Carnevale, Sciacca Turismo: “Prenotazioni positive, la festa sia volano per l’Estate”

Segnali incoraggianti per il turismo cittadino in vista dei weekend del Carnevale. Lo registra l’associazione Sciacca Turismo che riporta un andamento complessivamente positivo delle prenotazioni nelle strutture extralberghiere della città, con dati particolarmente favorevoli per la giornata del 14 febbraio.

Soddisfacente anche la risposta per il secondo fine settimana di festa, in programma dal 20 al 22 febbraio.
Numeri che, secondo il presidente dell’associazione, Ezio Bono, confermano il ruolo strategico del Carnevale di Sciacca come evento di forte richiamo regionale e potenziale motore di sviluppo turistico.
«Questi risultati – afferma Bono – dimostrano come il Carnevale possa diventare un vero traino per la stagione turistica primavera-estate».
Sciacca Turismo ribadisce, ancora una volta, l’auspicio che la manifestazione non resti confinata al solo periodo invernale, ma rappresenti un’occasione strutturata di promozione della città anche nei mesi di maggiore afflusso turistico e oltre la tradizionale stagione estiva.
Positiva anche la valutazione sul coinvolgimento delle attività commerciali del centro storico, considerato un elemento fondamentale per un evento capace di valorizzare non solo il patrimonio storico e monumentale della città, ma anche di integrarsi con l’ampia offerta di turismo balneare che Sciacca può garantire per almeno sei mesi l’anno.
«Auspichiamo – aggiunge Bono – un ulteriore coinvolgimento delle imprese turistiche. Siamo comunque ottimisti rispetto alla crescita del Carnevale all’interno di una strategia più ampia di promozione del territorio. Ci auguriamo, infine, che una edizione estiva della manifestazione possa essere finalmente istituzionalizzata, superando le incertezze che hanno caratterizzato il passato».

In arrivo a Sciacca 20 mila mastelli per la raccolta del vetro anche nelle seconde case


Sono in arrivo a Sciacca 20 mila mastelli per la raccolta del vetro. Si stanno definendo i dettagli e l’assessore comunale all’Ambiente, Salvino Patti (nella foto), annuncia: “I mastelli sono già stati ordinati e la raccolta del vetro sarà avviata nel mese di marzo. Saranno forniti i mastelli anche per le seconde case. Il giorno di raccolta deve essere stabilito, ma, probabilmente, sarà il giovedì quando viene ritirata l’indifferenziata”.

Dall’inizio del 2026 il servizio di raccolta dei rifiuti viene svolto a Sciacca dalla Teknoservice di Torino, società che ha aggiunto il centro termale ai 300 comuni italiani nei quali già operava.

La raccolta del vetro è un’offerta migliorativa. In futuro l’obiettivo è di separare anche la carta dalla plastica per migliorare la differenziata.

L’appalto alla Teknoservice scadrà a fine 2026. Intanto, dovrà essere espletata la gara per il nuovo servizio della durata di 8 anni.

Catania, arrestato 35enne con quattro chili di cocaina: droga nascosta nell’auto

La Polizia di Stato ha arrestato un uomo di 35 anni per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. L’operazione è stata condotta dagli agenti della Squadra Mobile della Questura di Catania, che hanno fermato l’indagato al suo rientro in Sicilia.
Durante il controllo, i poliziotti hanno scoperto che l’uomo trasportava quattro chilogrammi di cocaina, abilmente occultati all’interno dell’intercapedine dello sportello destro della vettura con cui viaggiava. Il nascondiglio è stato individuato grazie a un’accurata perquisizione del mezzo.
All’operazione ha preso parte anche il personale della Squadra Cinofili della Polizia di Catania, il cui supporto si è rivelato determinante per il ritrovamento della sostanza stupefacente.
Al termine degli accertamenti, il 35enne è stato dichiarato in arresto e, su disposizione dell’autorità giudiziaria, condotto presso la casa circondariale, dove rimane a disposizione degli inquirenti.
Le indagini proseguono per accertare eventuali collegamenti con reti di spaccio attive sul territorio.

Porto d’armi negato, Tar annulla decisione della Questura di Agrigento

Il porto d’armi non può essere negato per una sorta di “colpa per associazione”. Lo ha stabilito il Tar Sicilia, che ha annullato il provvedimento con cui la Questura di Agrigento aveva respinto la richiesta di rinnovo della licenza per il tiro a volo a un cittadino agrigentino, incensurato e titolare storico del titolo.
Secondo i giudici amministrativi, il semplice matrimonio con una persona i cui familiari siano stati destinatari di misure di prevenzione patrimoniali non è elemento sufficiente per far venir meno il requisito dell’affidabilità richiesto dalla normativa in materia di pubblica sicurezza.
Il diniego della Questura si fondava esclusivamente sulla cosiddetta “parentela acquisita”: l’uomo aveva sposato una donna appartenente a un nucleo familiare interessato da misure patrimoniali, circostanza che, a giudizio dell’amministrazione, rendeva il richiedente non più affidabile.

Nessun altro elemento negativo, nessuna condotta sospetta, nessuna frequentazione pericolosa era stata contestata all’interessato.
Una ricostruzione che il Tar ha nettamente smentito, accogliendo il ricorso proposto dagli avvocati Girolamo Rubino e Daniele Piazza.

Nella sentenza, i giudici ribadiscono un principio chiave: il giudizio di affidabilità deve essere fondato su elementi personali, concreti e attuali, riferibili direttamente al richiedente. I legami familiari, da soli, non possono giustificare un provvedimento restrittivo se non accompagnati da comportamenti specifici e dimostrabili.
Il Tribunale ha inoltre rilevato un grave deficit istruttorio. La Questura, infatti, aveva ignorato le memorie difensive presentate dall’interessato, arrivando addirittura a indicarle nel provvedimento come “assenti”. Una carenza che ha reso il diniego privo di un’adeguata e coerente motivazione.
Con la sentenza pubblicata il 3 febbraio scorso, il Tar Sicilia ha quindi annullato il decreto di rigetto. Un elemento non secondario evidenziato dai giudici è che l’uomo aveva già ottenuto in passato il rinnovo della licenza pur essendo già sposato, senza che la medesima circostanza fosse mai ritenuta ostativa.
Ora il ricorrente potrà rientrare in possesso del porto d’armi, mentre la decisione segna un ulteriore richiamo ai limiti dell’azione amministrativa: la sicurezza pubblica non può trasformarsi in responsabilità automatica per vincoli familiari, in assenza di fatti concreti imputabili al singolo.

Mafia a Burgio, la Procura generale chiede la conferma della condanna di Derelitto e Provenzano


Nel processo d’appello a Giovanni derelitto, di 74 anni, e Alberto Provenzano, di 59, i due imputati di Burgio accusati di associazione mafiosa, il sostituto procuratore generale di Palermo ha chiesto la conferma della condanna inflitta in primo grado.

Per Derelitto il gup del Tribunale di Palermo aveva disposto la condanna a 14 anni di reclusione e per Provenzano a 10 anni e 8 mesi in continuazione con altre sentenze. Il 2 aprile discuteranno gli avvocati Vincenzo Castellano (nella foto) per Derelitto e Vincenzo Giambruno ed Alessandro Martorana per Provenzano.

Il processo si celebra dinanzi aigiudici della quarta sezione della Corte di Appello di Palermo (presidente Enzo Agate). E’ scaturito dall’operazione antimafia condotta dai carabinieri a Burgio, Lucca e Villafranca Sicula e i due imputati sono stati giudicati in primo grado con il rito abbreviato.

Un’altra tranche di questo processo, con un maggior numero di imputati, si celebra al Tribunale di Sciacca con il rito ordinario.

Pensione, assegno di incollocabilità INAIL esteso fino a 67 anni: due anni in più di tutela dal 2026

Dal 2026 arrivano importanti novità per i lavoratori infortunati o colpiti da malattia professionale: l’assegno di incollocabilità INAIL verrà erogato fino a 67 anni, e non più fino a 65. Si tratta di un’estensione di due anni che allinea finalmente questa tutela assistenziale all’età prevista per la pensione di vecchiaia.

La misura mette fine a una storica sfasatura tra sistema previdenziale e tutele Inail, rafforzando la protezione economica per chi non è più in grado di reinserirsi nel mercato del lavoro.

La novità normativa: cosa cambia dal 1° gennaio 2026

L’innalzamento del limite anagrafico è stato:

  • anticipato dalla circolare INAIL n. 55 dell’11 dicembre 2025;
  • definitivamente confermato dalla Legge 29 dicembre 2025, n. 198, di conversione del decreto-legge n. 159/2025.

Dal 1° gennaio 2026, l’assegno di incollocabilità:

  • spetta fino al compimento dei 67 anni;
  • viene automaticamente prorogato per chi rientra nei requisiti;
  • può essere ripristinato anche per chi aveva visto cessare il beneficio al compimento dei 65 anni.

L’obiettivo è garantire continuità assistenziale fino al momento del pensionamento, evitando vuoti di reddito proprio nella fase più delicata della vita lavorativa.

Cos’è l’assegno di incollocabilità INAIL

L’assegno di incollocabilità è una prestazione economica erogata dall’INAIL ai lavoratori:

  • titolari di rendita per infortunio sul lavoro o malattia professionale;
  • per i quali è accertata l’impossibilità di qualsiasi reinserimento lavorativo.

La prestazione è riconosciuta quando:

  • la perdita della capacità lavorativa è totale;
  • oppure la menomazione è tale da costituire un rischio per il lavoratore stesso, per terzi o per la sicurezza degli impianti.

Si tratta, quindi, di soggetti che non possono accedere neppure al collocamento mirato e che necessitano di un sostegno economico stabile.

A chi spetta: i requisiti aggiornati

Per accedere (o continuare a beneficiare) dell’assegno di incollocabilità, devono essere soddisfatti questi requisiti:

  • età anagrafica: fino a 67 anni (in precedenza 65);
  • impossibilità assoluta di collocamento lavorativo, certificata dagli organismi competenti;
  • grado di inabilità non inferiore al 34% per eventi verificatisi fino al 31 dicembre 2006, secondo il D.P.R. n. 1124/1965;
  • danno biologico superiore al 20% per eventi dal 1° gennaio 2007, ai sensi dell’art. 13 del D. Lgs. n. 38/2000.

L’estensione anagrafica non modifica gli altri requisiti sanitari, ma amplia la durata della tutela.

Importo dell’assegno: quanto spetta nel 2026

L’importo dell’assegno di incollocabilità viene aggiornato annualmente in base all’inflazione. Attualmente è pari a:

  • 308,23 euro al mese (valore in vigore dal 1° luglio 2025).

Anche negli anni successivi l’importo potrà essere rivalutato, così da preservare il potere d’acquisto e mantenere efficace il sostegno economico.

Verso un sistema più coerente con l’età pensionabile

La riforma si inserisce in un quadro più ampio di armonizzazione tra assistenza e previdenza. Il legislatore ha infatti lasciato aperta la possibilità di ulteriori adeguamenti futuri, qualora l’età pensionabile dovesse essere nuovamente innalzata.

In questo modo:

  • l’assegno di incollocabilità accompagna il lavoratore fino alla pensione;
  • si evita che persone già colpite da gravi eventi invalidanti restino senza reddito;
  • si rafforza il principio di tutela delle situazioni di maggiore fragilità.

In sintesi

Dal 2026:

  • ✅ assegno di incollocabilità INAIL fino a 67 anni;
  • due anni in più di tutela economica;
  • ✅ ripristino del beneficio per chi lo aveva perso a 65 anni;
  • ✅ maggiore coerenza con il sistema pensionistico.

Una riforma attesa, che rappresenta un passo concreto verso una protezione più equa e continuativa per i lavoratori impossibilitati a tornare al lavoro dopo un infortunio o una malattia professionale.

Prostituzione e terrore nella “Chinatown” di Siracusa: due donne liberate dalla polizia

Un appartamento nei pressi di viale Zecchino è stato scoperto dalla Polizia di Stato come una vera e propria casa della prostituzione, nascosta tra negozi e attività commerciali gestite in larga parte da cittadini cinesi.
L’area, negli anni, ha subito una profonda trasformazione urbana e commerciale: molte botteghe storiche hanno lasciato spazio a esercizi orientali, fino a configurare una sorta di “Chinatown” perfettamente integrata nel tessuto cittadino.

Proprio in questo contesto, mimetizzata tra insegne luminose e un incessante viavai, operava l’attività illegale.
All’interno dell’appartamento gli agenti hanno trovato due giovani donne cinesi, vittime di una condizione di totale assoggettamento psicologico. Erano arrivate in Italia con la promessa di un lavoro regolare, ma una volta giunte a Siracusa si sono ritrovate intrappolate in un sistema di sfruttamento. Costrette a prostituirsi sotto la minaccia costante del rimpatrio, vivevano in uno stato di terrore continuo, incapaci di ribellarsi o denunciare.
Dopo il blitz, le due donne sono state immediatamente trasferite in una località protetta, lontano dai loro aguzzini, e affidate alle strutture di assistenza previste per le vittime di tratta.
Al centro dell’indagine una coppia di cittadini cinesi: un uomo di 70 anni e una donna di 50, entrambi denunciati per sfruttamento della prostituzione e favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. Secondo quanto emerso, sarebbero stati loro a gestire e controllare l’attività, approfittando della vulnerabilità delle giovani e della loro condizione di irregolarità sul territorio italiano. Nell’abitazione sono stati rinvenuti numerosi elementi che confermano l’uso dell’immobile come luogo destinato alla prostituzione.
L’operazione, condotta dalla Squadra Mobile e dalle Volanti della Questura di Siracusa sotto il coordinamento della Procura della Repubblica, potrebbe rappresentare solo la punta dell’iceberg. Gli investigatori stanno ora verificando se l’episodio sia isolato o se faccia parte di un sistema più ampio di traffico e sfruttamento di donne tra la Cina e la Sicilia.
Sotto la lente anche i canali di ingresso in Italia e i meccanismi utilizzati per aggirare o strumentalizzare le norme sull’immigrazione, creando le condizioni ideali per il controllo e la sottomissione delle vittime. Un fenomeno sommerso che continua a prosperare nel silenzio e che pone interrogativi seri sulla capacità di prevenzione, controllo e tutela delle persone più fragili.

Grave incidente a Lipari: scontro tra auto e moto, ferito grave trasferito in elicottero

Un grave incidente stradale si è verificato questa mattina a Lipari, lungo una delle arterie dell’isola. Per cause ancora in corso di accertamento, un’automobile e una motocicletta si sono scontrate violentemente. Ad avere la peggio è stato il conducente del mezzo a due ruote, un uomo di circa 50 anni, che ha riportato serie ferite alla testa.
L’uomo è stato soccorso inizialmente dai sanitari del vicino ospedale di Lipari, dove è stato stabilizzato. Tuttavia, la gravità del quadro clinico ha reso necessario il trasferimento urgente presso il Policlinico, con l’intervento dell’elisoccorso. Secondo quanto emerso, l’elicottero sarebbe giunto da Catania e non da Messina, con un inevitabile allungamento dei tempi di assistenza. Il ferito verrà sottoposto a intervento chirurgico.
L’episodio riaccende il dibattito sull’efficienza della rete di emergenza-urgenza nelle isole minori, dove ogni minuto può fare la differenza tra la vita e la morte. La distanza dai grandi centri ospedalieri e la disponibilità non sempre immediata dei mezzi di soccorso aereo continuano a rappresentare una criticità strutturale.
Garantire interventi rapidi, mezzi adeguati e una copertura sanitaria realmente efficace nei territori insulari non è solo una questione organizzativa, ma un diritto fondamentale per i cittadini. Quanto accaduto a Lipari pone ancora una volta l’attenzione sulla necessità di investimenti e scelte operative capaci di assicurare pari condizioni di assistenza, anche nelle realtà più periferiche.

Bonus Dote Famiglia 2026, fino a 300 euro per lo sport dei figli: requisiti e come fare domanda

Anche per il 2026 torna il Bonus Dote Famiglia, un aiuto economico pensato per sostenere le famiglie con redditi bassi nelle spese per attività sportive e ricreative dei figli. La misura è stata confermata dalla Legge di Bilancio 2026 e consente di ottenere fino a 300 euro per ciascun figlio, con l’obiettivo di favorire l’inclusione sociale e lo sviluppo psicofisico dei minori.

Il contributo è destinato ai nuclei familiari con ISEE non superiore a 15.000 euro e figli di età compresa tra 6 e 14 anni, permettendo anche alle famiglie economicamente più fragili di iscrivere i ragazzi a corsi sportivi e attività extrascolastiche.

Cos’è la Dote Famiglia e a quanto ammonta il contributo

La Dote per la Famiglia è una misura di welfare che mira a ridurre le disuguaglianze nell’accesso alle attività educative e sportive. Il bonus può arrivare:

  • fino a 300 euro per ciascun figlio;
  • per un massimo di due figli per nucleo familiare.

Il contributo può essere utilizzato per coprire, in tutto o in parte, i costi di:

  • corsi sportivi;
  • attività motorie;
  • iniziative ricreative ed educative svolte al di fuori dell’orario scolastico.

Come viene erogato il bonus: pagamento in tre tranche

Per garantire che le risorse pubbliche vengano utilizzate correttamente, il bonus non viene erogato in un’unica soluzione, ma suddiviso in tre tranche, legate alla frequenza effettiva dell’attività:

  • 30% all’inizio del corso, al momento dell’iscrizione;
  • 40% a metà attività, dopo la verifica della frequenza del minore;
  • 30% finale al termine del corso, sempre previa conferma della partecipazione costante.

Questo sistema evita sprechi e assicura che il contributo venga utilizzato esclusivamente per le finalità previste.

Requisiti per accedere al Bonus Dote Famiglia 2026

Per ottenere il bonus è necessario rispettare tutti i requisiti previsti dalla normativa:

  • ISEE del nucleo familiare ≤ 15.000 euro;
  • figli fiscalmente a carico;
  • età dei minori compresa tra 6 e 14 anni al momento della domanda.

Il beneficio è riconosciuto solo se l’attività scelta viene svolta presso strutture accreditate.

Quali strutture sono ammesse

Il bonus può essere utilizzato esclusivamente presso:

  • Associazioni e società sportive dilettantistiche iscritte al Registro nazionale delle attività sportive dilettantistiche (RASD);
  • Enti del Terzo settore iscritti al RUNTS, il Registro unico nazionale del Terzo settore.

Prima di iscrivere il figlio, è fondamentale verificare che la struttura sia regolarmente accreditata negli elenchi ufficiali pubblicati dal Dipartimento per lo Sport.

Come presentare la domanda per il bonus sport figli

La domanda deve essere presentata esclusivamente online, attraverso la piattaforma del Dipartimento per lo Sport, utilizzando:

  • SPID, oppure
  • Carta d’Identità Elettronica (CIE).

Durante la procedura sarà necessario:

  • inserire i dati del minore e del genitore/tutore;
  • autocertificare l’ISEE minorenni in corso di validità;
  • dichiarare di non aver usufruito di altri bonus per la stessa attività;
  • allegare un documento di identità valido del richiedente.

Le domande vengono accolte in ordine cronologico, fino a esaurimento delle risorse disponibili.

Quando aprono le domande

Al momento, per il 2026, lo sportello non è ancora attivo. Le famiglie interessate dovranno attendere:

  • la pubblicazione del bando ufficiale;
  • l’apertura della piattaforma telematica.

Considerata la natura “a sportello” del contributo, è consigliabile presentare la domanda il prima possibile una volta avviate le richieste.


Scaffali vuoti alla tabaccheria di Porto Palo, Scirica: “Spero di recuperare la merce rubata”

“Spero di recuperare la merce che mi è stata rubata. Io e mia moglie siamo profondamente dispiaciuti per il furto che abbiamo subito. Mi auguro che coloro che hanno rubato questo possano comprenderlo”. Giuseppe Scirica, il titolare della tabaccheria di Menfi che ha subito un furto da oltre 20 mila euro, al momento non ha sigarette da vendere. I carabinieri hanno avviato le indagini. “Lavoro come bar – dice – in attesa di ripartire, la prossima settimana, anche con le sigarette che devo ordinare”.

Sono entrati intorno alle 3 di notte nella tabaccheria Scirica di Porto Palo, segando il blocco in ferro della saracinesca. Erano in tre, indossavano i guanti e avevano il volto coperto come rilevato dalle telecamere di videosorveglianza. I malviventi sarebbero riusciti anche a disattivare telecamere di videosorveglianza. Una, però, sarebbe rimasta in funzione e questo potrebbe favorire le indagini che sono svolte dai carabinieri.

Alla tabaccheria Scirica hanno rubato stecche di sigarette, accendini, tabacco, carte da gioco per un valore circa 20 mila euro e poi monete e banconote per circa 800 euro. Un danno notevole, non coperto da assicurazione, per Giuseppe Scirica che solo da pochi mesi era tornato nella sua storica sede di Porto Palo dopo essere rimasto per un anno e mezzo senza lavoro a causa della frana che ha interessato la località balneare e quasi tre anni in un container.

C’è amarezza e sconforto per il tabaccaio che è stato un esempio per come ha reagito alle vicissitudini e che adesso, assieme alla moglie, deve ancora rimboccarsi le maniche e ripartire.

“Se almeno riuscissi a recuperare le sigarette che mi sono state rubate – dice – per me sarebbe di grande aiuto”.

Nella foto, Giuseppe Scirica con la moglie Anna Maria Dobrican nella tabaccheria senza sigarette