Codice della Strada, guida dopo droghe: la sanzione non è più automatica, conta la quantità assunta

La Corte Costituzionale chiarisce l’art. 187 CdS: non basta la positività al test, serve un pericolo concreto per la sicurezza stradale

Cambia l’interpretazione della guida dopo l’assunzione di sostanze stupefacenti. Con la sentenza n. 10 del 29 gennaio 2026, la Corte Costituzionale interviene sulla riforma del Codice della Strada introdotta dalla legge n. 177/2024, stabilendo un principio destinato a incidere profondamente su controlli, processi e sanzioni: la punibilità non è automatica, ma dipende dalla quantità di droga assunta e dalla sua effettiva capacità di compromettere la guida.

In altre parole, non è più sufficiente risultare positivi a un test antidroga per essere sanzionati. Occorre dimostrare che la sostanza presente nell’organismo sia tale da determinare un concreto pericolo per la circolazione stradale.


Cosa prevedeva l’articolo 187 prima della riforma

Prima dell’intervento legislativo del 2024, l’art. 187 del Codice della Strada puniva la guida in stato di alterazione psico-fisica conseguente all’uso di sostanze stupefacenti o psicotrope.
La fattispecie si fondava su due elementi imprescindibili:

  • l’assunzione di droghe;
  • il conseguente stato di alterazione, tale da compromettere le capacità di guida e creare un pericolo concreto per la sicurezza stradale.

Il reato, quindi, non scattava in modo automatico, ma richiedeva la prova dell’effettiva alterazione del conducente.


La riforma del 2024 e i dubbi di costituzionalità

Con la legge n. 177/2024, il legislatore ha eliminato ogni riferimento espresso allo “stato di alterazione”, punendo chi si mette alla guida dopo aver assunto sostanze stupefacenti, anche al solo fine di semplificare gli accertamenti su strada.

Questa scelta ha sollevato forti perplessità tra giudici e giuristi: la nuova formulazione rischiava di colpire qualsiasi assunzione precedente alla guida, anche lontana nel tempo (giorni o settimane prima), senza alcun nesso reale con la sicurezza stradale.
Una disciplina ritenuta potenzialmente sproporzionata e irragionevole, oltre che difficilmente compatibile con il principio di offensività del diritto penale.


La decisione della Corte Costituzionale: sì alla norma, ma con limiti stringenti

La Corte Costituzionale ha ritenuto non illegittima la riforma, ma ne ha fornito un’interpretazione fortemente restrittiva.

Secondo i giudici delle leggi, la sanzione può scattare solo se:

  • nei liquidi biologici del conducente è presente una quantità significativa di sostanza stupefacente;
  • tale quantità, alla luce delle attuali conoscenze scientifiche, è idonea ad alterare le capacità di guida di un assuntore medio;
  • l’assunzione determina un concreto pericolo per la sicurezza della circolazione.

Ne consegue che la mera positività al test antidroga non basta più per configurare l’illecito.


Un problema ancora aperto: mancano soglie certe come per l’alcol

A differenza dell’alcol, per il quale esistono limiti legali chiari e misurabili, allo stato attuale non esistono soglie universalmente condivise per correlare la concentrazione di droghe nel sangue o nella saliva a una reale compromissione delle capacità di guida.

Questo significa che:

  • ogni caso dovrà essere valutato singolarmente;
  • la decisione finale spetterà al giudice, che dovrà basarsi su perizie, dati scientifici e circostanze concrete;
  • aumenterà il contenzioso e il peso delle consulenze tecniche nei processi penali.

Cosa cambia concretamente per automobilisti e controlli

La sentenza segna un punto di equilibrio tra sicurezza stradale e garanzie individuali:

  • non viene introdotta una liberalizzazione della guida dopo droghe;
  • viene però evitata una punizione automatica e indiscriminata;
  • la sanzione resta possibile solo in presenza di un effettivo rischio per la collettività.

In sintesi, guidare dopo aver assunto droghe resta vietato, ma la responsabilità penale non può più basarsi su un dato puramente formale. Conta la quantità, l’effetto concreto sull’idoneità alla guida e il pericolo reale per la sicurezza stradale.

Una decisione destinata a incidere profondamente sull’applicazione dell’art. 187 CdS e sul futuro dei controlli su strada.

Carnevale di Sciacca 2026, carri in piazza La Rosa che diventa un cantiere a cielo aperto

Piazza La Rosa si è trasformata in un cantiere a cielo aperto. Come anticipato da Risoluto.it, nel pomeriggio di oggi è scattato il trasferimento dei carrelloni e di alcuni dei pezzi che compongono i carri allegorici del Carnevale di Sciacca 2026.

Le operazioni hanno preso il via intorno alle ore 15. Il maltempo non ha dato tregua neppure durante le fasi di spostamento. I carrelloni, scortati dalla polizia municipale e dalla squadra di soccorso tecnico, hanno raggiunto progressivamente il quartiere Parriera. Il primo carro è arrivato in piazza alle 21:10 circa.

Le imponenti strutture in cartapesta stanno già iniziando prendere forma con l’assemblaggio dei primi pezzi. La manifestazione prenderà il via venerdì 20 febbraio con la consegna simbolica delle chiavi della città a Peppe Nappa, maschera simbolo del carnevale saccense, dando così il via ai festeggiamenti.

Nonostante le condizioni meteo avverse, la piazza si è rapidamente riempita di persone, in parte giovanissimi che hanno approfittato dei giorni di vacanza disposti con ordinanza di disinfestazione delle scuole. Presente anche il sindaco, Fabio Termine, che, raggiunto da noi per un commento sulle operazioni in corso, si è rifiutato non dando nessuna nessuna motivazione, allontanandosi. Termine, che era assente alla conferenza stampa di presentazione della festa, non ha voluto dire nulla.

Marsala, corpo senza vita avvistato in mare davanti al lungomare sud

Un cadavere è stato avvistato questa mattina nelle acque antistanti il lungomare sud di Marsala, poco prima della zona delle spiagge.

L’allarme è scattato nelle prime ore del giorno e sul posto è intervenuta una motovedetta dell’ufficio circondariale marittimo per avviare le operazioni di recupero.
Le attività si sono rivelate particolarmente difficoltose a causa delle condizioni del mare, agitato e con onde sostenute, che hanno complicato l’avvicinamento e la messa in sicurezza dell’area. A supporto sono intervenuti anche i vigili del fuoco.
Secondo le prime informazioni, il corpo indossava un giubbotto salvagente.

Negli ultimi giorni altri cadaveri, verosimilmente migranti, sono stati recuperati lungo le coste del Trapanese, in particolare davanti a Trapani e Pantelleria.
Sono in corso gli accertamenti per l’identificazione della vittima e per chiarire le circostanze del ritrovamento. Le autorità mantengono il massimo riserbo in attesa di ulteriori sviluppi.

Assegno attività socialmente utili 2026: aumenta l’importo a 707,19 euro al mese, nuova circolare INPS

Dal 1° gennaio 2026 l’assegno per le attività socialmente utili (ASU) sale a 707,19 euro mensili. L’aumento è stato ufficializzato dall’INPS con la circolare n. 4 del 28 gennaio 2026 e riguarda migliaia di lavoratori impegnati in progetti di pubblica utilità su tutto il territorio nazionale. Vediamo a chi spetta, come funziona e come accedere ai progetti ASU.


Aumento assegno ASU 2026: nuovo importo ufficiale INPS

Con la circolare INPS n. 4/2026, l’Istituto ha aggiornato l’importo dell’assegno per le attività socialmente utili in base all’adeguamento al costo della vita.

Dal 1° gennaio 2026, l’assegno mensile è fissato in 707,19 euro, importo uniforme su scala nazionale e finanziato attraverso il Fondo sociale per occupazione e formazione.

A differenza di altre prestazioni assistenziali, l’assegno ASU:

  • non è automatico;
  • non è legato alla sola disoccupazione;
  • dipende dallo svolgimento effettivo dell’attività prevista dal progetto.

L’erogazione avviene tramite INPS sulla base delle rendicontazioni trasmesse dagli enti utilizzatori. In caso di assenze non giustificate o interruzione del progetto, l’importo può essere ridotto o sospeso.


A chi spetta l’assegno per attività socialmente utili

L’assegno ASU è disciplinato dal D.Lgs. n. 468/1997 ed è destinato a soggetti coinvolti in percorsi di politica attiva del lavoro.

Possono beneficiarne:

  • disoccupati iscritti ai Centri per l’Impiego;
  • lavoratori espulsi dal mercato del lavoro;
  • persone in mobilità o in percorsi di reinserimento;
  • soggetti fragili coinvolti in progetti di utilità collettiva.

Il diritto all’assegno nasce esclusivamente con la partecipazione concreta alle attività: senza prestazione non matura alcun pagamento. L’ASU non è quindi paragonabile alla NASpI o ad altre indennità passive, ma rappresenta una indennità legata all’impegno attivo del beneficiario.


Cosa sono le attività socialmente utili

Le attività socialmente utili non costituiscono un rapporto di lavoro subordinato, ma forme di occupazione temporanea finalizzate:

  • all’inclusione sociale;
  • al mantenimento delle competenze;
  • al reinserimento nel mercato del lavoro.

I progetti ASU si svolgono presso:

  • Comuni e amministrazioni locali;
  • scuole e strutture pubbliche;
  • servizi ambientali, culturali e sociali;
  • enti del Terzo settore convenzionati.

Le mansioni possono riguardare:

  • manutenzione urbana e verde pubblico;
  • supporto a servizi socio-assistenziali;
  • attività ambientali e culturali;
  • assistenza a persone fragili.

Il modello ASU punta a superare l’assistenzialismo puro, richiedendo un contributo concreto del beneficiario alla collettività.


Come accedere ai progetti ASU nel 2026

Per ottenere l’assegno ASU è necessario:

  1. essere disoccupati;
  2. iscriversi al Centro per l’Impiego;
  3. rilasciare la DID (Dichiarazione di Immediata Disponibilità al lavoro);
  4. essere selezionati per un progetto ASU attivo.

I progetti vengono attivati da:

  • Comuni;
  • Regioni;
  • Province;
  • enti pubblici o del Terzo settore.

Per candidarsi è necessario monitorare:

  • Albo Pretorio del Comune;
  • siti regionali (sezione Lavoro o Politiche sociali);
  • avvisi dei Centri per l’Impiego.

Le domande vengono valutate tramite graduatoria, secondo criteri stabiliti nel bando. I posti sono limitati e l’assegnazione non è automatica.


Un sostegno attivo, non assistenziale

L’aumento dell’assegno ASU a 707,19 euro mensili nel 2026 rafforza uno strumento che unisce sostegno al reddito e utilità sociale.
Si tratta di una misura spesso poco conosciuta, ma che continua a rappresentare una rete di protezione concreta per migliaia di persone escluse dal mercato del lavoro tradizionale.

Con la nuova circolare INPS, il quadro normativo e operativo risulta più chiaro, consentendo agli enti e ai beneficiari di programmare con maggiore certezza le attività per il 2026.

Caro voli in Sicilia a Pasqua, i sindacati incalzano la Regione

Il ritorno delle festività pasquali riaccende il problema del caro voli in Sicilia, con prezzi dei biglietti aerei già in crescita nelle prime simulazioni di acquisto. A lanciare l’allarme sono Federconsumatori Sicilia, l’associazione “Nun si parti” e Cgil Sicilia, che hanno inviato una lettera alla Presidenza della Regione Siciliana e al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti chiedendo la convocazione urgente di un tavolo istituzionale.
Le organizzazioni sottolineano come il fenomeno del caro voli in Sicilia non sia episodico, ma ormai strutturale, destinato a ripresentarsi durante le principali festività e nei periodi di maggiore mobilità.

Caro voli in Sicilia, prezzi già alti per Pasqua

Secondo quanto riportato nella nota ufficiale, per rientrare nell’isola durante la settimana di Pasqua il costo di un volo diretto si aggira attorno ai 350 euro. Esistono alternative più economiche, ma con tempi di viaggio molto più lunghi: si parla di biglietti da circa 175 euro con scali intermedi, come Tirana e Bari, per un totale che può arrivare fino a 23 ore di viaggio.
Situazioni simili si registrano per chi parte da città come Torino o Bologna o per chi atterra negli aeroporti siciliani, in particolare a Catania.

Il precedente delle festività natalizie

Le associazioni ricordano che durante le recenti festività natalizie si erano già verificati aumenti eccezionali delle tariffe, in alcuni casi fino al 900% rispetto ai prezzi ordinari. In diverse tratte i biglietti avevano superato i 500 euro per una sola andata, confermando un andamento che tende a ripetersi.

Diritto alla mobilità e rientro nell’isola

Il caro voli in Sicilia colpisce soprattutto studenti e lavoratori residenti fuori regione, che durante le festività si trovano a sostenere costi molto elevati per poter rientrare a casa. Le organizzazioni evidenziano come questa situazione produca effetti sociali ed economici rilevanti, incidendo sul diritto alla mobilità e sull’intero sistema regionale, a partire dal comparto turistico.
Nonostante le numerose segnalazioni degli utenti e le iniziative di mobilitazione degli ultimi anni, tra cui il sit-in del 22 dicembre 2025 all’aeroporto Falcone e Borsellino di Palermo, non sarebbero ancora state adottate soluzioni strutturali in grado di contenere il fenomeno.

La richiesta di un confronto istituzionale

Per queste ragioni sindacati e associazioni chiedono l’apertura urgente di un confronto che coinvolga Regione, Ministero, autorità di regolazione, gestori aeroportuali, compagnie aeree e rappresentanze sociali, con l’obiettivo di individuare strumenti concreti per garantire condizioni di accessibilità più eque.
«La lettera è stata inoltrata nel gennaio 2026 e non ha ancora ricevuto risposta – conclude Giovanni Castronovo di Nun si parti –. Chiediamo una convocazione al più presto possibile, altrimenti arriveremo al periodo pasquale con ulteriori e insostenibili aumenti. È una questione di uguaglianza sostanziale».

Stromboli, ambulanza senza personale: paziente trasportato in carrozzella fino all’elisoccorso

Ancora disagi nelle isole minori delle Eolie sul fronte dell’emergenza sanitaria. A Stromboli, frazione del Comune di Lipari, un paziente con seri problemi alla schiena è stato trasportato in carrozzella dalla propria abitazione fino al punto di atterraggio dell’elisoccorso del 118, per un tragitto di quasi un chilometro.
L’ambulanza presente sull’isola, infatti, sarebbe risultata priva di personale al momento dell’intervento. Non è stato possibile utilizzare neppure la motoape o la macchinetta elettrica, mezzi che spesso vengono impiegati in alternativa all’ambulanza per i trasferimenti interni, soprattutto lungo le strette vie del borgo.
Il malcapitato è stato così accompagnato a piedi dai familiari e da alcuni isolani che hanno collaborato durante il percorso, spingendo la carrozzella fino all’area destinata all’atterraggio dell’elisoccorso, unico mezzo disponibile per il trasferimento urgente verso una struttura ospedaliera attrezzata sulla terraferma.
A denunciare pubblicamente l’episodio è stata la portavoce dell’isola, Rosaria Cincotta: «Che tristezza, abbandono totale in tutto e per tutto. A Panarea invece ci sono i volontari e non funziona l’ambulanza elettrica».
L’episodio riaccende i riflettori sulle criticità del sistema di emergenza nelle isole minori dell’arcipelago delle Isole Eolie, dove la carenza di personale e mezzi adeguati continua a rappresentare un problema strutturale, soprattutto nei periodi di maggiore afflusso turistico. I residenti chiedono interventi urgenti per garantire un servizio di soccorso efficiente e continuativo, all’altezza delle esigenze di chi vive e lavora in territori geograficamente complessi.

A Menfi un concorso per una città più curata e sostenibile

Un invito a prendersi cura degli spazi privati che si affacciano sulla città, trasformandoli in segni di attenzione e bellezza urbana. Su idea e progetto del comitato civico Decoro urbano Menfi, e con il patrocinio del Comune, è stato indetto il concorso “Balconi Fioriti e non solo…”.

L’iniziativa nasce dalla convinzione che fiori, piante e verde non rappresentino soltanto elementi decorativi, ma veri e propri indicatori di cura, cultura ecologica e rispetto per il luogo in cui si vive. Nell’arredo urbano, infatti, contribuiscono a rendere i centri abitati più accoglienti, migliorano la qualità della vita e rafforzano il senso di appartenenza alla comunità.

Con il concorso, Menfi invita i cittadini a diventare protagonisti della bellezza urbana, valorizzando balconi, finestre e altri spazi visibili dall’esterno e trasformandoli in piccoli angoli di colore e armonia. Un gesto semplice, ma capace – se condiviso – di incidere concretamente sull’immagine complessiva del paese.

La partecipazione è aperta a tutti i residenti del territorio comunale. L’iscrizione è gratuita e possono aderire coloro che dispongano, nella propria abitazione – sia essa di proprietà o in affitto – o in un esercizio commerciale, di balconi, finestre, davanzali, cortili, terrazzi, portoni d’ingresso, scalinate esterne o giardini esterni.

Il bando e il modulo di partecipazione sono consultabili nella pagina Facebook del comitato civico “Menfi Decoro Urbano”.

A Santa Margherita ex consiglieri attaccano la giunta e annunciano assemblea cittadina

L’incontro si terrà domenica 22 febbraio, alle 18, presso il ristorante/pizzeria “Sasso d’Oro” e rappresenta un importante momento di dialogo con i cittadini margheritesi, volto a individuare possibili soluzioni “alle gravi problematiche che stanno investendo la città del Gattopardo: disservizio idrico, dissesto finanziario, carenza di trasparenza amministrativa, criticità della viabilità urbana, extraurbana e rurale, urbanizzazione del quartiere Pasotti e molto altro”.


Gli ex consiglieri comunali Giuseppe Scaturro, Giusi Bavetta, Salvatore Sciara, Antonio Guirreri, Giacomo Abruzzo e Gaspare Valenti intendono inoltre porre l’attenzione sull’operato dell’attuale amministrazione guidata da Gaspare Viola, che giudicano “distante dai reali bisogni della comunità”.

L’assemblea del 22 febbraio sarà anche l’occasione per presentare due proposte: uno sconto sulle bollette dell’acqua recentemente ricevute e una riduzione della Tari, alla luce degli eccellenti risultati raggiunti dai cittadini nella raccolta differenziata.


Pace del Mela, 40enne ferito a colpi di pistola sotto casa: arrestati padre e figlio

Svolta nelle indagini sul ferimento di un 40enne, raggiunto da un colpo d’arma da fuoco la sera dello scorso 6 febbraio nelle pertinenze della propria abitazione. I Carabinieri della Compagnia di Milazzo hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di un 47enne e del figlio 22enne, ritenuti responsabili in concorso dei reati di lesioni personali e detenzione e porto illegale di arma comune da sparo.
Il provvedimento è stato emesso dal Gip del Tribunale di Barcellona Pozzo di Gotto su richiesta della locale Procura della Repubblica, diretta dal dott. Giuseppe Verzera.
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, la vittima sarebbe stata avvicinata sotto casa e colpita a una gamba con un’arma da fuoco. L’uomo era stato immediatamente soccorso e trasportato al Policlinico di Messina, dove era stato ricoverato per le cure del caso.
Le indagini, coordinate dalla Procura e condotte dai militari dell’Arma, si sono concentrate fin da subito sull’analisi delle immagini dei sistemi di videosorveglianza presenti nella zona. Gli accertamenti avrebbero consentito di identificare in tempi rapidi i presunti responsabili, che risiedono a circa 800 metri dall’abitazione della vittima.
Nel corso delle perquisizioni domiciliari sarebbero stati rinvenuti, occultati nelle abitazioni e nelle rispettive pertinenze, diversi capi di abbigliamento ritenuti compatibili – per circostanze di tempo e luogo – con quelli indossati dagli autori dell’azione di fuoco.

Ulteriori approfondimenti investigativi avrebbero inoltre permesso di ricostruire i movimenti degli indagati nei minuti precedenti e successivi al ferimento, rafforzando il quadro indiziario a loro carico.
Alla luce della gravità dei fatti contestati, del pericolo di inquinamento probatorio e del rischio di reiterazione del reato, il Gip ha disposto la misura cautelare in carcere per entrambi gli indagati, che si trovano ora ristretti presso la Casa Circondariale di Barcellona Pozzo di Gotto.
Le indagini proseguono per chiarire ulteriormente il movente e ogni aspetto della vicenda.

Trofeo Kamaraton fotosub, premi e menzioni per Tirnetta

Il Trofeo Kamaraton fotosub porta nuovi riconoscimenti e soddisfazioni con la pubblicazione ufficiale delle classifiche e delle menzioni speciali. Il concorso ha premiato diverse immagini subacquee, valorizzando sia l’aspetto tecnico sia quello espressivo della fotografia subacquea.

Classifica Reflex Grandangolo del Trofeo Kamaraton fotosub

Nella categoria Reflex Grandangolo del Trofeo Kamaraton fotosub il primo posto è stato assegnato a Santo Tirnetta con l’opera Orate.
Secondo classificato Davide Lombroso con Ambiente, mentre il terzo posto è andato a Stefano Cerbai con Luca e Pietro.
Sempre a Stefano Cerbai è stata attribuita anche una menzione speciale per l’immagine L’Eco del Silenzio.
Secondo la motivazione della giuria, la fotografia non si limita a documentare un’esplorazione tecnica, ma riesce a evocare un senso di sospensione temporale, richiamando il fascino della storia sommersa.

Premiazione all’Eudi Show di Bologna

La cerimonia di premiazione del Trofeo Kamaraton fotosub è prevista a Bologna, in occasione dell’Eudi Show, la fiera dedicata alla subacquea, in programma sabato 21 febbraio. Un appuntamento che rappresenta un ulteriore momento di visibilità per i fotografi premiati.

Nuova menzione per Tirnetta nella categoria macro

Oltre al risultato nella categoria grandangolo, è arrivato un altro riconoscimento per Santo Tirnetta, che ha ottenuto una menzione speciale al concorso fotosub del 2° Trofeo Kamaraton nella categoria macro.
La fotografia, intitolata L’Architettura del Dettaglio Macro, è stata premiata per l’eccellenza tecnica nella gestione di una ripresa particolarmente complessa.
La giuria ha evidenziato la precisione nel controllo della profondità di campo, che consente di isolare la struttura corneale del cefalopode e rendere leggibile la trama dei cromatofori.
Determinante anche la nitidezza del piano focale sulla pupilla e il controllo della rifrazione luminosa sott’acqua. Elementi che, secondo la recensione, trasformano un dettaglio biologico in una composizione visiva di forte impatto, capace di valorizzare la biodiversità marina attraverso una lettura quasi astratta dell’immagine.

Un doppio riconoscimento al Trofeo Kamaraton fotosub

I risultati del Trofeo Kamaraton fotosub confermano dunque un doppio riconoscimento: il piazzamento nella classifica grandangolo e la menzione speciale nella macro. Due risultati che testimoniano la qualità tecnica e artistica delle immagini premiate.
La premiazione a Bologna rappresenterà ora l’occasione conclusiva di questa edizione del concorso, segnando un ulteriore traguardo per i fotografi selezionati e per le opere che hanno saputo distinguersi nella fotografia subacquea.