Eseguito mandato d’arresto europeo: arrestato a Lascari un palermitano ricercato in Belgio

I Carabinieri hanno dato esecuzione a un mandato d’arresto europeo nei confronti di un uomo palermitano, classe 1967, ricercato a livello internazionale e accusato di far parte di un’organizzazione criminale dedita ai furti di autovetture.
L’operazione è stata condotta dai militari della Stazione di Lascari, con il supporto della Sezione Radiomobile della Compagnia di Cefalù, ed è scaturita nell’ambito di un ordinario servizio di controllo del territorio. Durante l’attività, l’uomo è stato fermato mentre si trovava alla guida della propria autovettura.

I successivi accertamenti, effettuati attraverso le banche dati in uso alle forze dell’ordine, hanno permesso di appurare l’esistenza a suo carico di un provvedimento restrittivo emesso dall’autorità giudiziaria del Belgio.
Ultimate le formalità di rito presso la locale Stazione dei Carabinieri, l’arrestato è stato tradotto presso la casa circondariale di Termini Imerese, dove resta a disposizione della Corte d’Appello del Tribunale di Palermo, competente per le procedure relative al mandato d’arresto europeo.
L’operazione si inserisce nel quadro della cooperazione internazionale tra le forze di polizia e le autorità giudiziarie degli Stati membri dell’Unione Europea, fondata sul principio del reciproco riconoscimento delle decisioni giudiziarie, strumento essenziale per garantire l’efficacia dell’azione penale anche oltre i confini nazionali.

Fratelli d’Italia, Cognata e altri 4 si dimettono dal direttivo

Cinque componenti del Direttivo cittadino di Fratelli d’Italia hanno rassegnato le proprie dimissioni dagli incarichi ricoperti all’interno dell’organismo dirigente locale, tra questi anche il consigliere comunale Gaetano Cognata. A comunicarlo sono stati gli stessi interessati attraverso una nota ufficiale diffusa nelle scorse ore.
Si tratta oltre che a Cognata, di Vincenzo Leone, Mario Raso, Antonio Maenza e Giuseppe Migliore, che motivano la decisione con “crescenti e non più sanabili divergenze di vedute” maturate nel tempo all’interno del Direttivo. Secondo quanto dichiarato, sarebbero venute meno le condizioni di condivisione e collegialità ritenute indispensabili per portare avanti un’azione politica efficace a livello locale.
Nel comunicato, i dimissionari sottolineano come la scelta sia stata “sofferta ma inevitabile”, precisando al contempo che le dimissioni riguardano esclusivamente la gestione dell’organismo dirigente cittadino e non mettono in discussione la loro identità politica né l’appartenenza al partito.
I cinque esponenti ribadiscono infatti la piena fiducia nei vertici regionali e nazionali di Fratelli d’Italia, confermando la volontà di mantenere un dialogo costante e costruttivo con i riferimenti del partito.

Viene inoltre assicurata la prosecuzione dell’impegno politico sul territorio e la condivisione dei valori del partito guidato da Giorgia Meloni, seppur al di fuori dell’attuale assetto del Direttivo cittadino.
“Coerenza e trasparenza restano alla base di ogni buona politica”, concludono i firmatari, ribadendo l’intenzione di continuare a lavorare per il bene della comunità saccense.

Disposta l’autopsia sul corpo carbonizzato ritrovato in auto a Carlentini, ipotesi omicidio

La procuratrice capo della Procura di Siracusa, Sabrina Gambino, conferirà oggi pomeriggio l’incarico al medico legale Giuseppe Ragazzi per l’esame autoptico sui resti umani rinvenuti all’interno di una Volkswagen T-Roc trovata completamente bruciata in contrada San Demetrio, nel territorio di Carlentini.
Il provvedimento arriva a una settimana dalla scomparsa di Salvatore Alfio Privitera, 35 anni, padre di due bambini.

L’incarico è stato firmato dalla procuratrice Gambino e dal pm Salvatore Grillo per avviare formalmente gli accertamenti medico-legali. La notifica è stata effettuata anche ai familiari di Privitera, considerati potenziali parti offese, in quanto il corpo rinvenuto potrebbe appartenere al giovane scomparso.
Le indagini sono condotte per omicidio. I carabinieri del Nucleo operativo del Comando provinciale di Siracusa, guidati dal tenente colonnello Sara Pini, con il supporto della Sis, hanno già svolto una serie di accertamenti preliminari per ricostruire quanto accaduto e definire il quadro investigativo.
Il ritrovamento dell’auto bruciata è stato possibile grazie all’intuizione dei genitori di Salvatore: non riuscendo a contattare il figlio, hanno attivato il Gps installato sulla vettura, presa a noleggio, consentendo così alle forze dell’ordine di individuare il mezzo.
L’esame autoptico sarà decisivo per chiarire l’identità dei resti e le cause della morte, fornendo elementi fondamentali per il prosieguo dell’inchiesta.

Mensa della Solidarietà di Sciacca, arriva anche l’aiuto del Lions

Nell’ambito della Settimana della Fame Lions, il Lions Club Sciacca Host con il presidente Francesco Fiorino, il Leo club Sciacca guidato da Tommaso Rossi e il Cub Sciacca con Nicola Todaro hanno promosso un’importante iniziativa di solidarietà presso la Mensa della Solidarietà, a testimonianza dell’impegno costante del club a favore delle persone in condizioni di fragilità.

Sono stati coinvolti anche volontari che hanno condiviso un momento di concreta vicinanza con gli ospiti della mensa, sottolineando il valore del servizio, della dignità umana e dell’attenzione verso chi vive situazioni di disagio economico e sociale.

L’iniziativa ha visto anche la significativa partecipazione dello chef Lorenzo Giovanni Montemaggiore, che con professionalità e sensibilità ha contribuito alla preparazione dei pasti, trasformando un gesto quotidiano in un autentico atto di solidarietà e condivisione.

«La Settimana della Fame Lions – ha dichiarato il presidente Fiorino – rappresenta un’occasione fondamentale per richiamare l’attenzione sul tema della povertà alimentare e per ribadire il ruolo attivo dei Lions nel servizio alla comunità. Essere presenti alla Mensa della Solidarietà significa essere vicini alle persone, ascoltarle e sostenerle concretamente».

I Lions rinnovano così il proprio impegno nel promuovere iniziative di valore sociale, confermando la propria missione di servizio ispirata ai principi di solidarietà, responsabilità e inclusione.

Carta Acquisti 2026: fino a 480 euro all’anno, come ottenere subito l’accredito, nuovi limiti ISEE e requisiti aggiornati

La Carta Acquisti viene confermata anche per il 2026 come uno degli strumenti principali di sostegno economico per famiglie e cittadini in difficoltà. Il beneficio consente di ricevere fino a 480 euro annui, utilizzabili per la spesa alimentare, l’acquisto di medicinali e il pagamento delle bollette di luce e gas.

C’è però una data fondamentale da tenere a mente: 31 gennaio 2026. Presentare l’ISEE aggiornato entro questa scadenza permette di ricevere i primi accrediti senza ritardi.

Vediamo nel dettaglio come funziona la Carta Acquisti 2026, quali sono i nuovi limiti ISEE, chi può richiederla e come presentare correttamente la domanda.


Cos’è la Carta Acquisti e quanto spetta nel 2026

La Carta Acquisti è una carta elettronica prepagata, ricaricata ogni due mesi con 80 euro (pari a 40 euro mensili), per un totale massimo di 480 euro all’anno.

Le somme possono essere utilizzate per:

  • acquisto di prodotti alimentari;
  • spese sanitarie e farmaceutiche;
  • pagamento delle bollette di luce e gas.

Il contributo è interamente finanziato dallo Stato e rappresenta un aiuto concreto per i nuclei più fragili. Inoltre, chi è titolare della Carta Acquisti può accedere:

  • a sconti dedicati presso gli esercizi convenzionati;
  • alla tariffa elettrica agevolata, con un ulteriore risparmio sulle utenze domestiche.

Nuovi limiti ISEE Carta Acquisti 2026

Dal 1° gennaio 2026 entrano in vigore i nuovi requisiti economici, aggiornati in base all’inflazione rilevata dall’ISTAT.

🔹 Limite ISEE generale
Il valore massimo dell’ISEE è fissato a 8.230,81 euro.

Questo limite si applica:

  • alle famiglie con figli minori di 3 anni;
  • ai nuclei con componenti adulti.

🔹 Requisiti specifici per età

  • Persone tra 65 e 69 anni
    • ISEE non superiore a 8.230,81 euro
    • reddito complessivo annuo non superiore a 8.230,81 euro
  • Persone dai 70 anni in su
    • ISEE massimo: 8.230,81 euro
    • limite di reddito annuo più alto: 10.974,42 euro

Rispetto al 2025, le soglie risultano più alte, ampliando la platea dei potenziali beneficiari.


Perché il 31 gennaio 2026 è una data decisiva

La domanda per la Carta Acquisti può essere presentata in qualsiasi momento dell’anno. Tuttavia, presentare l’ISEE aggiornato entro il 31 gennaio 2026 è fortemente consigliato.

Chi rispetta questa scadenza:

  • riceve subito i primi accrediti;
  • evita ritardi legati ai tempi tecnici di istruttoria.

Chi presenta la DSU più tardi mantiene comunque il diritto al beneficio, ma potrebbe vedere slittare l’erogazione delle prime ricariche.


Come presentare la domanda per la Carta Acquisti 2026

La procedura è semplice, ma richiede attenzione alla documentazione.

📄 Modulistica
Il modulo di domanda è disponibile:

  • presso gli uffici di Poste Italiane;
  • sul sito dell’INPS;
  • sul portale del Ministero dell’Economia e delle Finanze.

📑 Documenti necessari

  • modulo di richiesta compilato;
  • ISEE 2026 in corso di validità.

L’ISEE può essere richiesto tramite:

  • CAF;
  • Comune di residenza;
  • sedi territoriali INPS.

⚠️ È fondamentale che l’ISEE sia aggiornato: attestazioni scadute non vengono accettate.


Dove e come inviare la domanda

La domanda può essere:

  • consegnata di persona presso Poste Italiane;
  • presentata secondo le modalità indicate dagli enti competenti.

Il consiglio è di non attendere gli ultimi giorni di gennaio, per evitare code, rallentamenti e possibili ritardi nell’erogazione del contributo.


In sintesi

  • Importo massimo: 480 euro annui
  • Accredito: 80 euro ogni due mesi
  • Limite ISEE: 8.230,81 euro
  • Scadenza consigliata: 31 gennaio 2026
  • Utilizzo: spesa, farmaci, bollette

La Carta Acquisti 2026 resta uno strumento essenziale di sostegno al reddito. Presentare per tempo l’ISEE aggiornato è il passo decisivo per non perdere neppure una ricarica.

Affitti brevi, come mantenere la cedolare secca anche sul terzo immobile senza partita IVA: cosa prevede la legge e quali soluzioni esistono

La Legge di Bilancio 2026 ha introdotto una stretta significativa sulla disciplina fiscale degli affitti brevi, modificando in modo sostanziale il perimetro di applicazione della cedolare secca e anticipando la soglia oltre la quale scatta l’obbligo di apertura della partita IVA.
Il nuovo assetto normativo incide soprattutto sui piccoli proprietari immobiliari, chiamati a rivedere le proprie strategie di gestione per evitare un aggravio fiscale e contributivo rilevante.

Come funzionava la cedolare secca sugli affitti brevi fino al 2025

Fino al 31 dicembre 2025, il regime agevolato prevedeva una disciplina relativamente flessibile.
Il proprietario poteva applicare la cedolare secca su fino a quattro immobili destinati a locazioni brevi (contratti inferiori a 30 giorni):

  • 21% sul primo immobile
  • 26% sui successivi tre

Solo dal quinto immobile in poi la normativa presumeva l’esercizio di un’attività imprenditoriale, rendendo obbligatoria l’apertura della partita IVA e l’assoggettamento al regime ordinario.

Cosa cambia dal 2026: la nuova soglia di imprenditorialità

Dal 1° gennaio 2026 la disciplina cambia radicalmente.
La cedolare secca può essere applicata solo su due immobili destinati ad affitti brevi:

  • primo immobile al 21%
  • secondo immobile al 26%

Dal terzo immobile, l’attività viene automaticamente qualificata come imprenditoriale, con obbligo di:

  • apertura della partita IVA
  • applicazione dell’IRPEF ordinaria
  • versamento dei contributi previdenziali
  • gestione contabile e adempimenti fiscali strutturati

La soglia di presunta imprenditorialità viene quindi anticipata dal quinto al terzo immobile, con un impatto rilevante per chi ha investito nel settore come forma di integrazione del reddito.

L’impatto sui piccoli proprietari e sui risparmiatori

La riforma colpisce soprattutto i proprietari non professionali, che negli anni hanno costruito un piccolo patrimonio immobiliare destinato alla locazione turistica.
L’obbligo di partita IVA non comporta soltanto una diversa tassazione, ma introduce:

  • costi di gestione più elevati
  • oneri previdenziali
  • maggiore complessità amministrativa
  • necessità di assistenza fiscale continuativa

Il rischio concreto è che una parte di questi soggetti rinunci alla gestione diretta o venga spinta verso comportamenti irregolari, con effetti potenzialmente contrari agli obiettivi di contrasto all’evasione dichiarati dal legislatore.

Affitti brevi e cedolare secca: le soluzioni lecite ancora possibili

Nonostante la stretta normativa, esistono soluzioni legali che consentono di evitare l’obbligo di partita IVA, pur mantenendo la cedolare secca su più immobili, a determinate condizioni.

Conversione a locazione tradizionale

La soluzione più semplice consiste nel destinare solo due immobili agli affitti brevi e stipulare contratti di locazione abitativa ordinaria per gli altri.
Gli immobili locati con contratti a lungo termine escono dal perimetro delle locazioni brevi e non concorrono al conteggio che fa scattare la presunzione di attività imprenditoriale.

Il limite di questa scelta è economico: gli affitti tradizionali garantiscono in genere rendimenti inferiori rispetto a quelli turistici.

Intestazione degli immobili a più soggetti

Un’altra possibilità è la redistribuzione della proprietà all’interno del nucleo familiare, tramite donazione o compravendita.
Ogni soggetto può gestire fino a due immobili in regime di cedolare secca, moltiplicando così il numero complessivo di unità agevolate.

Questa soluzione, pur legittima, richiede una valutazione attenta:

  • costi notarili
  • implicazioni successorie
  • possibili effetti in caso di separazioni o contenziosi familiari

Comodato e sublocazione: attenzione ai rischi fiscali

Esistono anche soluzioni più complesse, come il comodato d’uso gratuito o la sublocazione, in cui il proprietario concede l’immobile a un terzo che gestisce l’affitto breve.
Dal punto di vista formale, l’attività non risulta svolta direttamente dal proprietario.

Tuttavia, queste operazioni possono essere facilmente contestate dall’Agenzia delle Entrate come abuso del diritto o elusione fiscale, soprattutto se prive di una reale sostanza economica.
In caso di accertamento, le conseguenze possono includere:

  • recupero delle imposte
  • sanzioni amministrative elevate
  • interessi e contenzioso

Per questo motivo, prima di adottare soluzioni di questo tipo, è fondamentale una valutazione preventiva con un professionista qualificato.

Un nuovo equilibrio tra patrimonio privato e attività d’impresa

La riforma degli affitti brevi introdotta dalla Legge di Bilancio 2026 segna un punto di svolta nel rapporto tra gestione privata del patrimonio immobiliare e attività ricettiva organizzata.
Chi possiede più immobili è chiamato oggi a pianificare con maggiore attenzione le proprie scelte, bilanciando rendimenti, fiscalità e rischi normativi, in un quadro che premia sempre meno la gestione “ibrida” tra privato e impresa.

Rissa segnalata a Santa Margherita, all’arrivo dei carabinieri giovani spariti dalla piazza

Sono arrivati nel cuore della notte i carabinieri in piazza Libertà, a Santa Margherita Belice. La segnalazione avrebbe riguardato una rissa, ma all’arrivo dei militari nella piazza non c’era più nessuno.

I carabinieri hanno effettuato i servizi di controllo, ma non sarebbe stato possibile chiarire quanto accaduto. Santa Margherita Belice rimane, comunque, una zona particolarmente attenzionata e appena pochi giorni fa proprio nel centro belicino si è riunito il comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica.

Negli ultimi mesi più volte sono intervenute le forze dell’ordine nelle ore notturne a Santa Margherita e ci sono stati anche servizi mirati a scopo preventivo.

Pochi giorni fa una serie di controlli sono stati effettuati dalla polizia con agenti della questura e del commissariato di Sciacca.

Isola Ferdinandea, Santo Tirnetta valorizza Sciacca nell’anno di Agrigento Capitale della Cultura

Si è chiuso al Teatro Pirandello l’anno di Agrigento Capitale Italiana della Cultura 2025. Una serata intensa ha sancito il passaggio di consegne con L’Aquila, che raccoglie il titolo per il 2026, mettendo il punto finale a un anno che ha proiettato Agrigento e il suo territorio al centro dell’attenzione culturale nazionale.

Tra i progetti più significativi del palinsesto 2025 emerge quello dedicato all’Isola Ferdinandea, con un ruolo centrale svolto da Sciacca. L’iniziativa “Alla scoperta dell’Isola Ferdinandea” è stata resa possibile grazie all’organizzazione curata da Santo Tirnetta, che ha trasformato un racconto storico e scientifico noto a pochi in un’esperienza concreta, accessibile e sicura per un pubblico ampio.

Le escursioni, con partenza dal porto di Sciacca, hanno consentito a numerosi turisti di raggiungere il sito del Banco di Graham, il banco vulcanico sottomarino legato alla celebre isola emersa e scomparsa nell’Ottocento. Un’operazione che ha dato visibilità alla città saccense, valorizzandone il ruolo logistico e culturale all’interno del progetto di Agrigento Capitale della Cultura.

Determinante, accanto al lavoro di coordinamento di Santo Tirnetta, la collaborazione di Gery Ciancimino e Matteo La Bella, che hanno messo a disposizione il loro gommone, contribuendo in modo operativo alla riuscita delle escursioni. Un lavoro di squadra che ha permesso di condividere con il pubblico un patrimonio geologico e culturale unico, facendo di Sciacca uno dei punti di riferimento concreti dell’eredità lasciata da Agrigento 2025.

Copiosa nevicata notturna a Enna, gelo e disagi

Una copiosa nevicata notturna ha interessato la Sicilia, portando con sé un’ondata di gelo che non ha risparmiato neppure Enna.

La neve ha creato disagi in diverse zone della città, dove numerose automobili sono slittate finendo in mezzo alla carreggiata e rallentando sensibilmente la circolazione stradale.
Le precipitazioni nevose sono state particolarmente abbondanti sulle Madonie, dove diversi centri si sono risvegliati completamente imbiancati. Tra questi Gangi, Petralia Soprana e Petralia Sottana, Geraci Siculo, Polizzi Generosa e Castellana Sicula.

Uno scenario suggestivo che ha attirato molti vacanzieri, i quali hanno approfittato della neve per trascorrere una giornata in montagna.

A Sciacca il maltempo abbatte le transenne e torna il pericolo in molte strade

In via Quasimodo, a Sciacca, sono state collocate, da qualche tempo, le transenne per le precarie condizioni del manto stradale. Non una o due, ma parecchie proprio perchè il manto stradale è dissestato in più punti. Negli ultimi giorni, però, il vento ha abbattuto le transenne e al pericolo del manto stradale dissestato si somma quello delle transenne abbattute.

Necessita, in città, una vasta ricognizione perchè il maltempo ha abbattuto transenne in diverse zone, compresa via Bivatureddra, dove c’è anche una copiosa perdita idrica.

Insomma, le transenne evitano il pericolo ed è giusto collocarle anche se i lavori necessari vengono poi eseguiti anche a distanza di giorni, settimane, mesi o anni. Se poi il vento abbatte le transenne e non si interviene, però, il pericolo aumenta.

E’ un problema che si registra in varie zone della città e dunque è necessaria un’ampia ricognizione perchè le transenne collocate sono circa 200.