Coltelli al Tribunale dei minorenni: denunciata coppia di nonni a Palermo

Si sono presentati al Tribunale per i minorenni di Palermo per accompagnare il figlio e il nipote a un’udienza, ma ai controlli di sicurezza è emerso un dettaglio grave: entrambi erano armati.

Una coppia di coniugi, lui di 68 anni e lei di 63, è stata trovata in possesso di un coltello a serramanico ciascuno durante le verifiche all’ingresso del palazzo di giustizia. Le armi da taglio sono state immediatamente sequestrate dai carabinieri in servizio.

Per i due è scattata la denuncia per porto abusivo di armi od oggetti atti a offendere, come previsto dalla normativa vigente. Non sono state fornite giustificazioni ritenute valide per il possesso dei coltelli all’interno di una struttura giudiziaria, tanto più in un contesto delicato come quello del Tribunale per i minorenni.

L’episodio riaccende l’attenzione sui controlli di sicurezza nei luoghi istituzionali e sulla necessità di garantire la tutela di magistrati, operatori e cittadini, in particolare quando sono coinvolti minori. Le indagini proseguono per chiarire eventuali ulteriori responsabilità.

Furti in villa a Gela: arrestata coppia, la donna faceva da palo al nono mese di gravidanza

Una coppia è stata arrestata in flagranza di reato dalla polizia di Gela per furto aggravato in abitazione in concorso. A colpire non è solo il reato, ma le modalità: a fare da “palo” era una donna di 26 anni al nono mese di gravidanza, mentre il compagno, 24 anni, si introduceva in una villetta di una zona residenziale della città.

Gli agenti avevano notato da giorni un’auto sospetta, una BMW X3 bianca, segnalata da diversi residenti a causa di movimenti anomali in un quartiere dove si erano già verificati numerosi furti. Dopo aver parcheggiato, la donna è rimasta all’esterno a controllare la zona, mentre l’uomo scavalcava la recinzione di una delle abitazioni prese di mira.

Il giovane è stato fermato dai poliziotti mentre usciva dalla villetta con un sacco contenente orologi, monili in oro e bigiotteria, per un valore complessivo di circa 3.500 euro.

Condotti in commissariato, è emerso che la donna era già indagata per un altro furto. Il giudice per le indagini preliminari ha disposto per lei gli arresti domiciliari, mentre per l’uomo è stato stabilito l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria.

Nel corso della perquisizione dell’abitazione della coppia, gli agenti hanno inoltre rinvenuto un’aspirapolvere completa di accessori e un robot da cucina, risultati corrispondenti a oggetti denunciati come rubati in un altro furto avvenuto lo scorso 20 gennaio.

Un episodio che conferma l’allarme furti in alcune zone residenziali della città e l’importanza delle segnalazioni dei cittadini, rivelatesi determinanti per l’intervento delle forze dell’ordine.

Abbandono dei rifiuti in strada a Licata, 10 sanzioni da 600 euro e denunce

L’abbandono dei rifiuti in strada continua a rappresentare una problematica rilevante per il decoro urbano e per il rispetto delle regole. A Licata, la polizia municipale ha individuato dieci persone sorprese mentre gettavano rifiuti lungo la strada, avviando nei loro confronti le procedure previste dalla legge. L’intervento degli agenti è stato possibile anche grazie all’ausilio delle telecamere di sorveglianza, installate in diversi punti del territorio comunale. Le immagini hanno consentito di identificare con precisione i responsabili e di contestare le violazioni accertate. L’abbandono dei rifiuti in strada continua a rappresentare una problematica rilevante per il decoro urbano e per il rispetto delle regole. A Licata, la polizia municipale ha individuato dieci persone sorprese mentre gettavano rifiuti lungo la strada, avviando nei loro confronti le procedure previste dalla legge. L’intervento degli agenti è stato possibile anche grazie all’ausilio delle telecamere di sorveglianza, installate in diversi punti del territorio comunale. Le immagini hanno consentito di identificare con precisione i responsabili e di contestare le violazioni accertate.

Abbandono dei rifiuti in strada: rafforzati i controlli a Licata

Nel corso dei controlli, la polizia municipale di Licata ha documentato dieci episodi di abbandono dei rifiuti in strada, tutti riconducibili a comportamenti illeciti. Gli agenti hanno sorpreso i trasgressori mentre conferivano rifiuti in modo non conforme alle disposizioni vigenti. L’analisi delle registrazioni video si è rivelata determinante per ricostruire i fatti e risalire agli autori delle infrazioni. A seguito degli accertamenti, per ciascuna delle dieci persone individuate è stata elevata una sanzione amministrativa pari a 600 euro. Scatta la denuncia per abbandono illecito di rifiuti Oltre alla sanzione economica, i responsabili sono stati anche denunciati per abbandono illecito di rifiuti. Un provvedimento che evidenzia la serietà con cui viene affrontato il fenomeno dell’abbandono dei rifiuti in strada, ritenuto lesivo dell’ambiente e della vivibilità degli spazi pubblici.

Proseguono i controlli sul territorio comunale

L’attività della polizia municipale non si conclude con queste sanzioni. I controlli continueranno anche nei prossimi giorni con l’obiettivo di individuare altri responsabili di episodi analoghi. Le telecamere di sorveglianza resteranno uno strumento fondamentale per il monitoraggio del territorio. Nel corso dei controlli, la polizia municipale di Licata ha documentato dieci episodi di abbandono dei rifiuti in strada, tutti riconducibili a comportamenti illeciti. Gli agenti hanno sorpreso i trasgressori mentre conferivano rifiuti in modo non conforme alle disposizioni vigenti. L’analisi delle registrazioni video si è rivelata determinante per ricostruire i fatti e risalire agli autori delle infrazioni. A seguito degli accertamenti, per ciascuna delle dieci persone individuate è stata elevata una sanzione amministrativa pari a 600 euro. Scatta la denuncia per abbandono illecito di rifiuti Oltre alla sanzione economica, i responsabili sono stati anche denunciati per abbandono illecito di rifiuti. Un provvedimento che evidenzia la serietà con cui viene affrontato il fenomeno dell’abbandono dei rifiuti in strada, ritenuto lesivo dell’ambiente e della vivibilità degli spazi pubblici.

Proseguono i controlli sul territorio comunale

L’attività della polizia municipale non si conclude con queste sanzioni. I controlli continueranno anche nei prossimi giorni con l’obiettivo di individuare altri responsabili di episodi analoghi. Le telecamere di sorveglianza resteranno uno strumento fondamentale per il monitoraggio del territorio.

Ispettori del lavoro nei panifici, trovati lavoratori in nero

Ispettori del Contingente in servizio ad Agrigento sono stati impegnati nel fine settimana appena trascorso in una serie di controlli che hanno interessato il settore dei panifici. In un panificio di Favara sono stati trovati 3 lavoratori in nero su 7 presenti e rilevate violazioni in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro. Gli ispettori hanno, pertanto, sospeso l’attività imprenditoriale per lavoro nero, per un importo di 2.500 euro, ed elevato un provvedimento di prescrizione per omessa di sorveglianza dei lavoratori, nonché? per omessa formazione/informazione sui rischi. Sono state elevate ammende per un totale di oltre 5.000 euro, cui si aggiunge la maxi-sanzione per lavoro nero per un importo di 17.500 euro.

Carnevale di Sciacca 2026: quando lo sponsor entra nella macchina operativa

A Sciacca il Carnevale non è solo un appuntamento di calendario: è un dispositivo cittadino che mobilita quartieri, laboratori, associazioni, scuole e una filiera di competenze che va dalla cartapesta alla logistica. Proprio per questo, nel 2026 fanno notizia soprattutto i dettagli di “macchina”, quelli che di solito restano dietro le quinte. Non tanto lo sponsor come logo sul manifesto, ma lo sponsor che incide sull’organizzazione perché porta mezzi e supporto operativo. La differenza, in questi casi, non è estetica: è quella fatta di tempi, sicurezza, movimentazioni e coordinamento.

Quando un partner mette a disposizione trattori, carrelli, piattaforme o assistenza tecnica, alcune voci di costo cambiano natura. La spesa non sparisce: si trasforma in una partnership “di servizio” che copre attività indispensabili e spesso poco visibili, come la movimentazione dei carri, il supporto nelle fasi di carico e scarico, l’allestimento in finestre compatibili con prescrizioni e autorizzazioni e, nei momenti critici, la capacità di intervenire sugli imprevisti (meteo, ritardi, criticità lungo il percorso). In un evento identitario, la differenza si vede nei punti più concreti: accessi ai capannoni gestiti meglio, trasporti più ordinati e meno colli di bottiglia tra allestimento, prove e uscite, con benefici anche per la sicurezza.

Il punto è che questo passaggio incide su tutta la filiera. Gli artigiani che lavorano alla cartapesta e i gruppi che costruiscono i carri non possono ragionare solo per consuetudini consolidate: devono inserirsi dentro una pianificazione più strutturata. Se i momenti di movimentazione vengono programmati con precisione, cambiano le scadenze interne, l’ordine delle lavorazioni e perfino la gestione degli spazi nei capannoni. È un effetto a cascata: più efficienza logistica significa meno attese e meno frizioni, ma anche maggiore disciplina. La conseguenza, nel medio periodo, è che una parte del “rischio operativo” si riduce e l’organizzazione può concentrarsi di più sulla qualità complessiva dell’edizione.

Nel 2026 questa dinamica si intreccia con un altro elemento “di città”: il pacchetto di iniziative collaterali che coinvolge il centro e le attività economiche. Non è solo turismo che beneficia in modo generico, ma un insieme di attivazioni che rende l’evento diffuso e riconoscibile: vetrine a tema, orari estesi nei giorni di sfilata, micro-eventi nei punti di maggiore passaggio, collaborazione tra esercizi e associazioni, contenuti social coordinati. Qui la ricaduta sul centro non è un effetto laterale: è parte del progetto, perché spinge la città a lavorare “in modalità evento” e a creare continuità tra giorni di sfilata e vita commerciale.

Da qui lo sguardo può allargarsi senza diventare generico: lo sponsor oggi non compra solo visibilità, spesso compra un ruolo dentro un progetto e un calendario di attivazioni. Nel contesto saccense questo produce due effetti misurabili. Il primo è l’alleggerimento di alcune spese e l’aumento dell’efficienza: mezzi e supporto tecnico riducono sprechi e imprevisti, accorciano alcuni tempi e rendono più stabile l’organizzazione. Il secondo è una maggiore pressione sull’organizzazione per garantire standard e continuità di comunicazione: storytelling coerente, asset per i media, pianificazione dei contenuti e maggiore puntualità nelle consegne.

A metà pezzo entra in gioco la misurazione fuori evento. Molte partnership si valutano anche al di fuori del perimetro fisico della sfilata: contano reputazione, confronto pubblico e percezione di affidabilità, prima ancora che i numeri di presenze. Le persone osservano, commentano e confrontano, e questa cultura del confronto influenza anche scelte apparentemente lontane dal Carnevale. “Nel web questa logica è ovunque: in alcuni settori l’utente si affida a una comparazione online aggiornata per capire differenze e criteri prima di scegliere.”

Il punto non è spostare il discorso su altri ambiti, ma rendere concreto un meccanismo ormai trasversale: l’economia delle comparazioni è diventata parte dell’ecosistema, perché influenza attenzione e fiducia. Se questo vale per le decisioni individuali online, a maggior ragione vale per un evento che vuole consolidare reputazione e continuità: la capacità di dare informazioni chiare e “confrontabili” nel tempo diventa un pezzo della credibilità complessiva, insieme alla qualità artistica.

C’è però un rischio da maneggiare con sobrietà. Quando lo sponsor entra nell’operatività, il confine tra sostegno e influenza è più delicato. Non è automaticamente un problema, ma richiede governance: regole trasparenti, responsabilità definite, criteri tecnici chiari e un coordinamento capace di tenere insieme sicurezza, tempi e identità dell’evento, con un equilibrio chiaro tra supporto e autonomia.

Se questa architettura regge, la ricaduta economica cittadina è concreta. Un Carnevale più efficiente non significa solo più spettacolo, ma meno attriti: flussi più ordinati, tempi più prevedibili, servizi più coordinati e una città che riesce a distribuire benefici senza subire l’evento. È una trasformazione silenziosa, fatta di mezzi, turni, procedure e comunicazione, ma è proprio lì che spesso si decide la qualità di un’edizione e la sua capacità di lasciare valore sul territorio.

Incendio boschivo nel Trapanese: arresti domiciliari per un dipendente regionale

Il Gip del Tribunale di Trapani ha emesso un’ordinanza di arresti domiciliari con sorveglianza elettronica nei confronti di un uomo originario del Trapanese, dipendente di una struttura dipartimentale della Regione Siciliana, indagato per incendio boschivo.
I fatti risalgono al 20 agosto 2025, quando un vasto incendio ha interessato un’area di circa 83 ettari di terreno, in parte incolto e in parte coltivato, con vegetazione di diverso tipo, in una zona immediatamente adiacente al Bosco Scorace, nel territorio di Buseto Palizzolo, contrada Quasale.
Secondo quanto emerso dalle indagini, coordinate dalla Procura di Trapani e condotte dai Carabinieri del Nucleo Investigativo, dalla Sezione Operativa del Nor della Compagnia di Alcamo, dalla Stazione di Buseto Palizzolo e dalla Sezione di Polizia Giudiziaria della Procura, l’uomo avrebbe appiccato il fuoco in più punti, ampliando il fronte dell’incendio in aree non presidiate dalle squadre antincendio, già impegnate su altri focolai.
Le attività investigative hanno consentito di raccogliere in breve tempo gravi indizi di colpevolezza. In particolare, gli inquirenti hanno documentato visivamente le varie fasi dell’azione delittuosa, ricostruendo gli spostamenti dell’indagato, che quel giorno risultava in riposo dal servizio.

Le immagini lo ritrarrebbero mentre appiccava le fiamme e, successivamente, mentre si nascondeva tra la vegetazione boscata per sottrarsi alla vista dei mezzi aerei antincendio impegnati nelle operazioni di spegnimento.
L’uomo sarebbe stato inoltre ripreso mentre si allontanava dal luogo dell’incendio, salendo a bordo di un’autovettura condotta da un altro soggetto giunto per prelevarlo.
Le successive perquisizioni domiciliari hanno permesso di rinvenire e sequestrare elementi ritenuti di particolare rilievo investigativo, utili a confermare la presenza dell’indagato sui luoghi del reato.

Il quadro indiziario è stato ulteriormente rafforzato dalle intercettazioni, dall’analisi dei dati di traffico telefonico e dalla copia forense del telefono cellulare in uso all’uomo, con il quale avrebbe ripreso le proprie condotte incendiarie, condividendo i filmati con alcuni colleghi.
Nel corso dell’esecuzione della misura cautelare, i militari hanno inoltre proceduto al ritiro di sei fucili e di una pistola.
L’indagato dovrà rispondere del reato di incendio boschivo, previsto e punito per un evento che ha causato un grave danno all’ecosistema, distruggendo colture e mettendo a rischio aree boscate e l’incolumità di animali da reddito al pascolo.

La messa di ringraziamento degli agricoltori di Ribera, padre Nuara: “Grati solo a Dio”


Il ringraziamento a Dio per le piogge, la delusione per la politica che non si è fatta trovare pronta a sostenere adeguatamente un comparto agricolo che con la siccità degli anni scorsi ha subito pesanti conseguenze. E’ stato questo il filo conduttore a Ribera dove un centinaio di agricoltori si sono riuniti nella chiesa di San Giovanni Bosco per partecipare alla messa di ringraziamento celebrata da padre Antonio Nuara e don Pasquale Della Corte.

“Più che la politica per le opere realizzate dobbiamo ringraziare il buon Dio per la pioggia che ha mandato”, ha detto padre Nuara.

Da Ribera anche una preghiera per Niscemi “dove stanno soffrendo più di quanto abbiamo sofferto noi”, ha detto padre Nuara.

Giovambattista Di Carlo ha letto, durante la messa, la preghiera degli agricoltori. Dino Giovanni D’Angelo, presidente dell’associazione Liberi Agricoltori di Ribera: “In tre anni di siccità sono state fatte chiacchiere e promesse mai realizzate nonostante i suggerimenti che noi abbiamo dato e che, se realmente attuati, avrebbero alleviato di molto il problema. Vorremmo che in estate, quando dovremo irrigare i nostri agrumeti, l’acqua ci venga data in tempi utili e non dopo che le piante non vadano in stress idrico”.

Il sindaco di Ribera, in chiesa con gli agricoltori, ha riferito dati sulla capienza degli invasi che inducono all’ottimismo, ad una “stagione irrigua regolare”.

“Al Castello – dice Ruvolo – ci sono attualmente più di 15 milioni di metri cubi di acqua e fra una settimana si inizierà a dirottarla verso il Gorgo di Montallegro. Si ritiene che entro metà marzo l’invaso Castello possa raggiungere 18 milioni di metri cubi e dunque quasi la massima capienza. A quel punto bisognerà fare la prova di tutte le condutture per fare in modo che l’acqua immessa nell’adduttore per la distribuzione irrigua in estate non si disperda. Anche il Gammauta invasa molta acqua e la diga Raia di Prizzi potrà arrivare alla massima capienza di 8 milioni di metri cubi”.

Ricette mediche, anche gli infermieri potranno prescriverle: cosa cambia con le tre nuove lauree e quali sono i limiti

Una riforma destinata a incidere profondamente sull’organizzazione del sistema sanitario italiano è ormai in dirittura d’arrivo. Con l’introduzione di tre nuove lauree magistrali per infermieri, si apre – per la prima volta – alla possibilità di prescrizione infermieristica, seppur in forma limitata e rigorosamente regolata. Una novità che sta già generando un acceso dibattito tra professionisti della sanità, sindacati e istituzioni.

Tre nuove lauree magistrali per gli infermieri: cosa prevedono

Il cambiamento nasce da uno schema di decreto del Ministero dell’Università e della Ricerca, trasmesso al Parlamento il 31 dicembre, che modifica il decreto dell’8 gennaio 2009 sulle classi di laurea magistrale delle professioni sanitarie. Il provvedimento introduce tre nuovi percorsi biennali, riservati agli infermieri già in possesso della laurea triennale:

  • Infermiere specialista in Cure primarie e sanità pubblica, destinato soprattutto all’assistenza territoriale, domiciliare e alle Case di comunità finanziate dal PNRR;
  • Infermiere specialista in Cure pediatriche e neonatali, impiegato in ospedali e ambulatori dedicati ai minori;
  • Infermiere specialista in Cure intensive ed emergenziali, figura chiave nei reparti di terapia intensiva e nei contesti di emergenza-urgenza.

I nuovi corsi potrebbero essere attivati già dal prossimo anno accademico o, al più tardi, dal 2027-2028, segnando un’evoluzione rispetto all’attuale laurea magistrale in Scienze infermieristiche e ostetriche, oggi prevalentemente orientata a funzioni organizzative e gestionali.

Prescrizione infermieristica: cosa potranno davvero prescrivere

Il punto più delicato della riforma riguarda la possibilità di prescrivere, finora prerogativa esclusiva dei medici. È però fondamentale chiarire che non si tratta di prescrizioni farmacologiche né di atti diagnostici o terapeutici.

Le competenze previste riguardano esclusivamente:

  • dispositivi per l’incontinenza;
  • materiali per medicazioni avanzate;
  • sacche e presidi per stomie;
  • ausili e tecnologie strettamente connesse all’assistenza infermieristica.

Si tratta, quindi, di una prescrizione tecnica e assistenziale, che formalizza attività che, nella pratica quotidiana, molti infermieri già svolgono, soprattutto negli ambulatori dedicati e nei percorsi di presa in carico continuativa del paziente. I dettagli operativi dovranno comunque essere definiti a livello normativo, anche nell’ambito della delega per la riforma delle professioni sanitarie attualmente in discussione in Parlamento.

Lo scontro tra medici e infermieri

La riforma ha acceso un duro confronto. I principali sindacati medici – Anaao Assomed, Cimo-Fesmed, Fimmg, Sumai e SMI – si oppongono con decisione, denunciando una presunta estensione indebita delle competenze infermieristiche e parlando di un provvedimento calato dall’alto senza un adeguato confronto. Secondo i medici, il rischio è quello di trasferire funzioni tipicamente mediche a professioni con percorsi formativi e responsabilità differenti.

Di segno opposto la posizione della FNOPI – Federazione Nazionale degli Ordini delle Professioni Infermieristiche, che definisce la riforma una “svolta epocale”. Secondo la Federazione, la prescrizione infermieristica limitata renderebbe l’assistenza più rapida, efficiente e coerente con i bisogni reali dei pazienti, senza invadere il campo della diagnosi o della terapia medica.

Un cambiamento che ridefinisce i confini delle professioni sanitarie

La riforma non elimina il ruolo centrale del medico, ma ridisegna l’organizzazione delle competenze, soprattutto sul territorio e nell’assistenza continuativa. In un sistema sanitario alle prese con carenza di personale e invecchiamento della popolazione, l’obiettivo dichiarato è migliorare l’accesso alle cure e ridurre i passaggi burocratici inutili.

Resta ora da capire come il Parlamento modificherà il testo definitivo e quali saranno i decreti attuativi. Una cosa è certa: la prescrizione infermieristica, anche se limitata, segna un passaggio storico e apre una nuova fase nel rapporto tra professioni sanitarie in Italia.

Pensione 2026, rischio sospensione e restituzione delle somme dal 28 febbraio se non invii la dichiarazione dei redditi

Nel 2026 centinaia di migliaia di pensionati italiani rischiano di vedersi sospendere la pensione o le prestazioni collegate, con l’obbligo di restituire tutte le somme percepite negli anni precedenti. Il motivo è uno solo: il mancato invio del modello RED, la dichiarazione dei redditi richiesta dall’INPS per verificare il diritto alle integrazioni e alle maggiorazioni.

La scadenza decisiva è fissata al 28 febbraio 2026. Superato questo termine, l’Istituto potrà avviare automaticamente la sospensione delle prestazioni e il recupero degli importi ritenuti non dovuti.


Modello RED 2026: perché è obbligatorio per molti pensionati

Il modello RED non è una semplice formalità, ma uno strumento essenziale attraverso cui l’INPS controlla che il pensionato continui a rispettare i limiti di reddito previsti dalla legge per ricevere determinate prestazioni assistenziali.

Sono coinvolti in particolare i pensionati che percepiscono:

  • integrazione al trattamento minimo;
  • maggiorazioni sociali;
  • assegni al nucleo familiare;
  • quattordicesima mensilità;
  • altre prestazioni collegate al reddito.

Nel 2026 l’INPS sta effettuando controlli sui redditi 2023. Chi non comunica correttamente i dati rischia di risultare “inadempiente”, anche se in buona fede.


28 febbraio 2026: cosa succede se non invii la dichiarazione

Il termine del 28 febbraio 2026 rappresenta una vera linea di demarcazione. Dopo quella data, l’INPS può:

  • sospendere immediatamente le prestazioni collegate al reddito;
  • avviare il recupero delle somme già pagate, anche per più anni;
  • trasformare gli importi in debiti da restituire, spesso tramite trattenute sulla pensione.

Secondo le stime ufficiali, oltre 680.000 pensionati risultano ancora inadempienti e sono quindi esposti a conseguenze economiche molto pesanti.


INPS e digitalizzazione: RED precompilato, app e videoguide

Per ridurre il numero di sospensioni, l’INPS ha puntato fortemente sulla digitalizzazione, anche grazie ai fondi del PNRR. Oggi il modello RED può essere inviato:

  • tramite l’area personale MyINPS;
  • attraverso l’app INPS Mobile;
  • con il supporto dell’app IO;
  • usando il servizio RED precompilato, che semplifica l’inserimento dei dati.

L’Istituto ha inoltre introdotto videoguide personalizzate, che spiegano passo dopo passo:

  • se il pensionato è obbligato alla comunicazione;
  • quali redditi devono essere dichiarati;
  • come completare correttamente la procedura online.

Il vero problema: il divario digitale tra i pensionati

Nonostante gli strumenti messi a disposizione, resta un problema strutturale. Molti pensionati:

  • non possiedono SPID o CIE;
  • non hanno dimestichezza con i servizi online;
  • rischiano di perdere prestazioni non per dolo, ma per difficoltà tecniche.

I dati mostrano un miglioramento nell’uso dei servizi digitali, ma la percentuale di dichiarazioni inviate online resta ancora limitata. Per questo, accanto alle piattaforme digitali, CAF e patronati restano fondamentali per evitare errori e sospensioni automatiche.


Attenzione: la sospensione può arrivare senza ulteriori avvisi

Un aspetto spesso sottovalutato è che l’INPS non è obbligata a inviare nuovi solleciti dopo la scadenza. Se il modello RED non viene trasmesso entro il 28 febbraio 2026, la sospensione può scattare automaticamente nei mesi successivi.

Per questo motivo, chi riceve prestazioni collegate al reddito dovrebbe verificare subito la propria posizione, evitando di trovarsi improvvisamente senza integrazioni o con trattenute sulla pensione.

Pioggia, freddo e mare agitato: allerta meteo in Sicilia

Una perturbazione atlantica riporta condizioni di maltempo sulla Sicilia e spinge la Protezione civile regionale a diramare un’allerta meteo “gialla”, valida da questa sera fino alla mezzanotte di domani, lunedì 9 febbraio. L’avviso riguarda in particolare i settori occidentali, centro-settentrionali e le aree centrali dell’Isola, mentre nelle restanti zone permane l’allerta verde con condizioni relativamente più stabili.

Secondo le previsioni, sono attese precipitazioni sparse, anche a carattere di rovescio o temporale, soprattutto sui settori centro-occidentali, con quantitativi cumulati da deboli a localmente moderati; fenomeni da isolati a sparsi interesseranno anche il resto del territorio. Il peggioramento è previsto già dalla serata odierna, con piogge e temporali in estensione da ovest verso est. La notte sarà caratterizzata da precipitazioni diffuse, con fenomeni più intensi tra il Trapanese e il Palermitano.

Dopo una temporanea attenuazione al mattino, con schiarite alternate a deboli piogge sui settori meridionali, il maltempo tornerà a intensificarsi nel pomeriggio e in serata lungo la fascia tirrenica settentrionale. Non mancherà la neve sui rilievi oltre i 1400-1500 metri. Previsto anche un sensibile calo delle temperature e venti tesi occidentali e di Maestrale, localmente forti sui settori meridionali, con raffiche di burrasca sullo Stretto di Sicilia.

I mari saranno molto mossi o agitati e non si escludono disagi nei collegamenti marittimi, in particolare nel Tirreno occidentale.