Si finge amico di un nipote e ruba oggetti in oro nella casa di una donna a Sambuca

Ancora un furto e sempre con modalità particolari con il malvivente che riesce ad entrare nella casa di una donna, a Sambuca, fingendosi amico di un nipote, e che poi ruba.


L’uomo è entrato in casa e approfittando di un momento di distrazione della donna si è subito portato nella camera da letto dove ha rubato un orologio, un anello e un paio di orecchini in oro per un valore complessivo di qualche migliaio di euro.

La sambucese quando si è resa conto di avere subito il furto ha avvisato i carabinieri che hanno fatto scattare le indagini nel tentativo di individuare il malvivente.

Assegno di mantenimento, lo perdi se lavori senza dirlo all’ex coniuge: nuova sentenza della Cassazione

Chi inizia a lavorare di nascosto e continua a chiedere l’assegno di mantenimento all’ex coniuge perde automaticamente il diritto al sostegno economico. A chiarirlo è una nuova pronuncia della Corte di Cassazione, che rafforza un orientamento ormai consolidato: il mantenimento spetta solo a chi si trova in una reale condizione di bisogno.

Con l’ordinanza n. 617/2026, la Suprema Corte ha inoltre riconosciuto un ruolo centrale alle prove raccolte da investigatori privati, soprattutto quando vengono confermate dalla loro testimonianza diretta in aula.

Lavorare in segreto fa perdere il mantenimento

Il principio affermato è netto:
👉 non si può chiedere l’assegno di mantenimento dichiarando di essere disoccupati se, in realtà, si svolge un’attività lavorativa, anche non formalizzata.

Secondo la Cassazione, quando emerge una contraddizione tra quanto dichiarato in giudizio e la situazione reale, il diritto al mantenimento viene meno. Il sostegno economico post-separazione non è una rendita automatica, ma una misura assistenziale che presuppone:

  • assenza di redditi adeguati;
  • impossibilità concreta di mantenersi da soli.

Il caso: la donna che lavorava di nascosto dopo la separazione

La vicenda riguarda una donna che aveva chiesto l’assegno di mantenimento all’ex marito, sostenendo di non avere un’occupazione stabile. I giudici di merito avevano però respinto la richiesta, sulla base di indagini svolte da un investigatore privato incaricato dall’uomo.

Dalle verifiche era emerso che, dopo la separazione, la donna:

  • si recava quotidianamente presso una società immobiliare;
  • rispettava orari regolari;
  • frequentava stabilmente la sede dell’agenzia.

Elementi che, secondo i giudici, dimostravano un inserimento lavorativo effettivo e una concreta possibilità di autosostentamento.

La decisione della Cassazione: ricorso respinto

La donna aveva impugnato la decisione sostenendo che:

  • la relazione investigativa non dimostrava un lavoro stabile;
  • mancava la prova di un vero reddito.

La Cassazione ha respinto il ricorso, confermando che:

  • la continuità e regolarità dell’attività osservata;
  • l’attivazione concreta nel mondo del lavoro,

sono sufficienti per escludere lo stato di bisogno. Non serve dimostrare un contratto a tempo indeterminato: è sufficiente provare l’autonomia economica o la capacità di raggiungerla.

Il ruolo decisivo dell’investigatore privato in tribunale

Un passaggio centrale dell’ordinanza riguarda il valore probatorio delle indagini private. La Corte ha chiarito che:

  • la relazione investigativa, da sola, ha valore indiziario;
  • ma diventa prova piena quando l’investigatore viene ascoltato in aula come testimone oculare.

La testimonianza diretta, resa sotto giuramento, consente al giudice di basarsi su:

  • osservazioni personali;
  • dati cronologici precisi;
  • descrizione dettagliata dei comportamenti.

In questo modo, la prova investigativa assume piena dignità processuale.

Trasparenza obbligatoria nei procedimenti di separazione

La sentenza lancia un messaggio chiaro a chi chiede l’assegno di mantenimento:

  • nascondere un lavoro è rischioso;
  • le indagini private possono smascherare situazioni non veritiere;
  • il giudice può revocare o negare il mantenimento anche in presenza di redditi non elevati.

Il mantenimento non tutela chi sceglie di simulare uno stato di disoccupazione, ma solo chi è realmente impossibilitato a mantenersi.

Le conseguenze pratiche

Alla luce di questo orientamento:

  • chi lavora senza dichiararlo rischia di perdere il mantenimento;
  • le prove investigative sono oggi ampiamente utilizzabili nei tribunali;
  • la testimonianza dell’investigatore può ribaltare l’esito di una causa.

In sintesi, l’assegno di mantenimento non sopravvive alla mancanza di trasparenza: chi trova un’occupazione deve comunicarlo, perché la dipendenza economica non può essere costruita su presupposti falsi.

Triplice delitto nei Nebrodi, la Procura indaga per omicidio volontario

La Procura di Patti procede con l’ipotesi di reato di omicidio volontario nell’inchiesta sulla morte dei tre cacciatori Antonio Gatani, 82 anni, Davis Pino, 26 anni, e Giuseppe Pino, 44 anni, trovati senza vita nei boschi di Montagnareale, sui Nebrodi messinesi, uccisi a colpi di fucile.

Nell’ambito delle indagini è stato sottoposto all’esame dello Stub A.S., contadino cinquantenne e amico della vittima più anziana, insieme ad altri cacciatori. L’esito dell’esame potrebbe però non essere decisivo. L’uomo era solito andare a caccia e potrebbe presentare residui di polvere da sparo anche per contaminazione.

Secondo quanto emerso, l’indagato la mattina della strage si era recato a caccia con Antonio Gatani, per poi allontanarsi dal luogo in cui successivamente sono stati trovati i corpi. Il cinquantenne ha sempre svolto lavori saltuari in campagna, tra cui la potatura degli alberi e lavori agricoli per privati. Non è sposato, non ha mai avuto un impiego stabile e vive con il fratello a Montagnareale. Conosceva Gatani da molti anni.

Intanto le salme dei tre cacciatori sono state restituite alle famiglie. I funerali di Antonio Gatani si terranno venerdì prossimo a Patti. Le esequie di Davis Pino e Giuseppe Pino, originari di San Pier Niceto, si svolgeranno nello stesso giorno alle ore 15 nella piazza del paese, secondo il rito dei Testimoni di Geova.

Da Sciacca a Cento, Sabella e Maietta firmano l’inno del carro “Finché il ricordo respira” (Video)

Artisti di Sciacca protagonisti al Carnevale di Cento. A rappresentare la città sono Pasquale Sabella e Nicola Maietta. Sabella ha scritto la musica e interpretato l’inno dell’associazione “I ragazzi del Guercino”, mentre il testo porta la firma dello stesso Maietta. Il carro si intitola “Finché il ricordo respira”.

Si tratta di una partecipazione prestigiosa che si inserisce nel solco delle collaborazioni degli anni passati, confermando l’attenzione verso la qualità artistica proposta da Sciacca, le cui musiche originali legate al Carnevale continuano a raccogliere apprezzamenti.

In un’intervista a Risoluto.it, Maietta ha raccontato il processo creativo che porta alla nascita di un inno, mentre Sabella ha condiviso le sensazioni legate a questa esperienza: “È un’emozione bellissima. È una cosa nuova per me”. E aggiunge con ironia, facendo riferimento alla lunga carriera discografica con il Carnevale di Sciacca: “Per Sciacca ormai sono vecchio”.

Cartella esattoriale nulla senza PEC e raccomandata A/R: nuova sentenza contro l’Agenzia delle Entrate

Una cartella esattoriale non è valida se la notifica via PEC fallisce e l’ente non invia successivamente la raccomandata informativa con ricevuta di ritorno. A ribadirlo è una recente sentenza della Corte di Giustizia Tributaria della Lombardia, che ha annullato una pretesa fiscale dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione per violazione delle regole sulla notifica.

Il principio è chiaro: la digitalizzazione non può comprimere il diritto di difesa del contribuente. Senza una notifica corretta, la cartella è giuridicamente nulla.

Il caso di Lecco: PEC non consegnata e notifica inesistente

La vicenda nasce da un’intimazione di pagamento notificata a un contribuente lecchese per imposte non versate. Analizzando gli atti, è emerso che la cartella originaria non era mai stata validamente notificata.

Nel novembre 2019, l’Agenzia della Riscossione aveva tentato la notifica tramite posta elettronica certificata, ma il sistema aveva restituito un messaggio di mancata consegna per “indirizzo non valido”. Nonostante ciò, l’Ufficio aveva ritenuto sufficiente il deposito dell’atto sul portale di Infocamere, senza inviare alcuna comunicazione cartacea al contribuente.

La sentenza della Corte di Giustizia Tributaria della Lombardia

La controversia è arrivata davanti alla Corte di Giustizia Tributaria della Lombardia, che con la sentenza n. 2464/2025, depositata il 3 novembre 2025, ha confermato l’annullamento già disposto in primo grado.

Secondo i giudici, la procedura seguita dal Fisco era gravemente viziata, perché incompleta rispetto a quanto previsto dalla legge.

Cosa dice la legge: PEC fallita, scatta l’obbligo della raccomandata

Il punto centrale della decisione è l’interpretazione dell’art. 7-quater del d.l. 193/2016. La norma stabilisce che, quando:

  • la PEC risulta inesistente, inattiva o satura;
  • oppure la consegna non va a buon fine,

l’Amministrazione finanziaria non può fermarsi al deposito telematico dell’atto nell’area riservata di Infocamere.

È invece obbligatorio:

  • inviare al contribuente una raccomandata A/R informativa;
  • comunicare l’avvenuto deposito dell’atto;
  • consentire al destinatario di sapere che i termini per l’impugnazione stanno decorrendo.

Senza questo passaggio, la notifica non si perfeziona.

Perché la raccomandata è decisiva

Secondo la Corte, la raccomandata informativa non è un adempimento formale, ma una garanzia essenziale del diritto di difesa. È l’unico strumento che assicura che il contribuente venga realmente a conoscenza dell’esistenza di un atto impositivo “depositato online”.

La tecnologia, chiariscono i giudici, non può sostituire integralmente le tutele previste dall’ordinamento, soprattutto quando l’invio digitale non funziona.

Il vuoto probatorio e la nullità della cartella

Nel corso del giudizio, l’Agenzia delle Entrate ha tentato di giustificare la pretesa fiscale, sostenendo che il debito derivasse da:

  • controlli automatizzati ex art. 36-bis;
  • mancati versamenti legati agli studi di settore.

Ma l’Ufficio non ha mai prodotto la prova dell’invio della raccomandata A/R. Questa mancanza ha portato i giudici a dichiarare la nullità insanabile della notifica.

Un vizio che non può essere sanato a posteriori e che rende inesistente la pretesa fiscale.

Cosa cambia per i contribuenti

La sentenza rafforza un principio fondamentale:

  • senza PEC valida e senza raccomandata informativa, la cartella esattoriale è nulla;
  • l’Agenzia non può procedere alla riscossione;
  • eventuali atti successivi (intimazioni, pignoramenti) sono illegittimi.

Per chi riceve richieste di pagamento, verificare come è avvenuta la notifica diventa quindi decisivo: un errore procedurale può far cadere l’intera pretesa del Fisco.

Frana di Niscemi, la Procura di Gela nomina i consulenti tecnici

Saranno nominati domani dal procuratore capo di Gela, Salvatore Vella, i consulenti tecnici incaricati di fare luce sulla frana di Niscemi. La nomina rientra nell’inchiesta aperta dalla Procura, al momento a carico di ignoti, per le ipotesi di reato di disastro colposo e danneggiamento seguito da frana.
Il collegio di esperti sarà composto da tre docenti dell’Università di Palermo, tutti afferenti al Dipartimento di Scienze della Terra e del Mare:
Chiara Cappadonia, professoressa di Geologia applicata e Geologia tecnica;
Maurizio Gasparo Morticelli, professore di Geologia strutturale;
Edoardo Rotigliano, professore di Geomorfologia.
Il primo compito affidato ai consulenti sarà quello di individuare la documentazione da acquisire e gli enti presso cui reperirla, oltre a indicare le persone che dovranno essere ascoltate come informate sui fatti.
L’obiettivo dell’indagine, come spiegato dal procuratore Vella, è chiarire se fossero possibili contromisure per arrestare o contenere la frana, che presenta una storia lunga e complessa, e se tali interventi non siano stati adottati o, al contrario, se eventuali azioni o omissioni abbiano contribuito ad aggravare la situazione.
Un passaggio cruciale dell’inchiesta che punta a fare chiarezza sulle responsabilità e sulla gestione del rischio in un’area già segnata da criticità geologiche.

Carnevale di Sciacca 2026, venerdì la presentazione ufficiale alla stampa

Sarà presentata ufficialmente venerdì la prossima edizione del Carnevale di Sciacca 2026. L’appuntamento è al Multisala Badia Grande, dove nel corso della conferenza stampa la Futuris illustrerà il programma completo della manifestazione, annunciando anche gli eventi finora non ancora resi noti.
Mentre l’indomani, sabato 7 febbraio, alle ore 21 in piazza Angelo Scandaliato, si svolgerà lo spettacolo inaugurale “Arriva la festa”, primo vero momento di incontro tra il pubblico e i protagonisti dell’edizione 2026.

Sul palco saranno presentati alcuni componenti dei gruppi mascherati che si esibiranno per la prima volta ballando il proprio inno ufficiale.
Altri grandi eventi gia’ spoilerati, venerdì 20 febbraio, l’esibizione di Fabio Rovazzi, protagonista del venerdì di Carnevale con una scaletta che ripercorrerà i brani che lo hanno reso celebre, da Andiamo a Comandare a Volare, passando per Faccio quello che voglio e Red Flag.
Altra presenza alla manifestazione gia’ annunciata i “Me contro Te”, la coppia di creator amatissima da famiglie e bambini, seguita da milioni di follower e visualizzazioni. Il loro show, pensato per coinvolgere grandi e piccoli, è in programma domenica 15 febbraio alle ore 15.
La conferenza stampa rappresenterà dunque il momento ufficiale di lancio del Carnevale di Sciacca 2026, una delle manifestazioni più attese in Sicilia.

Macaluso nominato Delegato IF&RUN, verso un multilateralismo inclusivo in Sicilia

La Sicilia entra in prima linea nella cooperazione internazionale e grazie anche a Mimmo Macaluso, medico riberese recentemente nominato delegato IF&RUN per la regione. La nomina, annunciata dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, segna l’avvio di una nuova esperienza di collaborazione scientifica, ambientale e formativa, connessa al sistema delle Agenzie delle Nazioni Unite.

Il lancio dell’Istituto IF&RUN a Roma

L’evento di presentazione si è svolto nella sede dell’Enciclopedia Italiana Treccani a Roma con la partecipazione di numerose personalità del mondo accademico, diplomatico e scientifico. Tra gli ospiti: il presidente del Cnr Andrea Lenzi, Paolo Conversi della Pontificia Università Lateranense, l’ambasciatore Pietro Sebastiani e l’ex ministro Enrico Giovannini. Il Sottosegretario agli Esteri, Maria Tripodi, ha sottolineato l’importanza strategica dell’Istituto, pensato per rafforzare la rete territoriale italiana con sedi regionali e il coinvolgimento di tredici università.

IF&RUN e la rete territoriale

L’Istituto IF&RUN si propone come piattaforma indipendente per promuovere la cultura del multilateralismo inclusivo, della pace, della sostenibilità e della cooperazione internazionale. Collegando Agenzie Onu, università, istituzioni e società civile, l’Istituto punta a rafforzare il dialogo e a creare progetti concreti a beneficio delle comunità locali e globali. Alla guida dell’Istituto figurano la presidente Annamaria Colao e la direttrice generale Teresa Rondinella.

Il programma del Delegato IF&RUN Sicilia

Nel corso dell’evento, Mimmo Macaluso ha illustrato il suo programma regionale, che mette al centro ambiente, ricerca scientifica, salute e cooperazione multilaterale. Tra le iniziative più significative, la creazione della prima area marina protetta Unesco nell’area dei resti dell’Isola Ferdinandea, in collaborazione con Marevivo e il Wwf Tunisia, per valorizzare patrimonio ambientale e geologico e promuovere diritto internazionale.

Ricerca scientifica e approccio One Health

Sul fronte della salute, Macaluso – direttore dell’Unità Operativa di Endoscopia di Sciacca e Ribera e referente per la ricerca scientifica dell’Asp di Agrigento – ha ricordato l’impostazione “One Health” promossa dal direttore generale Giuseppe Capodieci. È stato inoltre evidenziato il protocollo d’intesa con il Cnr di Milano per attività di ricerca scientifica coordinate a livello regionale.

Un multilateralismo più inclusivo

Maria Tripodi ha sottolineato come iniziative come quelle dell’IF&RUN contribuiscano a rafforzare un multilateralismo inclusivo, fondato sulla conoscenza, sulla responsabilità condivisa e sull’impatto concreto, con un’attenzione particolare alle giovani generazioni. La nomina di Macaluso rappresenta dunque un passo fondamentale per il coinvolgimento della Sicilia in progetti internazionali che coniugano tutela ambientale, ricerca scientifica e cooperazione multilaterale.

Commerciante nega denaro e viene pestato all’interno del proprio negozio

Pestaggio di un commerciante questa mattina a Marsala da parte di un uomo e una donna.

Il commerciante, che opera in corso Calatafimi, è stato aggredito da una coppia all’interno del proprio negozio, subito dopo l’apertura.

Un uomo e una donna si sono presentati nel nel negozio e quando il titolare si è rifiutato di dargli del denaro lo hanno aggredito.

Prima è stata la donna a colpirlo e subito dopo l’uomo ha continuato il pestaggio.
 
Nel negozio sono poi intervenuti i sanitari del 118 che hanno trasportato il il commerciante al pronto soccorso dell’ospedale di Marsala.

Donnalucata, pestaggio in strada: 70enne in ospedale. Caccia a tre aggressori


Violenta aggressione nel tardo pomeriggio di ieri a Donnalucata. Un uomo di 70 anni, originario di Scicli e residente nella borgata marinara, è stato brutalmente picchiato da tre persone in via Roba delle Navi, nei pressi dell’ex mercato ortofrutticolo.
L’episodio si è verificato intorno alle 18:15.

Secondo una prima ricostruzione, i tre aggressori avrebbero raggiunto l’anziano e lo avrebbero colpito con estrema violenza, lasciandolo a terra in gravi condizioni. Le cause della rissa sono ancora in fase di accertamento.
Sul posto è intervenuto il personale del 118, che ha prestato le prime cure e disposto il trasferimento urgente dell’uomo al pronto soccorso dell’ospedale “Maggiore – Nino Baglieri” di Modica, dove i sanitari stanno valutando l’entità delle lesioni riportate.
Tra i primi a soccorrere il ferito anche il figlio, accorso dopo l’aggressione. Le forze dell’ordine hanno avviato le indagini e stanno acquisendo le immagini degli impianti di videosorveglianza presenti nella zona, nel tentativo di identificare e rintracciare i responsabili.
L’episodio ha destato forte preoccupazione tra i residenti del quartiere, che chiedono maggiore sicurezza e controlli sul territorio.