“Irregolarità per la sicurezza”, sospesa per 5 giorni l’attività di un locale di Sciacca

Un locale di intrattenimento di Sciacca è stato sospeso per cinque giorni a seguito di controlli effettuati dalla Polizia di Stato. Il provvedimento è scattato dopo una serie di verifiche mirate che hanno fatto emergere irregolarità in materia di sicurezza e vigilanza.
Gli accertamenti sono stati condotti dai poliziotti del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Sciacca nell’ambito di un più ampio piano di prevenzione disposto dal Questore di Agrigento, Tommaso Palumbo, finalizzato al controllo delle attività di pubblico spettacolo e al rispetto delle prescrizioni previste dalle licenze.
Il locale, pur essendo regolarmente autorizzato allo svolgimento di spettacoli e intrattenimento, con accessi regolamentati e personale addetto al controllo degli ingressi, presentava criticità sotto il profilo della sicurezza. In particolare è stato riscontrato l’impiego di personale non abilitato ai servizi di vigilanza.
Alla luce delle violazioni accertate, sono state avviate le procedure sanzionatorie previste dalla normativa vigente.

Al titolare dell’attività è stata notificata la sospensione per cinque giorni della somministrazione di alimenti e bevande, provvedimento adottato dal Questore di Agrigento ai sensi dell’articolo 100 del Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza

. Il locale era già finito all’attenzione delle forze dell’ordine nei mesi scorsi per una violenta aggressione ai danni di due giovani.
La Questura di Agrigento ha reso noto che i controlli proseguiranno in tutta la provincia, con l’obiettivo di garantire la sicurezza degli avventori, il rispetto delle regole e la tutela della legalità nel settore dell’intrattenimento

Omicidio Bottari, la Procura riapre l’inchiesta dopo 28 anni: nuovi accertamenti su possibili collegamenti

A ventotto anni dall’omicidio del professor Matteo Bottari, la Procura della Repubblica di Messina ha deciso di riaprire l’inchiesta sul delitto avvenuto il 15 gennaio 1998. La vittima, 49 anni, endoscopista e docente universitario al Policlinico, fu uccisa con un colpo di lupara a pallettoni mentre rientrava nella propria abitazione lungo viale Regina Elena.
La riapertura del fascicolo è stata confermata dal procuratore capo Antonio D’Amato, che ha disposto nuove attività investigative finalizzate a verificare possibili connessioni con altri due episodi di sangue rimasti senza una piena verità giudiziaria:
l’omicidio del guardiacaccia Epifanio Zappalà, avvenuto il 20 marzo 2013 a Cesarò, e la morte del medico Giuseppe Longo, avvenuta a Messina il 20 luglio 2013.
L’indagine è coordinata dallo stesso D’Amato, dall’aggiunta Rosa Raffa e dal sostituto della Direzione Distrettuale Antimafia, Piero Vinci. Le attività sono affidate ai Carabinieri, sotto la supervisione diretta del comandante provinciale, colonnello Lucio Arcidiacono.
Al centro delle verifiche investigative torna la figura del professor Giuseppe Longo, gastroenterologo:
in passato sospettato e poi assolto come possibile mandante dell’omicidio Bottari;
indagato dalla Procura di Catania per l’omicidio del guardiacaccia Zappalà;
morto suicida nel 2013 mediante iniezione di cloruro di potassio;
coinvolto, negli anni, in procedimenti per traffico di droga e presunte infiltrazioni della ’ndrangheta in ambito universitario, conclusisi anch’essi con assoluzioni.
La riapertura dell’inchiesta mira a ricostruire un eventuale filo conduttore tra i tre episodi, alla luce di elementi e valutazioni investigative oggi ritenute meritevoli di un nuovo approfondimento.
Dopo quasi tre decenni, la Procura tenta di fare luce su uno dei delitti più oscuri della storia recente di Messina, nella speranza di arrivare finalmente a una verità rimasta finora incompiuta.

Il muro crollato in via San Paolo a Sciacca, chiusa la scala a zig zag

Sono stati effettuati questa mattina i primi sopralluoghi tecnici a seguito del crollo di un muro nella via San Paolo, a Sciacca.


Si è proceduto a collocare barriere e transenne per interdire la zona.


Due famiglie continuano a rimanere fuori dalle loro case e altra conseguenza è stata la chiusura della scalinata a zig zig che rimane una grande attrattiva anche per i turisti.


La scala a zig zag di Sciacca è stata oggetto di un progetto di riqualificazione da 150.000 (2024-2026) per rifare pavimentazione e illuminazione, aggiungendo ceramiche artistiche.


Si è proceduto con il rifacimento della pavimentazione in pietra, inserti in ceramica locale.

Un’opera d’arte a cielo aperto, con 142 gradini decorati con maioliche, che unisce cultura e turismo. Da ieri sera non è più fruibile.

Trovato in casa della ex moglie nonostante il divieto, arrestato 

I carabinieri hanno arrestato in flagranza di reato un uomo di 39 anni, di origini licatesi, per la violazione dei provvedimenti di allontanamento dalla casa familiare e del divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla ex moglie, a Palma di Montechiaro.

L’uomo, già sottoposto alla misura cautelare, è stato sorpreso all’interno dell’abitazione della donna, in palese violazione delle prescrizioni imposte dall’autorità giudiziaria. A dare l’allarme è stata la stessa vittima che, rientrando a casa dopo alcune commissioni, ha trovato l’ex coniuge nell’appartamento.

Il tempestivo intervento dei militari ha consentito di bloccare l’indagato e mettere in sicurezza la persona offesa. Al termine delle formalità di rito, su disposizione della Procura della Repubblica di Agrigento, l’uomo è stato condotto presso la casa circondariale “Di Lorenzo” di Agrigento.

Il centrodestra di Sciacca va avanti nel difficile tentativo di ricompattarsi

Secondo le note ufficiali, il centrodestra rompe gli indugi e avvia il confronto politico per costruire un nuovo progetto di governo della città.
La decisione viene riferita da un comunicato stampa all’indomani della riunione che si è svolta nella serata di ieri, dedicata all’ultima fase della consiliatura e alle prospettive future. Un incontro convocato dal presidente del consiglio comunale Ignazio Messina e che ha visto la partecipazione di tutti i consiglieri comunali del centrodestra.
“Dall’incontro – si legge nella nota – è emersa con chiarezza la volontà comune e unitaria di avviare un percorso condiviso di governo della città, capace di rispondere in modo concreto alle esigenze dei cittadini e di presentarsi come alternativa credibile all’attuale amministrazione comunale”.
Nella nota non si accenna al tema mozione di sfiducia che, in realtà, e’ stato discusso durante il vertice registrando al solito, diverse posizioni al suo interno tra chi spinge per una ipotesi e chi invece, si mostra cauto.
Il nuovo incontro è già in agenda per la fine del mese, la data è quella del 28 gennaio quando la coalizione farà il punto sul lavoro avviato e definirà le prossime mosse politiche.
Da qui a questa data, intanto, ci saranno altri appuntamenti che potranno meglio chiarire e definire le dinamiche d’aula. A iniziare dal direttivo Pd convocato per il 20 gennaio che potrebbe segnare il definitivo approdo dei “dem” all’opposizione di Fabio Termine.

Resta da capire se gli alleati di un tempo saranno la vera opposizione al sindaco e se il centrodestra scegliera’ volente o nolente di sorreggere con la forza dei numeri una giunta che in sala Falcone Borsellino non ha di fatto ragione di esistere.

Porto di Sciacca, barca rischia di affondare dopo le piogge: intervengono i vigili del fuoco

Attimi di apprensione al porto di Sciacca, dove un natante fermo da alcuni anni ha rischiato di andare a fondo a causa delle abbondanti piogge che lo hanno riempito d’acqua.
L’imbarcazione, ormeggiata nello scalo saccense, ha iniziato a imbarcare una grande quantità d’acqua fino a trovarsi in una situazione critica. L’allarme ha fatto scattare l’intervento dei vigili del fuoco, giunti sul posto con le motopompe.
Grazie all’operazione di pompaggio, i soccorritori sono riusciti a far defluire l’acqua accumulata all’interno dello scafo, alleggerendo il natante e scongiurando l’affondamento, evitando così possibili ripercussioni anche per le altre imbarcazioni presenti nel porto.
Si tratta di una barca che risultava ferma nello scalo da diversi anni. La situazione sarà ora oggetto di valutazione per eventuali interventi di messa in sicurezza o rimozione definitiva del natante.

Servizio idrico Agrigentino, convocato tavolo tecnico regionale

La Regione Siciliana ha convocato per il 20 gennaio un tavolo tecnico sul servizio idrico dell’Agrigentino, dopo le criticità segnalate da Aica nei rapporti con Siciliacque. Una decisione accolta con favore dall’Azienda Idrica Comuni Agrigentini, che ringrazia il Presidente della Regione, Renato Schifani, e l’Assessore all’Energia e ai Servizi di Pubblica Utilità, Francesco Colianni, per la tempestiva attenzione riservata al territorio.
La convocazione arriva in seguito a una formale richiesta avanzata da Aica, che aveva rappresentato alla Regione le proprie preoccupazioni a tutela della continuità del servizio idrico e delle comunità servite.

La Presidenza della Regione ha quindi sollecitato l’apertura di un confronto istituzionale, prontamente attivato dall’Assessorato competente, con il coinvolgimento di tutti i soggetti interessati.
«È un segnale importante – dichiara la presidente del Consiglio di amministrazione di Aica, Danila Nobile – che conferma l’attenzione concreta delle istituzioni regionali verso il territorio agrigentino e verso un servizio pubblico essenziale come quello idrico. Il dialogo istituzionale è lo strumento necessario per affrontare criticità complesse».
Aicribadisce di operare nel rispetto della legalità e della leale collaborazione istituzionale, con l’obiettivo di garantire continuità, sicurezza e sostenibilità del servizio in una provincia segnata da gravi carenze infrastrutturali e gestionali.
Secondo l’azienda, il tavolo tecnico rappresenta un passaggio decisivo per affrontare in modo organico le problematiche esistenti, superando approcci unilaterali e ricostruzioni parziali, e per individuare soluzioni condivise in grado di assicurare stabilità economico-finanziaria e maggiore serenità alle comunità servite.
AICA auspica infine che il confronto si svolga in un clima costruttivo e responsabile, nel pieno del ruolo di garanzia della Regione Siciliana, nell’interesse dei cittadini, dei Comuni soci e dell’intero sistema idrico regionale.

L’omicidio del febbraio 2025 a Ribera, la famiglia della vittima parte civile


Il giudice del Tribunale di Sciacca Dino Toscano ha ammesso la costituzione di parte civile della famiglia di Mahjoub Aymen, il tunisino di 31 anni ucciso il 10 febbraio 2025 nella via Buoni Amici, a Ribera.

Per il delitto è indagato Ciro Ruvolo, di 51 anni, agricoltore di Ribera. I legali di Ruvolo, gli avvocati Aldo Rossi ed Antonio Palmieri, hanno avanzato al giudice richiesta di abbreviato condizionato a verificare, attraverso una perizia, la capacità di intendere e di volere al momento del fatto, ed in subordino di abbreviato secco. Il giudice scioglierà la riserva il 27 gennaio 2026.

Ruvolo nell’interrogatorio di garanzia rendendo dichiarazioni spontanee ha respinto le accuse a suo carico.

Scuola, precari oltre 36 mesi: arriva la stabilizzazione obbligatoria. Cosa dice la nuova sentenza della Cassazione

La Corte di Cassazione mette fine al precariato strutturale nella scuola: chi supera i 36 mesi di supplenze non può più essere assunto con contratti a termine. Con la sentenza n. 30779/2025 si rafforza il diritto alla stabilizzazione e al risarcimento economico per docenti e personale ATA.

La questione del precariato scolastico torna al centro dell’attenzione dopo una decisione destinata a fare giurisprudenza. Con la sentenza n. 30779 del 23 novembre 2025, la Corte di Cassazione ha stabilito un principio chiaro: superata la soglia dei 36 mesi di supplenze, anche non continuative, il lavoratore della scuola ha diritto alla stabilizzazione e non può essere ulteriormente impiegato con contratti a tempo determinato.

Una pronuncia che rafforza le tutele per migliaia di docenti e operatori ATA e che si inserisce in un contesto normativo già profondamente cambiato nel corso del 2024 e del 2025.


Precariato scolastico e abuso dei contratti a termine: cosa cambia

Il caso esaminato dalla Suprema Corte riguarda un docente di religione cattolica che aveva superato ampiamente il limite dei 36 mesi di servizio con incarichi a tempo determinato. Il Ministero dell’Istruzione aveva tentato di difendere la reiterazione dei contratti, sostenendo che la stabilizzazione potesse avvenire esclusivamente tramite concorso.

La Cassazione ha respinto questa impostazione, chiarendo che l’abuso dei contratti a termine non può essere sanato solo attraverso le procedure concorsuali, soprattutto quando i posti risultano vacanti e disponibili. In questi casi, la prosecuzione del rapporto precario viola il diritto europeo e nazionale.


Decreto “Salva infrazioni” e risarcimento fino a 24 mensilità

La sentenza si coordina con le novità introdotte dal Decreto-legge n. 131/2024, noto come Decreto Salva infrazioni, varato per rispondere alle contestazioni della Commissione Europea sull’uso eccessivo dei contratti a termine nella Pubblica Amministrazione, scuola compresa.

L’articolo 12 del decreto ha introdotto una tutela rafforzata per i lavoratori precari vittime di abuso, prevedendo:

  • risarcimento economico da un minimo di 4 a un massimo di 24 mensilità dell’ultima retribuzione;
  • possibilità di dimostrare un danno ulteriore rispetto all’indennizzo base;
  • valutazione del giudice in base alla gravità della violazione, al numero dei contratti e alla durata complessiva del rapporto.

In precedenza il tetto massimo era fermo a 12 mensilità: il raddoppio dell’indennizzo rappresenta un cambio di passo netto nella tutela dei diritti dei precari della scuola.


Stabilizzazione sì, ma non automatica: cosa bisogna sapere

È importante chiarire un punto fondamentale: la trasformazione automatica del contratto a tempo indeterminato non è prevista per legge. Anche dopo i 36 mesi, la stabilizzazione non scatta in modo automatico.

Tuttavia, secondo la Cassazione, la reiterazione dei contratti a termine oltre il limite è illegittima e impone all’amministrazione una soluzione definitiva, che nella pratica non può che essere la stabilizzazione o, in alternativa, un consistente risarcimento economico.


Verso il ritorno del doppio canale di reclutamento

La pronuncia della Suprema Corte rafforza una richiesta storica dei sindacati: il ripristino del doppio canale di reclutamento, affiancando ai concorsi ordinari lo scorrimento delle Graduatorie Provinciali per le Supplenze (GPS).

Un sistema che consentirebbe:

  • l’immissione in ruolo dei docenti già abilitati;
  • la riduzione delle supplenze reiterate su posti vacanti;
  • il superamento del precariato strutturale nella scuola italiana.

Cosa possono fare oggi docenti e ATA precari

Chi ha superato i 36 mesi di supplenze, anche non continuative, può:

  • valutare un’azione giudiziaria per il risarcimento fino a 24 mensilità;
  • contestare la reiterazione illegittima dei contratti a termine;
  • rivendicare il diritto alla stabilizzazione in presenza di posti disponibili.

La nuova giurisprudenza offre finalmente una base solida per tutelare chi ha garantito per anni il funzionamento della scuola pubblica senza le tutele del ruolo.

Crolla un muro in via San Paolo a Sciacca, due famiglie evacuate

Intervento dei vigili del fuoco nella tarda serata in via San Paolo, a Sciacca, per il crollo di un muro.
Per fortuna non si registrano danni a persone, ma due famiglie sono state evacuate.

I vigili del fuoco stanno monitorando la situazione, ma al momento non sembra ci siano altri pericoli in questa zona della città densamente abitata.