • lavoratori part-time
  • contratti discontinui
  • lavoratori con redditi bassi
  • molte donne
  • occupazioni precarie

Non è una scelta dell’INPS: cosa dice la legge

È importante chiarire che questo meccanismo:

  • non è una decisione arbitraria
  • deriva dalle regole del sistema contributivo

In particolare:

  • D.Lgs. 124/1993
  • riforme previdenziali degli anni ’90

Un sistema che penalizza i redditi bassi

Dalla normativa emerge un effetto concreto:

  • chi guadagna meno deve lavorare di più
  • chi guadagna di più raggiunge prima i requisiti

👉 Questo crea una disparità reale nel sistema previdenziale.


Come evitare brutte sorprese sulla pensione

Per non trovarsi impreparati, è fondamentale:

  • verificare la propria posizione contributiva
  • controllare l’estratto conto INPS
  • valutare versamenti volontari
  • considerare strumenti di integrazione previdenziale

In sintesi

La nuova circolare INPS evidenzia un punto chiave:

  • stipendio basso = meno contributi accreditati
  • meno contributi = pensione più lontana

👉 L’età pensionabile di 67 anni resta valida, ma non è più una certezza per tutti.

Carta del Docente 2026: fino a 400 euro anche ai precari, novità su acquisti e formazione

La Carta del Docente 2026 si rinnova con importanti novità che ampliano la platea dei beneficiari e le modalità di utilizzo del bonus. Tra le principali innovazioni spiccano l’estensione ai docenti precari e l’introduzione di nuove spese ammesse, come i servizi di trasporto.

Si tratta di una misura centrale nel sistema di welfare scolastico, rafforzata anche dai fondi del PNRR destinati alla formazione e agli strumenti digitali per gli insegnanti.


Cos’è la Carta del Docente e a cosa serve

La Carta del Docente è un bonus introdotto dalla Legge n. 107 del 2015, pensato per sostenere la formazione e l’aggiornamento professionale degli insegnanti.

Attraverso una piattaforma digitale dedicata, i docenti possono utilizzare un credito annuale per acquistare beni e servizi utili alla propria crescita professionale.


Importo Carta del Docente 2026: quanto vale

Per l’anno scolastico 2025/2026, l’importo della Carta dovrebbe arrivare fino a 400 euro, in attesa del decreto ufficiale che ne definirà il valore esatto.

A questo si aggiungono ulteriori risorse per la formazione, con un sistema che punta a rafforzare le competenze del personale scolastico.


Novità 2026: cosa cambia davvero

Le novità introdotte rendono la Carta del Docente più flessibile e inclusiva.

Estensione ai docenti precari

Per la prima volta, il bonus sarà riconosciuto anche a:

  • docenti con contratto a tempo determinato fino al 31 agosto
  • docenti con incarico fino al 30 giugno
  • insegnanti part-time

Un cambiamento significativo che amplia il numero di beneficiari.

Nuove spese ammesse

Oltre agli acquisti tradizionali, la Carta potrà essere utilizzata anche per:

  • servizi di trasporto
  • attività legate alla mobilità professionale

Resta invece il vincolo sugli acquisti tecnologici, consentiti alla prima erogazione e poi ogni quattro anni.


Cosa si può acquistare con la Carta del Docente

Il bonus può essere utilizzato per diverse categorie di beni e servizi legati alla formazione:

  • libri e testi, anche digitali
  • riviste e pubblicazioni professionali
  • pc, tablet, software e strumenti digitali
  • corsi di aggiornamento e formazione accreditati
  • corsi universitari, master e specializzazioni
  • biglietti per eventi culturali, musei, teatro e cinema
  • attività coerenti con il piano formativo scolastico

Fondi PNRR: 270 milioni per scuole e insegnanti

Un altro elemento centrale riguarda i fondi del PNRR, che prevedono uno stanziamento di circa 270 milioni di euro.

Queste risorse saranno utilizzate dalle scuole per:

  • acquistare dispositivi come pc e tablet
  • fornire strumenti in comodato d’uso ai docenti
  • finanziare attività di formazione

Inoltre, ogni insegnante potrà beneficiare di circa 240 euro aggiuntivi per corsi di formazione approvati dal Collegio dei docenti.


Chi ha diritto alla Carta del Docente 2026

Il bonus sarà riconosciuto a diverse categorie di insegnanti:

  • docenti di ruolo (anche neoassunti e part-time)
  • docenti inidonei per motivi di salute
  • docenti in comando, distacco o fuori ruolo
  • docenti in servizio all’estero
  • docenti delle scuole militari
  • docenti precari con contratto fino al 30 giugno o 31 agosto
  • docenti con sentenze favorevoli

Si tratta quindi di una platea molto più ampia rispetto al passato.


Carta del Docente 2026: perché è importante

La riforma della Carta del Docente rappresenta un passo concreto verso un sistema scolastico più moderno e inclusivo.

L’obiettivo è duplice:

  • migliorare la qualità della formazione degli insegnanti
  • garantire pari opportunità anche ai docenti non di ruolo

In sintesi

La Carta del Docente 2026 introduce importanti novità:

  • fino a 400 euro di bonus
  • estensione ai docenti precari
  • nuove spese ammesse, inclusi i trasporti
  • fondi PNRR per formazione e strumenti digitali

Una misura che rafforza il ruolo della scuola e investe concretamente nella crescita professionale degli insegnanti.

Pietre e detriti al centro dello Stazzone, Pumilia: “Sono qui da un mese” (Video)

E’ trascorso ormai un mese dalla mareggiata che ha portato grosse pietre e detriti al centro dello Stazzone. La zona riqualificata alcuni anni fa è molto pericolosa per i bambini che frequentano il vicino parco giochi e anche per chi vuole fare una passeggiata. Si attende una rimozione non ancora effettuata dal Comune.

“Più che segnalare – dice il presidente del comitato di quartiere, Angelo Pumilia – noi non possiamo fare. A noi non è consentito intervenire e così anche in occasione del recente Carnevale tante famiglie sono venute allo Stazzone trovando questa brutta sorpresa”.

Per effettuare quest’intervento di pulizia della zona sono necessari soltanto qualche operaio e un mezzo. Dal Comune l’assessore al Lavori pubblici, Fabio Leonte, fa sapere che a breve la rimozione verrà effettuata.

I danni allo Stazzone, però, sono più ingenti e fanno parte di una richiesta di 1,2 milioni di euro avanzata alla Protezione civile. Altri due interventi necessari a Sciacca fanno aumentare la richiesta a 2 milioni e per tutti questi si attendono notizie.

Modica, ladri chiudono a chiave un giovane in camera mentre svaligiano la casa: paura in contrada Torre Cannata

Si allarga a macchia d’olio l’ondata di furti nelle campagne modicane. Dopo i raid registrati lungo la zona della Modica-Mare, in particolare nelle contrade Quartarella e Zappulla e nell’area adiacente alla chiesa della Santissima Trinità, un nuovo grave episodio si è verificato in contrada Torre Cannata, nel territorio di Modica.
I malviventi sono entrati in azione mentre all’interno dell’abitazione era presente un giovane che stava dormendo nella propria cameretta.

Secondo quanto ricostruito, i ladri, una volta introdottisi in casa, avrebbero chiuso la porta della stanza a chiave dall’esterno, di fatto sequestrando il ragazzo per evitare di essere disturbati durante il colpo.
Il giovane, svegliatosi nel dormiveglia dopo aver avvertito alcuni rumori sospetti, ha tentato di aprire la porta senza riuscirvi, accorgendosi di essere stato chiuso dentro. Nel frattempo i malviventi hanno potuto agire indisturbati, rovistando nei locali e portando a termine il furto prima di dileguarsi.
L’episodio accresce ulteriormente la preoccupazione tra i residenti della zona, già scossi dai quattro furti messi a segno nelle ultime settimane lungo l’arteria della Modica-Mare. Un’escalation che sta generando allarme e richieste di maggiori controlli nelle aree periferiche e rurali.
Sull’accaduto indagano le forze dell’ordine, impegnate a ricostruire la dinamica e a individuare eventuali responsabilità.

Intanto cresce il senso di insicurezza tra i cittadini, che chiedono interventi tempestivi per arginare un fenomeno sempre più diffuso nel territorio modicano.

Rete ospedaliera, Ok al mantenimento del Centro di Cardiochirurgia pediatrica di Taormina

Via libera della giunta regionale alla revisione della Rete ospedaliera siciliana. Il governo guidato da Renato Schifani ha approvato la modifica del documento necessaria per garantire il mantenimento del Centro di cardiochirurgia pediatrica di Taormina.
Nel corso della seduta odierna è stata deliberata in via definitiva l’aggregazione della struttura di Taormina alla Cardiochirurgia per adulti del Policlinico universitario Rodolico-San Marco di Catania, dopo il parere favorevole espresso dalla sesta commissione dell’Ars.

Un passaggio tecnico fondamentale per consentire l’inserimento ufficiale, per la prima volta, del Centro di cardiochirurgia pediatrica nella Rete ospedaliera regionale.
L’esecutivo ha recepito le indicazioni dei ministeri della Salute e dell’Economia, completando così l’iter amministrativo richiesto per il mantenimento della struttura in deroga al decreto ministeriale 70 del 2015, che prevedeva una sola cardiochirurgia pediatrica in Sicilia, individuata presso l’Ospedale Civico di Palermo dalla precedente programmazione.
La documentazione sarà ora trasmessa a Roma per l’approvazione definitiva da parte dei ministeri competenti.
«Grazie al lavoro di tutti è stato possibile compiere questo ulteriore passo avanti verso la nuova Rete ospedaliera – ha dichiarato l’assessore regionale alla Salute, Daniela Faraoni –. Siamo in attesa del via libera finale del ministero della Salute e del Mef, che sono stati particolarmente rigorosi nella richiesta della documentazione a supporto del mantenimento della struttura di Taormina. Ribadiamo che l’interesse del governo Schifani è garantire la presenza di entrambe le cardiochirurgie pediatriche operative in Sicilia, a Palermo e Taormina, a tutela delle famiglie e dei piccoli pazienti».
Con l’ok della giunta si compie dunque un ulteriore passo verso la definizione della nuova Rete ospedaliera regionale, con l’obiettivo dichiarato di assicurare continuità assistenziale e servizi sanitari di alta specializzazione sul territorio siciliano.

Capo San Marco, nuovo cedimento della strada in via Ulisse e arriva una transenna


Nel 2019 la strada in via Ulisse è franata tanto da obbligare cinque famiglie di Sciacca a raggiungere a piedi le loro abitazioni nella zona. Adesso non siamo a quei livelli, ma questa mattina è arrivata la Polizia municipale in via Ulisse e nel tratto maggiormente a rischio è stata collocata una transenna.

Era già accaduto diverse volte nel passato in questa zona dove sono stati sempre effettuati interventi tampone.

Da tanti anni durante l’inverno non mancano i cedimenti di questa strada e si procede sempre con interventi tampone.

Magari sarà così anche questa volta. Intanto, la pericolosità è stata rilevata anche dalla Polizia municipale e poi la squadra addetta alla segnaletica ha collocato una transenna. La strada rimane aperta al transito nella speranza che le condizioni non peggiorino ulteriormente.

Corruzione in Sicilia e Campania: chiesto l’arresto per 16 tra docenti, ricercatori e manager


La Procura Europea (Eppo) ha chiesto l’arresto di 16 persone tra docenti universitari, insegnanti, ricercatori, manager e dipendenti di società informatiche, accusati a vario titolo di corruzione propria e turbata libertà nel procedimento di scelta del contraente.

L’inchiesta coinvolge Sicilia e Campania e riguarda presunti illeciti legati all’affidamento di forniture di beni e servizi, anche con fondi europei.
Secondo i pubblici ministeri dell’Eppo, Gery Ferrara e Amelia Luise, i docenti avrebbero pilotato gli acquisti degli enti presso cui lavoravano verso determinate aziende informatiche, ricevendo in cambio benefici personali: cellulari di ultima generazione, computer, smart tv, buoni spesa e altri dispositivi destinati a uso privato o a familiari e conoscenti. Un vero e proprio “tesoretto” che, secondo l’accusa, sarebbe stato accumulato sfruttando risorse pubbliche.
Il procedimento è attualmente nella fase degli interrogatori preventivi. Al termine, il giudice per le indagini preliminari deciderà sulla richiesta di applicazione delle misure cautelari.
L’indagine rappresenta un ulteriore sviluppo dell’inchiesta che nel 2023 aveva portato agli arresti domiciliari di Daniela Lo Verde, dirigente della scuola Falcone dello Zen di Palermo, nota per il suo impegno antimafia, insieme al suo vice e a una dipendente della società R-Store S.p.A..

In quel filone investigativo era emerso che la preside avrebbe utilizzato fondi europei per acquistare dispositivi elettronici destinati agli studenti presso un esercizio commerciale riconducibile alla dipendente coinvolta, ottenendo in cambio beni per sé e per i propri familiari.
Le dichiarazioni rese dalla dipendente avrebbero consentito agli inquirenti di ampliare il raggio dell’inchiesta, facendo emergere un presunto sistema analogo anche in alcune facoltà universitarie e scuole della Campania, in particolare a Napoli.
Al centro dell’indagine anche la gestione dei fondi europei, compresi quelli del Pnrr destinati al settore scolastico. Secondo l’accusa, la società coinvolta, spinta dalle opportunità offerte dai finanziamenti comunitari, avrebbe oltrepassato i limiti di una legittima strategia commerciale, sconfinando nell’illecito grazie alla complicità di docenti e ricercatori che avrebbero orientato gli acquisti pubblici in cambio di vantaggi personali.
Sarà ora il giudice a valutare la sussistenza delle esigenze cautelari nei confronti degli indagati, mentre l’inchiesta della Procura Europea prosegue per accertare eventuali ulteriori responsabilità.

Come fare pubblicità senza fare pubblicità (e trovare clienti)

Molti imprenditori associano la parola “pubblicità” a qualcosa di fastidioso.

Un cartellone.
Un volantino.
Uno spot che interrompe.

Altri pensano che fare pubblicità significhi avere bisogno di lavoro.

E quindi la evitano.

Eppure oggi succede qualcosa di diverso.

Ogni giorno ci sono persone che cercano online prodotti e servizi.

Cercano informazioni.
Confrontano.
Si fanno un’idea.

E prendono decisioni.

La domanda è semplice:

quando cercano quello che fai…

ti trovano… oppure qualcun altro?

Il vero problema non è la pubblicità

Molti imprenditori oggi fanno questo:

pubblicano contenuti
provano a sponsorizzare
tentano di vendere

Ma i risultati arrivano in modo discontinuo.

E allora pensano che il problema sia:

il budget
il canale
la concorrenza

In realtà il problema è un altro.

Non è come fai pubblicità.

È come vieni trovato.

Fai questo test (ci metti meno di 2 minuti)

Rispondi a queste domande:

Le persone ti trovano online quando cercano quello che fai?
Hai contenuti che spiegano chiaramente come lavori?
Chi visita i tuoi contenuti capisce perché scegliere te?
Hai un modo semplice per essere contattato (WhatsApp)?
Ricevi richieste anche senza fare pubblicità continua?

Se hai risposto “no” anche solo a una domanda…

stai perdendo opportunità ogni giorno.

Il risultato che hai ottenuto è solo una parte.

Il punto è capire quante opportunità stai perdendo ogni mese.

Cosa succede davvero (e perché)

Oggi il comportamento delle persone è cambiato.

Prima si subiva la pubblicità.
Oggi si cercano soluzioni.

Quando una persona cerca:

non vuole essere convinta
vuole capire

Se trova contenuti chiari:

legge
valuta
si fida

E a quel punto succede qualcosa di molto semplice.

ti scrive.

Il punto che molti non vedono

Non vince chi urla di più.

Vince chi è più chiaro.

Un’attività con meno esperienza, ma più visibile online, può sembrare la scelta migliore.

Non perché lo sia davvero.

Ma perché si fa trovare meglio.

Come funziona il sistema

Il processo è più semplice di quanto sembri.

Una persona cerca
trova un contenuto
capisce
e poi contatta

Non viene interrotta.

Arriva già interessata.

E questo cambia completamente la qualità del contatto.

Non è traffico generico.

Sono persone che stanno già valutando.

La differenza reale

Prima:

insegui clienti
lavori sempre
i risultati sono incerti

Dopo:

vieni trovato
lavori meglio
i risultati diventano più prevedibili

Non è una questione di fare di più.

È una questione di fare nel modo giusto.

Quante persone cercano quello che fai ogni mese

Ogni giorno ci sono persone che cercano prodotti e servizi come i tuoi.

La domanda è:

ti trovano… oppure no?

Molti imprenditori scoprono una cosa sorprendente.

Ci sono persone che li cercano… ma non li trovano.

E questa è un’opportunità che ogni giorno finisce nelle mani di qualcun altro.

Se vuoi scoprirlo nel tuo caso, puoi fare una verifica semplice.

Scrivimi su WhatsApp e ti faccio vedere:

  • quante persone cercano quello che offri
  • se oggi sei visibile oppure invisibile
  • cosa puoi fare per intercettarle

In alcuni casi, basta una modifica per iniziare a ricevere richieste già nelle prime ore.

Conclusione

Alla fine, non è una questione di pubblicità.

È una questione di presenza.

Perché oggi il vero vantaggio non è essere ovunque.

È essere nel posto giusto, nel momento giusto.

E il vero obiettivo non è ottenere visibilità.

È trasformarla in contatti reali.