Trapani, muore il bambino che una donna portava in grembo: era rimasta ferita in un incidente stradale

Non ce l’ha fatta il bambino che una donna portava in grembo e che era rimasto coinvolto in un grave incidente stradale avvenuto lo scorso 23 gennaio. Il decesso è avvenuto nella notte tra ieri e oggi, domenica 8 febbraio, all’ospedale Sant’Antonio Abate di Trapani.
La donna era rimasta ferita nel sinistro le cui cause sono tuttora al vaglio degli inquirenti.

Nell’incidente era rimasta coinvolta anche un’altra auto, alla guida della quale si trovava un uomo che ha riportato gravi ferite.

Trasferito d’urgenza al nosocomio trapanese, l’uomo era stato inizialmente ricoverato in Rianimazione, per poi essere successivamente trasferito nel reparto di Ortopedia.
Sulla dinamica dell’incidente sono in corso le indagini per accertare eventuali responsabilità. La notizia della morte del bambino ha suscitato profondo cordoglio.

Lo Sciacca raggiunto sul pari, 1-1, nel finale dal San Giorgio Piana (Video)

Le premesse erano tutte per una vittoria, dopo il successo esterne e per riprendere una scia di vittorie. Così non è stato e oggi l’Unitas Sciacca si è dovuta accontentare, al Gurrera, del pareggio, 1-1, con il San Giorgio Piana.

La partita si era messa subito bene per i verdenero, Concialdi, in rete al 10′ su calcio di rigore concesso dall’arbitro per un mani in area di Gaglio.

Poi molte occasioni per il raddoppio sciupate dai verdenero e soltanto qualche incursione del San Giorgio fino all’88’ quando Sannasardo si fa trovare pronto, a seguito di un calcio d’angolo, a piazzare la zampata vincente.

Finisce 1-1 e lo Sciacca paga soprattutto le difficoltà in fase offensiva dovute anche ad infortuni. Oggi mancava Mangiaracina e Retucci, in non perfette condizioni, è entrato solo nel finale.

Per Niscemi si mobilita anche il Volontariato Vincenziano di Santa Margherita Belice 

Una giornata “di profonda commozione” è stata vissuta oggi a Niscemi insieme al Volontariato Vincenziano di Santa Margherita di Belìce. A renderlo noto è Giovanni Morreale, presidente dei Gruppi di Volontariato Vincenziano Sicilia, con una nota in cui esprime la vicinanza delle realtà vincenziane alla popolazione gravemente colpita dalla frana.

“I Gruppi di volontariato vincenziano nazionale Aic Italia, insieme ai volontari Gvv della Sicilia, si stringono alla comunità di Niscemi per condividere il peso di questo momento difficile e per testimoniare una presenza viva, concreta e solidale”, ha scritto Morreale nella nota, sottolineando il valore della presenza e della solidarietà nei momenti di sofferenza.

“Con il cuore colmo di dolore, si è sentito il dovere morale e umano di far giungere alla città la più sincera e fraterna solidarietà. Di fronte alla sofferenza, non è possibile restare in silenzio. In questi tempi di prova, la vicinanza diventa gesto di amore e di speranza. Continuare a camminare accanto a chi soffre significa scegliere ogni giorno di essere segno di carità, fedeli ai valori che guidano e uniscono il cammino vincenziano”.

Gela, arrestato 26enne per spaccio: sequestrate hashish, cocaina e crack


La Polizia di Stato di Gela ha arrestato un ventiseienne colto in flagranza di reato per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. L’operazione è scattata nella notte di mercoledì, durante un controllo del territorio effettuato da un equipaggio della volante.
Gli agenti, mentre transitavano in via Europa, hanno notato un’autovettura con due persone a bordo.

Alla vista della pattuglia, il passeggero — successivamente identificato come l’odierno arrestato, già noto alle forze dell’ordine per precedenti legati a reati in materia di stupefacenti e contro il patrimonio — ha manifestato un evidente stato di agitazione e insofferenza al controllo.
Fermato il veicolo, i poliziotti hanno proceduto alla perquisizione personale degli occupanti, rinvenendo nella tasca del giubbotto del giovane diciassette involucri di cellophane termosaldati contenenti hashish, cocaina e crack, già confezionati e pronti per la cessione. Il peso complessivo della sostanza sequestrata ammonta a circa 42 grammi.
La successiva perquisizione domiciliare ha permesso di rinvenire ulteriore hashish, un bilancino di precisione e materiale per il confezionamento della droga.
Al termine degli adempimenti di rito, su disposizione del Pubblico Ministero della Procura della Repubblica di Gela, il giovane è stato posto agli arresti domiciliari. Nell’udienza di convalida tenutasi giovedì, il GIP del Tribunale di Gela ha convalidato l’arresto e disposto la misura cautelare degli arresti domiciliari con applicazione del braccialetto elettronico.
Si precisa che la responsabilità dell’indagato sarà accertata solo all’esito di una sentenza definitiva, nel rispetto del principio di presunzione di non colpevolezza.

Villa Comunale chiusa di domenica, Cognata attacca: «Sciacca negata a famiglie e bambini»

Cancelli chiusi, lucchetti serrati e famiglie costrette a tornare indietro. È lo scenario che si è presentato domenica mattina davanti alla Villa Comunale di Sciacca, uno dei principali spazi verdi della città. Una situazione che ha scatenato la dura presa di posizione del consigliere comunale di Fratelli d’Italia, Gaetano Cognata, che parla senza mezzi termini di “città ferma” e di “amministrazione assente”.
«È inaccettabile che in una domenica mattina la Villa Comunale resti chiusa – dichiara Cognata –. Parliamo di uno dei pochi polmoni verdi cittadini, un luogo simbolo di socialità e relax.

L’immagine dei cancelli sbarrati restituisce la fotografia di un’amministrazione incapace di garantire persino l’ordinaria gestione degli spazi pubblici».
Secondo quanto segnalato da numerosi cittadini, diverse famiglie si sono recate nella storica villa per trascorrere qualche ora all’aria aperta con bambini e anziani, trovando però l’amara sorpresa della chiusura totale.
«La domenica è il giorno in cui la comunità vive i propri spazi – prosegue il consigliere di FdI –. Negare l’accesso alla Villa in un momento di svago e aggregazione significa ignorare completamente le esigenze delle famiglie saccensi. È lecito chiedersi quali siano le cause: mancanza di personale, disorganizzazione degli uffici o, peggio ancora, disinteresse».
Cognata punta il dito contro la gestione del verde pubblico, ritenuta una priorità imprescindibile per chi amministra la città: «Non si può parlare di rilancio turistico e qualità della vita se poi non si riesce a tenere aperto un giardino pubblico nel giorno di festa. Chiedo formalmente all’amministrazione comunale e all’assessore competente di chiarire quanto accaduto e di intervenire immediatamente per evitare che simili episodi si ripetano».
La conclusione è netta: «La città appartiene ai cittadini. Non può essere chiusa per “ferie” proprio quando i cittadini ne hanno più bisogno».

Luca Licata apre a Sciacca Papale’ City: “Darò lavoro guardando al futuro”

A Sciacca apre una nuova attività che unisce impresa, innovazione e attenzione al lavoro. Si tratta di Papalè City, il nuovo progetto imprenditoriale di Luca Licata, già noto in città per lo stabilimento balneare Papalè Beach.

Alla base dell’apertura non c’è soltanto la volontà di investire, ma una scelta ben precisa: garantire continuità lavorativa. «Avevo fatto una promessa ai miei cinque dipendenti stagionali – racconta Licata – quella di farli lavorare tutto l’anno. Questa mattina hanno firmato tutti un contratto a tempo indeterminato». Un segnale forte, in un contesto economico in cui la stabilità occupazionale resta una delle principali sfide.

Papalè City rappresenta l’evoluzione naturale di un percorso imprenditoriale costruito nel tempo. «Con l’esperienza si cresce e si inizia a vedere le cose in modo diverso – spiega – viaggio molto, osservo, raccolgo idee e poi cerco di svilupparle nel luogo in cui vivo».

Non è casuale la scelta della zona Perriera, quartiere che negli ultimi anni sta conoscendo una fase di espansione. «Da bambino questa zona era quasi vuota, mancava di tutto. Oggi è una parte di Sciacca su cui bisogna puntare, perché è in continua crescita».

Tra i punti di forza della nuova attività spiccano innovazione e organizzazione. Papalè City introduce un sistema digitale che permette di ordinare comodamente da casa tramite applicazione, ma soprattutto un metodo di consegna studiato per mantenere la pizza calda e fragrante fino all’arrivo a domicilio, senza comprometterne la qualità. «Non sono novità assolute in senso generale – precisa Licata – ma per Sciacca sì».

Aprire oggi una nuova attività, però, non è semplice. «È diventato tutto più complesso, la burocrazia è pesante e lunga. Ho lavorato a questo progetto per cinque mesi e le autorizzazioni sono arrivate solo la settimana scorsa. Quando dici che stai aprendo un’attività, in molti ti danno del pazzo, ma nel senso buono».

Con l’apertura di Papalè City, pizzeria da asporto e con servizio di consegna a domicilio dotata anche di posti a sedere, Luca Licata rafforza il proprio impegno imprenditoriale a Sciacca, puntando su innovazione, lavoro stabile e sulla valorizzazione di una zona della città in continua espansione.

La nuova attività si trova in Via Antonio Segni, 3/D, a Sciacca, nella zona Perriera.

In attesa del lancio dell’app dedicata agli ordini, è già possibile consultare il menù digitale al seguente indirizzo:

Bando agricoltura siciliana, Oala: “Penalizza i piccoli produttori”

Il bando agricoltura siciliana nato per sostenere il rilancio tecnologico del comparto agricolo finisce al centro di una dura contestazione. L’Associazione Agricoltori Lago Arancio (Oala), guidata da Nino Ciaccio, rompe il silenzio e attacca apertamente il bando regionale RSD01, accusandolo di favorire pochi grandi proprietari a discapito della maggioranza dei produttori.
Secondo l’associazione, quello che avrebbe dovuto rappresentare un’opportunità di crescita per il settore si è trasformato, nei fatti, in uno strumento di esclusione programmata, incapace di rispecchiare la reale struttura dell’agricoltura siciliana.

Una soglia che esclude la maggioranza delle aziende

Il punto centrale della protesta riguarda la soglia minima di investimento prevista dal provvedimento: 250.000 euro. Un limite che Oala definisce fuori scala rispetto alla realtà produttiva del territorio e incompatibile con le dimensioni medie delle aziende agricole locali.
Per l’associazione, fissare una soglia così elevata significa costruire il bando agricoltura siciliana su misura per grandi realtà latifondiste e industriali, ignorando completamente il tessuto agricolo diffuso che caratterizza l’Isola.

Aziende da 10 ettari lasciate fuori

Le aziende associate a Oala, spiegano i rappresentanti dell’organizzazione, hanno in media un’estensione di circa dieci ettari. In questo contesto, la richiesta di un investimento minimo di un quarto di milione di euro viene considerata non solo irrealistica, ma anche penalizzante.
Secondo l’associazione, parlare di sviluppo senza tenere conto delle reali possibilità economiche degli agricoltori significa snaturare le finalità del bando agricoltura siciliana, trasformandolo in un privilegio per pochi e non in uno strumento di crescita collettiva.

Le richieste di Oala al Governo regionale

Oala avanza due richieste definite non negoziabili. La prima riguarda una riduzione drastica dei massimali di investimento, così da rendere il bando realmente accessibile alle piccole e medie imprese agricole.
La seconda richiesta punta a una revisione complessiva dei criteri di selezione, affinché il bando agricoltura siciliana torni a svolgere la funzione per cui è stato concepito: sostenere l’intero comparto e non soltanto le grandi aziende.

Ultimatum e mobilitazione annunciata


Nel documento diffuso, l’associazione lancia un vero e proprio ultimatum. In assenza di una rettifica tempestiva del bando RSD01, Oala si dice pronta a promuovere una “sfiducia sociale”, chiedendo formalmente le dimissioni dell’assessore regionale all’Agricoltura e contestando la linea del Governo della Regione Siciliana.

Appello all’unità degli agricoltori siciliani

L’Associazione Agricoltori Lago Arancio conclude con un appello rivolto a tutti gli agricoltori, ai comitati spontanei e alle associazioni dell’Isola. L’obiettivo è costruire un fronte comune, attraverso un documento di protesta unitario e una mobilitazione coordinata.

Per Oala, il bando agricoltura siciliana non è solo una questione tecnica, ma una scelta che incide direttamente sulla dignità del lavoro agricolo e sul futuro di migliaia di produttori.

Guarda il ladro in diretta dalla tv e lo fa arrestare: colpo fallito durante la festa di Sant’Agata

Segue la processione di Sant’Agata in televisione, ma sullo schermo del cellulare assiste a tutt’altra scena: un ladro dentro casa sua. È così che un cittadino catanese ha dato l’allarme e consentito ai Carabinieri di arrestare due uomini responsabili di un furto in abitazione.
L’allarme dell’appartamento, situato al secondo piano, scatta mentre l’uomo è fuori casa. Collegandosi al sistema di videosorveglianza, vede in tempo reale un intruso introdursi dal balcone dopo aver infranto il vetro di una portafinestra. Il ladro raggiunge la camera da letto, rovista tra armadio e comò e porta via tre orologi, poi fugge.
La segnalazione al 112 fa scattare l’intervento immediato dei Carabinieri del Nucleo Radiomobile di Catania, impegnati nel controllo del territorio durante i festeggiamenti. Poco dopo, una pattuglia intercetta un’auto con due uomini che tenta di allontanarsi a forte velocità. Il veicolo viene bloccato a un incrocio cittadino.
A bordo ci sono due catanesi, di 47 e 64 anni, entrambi con precedenti. Le verifiche permettono di ricostruire il ruolo dei due: uno sarebbe entrato nell’abitazione, l’altro avrebbe fatto da “palo” per garantire la fuga. Decisive le immagini delle telecamere interne, che consentono di riconoscere l’autore materiale anche grazie agli indumenti indossati.
I militari recuperano la refurtiva: i tre orologi vengono immediatamente restituiti al proprietario. I due uomini vengono arrestati con l’accusa di furto aggravato in concorso in abitazione e messi a disposizione dell’Autorità giudiziaria. Resta ferma la presunzione di innocenza fino a sentenza definitiva.

Aggressione al pronto soccorso di Agrigento, arrestato un 34enne

Nella serata di ieri, al pronto soccorso dell’ospedale San Giovanni di Dio di Agrigento, un uomo ha aggredito un infermiere dopo essersi rifiutato di liberare una barella occupata senza alcuna necessità sanitaria.
L’uomo, un trentaquattrenne agrigentino, disoccupato e senza fissa dimora, si sarebbe ormai abituato a bivaccare all’interno dell’area di emergenza del nosocomio, utilizzando le barelle come giaciglio.

Quando l’infermiere gli ha chiesto di scendere per consentirne l’uso a un paziente, la situazione è degenerata: il soggetto ha reagito con violenza, colpendo l’operatore sanitario con calci e pugni.
Sul posto sono intervenuti gli agenti della sezione Volanti della polizia, allertati dal personale ospedaliero. Anche alla presenza delle forze dell’ordine, l’uomo non si è calmato, continuando a minacciare di morte l’infermiere e a urlare frasi violente.
Al termine degli accertamenti, il trentaquattrenne è stato arrestato con le accuse di minacce gravi e lesioni personali a pubblico ufficiale in servizio. Un episodio che riaccende i riflettori sulla sicurezza negli ospedali e sulla necessità di tutelare chi ogni giorno lavora in prima linea per garantire cure e assistenza.

“Arriva la festa” sfida il maltempo, spettacolo nonostante la pioggia (Video)

Ancora una volta la pioggia ha accompagnato “Arriva la festa”, lo spettacolo che fornisce un assaggio del Carnevale di Sciacca 2026 con l’esibizione di alcuni componenti dei gruppi mascherati. Già un’ora prima dell’inizio una forte precipitazione ha colpito il centro cittadino, minacciando lo svolgimento della manifestazione. Il maltempo, tuttavia, è durato poco e lo spettacolo è partito con pochi minuti di ritardo rispetto all’orario previsto.

Come da tradizione, ad aprire lo spettacolo la maschera simbolo, il Peppe Nappa. A seguire si sono esibiti il gruppo del carro allegorico “Tu mi rubi l’anima” e “Toda gioia toda alegria, destinazione Bahia”. Proprio durante quest’ultima esibizione una intensa pioggia si è abbattuta su piazza Angelo Scandaliato, costringendo gli organizzatori a sospendere temporaneamente lo spettacolo.

Pioggia sul palco in piazza Angelo Scandaliato.

La pausa è durata pochi minuti e la serata è ripresa con le successive performance. “La via della sete” (Ass. Anima e cuore), “L’evoluzione della specie” (Ass. Nuove evoluzioni), “Appesi a un filo” (Ass. La nuova avventura), “Segnali di fumo” (Ass. La bomboniera) e “Non aprite quella porta” (Ass. Quelli di ma che voice).

Il maltempo ha però inciso sulla partecipazione del pubblico. Molti spettatori hanno lasciato la piazza e il numero delle presenze si è progressivamente ridotto nel corso della serata. Nonostante le difficoltà legate alla pioggia, lo spettacolo è riuscito comunque a proseguire fino alle ultime esibizioni previste.

Da apprezzare l’impegno dei numerosi ballerini, tra cui diversi bambini e giovanissimi, che nonostante la pioggia e le difficoltà del momento hanno proseguito le esibizioni senza scoraggiarsi, con entusiasmo e determinazione, contribuendo così alla buona riuscita dello spettacolo.