Agenzia delle Entrate, tasse al 50% se torni a lavorare in smart working in Italia: tutte le novità sul regime impatriati

Tornare a vivere in Italia continuando a lavorare per un’azienda estera diventa oggi molto più conveniente dal punto di vista fiscale. Con i nuovi chiarimenti forniti dall’Agenzia delle Entrate, anche chi rientra nel nostro Paese in smart working può beneficiare del regime degli impatriati, con una tassazione ridotta del 50% sui redditi da lavoro.

Le indicazioni arrivano dalla risposta n. 2 del 12 gennaio 2026, che fa chiarezza su uno dei temi più discussi degli ultimi anni: la compatibilità tra lavoro da remoto per datori di lavoro stranieri e agevolazioni fiscali per chi rientra in Italia.

Smart working e rientro in Italia: cosa dice l’Agenzia delle Entrate

Secondo l’Agenzia delle Entrate, il fatto che il datore di lavoro abbia sede all’estero non impedisce l’accesso al regime agevolato, purché l’attività lavorativa venga svolta prevalentemente dal territorio italiano.

Il nuovo regime degli impatriati, disciplinato dall’articolo 5 del d.lgs. n. 209/2023 e modificato dalla legge n. 132/2025, si applica dal periodo d’imposta 2026 e consente di assoggettare a tassazione solo il 50% del reddito da lavoro, entro il limite massimo di 600.000 euro annui, per cinque anni.

Il caso concreto: lavorare da remoto per un’azienda estera

Il chiarimento nasce da un caso reale analizzato dall’Agenzia: un ingegnere che, dopo aver lavorato nel Regno Unito dal 2020, decide di rientrare in Italia nel 2025 per lavorare in modalità smart working per una società con sede legale in Germania, ma con ufficio operativo a Milano.

Secondo l’Amministrazione finanziaria, questa situazione rientra pienamente nella disciplina agevolata, perché:

  • il lavoratore trasferisce la residenza fiscale in Italia;
  • la prestazione è resa prevalentemente dal territorio italiano;
  • il rapporto di lavoro è nuovo e non una mera prosecuzione di quello precedente.

Requisiti per ottenere la tassazione agevolata al 50%

Per accedere al beneficio fiscale, è necessario rispettare alcune condizioni precise:

  • assenza di residenza fiscale in Italia nei tre anni precedenti il rientro;
  • svolgimento dell’attività lavorativa principalmente in Italia, anche in smart working;
  • possesso di elevata qualificazione o specializzazione professionale;
  • impegno a mantenere la residenza fiscale in Italia per il periodo richiesto dalla norma.

Attenzione però ai casi di rientro nello stesso gruppo societario.

Rientro nello stesso gruppo: tempi più lunghi

Per evitare abusi, il legislatore ha previsto regole più rigide se il lavoratore rientra in Italia continuando a lavorare per lo stesso gruppo aziendale:

  • 6 anni di residenza all’estero se il lavoratore non aveva mai lavorato prima in Italia per quel gruppo;
  • 7 anni se invece aveva già avuto un rapporto di lavoro in Italia con la stessa struttura societaria.

Questa clausola serve a evitare rientri solo “formali” finalizzati esclusivamente al risparmio fiscale.

Come si applica lo sconto fiscale: busta paga o dichiarazione

Il regime degli impatriati può essere fruito in due modi:

  • direttamente in busta paga, se il datore di lavoro applica l’agevolazione su richiesta del dipendente;
  • in dichiarazione dei redditi, qualora l’azienda non applichi lo sconto in via anticipata.

In entrambi i casi, il diritto al beneficio resta integro, garantendo flessibilità e tutela al lavoratore che rientra in Italia.

Una spinta al rientro dei lavoratori dall’estero

Con questi chiarimenti, l’Agenzia delle Entrate conferma una linea favorevole al rientro dei professionisti italiani dall’estero, valorizzando lo smart working come modalità ordinaria di lavoro e non come ostacolo alle agevolazioni fiscali.

Il messaggio è chiaro: tornare in Italia lavorando da remoto conviene, ma solo se il rientro è reale, stabile e conforme ai requisiti previsti dalla legge.

Quote di genere nelle giunte comunali, via libera dell’Ars con soglia minima del 40%

Il Parlamento siciliano ha approvato la norma che introduce le quote di genere nelle giunte dei Comuni sopra i tremila abitanti, con una soglia minima del 40% per ciascun sesso rappresentato. Il testo, inserito nel disegno di legge sugli enti locali all’esame dell’aula, è stato emendato e prevede che la norma entri in vigore al primo rinnovo utile degli organi comunali. Con questo provvedimento la Sicilia si adegua al resto d’Italia.

“Finalmente la Sicilia si adegua ad una norma nazionale che prevede la presenza di genere nelle giunte comunali con la soglia pari al 40% per ciascun sesso rappresentato. È una battaglia vinta dalle donne che potranno partecipare alla vita politica ed amministrativa con ruoli nei governi municipali. Abbiamo spinto molto, come donne parlamentari, al di là degli schieramenti politici, affinché si arrivasse a questo risultato ed oggi l’Ars ha dato il via libera definitivo. È stato anche un tema su cui ci si è confrontati come fosse una questione di civiltà ed unite abbiamo spinto per arrivare al voto odierno. Dispiace che l’applicazione sia rimandata al rinnovo degli organi comunali con l’elezione del sindaco e del consiglio comunale. Ma già con le amministrative di primavere l’obbligo sarà effettivo”, affermano in una nota congiunta tutte le deputate dell’Assemblea regionale siciliana, Bernardette Grasso, Margherita La Rocca Ruvolo, Luisa Lantieri, Elvira Amata, Giusy Savarino, Ersilia Saverino, Valentina Chinnici, Roberta Schillaci, Lidia Adorno, Stefania Campo, Cristina Ciminnisi, Josè Marano, Nunzia Albano, Serafina Marchetta e Marianna Caronia.

Congedo parentale 2026, esteso fino ai 14 anni dei figli: ma non per tutti. Chi può beneficiarne e chi resta escluso

Dal 1° gennaio 2026 il congedo parentale cambia volto e diventa più flessibile, ma solo per una platea ben precisa di lavoratori. La Legge di Bilancio 2026 (legge n. 199/2025) ha infatti esteso di due anni il periodo entro cui è possibile usufruire dell’astensione facoltativa dal lavoro, portandolo da 12 a 14 anni di età dei figli. I chiarimenti operativi arrivano dall’INPS con il messaggio n. 251 del 26 gennaio 2026, che definisce nel dettaglio destinatari, limiti e modalità di accesso.

Si tratta di una riforma rilevante sul piano della conciliazione tra vita familiare e lavoro, ma che non riguarda tutti i genitori indistintamente. Vediamo nel dettaglio cosa cambia e per chi.


Congedo parentale fino a 14 anni: cosa prevede la nuova norma

L’intervento normativo è contenuto nell’articolo 1, comma 219, della Manovra 2026, che modifica gli articoli 32, 34 e 36 del D.Lgs. n. 151/2001 (Testo unico sulla maternità e paternità).

La principale novità consiste nell’estensione del limite temporale di fruizione del congedo parentale, che passa:

  • da 12 a 14 anni di età del figlio in caso di nascita;
  • da 12 a 14 anni dall’ingresso in famiglia in caso di adozione o affidamento, sempre nel limite della maggiore età.

Secondo l’INPS, per la madre lavoratrice dipendente il termine decorre dalla fine del congedo di maternità, mentre per il padre lavoratore subordinato decorre dalla data di nascita del figlio.


Durata del congedo: cosa non cambia

L’estensione temporale non modifica la durata massima complessiva del congedo parentale, che resta:

  • 10 mesi complessivi tra i due genitori;
  • 11 mesi se il padre si astiene dal lavoro per almeno tre mesi, anche non continuativi.

I periodi di congedo possono essere fruiti in modo continuativo o frazionato, anche contemporaneamente da entrambi i genitori.


Chi può usufruire dell’estensione fino a 14 anni

Ed è qui il punto centrale della riforma. Come chiarito dal messaggio INPS n. 251/2026, l’estensione fino ai 14 anni riguarda esclusivamente i lavoratori dipendenti.

Rientrano quindi nella nuova disciplina:

  • lavoratori e lavoratrici con contratto di lavoro subordinato, sia del settore pubblico sia del privato;
  • genitori di figli che non abbiano ancora compiuto 14 anni al 1° gennaio 2026.

Per i periodi di congedo fruiti fino al 31 dicembre 2025, resta invece valido il precedente limite dei 12 anni.


Chi resta escluso: gestione separata e autonomi

La riforma non si applica a tutte le categorie di lavoratori. Restano infatti invariati i limiti per:

  • iscritti alla Gestione separata INPS, per i quali il congedo parentale resta fruibile:
    • entro i 12 anni di vita del figlio;
    • entro 12 anni dall’ingresso in famiglia in caso di adozione o affidamento;
  • lavoratori autonomi, che possono usufruire del congedo parentale:
    • solo entro il primo anno di vita del figlio;
    • o entro un anno dall’ingresso in famiglia in caso di adozione.

Si conferma quindi una forte differenziazione di tutele tra lavoro dipendente e altre forme di occupazione.


Trattamento economico del congedo parentale

Sul piano dell’indennità, il sistema resta strutturalmente invariato:

  • 9 mesi complessivi sono indennizzati al 30% della retribuzione media giornaliera;
  • il 10° e l’11° mese non sono indennizzati, salvo che il reddito individuale del genitore sia inferiore a 2,5 volte il trattamento minimo di pensione (611,85 euro mensili nel 2026).

Resta inoltre confermata la possibilità, introdotta dal 2025, di ottenere per massimo tre mesi un’indennità maggiorata all’80% della retribuzione, in presenza dei requisiti previsti dalla normativa.


Come presentare la domanda: aggiornate le procedure INPS

A seguito delle modifiche normative, l’INPS ha aggiornato la procedura online “Domande di maternità e paternità”, accessibile esclusivamente dal sito istituzionale.

Dal 8 gennaio 2026 i lavoratori dipendenti possono presentare la domanda di congedo parentale secondo i nuovi limiti temporali. L’Istituto ha chiarito che:

  • eventuali domande non presentate tra il 1° e l’8 gennaio per problemi tecnici potranno essere inviate successivamente;
  • le sedi territoriali INPS dovranno tenere conto dell’oggettiva impossibilità tecnica nella valutazione delle richieste.

In sintesi

Dal 2026 il congedo parentale diventa più flessibile e utilizzabile fino ai 14 anni dei figli, ma solo per i lavoratori subordinati. Restano esclusi autonomi e iscritti alla Gestione separata, per i quali continuano ad applicarsi regole più restrittive.

Le istruzioni INPS contenute nel messaggio n. 251/2026 chiariscono finalmente chi ha diritto alla nuova estensione e come accedervi, riducendo il rischio di errori, rigetti o decadenze. Una riforma importante, ma non universale, che amplia le tutele solo per una parte dei genitori lavoratori.

Rinvio a giudizio per il legale di Matteo Messina Denaro, sarebbe il “Solimano” nei pizzini del boss

Il Gip ha disposto il rinvio a giudizio dell’avvocato 80enne Antonio Messina, finito in carcere lo scorso aprile con l’accusa di associazione mafiosa. Il processo inizierà il 25 marzo.
Secondo l’accusa, Messina sarebbe il “Solimano” menzionato nei pizzini dal boss latitante Matteo Messina Denaro e dalla sua compagna Laura Bonafede. I pm sostengono che l’avvocato abbia gestito i fondi della famiglia mafiosa di Campobello di Mazara, garantendo al boss il sostentamento economico durante la latitanza.
I pizzini rivelano critiche e tensioni: Messina Denaro e Bonafede rimproveravano “Solimano” per il mancato rispetto dei patti. «Ci ha distrutto», scriveva la Bonafede in un biglietto destinato al boss, lanciando minacce velate nei confronti dell’avvocato.
Messina, con un ventennio di affari legati alla mafia trapanese, vanta una lunga serie di precedenti per mafia e narcotraffico. La sua figura emerge così come un anello cruciale nel mantenimento della rete criminale di Messina Denaro.

Congedo del Maggiore Proietti, una carriera operativa nei carabinieri anche a Ribera

Dal 20 febbraio il Maggiore dei carabinieri Fabio Proietti lascerà il servizio attivo, chiudendo un percorso professionale che lo ha visto impegnato in prima linea in numerosi incarichi operativi in Sicilia.
L’ufficiale Proietti conclude la propria carriera al comando della Compagnia di Intervento Operativo (C.I.O.) di Palermo, uno dei reparti più sensibili dell’Arma. In questo ultimo incarico ha coordinato le Squadre di Intervento Operativo (S.I.O.) e le S.O.S. (Squadre Operative di Supporto), unità d’élite chiamate a fronteggiare la minaccia terroristica e a garantire la sicurezza pubblica nelle aree a più alto rischio della Regione.

L’ultimo incarico operativo

Il congedo del Maggiore Proietti arriva al termine di un periodo caratterizzato da responsabilità di elevato profilo operativo. La guida della C.I.O. di Palermo ha rappresentato il punto di arrivo di una carriera segnata dal coordinamento di uomini e mezzi in contesti complessi, dove esperienza sul campo, capacità decisionale e gestione delle emergenze sono elementi centrali.
L’attività svolta all’interno delle unità di intervento operativo conferma un impegno costante nella tutela dell’ordine pubblico e nella prevenzione delle principali minacce alla sicurezza collettiva.

Un percorso radicato nel territorio siciliano, con il comando a Ribera

Il curriculum del Maggiore Proietti racconta una storia di profondo radicamento nel territorio siciliano. Dopo un primo periodo di servizio presso il Reparto investigativo di Palermo, ha assunto il comando della Stazione di Partanna, per poi ricoprire l’incarico di Comandante del Nucleo Operativo della Compagnia di Castelvetrano.
Particolarmente significativo è stato il periodo trascorso alla guida della Tenenza di Ribera, dove il Maggiore Proietti ha esercitato funzioni di comando territoriale in un’area strategica, consolidando il presidio di legalità e il rapporto istituzionale con il territorio ed ottenendo brillanti risultati. L’esperienza riberese rappresenta una delle fasi più rilevanti del suo percorso, per continuità di servizio e responsabilità operative.

Riconoscimenti e meriti di servizio

Nel corso della sua attività, il congedo del Maggiore Proietti è accompagnato da un bilancio professionale di particolare rilievo. L’Ufficiale è stato insignito della Medaglia al Valor Civile, del titolo di Cavaliere della Repubblica, della Medaglia Mauriziana per dieci lustri di carriera militare e della Medaglia d’Oro al merito di lungo comando.

Il valore operativo del Maggiore Proietti è attestato inoltre da 14 encomi, conferiti per il successo di indagini complesse contro il traffico di stupefacenti e la criminalità organizzata. Un percorso che si conclude con il congedo dal servizio attivo a partire dal 20 febbraio, dopo anni di comando, operatività e servizio sul territorio.

Campobello di Mazara, furti di energia elettrica: quattro persone denunciate

I carabinieri della Stazione di Campobello di Mazara hanno denunciato quattro persone per furti di energia elettrica nell’ambito di una specifica attività di controllo finalizzata al contrasto dei prelievi irregolari dalla rete. Le verifiche sono state effettuate congiuntamente a personale specializzato della società E-Distribuzione.

I controlli hanno interessato diversi immobili presenti nel comune di Campobello di Mazara e si inseriscono in un’azione mirata a individuare e reprimere condotte illecite legate all’uso non autorizzato dell’energia elettrica.

Controlli contro i furti di energia elettrica

Nel corso delle ispezioni, i militari dell’Arma, insieme ai tecnici di E-Distribuzione, hanno accertato diverse irregolarità negli impianti elettrici. Le anomalie riscontrate hanno consentito di individuare più casi riconducibili a furti di energia elettrica, realizzati attraverso collegamenti diretti e manomissioni dei sistemi di misurazione.

Allacci abusivi alla rete elettrica

Tre dei soggetti denunciati, un uomo di 61 anni, un uomo di 52 anni e una donna di 28 anni, tutti residenti a Campobello di Mazara, avrebbero effettuato allacci diretti alla linea elettrica, bypassando il contatore. Questo sistema avrebbe permesso il prelievo di energia senza che i consumi venissero regolarmente registrati.

Contatore manomesso: un altro caso accertato

Un quarto soggetto, un uomo di 40 anni, è stato invece denunciato per aver manomesso il contatore Enel, alterandone il corretto funzionamento. Anche questa condotta rientra tra le modalità più comuni di furti di energia elettrica, in quanto consente di ridurre o azzerare la contabilizzazione dei consumi effettivi.

Accertamenti in corso sull’entità dei furti

Le attività di controllo non si sono concluse con le denunce. Sono infatti tuttora in corso ulteriori accertamenti per quantificare l’esatta entità dei furti di energia elettrica riscontrati durante le verifiche. La stima dell’energia sottratta sarà determinante per definire il danno economico complessivo.

L’operazione conferma l’attenzione delle forze dell’ordine verso il contrasto di comportamenti illeciti che incidono sul sistema di distribuzione e sulla collettività. I controlli sul territorio di Campobello di Mazara proseguiranno anche nei prossimi periodi.

I sacerdoti di Sciacca: “In futuro il Carnevale non si programmi in periodo di Quaresima”

Prendono atto del lavoro svolto dalle maestranze del Carnevale, apprezzano la loro attività, ma per il futuro chiedono che la festa non si programmi in periodo di Quaresima.

La presa di posizione e del vicario forando, don Alessandro Di Fede Santangelo, e dei sacerdoti della città di Sciacca.

“In questi giorni – scrivono i sacerdoti – abbiamo raccolto le riflessioni, talvolta anche le fatiche interiori, di tanti fedeli e cittadini riguardo allo svolgimento delle manifestazioni carnevalesche in tempo di Quaresima”.

“Desideriamo anzitutto – aggiungono – esprimere sincera stima e riconoscenza verso quanti, con passione e sacrificio, lavorano per il Carnevale: i carristi, gli artisti, i giovani impegnati nelle esibizioni e tutte le persone che, anche attraverso questa tradizione, contribuiscono alla vita culturale e sociale della nostra città.

Il Carnevale è parte della storia e dell’identità di Sciacca e la Chiesa non ne disconosce il valore umano e comunitario”.“Proprio per questo – continuano – riteniamo importante custodire anche il significato dei tempi liturgici.

La tradizione cristiana, condivisa per secoli dalla nostra gente, ha sempre collocato il Carnevale come tempo di festa prima dell’inizio della Quaresima, che prende avvio con il Mercoledì delle Ceneri”.
“Dal giorno delle Ceneri, infatti, la comunità cristiana – aggiungono i sacerdoti – entra in un periodo particolare: quaranta giorni di conversione, preghiera, carità e sobrietà, preparazione alla Pasqua del Signore”.“Non si tratta – precisano i religiosi – di opporre fede e vita civile, né di limitare una manifestazione popolare, ma di rispettare la natura propria dei tempi: alla festa segue il tempo del raccoglimento.

Come ricorda il libro del Qoèlet: «C’è un tempo per piangere e un tempo per ridere, un tempo per fare lutto e un tempo per danzare» (Qo 3,4)”.

Da qui l’invito, per il futuro: “Per questo, con spirito costruttivo e nel rispetto delle istituzioni e degli organizzatori, chiediamo che per i prossimi anni si possa programmare per tempo il calendario del Carnevale affinché esso si concluda con il Martedì grasso, secondo la tradizione, lasciando al periodo quaresimale il suo carattere proprio”.

Concludono: “Riteniamo che questa attenzione non sia un privilegio confessionale, ma una forma autentica di laicità: la capacità, cioè, di riconoscere e rispettare anche la dimensione religiosa che appartiene profondamente alla storia, alla cultura e alla sensibilità di una larga parte della nostra popolazione.

Affidiamo questo desiderio alla collaborazione e al dialogo tra tutte le componenti della città, certi che il rispetto reciproco aiuterà tutti a custodire sia la gioia della festa sia la profondità del tempo quaresimale”.

Sciacca tra i Comuni colpiti dal ciclone Harry: chiesti interventi per 1,5 milioni di euro

Il Comune di Sciacca è stato ufficialmente inserito nell’elenco dei territori colpiti dal ciclone Harry, secondo quanto previsto dall’Ordinanza del Capo del Dipartimento della Protezione Civile del 30 gennaio.

Un riconoscimento fondamentale che apre la strada alle procedure per il ristoro dei danni e alla programmazione degli interventi di ripristino.
A darne comunicazione sono il sindaco Fabio Termine e l’assessore alle Attività Produttive Francesco Dimino, che sottolineano l’importanza del risultato ottenuto grazie a un lavoro rapido e puntuale degli uffici comunali.

Il censimento dei danni al patrimonio pubblico è stato completato in tempi strettissimi dalla struttura comunale di Protezione Civile, con il contributo dell’ingegnere Salvatore Paolo Gioia, del responsabile dell’Ufficio di Protezione Civile Gianmarco Alì e del dipendente comunale Fabio Veneziano.
Nella relazione tecnica trasmessa alla Protezione Civile regionale è stato stimato un fabbisogno di circa 1 milione e mezzo di euro per far fronte ai danni causati dall’eccezionale evento meteorologico. Numerosi i siti interessati, tra cui:
la località Stazzone, dove si registrano danni al molo esterno del porticciolo, al manufatto in legno e alla ringhiera in acciaio;
la spiaggia del Lido Salus, con criticità ai muri di contenimento del terrapieno;
la contrada Sovareto, dove è stata colpita un’attività commerciale;
la contrada San Giorgio, interessata da significativi fenomeni di erosione;
il borgo dello Stazzone, con danni all’impianto di illuminazione pubblica.
L’Amministrazione comunale rivolge infine un appello a cittadini, imprese e operatori economici che hanno subito danni affinché presentino tempestivamente le segnalazioni attraverso gli avvisi ufficiali pubblicati dalla Regione Siciliana, passaggio indispensabile per accedere alle misure di sostegno previste.

Tentato femminicidio a Taormina, arrestato un 29enne

Un grave episodio di violenza domestica ha scosso la provincia di Messina. Un 29enne di origini marocchine è stato arrestato con l’accusa di maltrattamenti in famiglia e tentato femminicidio a Taormina, dopo aver spinto la moglie giù da un balcone, provocandole gravi ferite. L’arresto è stato eseguito dai carabinieri della compagnia di Taormina, che hanno rintracciato l’uomo a Palermo, dove si era trasferito da alcuni parenti.
Il caso si inserisce in un contesto di violenze ripetute che, secondo quanto emerso, andavano avanti da tempo e che avrebbero messo seriamente a rischio l’incolumità della donna.

Tentato femminicidio a Taormina: la ricostruzione dei fatti

Secondo le informazioni disponibili, il giovane avrebbe sottoposto la moglie, sua connazionale, a continue minacce, soprusi e percosse. Una situazione di violenza domestica che si sarebbe protratta nel tempo, aggravandosi progressivamente.
L’episodio più grave risale allo scorso 22 gennaio, quando l’uomo avrebbe spinto la donna dal balcone dell’abitazione. La caduta, avvenuta da un’altezza di circa tre metri, ha causato alla vittima gravi ferite a seguito del violento impatto. Un gesto che ha portato gli inquirenti a configurare il reato di tentato femminicidio, oltre a quello di maltrattamenti in famiglia.

Maltrattamenti in famiglia e accuse contestate

Le indagini hanno fatto emergere un quadro di reiterata violenza domestica. Le accuse contestate al 29enne riguardano infatti non solo l’episodio del balcone, ma anche una serie di comportamenti violenti e vessatori nei confronti della moglie.
Il tentato femminicidio a Taormina rappresenta il punto culminante di una escalation di violenze che avrebbe segnato profondamente la vita della donna, portando all’intervento delle forze dell’ordine e all’emissione del provvedimento restrittivo.

Arresto a Palermo e trasferimento in carcere

Dopo i fatti, l’uomo si era spostato a Palermo, dove era stato accolto da alcuni familiari. È proprio nel capoluogo siciliano che i carabinieri hanno eseguito l’arresto, dando seguito all’ordinanza emessa dall’autorità giudiziaria.

Detenzione nel carcere Pagliarelli

Una volta arrestato, il 29enne è stato recluso nel carcere Pagliarelli di Palermo, dove rimane a disposizione della magistratura. L’operazione dei carabinieri della compagnia di Taormina ha posto fine alla fuga dell’uomo, chiudendo una fase delicata dell’indagine legata al tentato femminicidio.

A Burgio esplosa in una casa la bombola del gas, feriti padre e figlio

Nella tarda mattinata di oggi un’esplosione si è verificata in una casa di via Nazionale. A quanto pare sarebbe esplosa la bombola di una stufa a gas. Feriti padre e figlio, di 50 e 80 anni.

I due feriti vengono trasferiti in queste ore in elisoccorso presso un centro specializzato.

La casa si trova al piano superiore del bar che è gestito da questa famiglia.

Il sindaco di Burgio, Enzo Galifi, segue la vicenda ed auspica che le condizioni dei due possano migliorare rapidamente.