Armi clandestine, un arresto della Guardia dì finanza a Montallegro

I militari del Comando provinciale di Agrigento della Guardia dì finanza hanno arrestato, in flagranza di reato, un uomo, residente a Montallegro, per detenzione di armi clandestine e sottoposto a sequestro due fucili alterati.

In particolare, sulla scorta di elementi informativi acquisiti in capo all’indagato, hanno eseguito una perquisizione presso la sua abitazione individuando un vero e proprio laboratorio domestico al cui interno erano custoditi 2 fucili
con caratteristiche strutturali-balistiche alterate e l’attrezzatura necessaria per la realizzazione di tali modifiche.
Le armi in questione erano originariamente fucili “ad aria compressa” che, come da vigente normativa, avrebbero dovuto avere “modesta capacità offensiva”, con una potenza limitata.

Gli accertamenti hanno, invece, permesso di rilevare che le modifiche apportate, utilizzando
anche macchinari dedicati, come un trapano a torre professionale, avevano maggiorato sensibilmente il potenziale offensivo di 3 o 4 volte rispetto ai valori consentiti.

Ciò ha comportato la riqualificazione dei fucili – uno dei quali dotato di mirino ottico per il tiro di precisione – a vere e proprie armi clandestine, sottoposte a sequestro unitamente a quasi duemila
pallini di varia grammatura, costituenti il munizionamento.

Alla luce di quanto emerso, il soggetto, conseguentemente denunciato, è stato tratto in arresto e condotto presso il carcere di Agrigento.
L’azione si inquadra nell’ambito del contrasto anche
ai fenomeni illeciti che minacciano la sicurezza, evidenziando l’operato delle fiamme gialle a tutela
della collettività attraverso il concorso al mantenimento dell’ordine pubblico, a tutela dei cittadini e della legalità.

Malore a tifoso dello Sciacca in Calabria, due saccensi lo assistono e rinunciano alla partita

Durante la trasferta in Calabria per la gara d’andata del primo turno nazionale di Coppa Italia un tifoso dello Sciacca ha avuto un malore. L’episodio è avvenuto nei pressi di Lamezia Terme, mentre il gruppo di sostenitori era in viaggio per seguire la squadra.
È stato necessario il trasporto in ospedale per accertamenti, generando comprensibile preoccupazione tra i presenti. La situazione si è sviluppata nelle ore precedenti alla partita, trasformando una giornata di sport in un momento di apprensione per l’intera comitiva.

Due saccensi restano accanto al tifoso e rinunciano alla gara

A distinguersi sono stati due sostenitori saccensi, Nino Vitale e Michele Caracappa che hanno scelto di restare in ospedale al fianco dell’amico, rinunciando alla partita pur di non lasciarlo solo durante le visite e gli accertamenti sanitari.
Un gesto che testimonia un forte senso di responsabilità e vicinanza. Mentre la squadra disputava l’incontro in Calabria, i due tifosi hanno preferito garantire presenza e supporto in un momento delicato.

Rientro a Sciacca e accrediti omaggio per la Coppa

Fortunatamente, il tifoso dello Sciacca si è ripreso e, al termine delle verifiche mediche, i tre sostenitori hanno potuto riunirsi al gruppo per il rientro a Sciacca.
L’Unitas ha seguito l’evolversi della situazione, sincerandosi delle condizioni del tifoso e accertando che tutto si fosse risolto positivamente. Per i tre sostenitori è previsto un riconoscimento in occasione della prossima gara di Coppa: saranno ospiti della società con accrediti omaggio.

La trasferta in Calabria resta così legata non solo all’impegno sportivo della squadra, ma anche a un episodio che ha messo in evidenza coesione e solidarietà tra tifosi dello Sciacca.

Palermo, scuole chiuse per vento forte: ordinanza del sindaco Lagalla

Il sindaco di Palermo, Roberto Lagalla, ha firmato un’ordinanza che dispone la chiusura delle scuole cittadine di ogni ordine e grado per la giornata di oggi.

Il provvedimento riguarda anche ville, giardini pubblici, impianti sportivi all’aperto, parchi gioco e cimiteri.
La decisione è stata adottata in via precauzionale, nonostante la Protezione civile abbia diramato un livello di allerta gialla.

Secondo i bollettini meteo, infatti, sono previste forti raffiche di vento che potrebbero superare i 95 chilometri orari.
“Pur in presenza di un’allerta gialla – ha dichiarato il sindaco Lagalla – i dati previsionali indicano condizioni meteorologiche caratterizzate da raffiche di vento molto intense. In una situazione del genere riteniamo doveroso non assumere alcun rischio, ridurre gli spostamenti e tutelare l’incolumità degli studenti, del personale scolastico e delle famiglie. La scelta è dettata esclusivamente da criteri di prudenza e prevenzione”.
L’amministrazione comunale invita la cittadinanza alla massima attenzione e a limitare gli spostamenti allo stretto necessario per tutta la durata dell’allerta.

Verifica dei tecnici comunali nella palazzina di Burgio dopo lo scoppio di una bombola


E’ fruibile la palazzina di Burgio nella quale si è verificato lo scoppio della bombola di una stufa a gas. Lo hanno stabilito i tecnici del Comune che hanno effettuato un sopralluogo. Rimane bloccato solo l’appartamento nel quale vivono i due feriti nello scoppio in attesa che vengano eseguiti i lavori necessari.

Padre e figlio, di 52 e 86 anni, sono ricoverati presso i Centri grandi ustioni di Palermo e Catania dove sono giunti in elisoccorso. Il figlio ha ustioni di secondo e terzo grado nel 50 per cento del corpo. Il padre è in condizioni migliori, le ustioni hanno coperto il 30 per cento del suo corpo.

Il sopralluogo da parte dei tecnici nella palazzina è stato disposto dal sindaco di Burgio, Enzo Galifi.

Lotto e Superenalotto, nuova stretta dal 2025: puntate fino a 1.000 euro e tassa al 20% sulle vincite

Dal 27 gennaio 2025 è ufficialmente entrata in vigore una riforma che cambia in modo profondo il funzionamento di Lotto, Superenalotto e giochi numerici affini. Il nuovo decreto del Ministero dell’Economia introduce limiti rigidi alle giocate, una tassazione più incisiva sulle vincite e controlli rafforzati sui concessionari, con l’obiettivo dichiarato di contrastare evasione fiscale, gioco illegale e comportamenti compulsivi.

Il provvedimento, firmato dal ministro Giancarlo Giorgetti, è stato registrato dalla Corte dei Conti il 31 dicembre 2025 e pubblicato in Gazzetta Ufficiale, diventando operativo a fine gennaio. Le nuove regole riguardano milioni di giocatori abituali e ridisegnano l’intero comparto dei giochi a base numerica.


Giochi a quota fissa e totalizzatori: cosa cambia davvero

Il decreto distingue in modo netto due categorie:

  • Giochi a quota fissa, come Lotto, 10eLotto e MillionDay, dove le vincite dipendono da moltiplicatori predeterminati;
  • Giochi a totalizzatore nazionale, come Superenalotto, Eurojackpot e Win for Life, in cui i premi sono legati al montepremi complessivo.

La distinzione non è solo tecnica: influisce su payout, controlli fiscali e modalità di rendicontazione. Ma la novità più rilevante per i giocatori è una sola.

👉 Da oggi non è più possibile giocare più di 1.000 euro per singola giocata, indipendentemente dal tipo di gioco.

Un tetto invalicabile pensato per ridurre il rischio di perdite elevate e arginare il gioco eccessivo.


Orari più rigidi e stop last minute alle giocate

Cambiano anche i tempi di chiusura delle scommesse:

  • 30 minuti prima delle estrazioni fisiche;
  • 15 secondi prima per le estrazioni digitali.

Un sistema studiato per impedire manovre speculative e garantire maggiore trasparenza nelle fasi finali delle giocate.

Resta confermato, senza eccezioni, il divieto assoluto di gioco ai minori di 18 anni.


Tassa del 20% sulle vincite: quando scatta

Sul fronte fiscale, la riforma conferma e rafforza la tassazione sulle vincite:

  • nessuna imposta per premi fino a 500 euro;
  • prelievo del 20% su tutte le vincite superiori a 500 euro.

In pratica, una vincita da 100.000 euro viene liquidata per 80.000 euro netti, mentre i restanti 20.000 finiscono all’Erario.

Ogni estrazione deve inoltre essere pubblicata in un Bollettino ufficiale, con indicazione dei numeri estratti e del concorso di riferimento.


Controlli più duri sui concessionari

La riforma non colpisce solo i giocatori, ma soprattutto i gestori dei giochi, che ora devono rispettare obblighi molto più stringenti.

I concessionari sono tenuti a dimostrare annualmente che il payout – la percentuale di denaro restituita in vincite – rientri nei limiti fissati:

  • tra 50% e 78% per i giochi a quota fissa;
  • calcolo sul montepremi reale per i totalizzatori.

La vigilanza è affidata all’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, che potrà intervenire in caso di scostamenti o irregolarità.


Vincite, attenzione ai tempi: rischi di perderle

Chi vince deve rispettare scadenze precise:

  • 60 giorni per riscuotere la maggior parte dei premi;
  • 90 giorni per Superenalotto, SuperStar, SiVinceTutto ed Eurojackpot.

Scaduti i termini, la vincita viene incamerata dallo Stato senza possibilità di recupero.


Lotta al gioco illegale: numeri allarmanti

La riforma nasce anche dalla necessità di contrastare un fenomeno ormai strutturale. Secondo i dati ufficiali:

  • tra 2020 e 2024 accertate oltre 5.000 violazioni nel settore giochi;
  • evasione stimata di 2 miliardi di euro;
  • mancato gettito fiscale pari a 184 milioni.

Solo nel 2026 sono già stati oscurati 172 siti illegali, portando il totale dei portali bloccati a quasi 12.000.


Una riforma che cambia il modo di giocare

La nuova disciplina su Lotto e Superenalotto segna un cambio di paradigma: meno libertà di puntata, più controlli e maggiore pressione fiscale sulle vincite rilevanti. Il messaggio del legislatore è chiaro: il gioco resta legale, ma entro confini molto più stretti.

Per i giocatori abituali, ignorare le nuove regole può costare caro. Per lo Stato, la riforma rappresenta un tassello centrale nella battaglia contro evasione e gioco illegale.

ISEE 2026, errori da evitare per non perdere bonus e agevolazioni: conti correnti, giacenze e nucleo familiare

Compilare l’ISEE 2026 in modo scorretto può avere conseguenze molto serie: bonus negati, agevolazioni perse e, nei casi più gravi, sanzioni e recuperi delle somme. Ogni anno migliaia di famiglie italiane commettono errori apparentemente banali nella Dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU), spesso senza rendersene conto. Ecco quali sono gli sbagli più frequenti su nucleo familiare, conti correnti, giacenze e patrimonio, e come evitarli per non rinunciare ai benefici che ti spettano.


Nucleo familiare ISEE: l’errore più comune (e più costoso)

Uno degli sbagli più frequenti riguarda la composizione del nucleo familiare. Molti contribuenti credono che coincida automaticamente con lo stato di famiglia anagrafico, ma le regole ISEE sono diverse e più stringenti.

I coniugi, ad esempio, fanno parte dello stesso nucleo anche se hanno residenze diverse, salvo che vi sia una separazione legale o un divorzio. La semplice scelta di vivere in abitazioni differenti non è sufficiente per escludere il coniuge dal calcolo.

Attenzione anche ai figli fiscalmente a carico: in diversi casi devono essere inclusi nel nucleo ISEE anche se non convivono. Particolarmente delicata è la situazione degli studenti universitari, che spesso pensano di poter presentare un ISEE autonomo per accedere a riduzioni su tasse e servizi. In realtà, i requisiti per l’autonomia sono molto rigidi e, se non rispettati, l’ISEE risulta errato, con il rischio di revoca delle agevolazioni e controlli successivi.


Conti correnti e giacenze: anche pochi euro fanno la differenza

Un’altra trappola frequente riguarda la dichiarazione dei rapporti finanziari. Vanno indicati tutti i conti intestati ai componenti del nucleo, anche quelli con saldo minimo o apparentemente inutilizzati.

Devono essere dichiarati:

  • conti correnti bancari e postali;
  • libretti postali, anche dormienti;
  • carte prepagate con IBAN;
  • conti esteri;
  • conti chiusi durante l’anno di riferimento.

Per ciascun rapporto è obbligatorio indicare sia il saldo al 31 dicembre sia la giacenza media annua. Molti dichiarano solo uno dei due valori, spesso scegliendo quello più basso: è un errore che porta a un ISEE non corretto.

Va ricordata anche la franchigia fino a 50.000 euro per titoli di Stato e libretti postali, che consente l’esclusione dal calcolo entro questa soglia, ma solo se dichiarati correttamente.


Anno di riferimento sbagliato: l’errore invisibile che invalida l’ISEE

Uno degli errori più subdoli riguarda l’anno di riferimento dei redditi e del patrimonio. L’ISEE ordinario 2026 si basa su redditi e patrimoni del 2024, non su quelli dell’anno precedente o in corso.

Molti contribuenti inseriscono i dati più recenti pensando di essere più “corretti”, ma così facendo alterano completamente l’indicatore, con conseguente esclusione da bonus e prestazioni. Il nucleo familiare è quello attuale, ma i dati economici sono quelli di due anni prima.


Patrimonio immobiliare: non solo la prima casa

Sul fronte immobiliare, l’errore più comune è dimenticare o sottovalutare immobili secondari, terreni o quote di proprietà.

Devono essere dichiarati:

  • seconde case;
  • terreni agricoli o edificabili;
  • quote ereditarie, anche minime;
  • immobili situati all’estero.

Anche una piccola percentuale di proprietà incide sull’ISEE. Escluderla significa presentare una DSU incompleta, con il rischio di contestazioni e rettifiche.


Redditi “minori” e ISEE corrente: attenzione alle omissioni

Molti cittadini omettono redditi considerati marginali, come:

  • borse di studio;
  • assegni di mantenimento;
  • compensi da lavoro occasionale;
  • redditi esteri;
  • alcune prestazioni assistenziali.

Anche questi importi devono essere dichiarati. Inoltre, quando la situazione economica cambia in modo significativo (perdita del lavoro, riduzione del reddito, fine di un trattamento), è fondamentale richiedere l’ISEE corrente. Continuare a usare un ISEE non aggiornato può significare rinunciare a bonus e aiuti economici.

Da non dimenticare anche la dichiarazione del parco veicoli (auto, moto, altri mezzi) posseduti alla data di presentazione della DSU.


ISEE precompilato: utile, ma non infallibile

L’ISEE precompilato INPS riduce gli errori, ma non li elimina. Non tutti i dati sono sempre completi o aggiornati: il controllo puntuale di ogni voce resta indispensabile. Affidarsi ciecamente al sistema senza verifiche è uno degli errori più frequenti.


Perché compilare bene l’ISEE 2026 è fondamentale

L’ISEE è la chiave di accesso al welfare italiano, ma la sua complessità richiede attenzione e precisione. Gli errori più comuni nascono da informazioni parziali, interpretazioni sbagliate delle regole o dalla sottovalutazione di dati apparentemente secondari.

Per evitare di perdere bonus, agevolazioni e prestazioni, la soluzione più sicura resta una compilazione consapevole della DSU, affiancata – quando necessario – dal supporto di un CAF o di un professionista qualificato. Un ISEE corretto non è solo un adempimento burocratico: è uno strumento decisivo per tutelare i propri diritti economici.

Dai domiciliari spara a un vicino di casa, arrestato un ventisettenne a Catania

Un 27enne è stato arrestato dalla polizia a Catania per tentato omicidio e detenzione abusiva di arma da sparo. Secondo l’accusa, l’uomo, che

Era ai domiciliari nel rione Villaggio Dusmet quando un ventisettenne avrebbe sparato un colpo fucile contro un vicino di casa, ferendolo a una gamba.

Il giovane e’ stato arrestato per tentato omicidio e detenzione abusiva di arma da sparo.

La vittima è stata portata all’ospedale Cannizzaro dove i medici, a causa della gravità delle lesioni riportate, lo hanno sottoposto a intervento chirurgico.
Dalle indagini condotte dalla squadra mobile della Questura il vicino di casa si stava recando nell’abitazione del 27enne che poco prima aveva sparato un colpo di arma da fuoco contro l’immobile di un parente, provocando un foro su una parete.

Il ventisettenne, prima ancora che l’uomo salisse verso la scalinata che porta alla sua abitazione, ha esploso un colpo di fucile  colpendo la vittima a una gamba.
Poi aveva tentato di nascondere il fucile con cui aveva sparato in una mansarda dell’abitazione celata da una botola. L’arma e’ stata recuperata poco dopo dalla Polizia.

Il 27enne è stato arrestato dalla squadra mobile della Questura e, dopo le formalità di rito, su disposizione dell’autorità giudiziaria, è stato condotto nella casa circondariale di Catania – Piazza Lanza

Ddl Enti locali, La Rocca Ruvolo: “No a norma che mette in difficoltà i Comuni”

“Non mi sono nascosta dietro il voto segreto, più semplicemente ho espresso il mio voto contrario a una norma che ritengo una follia, quella sulla digitalizzazione degli archivi dei settori urbanistici degli uffici tecnici comunali che metterebbe in seria difficoltà soprattutto i piccoli Comuni, ma non solo. Se avessi temuto di essere scoperta avrei tolto il tesserino e il problema non si sarebbe neanche posto, ho votato invece con consapevolezza”. Lo dichiara la deputata regionale di Forza Italia all’Ars, Margherita La Rocca Ruvolo, in merito all’articolo del ddl di riforma degli enti locali bocciato in aula.

“Vengo indicata tra i franchi tiratori per avere votato contro – spiega La Rocca Ruvolo, che è anche sindaco di Montevago – ma la verità è che quell’articolo era un vero e proprio cappio per i Comuni. Si parlava di digitalizzare in pochi mesi interi archivi urbanistici, senza tener conto delle risorse economiche e umane necessarie. È una norma scritta senza alcuna valutazione dell’impatto reale. Per comprendere la portata del problema – aggiunge – basti pensare che per digitalizzare 500 delibere, con i relativi allegati, al mio Comune è stato presentato un preventivo di 40 mila euro. Immaginiamo, quindi, le ingenti risorse economiche che sarebbero necessarie per digitalizzare progetti e tavole in così poco tempo. E qui si parla di avviare le procedure di digitalizzazione di un settore strategico dell’ufficio tecnico entro 120 giorni dalla pubblicazione della legge. Un impegno impossibile da sostenere”.

“Si fa riferimento ai fondi del Pnrr – prosegue la deputata – ma quei fondi sono ormai esauriti e il piano scade nel 2026. Di cosa stiamo parlando? Non si può legiferare in modo astratto, senza considerare la realtà amministrativa dei nostri Comuni. Il collega deputato Antonello Cracolici aveva espresso perplessità su questo articolo, chiedendo chiarimenti che non sono arrivati. Quando una norma non si capisce, bisogna preoccuparsi. E in questo caso c’era davvero da preoccuparsi”.

“Il mio voto contrario – conclude La Rocca Ruvolo – è stato un atto di responsabilità verso i Comuni siciliani, che già oggi affrontano enormi difficoltà gestionali e finanziarie. Non si può chiedere loro l’impossibile, né scaricare sulle amministrazioni locali un adempimento irrealizzabile. Servono leggi concrete, applicabili e sostenibili, non imposizioni che rischiano di paralizzare ulteriormente la macchina amministrativa”.

Continua il maltempo in Sicilia, scatta l’allerta meteo

Nuova allerta meteo della Protezione civile per la giornata di domani, 12 febbraio, in Sicilia. Previsto un livello di “attenzione” con allerta gialla su parte dell’isola e una situazione di “preallarme”, con allerta arancione, in alcune aree del Messinese.

Secondo le previsioni, sono attesi venti occidentali da burrasca a burrasca forte, con raffiche fino a tempesta e mareggiate lungo le coste esposte. Annunciate inoltre precipitazioni da sparse a diffuse, anche a carattere di rovescio o temporale, soprattutto sui settori tirrenici. I fenomeni potranno essere accompagnati da rovesci di forte intensità, forti raffiche di vento e locale attività elettrica.

A Palermo è stata disposta, in via precauzionale, la chiusura delle scuole. 

Strade danneggiate dal maltempo a Ribera, lavori straordinari e limite di velocità

A seguito delle forti piogge delle ultime settimane a Ribera alcune strade del centro urbano risultano danneggiate e potenzialmente pericolose per la circolazione.

Lo scrive il sindaco, Matteo Ruvolo, che con ordinanza ha disposto l’esecuzione di interventi urgenti di ripristino stradale.

In attesa che gli uffici comunali dispongano l’esecuzione dei lavori di riparazione, Ruvolo ha istituito temporaneamente il limite di velocità di 30 km/h in tutto il centro urbano, fino al completamento delle opere.Il sindaco invita la cittadinanza “a prestare massima prudenza nella guida di auto, moto, biciclette e altri mezzi di trasporto”.