Carnevale di Sciacca – L’arte del riciclo”: tradizione, giovani e sostenibilità per i 400 anni

“Carnevale – L’arte del riciclo” e’ una iniziativa che unisce tradizione, creatività e sostenibilità ambientale, promossa dall’Assessorato Regionale del Territorio e dell’Ambiente e realizzato da Futuris, con il patrocinio del Comune di Sciacca.

Un progetto cge si inserisce nel programma della prossima edizione della festa.
Cuore dell’iniziativa è la collaborazione avviata tra Futuris e l’IISS “Tommaso Fazello” di Sciacca, guidato dal dirigente scolastico Leonardo Mangiaracina, con l’obiettivo di valorizzare l’arte della cartapesta e promuovere la cultura del riuso e della sostenibilità ambientale.

Un percorso educativo e culturale pensato per coinvolgere direttamente gli studenti attraverso attività laboratoriali, formative e momenti di confronto con i protagonisti del Carnevale.
Nei giorni scorsi, infatti, si sono svolti gli incontri presso il Liceo Artistico di Sciacca, che hanno visto la presenza degli storici artisti carristi del Carnevale. Un’occasione preziosa per gli studenti interessati a intraprendere un percorso artistico legato alla progettazione e realizzazione dei carri allegorici, apprendendo tecniche, saperi e valori tramandati da generazioni.
“Carnevale – L’arte del riciclo” nasce come progetto di valorizzazione ambientale e culturale, capace di coniugare creatività e responsabilità ecologica. La cartapesta, simbolo del Carnevale di Sciacca, diventa così non solo espressione artistica, ma anche esempio concreto di economia circolare e riuso dei materiali.
Nell’ambito dell’iniziativa saranno inoltre realizzati manufatti allegorici con materiali di recupero, che verranno esposti durante il prossimo Carnevale, offrendo al pubblico una testimonianza tangibile di come arte e sostenibilità possano dialogare in modo virtuoso.
Il progetto si concluderà con un convegno finale, momento di riflessione e confronto dedicato al futuro del Carnevale di Sciacca in chiave ecosostenibile e al significato profondo del suo quattrocentesimo anniversario

Arrestate due giovani donne messinesi davanti una discoteca, avevano 150 grammi di droghe sintetiche

Operazione antidroga nella notte a Catania, dove due giovani donne della provincia di Messina sono state arrestate dai Carabinieri mentre cercavano di spacciare sostanze stupefacenti all’esterno di una discoteca del capoluogo etneo.
L’intervento è scattato intorno all’una di notte, durante un evento particolarmente affollato.

I militari del Nucleo Investigativo, impegnati in servizi mirati di prevenzione e controllo del territorio nelle aree della movida, hanno notato le due donne aggirarsi con fare sospetto tra i ragazzi in fila per entrare nel locale, nel tentativo di confondersi tra la folla.
Insospettiti dal loro comportamento, i carabinieri hanno deciso di intervenire sottoponendole a un controllo approfondito.

La successiva perquisizione ha permesso di rinvenire un vero e proprio arsenale di droghe sintetiche: ketamina, Mdma, cocaina, cocaina rosa – nota come “tussy” – oltre a numerose pasticche di natura sintetica. Il quantitativo complessivo sequestrato si aggira intorno ai 150 grammi.
Si tratta delle cosiddette “droghe da discoteca”, sostanze particolarmente insidiose perché spesso caratterizzate da composizione chimica incerta o adulterata. Secondo gli inquirenti, questi stupefacenti possono provocare gravi effetti sul sistema nervoso e cardiovascolare, aumentando in modo significativo il rischio di intossicazioni acute, malori improvvisi e conseguenze anche letali, soprattutto tra i più giovani.
Le due donne, di 26 e 27 anni, una delle quali già nota alle forze dell’ordine per precedenti penali, sono state arrestate con l’accusa di detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio. Dopo le formalità di rito, sono state condotte nel carcere di Catania, in piazza Lanza, dove restano a disposizione dell’autorità giudiziaria.

Riscaldamento nelle scuole di Siculiana, disagi e intervento del sindaco

A Siculiana diversi plessi scolastici stanno affrontando disagi legati al mancato funzionamento degli impianti di riscaldamento. Le basse temperature registrate negli ultimi giorni hanno reso la situazione particolarmente complessa per studenti, insegnanti e personale scolastico, incidendo sul regolare svolgimento delle attività didattiche.
Il tema del riscaldamento nelle scuole di Siculiana è stato affrontato pubblicamente dal sindaco Giuseppe Zambito, che ha scelto di intervenire attraverso un messaggio diffuso sui social per spiegare le cause dei disservizi e rassicurare la cittadinanza sugli interventi in corso.

Riscaldamento nelle scuole di Siculiana: le cause dei disservizi

Nel suo messaggio, il primo cittadino ha espresso scuse personali a genitori e studenti per i disagi vissuti, dichiarando di comprendere pienamente il malcontento causato dalla mancanza di riscaldamento in alcuni edifici scolastici. Il sindaco ha sottolineato come la risoluzione del problema rappresenti una priorità assoluta per l’amministrazione comunale.

Alla base delle difficoltà relative al riscaldamento nelle scuole di Siculiana vi sono criticità tecniche riscontrate su alcune caldaie. Si tratta di impianti vetusti che, come evidenziato dallo stesso sindaco, presentano problematiche ricorrenti ogni anno. Proprio per questo motivo, gli interventi di ripristino richiedono tempi tecnici adeguati, necessari a garantire il ritorno in funzione degli impianti in condizioni di piena sicurezza.

Verifiche tecniche in corso e sicurezza come priorità

Zambito ha spiegato che una ditta incaricata è già al lavoro da diversi giorni, affiancata dal dipendente comunale geometra Claudio Colletti, per effettuare verifiche approfondite sugli impianti di riscaldamento. Nonostante la volontà di riaccendere quanto prima, l’amministrazione ha scelto di non accelerare i tempi a scapito della sicurezza.

In merito al riscaldamento nelle scuole di Siculiana, il sindaco ha chiarito di non voler autorizzare la riattivazione degli impianti finché i tecnici non certificheranno il loro perfetto stato. Una scelta motivata dalla volontà di tutelare studenti e personale scolastico, senza accettare compromessi su un tema così delicato.

Scuole più moderne per superare i disagi stagionali

Il problema del riscaldamento ha aperto una riflessione più ampia sulle condizioni strutturali degli edifici scolastici. Secondo quanto dichiarato dal primo cittadino, la manutenzione ordinaria non è più sufficiente su impianti ormai superati. Da qui la necessità di guardare a una visione diversa della scuola.

L’obiettivo dell’amministrazione è quello di puntare su nuovi edifici scolastici dotati di impianti moderni e alimentati da energie rinnovabili, in grado di garantire ambienti più confortevoli, sicuri e funzionali. Una prospettiva che mira a eliminare definitivamente i disagi stagionali legati al riscaldamento nelle scuole di Siculiana.

Il sindaco ha infine ringraziato la cittadinanza per la pazienza e la collaborazione, assicurando che verranno forniti aggiornamenti costanti sull’andamento dei lavori e sul ripristino degli impianti.

E’ tornato a casa il Chow chow Franco, coccole e feste tra le due padroncine a casa Schembri

E’ tornato tra le braccia di Mirea e Asia, le due padroncine di 2 e 4 anni, il Chow chow di otto anni che si era perso il sette gennaio scorso a Sciacca.

Oggi è stata tutta una giornata coccole e festa per Franco che ha ritrovato finalmente casa dopo giorni di angoscia per la famiglia Schembri che ha temuto il peggio per il destino del cagnolone. Ieri un servizio di Risoluto si era occupato della storia di questo cane smarrito che i suoi padroni non hanno smesso di cercare tramite continui appelli e che oggi dopo alcune segnalazioni hanno potuto riabbracciare.

Franco non si era molto allontanato da casa, è stato avvistato da alcuni residenti nei pressi dell’olificio Perrone ed è nei pressi della struttura che Alessia Schembri ha potuto attestare che fosse proprio il suo amatissimo Franco. Ha una zampetta ferita e qualche altra escoriazione, forse per le ore trascorse fuori, ma sta bene.

“Volevo ringraziare – afferma Alessia – le tante persone che ci sono state vicine che hanno espresso la loro solidarietà e che hanno compreso la grave mancanza che sentivamo in quel momento. Ringrazio davvero tutti per i tanti messaggi. Sciacca è fatta di persone straordinarie, spesso lo dimentichiamo, ed è in questi casi che viene fuori”.

Da oggi servizio di accoglienza di 24 volontari Avulss all’ospedale di Sciacca

Avviato questa mattina da parte di Avulss il servizio di accoglienza al Giovanni Paolo II di Sciacca.

“Un aiuto per tutti coloro che accedono al nosocomio, a volte un pó confusi tra reparti, piani e relativi ascensori”, dice la responsabile, Maricetta Venezia.

Il servizio non si limita all’informazione, ma fornisce anche un aiuto pratico con eventuale accompagnamento con l’ausilio di una sedia a rotelle.

Più di 24 volontari, distribuiti in sei giorni, saranno a disposizione del pubblico per ogni esigenza. Avulss ha ringraziato per la collaborazione il direttore sanitario facente funzioni, Ignazio Galizia, per la fiducia riposta nell’azione di volontariato “volta sempre alla salute e al benessere dei cittadini”.

Emergenza idrica nell’Agrigentino, sindaci chiedono vertice a Prefettura e Regione

L’emergenza idrica ad Agrigento torna al centro del confronto istituzionale con una formale richiesta indirizzata alla Prefettura e alla Regione Siciliana. I sindaci di diversi Comuni della provincia agrigentina, tra i quali Sciacca, hanno sollecitato la convocazione urgente di un tavolo di coordinamento e concertazione per affrontare la gestione delle residue risorse idriche, sia a uso agricolo che idropotabile.
La richiesta nasce da una condizione territoriale già duramente compromessa negli ultimi anni da calamità naturali e da una siccità particolarmente severa, cui si è aggiunta la complessa gestione del fenomeno del bloom algale che nel 2023 ha interessato il Lago Arancio, impedendone l’utilizzo irriguo. Un quadro che ha prodotto gravi ripercussioni sul mondo agricolo e sull’approvvigionamento idrico dei territori.

Emergenza idrica ad Agrigento e depauperamento delle risorse

L’emergenza idrica ad Agrigento è oggi caratterizzata da un progressivo depauperamento delle risorse disponibili. Le determinazioni assunte per fronteggiare la crisi, in particolare quelle relative allo spostamento delle acque dal Lago Arancio verso la diga Garcia, vengono ritenute fortemente penalizzanti per i territori agrigentini.
I sindaci sottolineano come la continua sottrazione di risorse idriche a favore di altri ambiti territoriali rischi di compromettere la tenuta delle comunità locali, incidendo sull’equilibrio socio-economico e generando tensioni sociali. Una situazione che, secondo i primi cittadini, scarica impropriamente sui sindaci una responsabilità diretta nella gestione di decisioni assunte a livelli sovraordinati.

Tavolo istituzionale per l’emergenza idrica ad Agrigento

Al centro della richiesta vi è la convocazione urgente, presso la Prefettura di Agrigento, di un tavolo interistituzionale che coinvolga i soggetti competenti nella gestione dell’emergenza: Regione Siciliana, Protezione civile, Autorità di bacino, Consorzi di bonifica, Azienda Idrica dei Comuni Agrigentini e amministrazioni locali.
L’obiettivo dichiarato è quello di garantire chiarezza decisionale, equilibrio tra gli usi delle risorse idriche e tutela delle comunità maggiormente colpite dall’emergenza idrica ad Agrigento, evitando ulteriori criticità sul piano sociale e amministrativo.

Il coinvolgimento del mondo agricolo

Un punto ritenuto centrale riguarda la partecipazione di rappresentanti del mondo agricolo agrigentino. I sindaci chiedono che il confronto avvenga in una cornice di corresponsabilità istituzionale, capace di includere chi subisce direttamente gli effetti delle scelte in materia di gestione delle risorse idriche.

Cabina di regia regionale e confronto con i territori

La Cabina di regia regionale per l’emergenza idrica, presieduta dal Presidente della Regione Siciliana e coordinata dal Dipartimento regionale della Protezione civile, quale sede deputata al coordinamento delle strategie e delle decisioni, dovrebbe anche avere un confronto diretto e tempestivo con i territori maggiormente interessati.
Secondo i sindaci firmatari, l’emergenza idrica ad Agrigento non può essere affrontata senza il coinvolgimento attivo delle comunità locali, soprattutto in una fase in cui ogni scelta incide profondamente sull’uso irriguo e sull’approvvigionamento idropotabile. La richiesta si chiude con l’auspicio di una pronta attenzione da parte delle istituzioni competenti, affinché il confronto possa tradursi in soluzioni condivise e sostenibili per l’intero territorio agrigentino.

Modica, tenta di uccidere il compagno: arrestata una donna di 41 anni

Una donna di 41 anni, di origini marocchine, è stata arrestata dalla Polizia di Stato a Modica con l’accusa di tentato omicidio nei confronti del compagno, un modicano di 50 anni.
L’uomo è stato soccorso e trasportato d’urgenza all’ospedale di Modica, dove si trova attualmente ricoverato in prognosi riservata. Le sue condizioni sono gravi: ha riportato diversi traumi, una perforazione a un polmone, oltre a ferite e lesioni al costato.
L’intervento delle forze dell’ordine è avvenuto a seguito di una segnalazione. Sul posto sono scattate immediatamente le indagini per ricostruire l’esatta dinamica dei fatti e chiarire il contesto in cui si è verificata l’aggressione.
La donna, dopo l’arresto, è stata messa a disposizione dell’autorità giudiziaria. Gli investigatori stanno ascoltando testimoni e raccogliendo elementi utili per fare piena luce sull’accaduto.

Libero Consorzio di Agrigento, legittima la nomina del nuovo Segretario

Il Tribunale di Agrigento mette la parola fine al contenzioso sulla guida amministrativa del Libero Consorzio Comunale.

Il Giudice del Lavoro ha respinto il ricorso d’urgenza presentato dall’ex Segretario Pietro Amorosia, confermando la piena legittimità della nomina della dottoressa Melania La Spina a nuovo Segretario Generale dell’Ente.
Il ricorso era stato presentato dopo la decisione del Presidente del Libero Consorzio, Giuseppe Pendolino, di non rinnovare l’incarico al Segretario uscente e procedere a una nuova designazione. Amorosia aveva contestato la procedura, chiedendo la sospensione immediata della nomina.
Il Libero Consorzio, difeso dall’avvocato Girolamo Rubino, ha sostenuto la correttezza dell’iter seguito. Il Giudice ha accolto integralmente le tesi dell’Ente, ritenendo legittima la comunicazione del provvedimento tramite protocollo interno e chiarendo che la circostanza delle ferie del ricorrente non incide sulla validità della procedura.
Con l’ordinanza, il Tribunale ribadisce che la nomina del Segretario Generale rientra nelle prerogative istituzionali del Presidente, purché siano rispettate le regole procedurali.

Melania La Spina resta quindi saldamente alla guida della segreteria generale del Libero Consorzio di Agrigento.

Bono e Gallo: “Cognata non vuole la sfiducia e incontra Termine”

Clima sempre più teso all’interno di Fratelli d’Italia a Sciacca, dove oggi volano gli stracci tra i due gruppi del partito e dove emergono profonde divergenze politiche e organizzative che stanno spaccando il partito. A certificare la frattura è un duro comunicato firmato dal coordinatore cittadino Ignazio Gallo e dal capogruppo in Consiglio comunale Calogero Bono. Documento che arriva dopo le dimissioni di 5 componenti del direttivo tra le quali quelle del consigliere comunale Gaetano Cognata.
Nel documento si parla apertamente di tentativi falliti, andati avanti per settimane, di riunire il coordinamento cittadino del partito. Tentativi che – sottolineano Gallo e Bono – non sarebbero naufragati per responsabilità loro, bensì per l’assenza di alcuni esponenti che avrebbero “sfuggito” il confronto interno.
Secondo i firmatari del comunicato, la vera linea di frattura riguarda la posizione politica da tenere nei confronti dell’attuale sindaco di Sciacca, espressione del Partito Democratico guidato da Elly Schlein. Da una parte ci sarebbe chi, all’interno di Fratelli d’Italia, sostiene apertamente la mozione di sfiducia nei confronti di un sindaco definito “ormai rimasto solo”. Dall’altra, invece, ci sarebbe chi – sempre secondo l’accusa – avrebbe avviato incontri riservati con lo stesso primo cittadino, “di nascosto” e per ragioni non chiarite.
Una situazione che ora verrà portata all’attenzione degli organismi superiori del partito. La vicenda, infatti, sarà esaminata dalla Direzione provinciale di Fratelli d’Italia, mentre il presidente provinciale sarebbe già stato informato dell’accaduto.
Nel comunicato viene anche ricordato un episodio risalente a qualche settimana fa: la visita a Sciacca del presidente provinciale Barba, incontro al quale – evidenziano Gallo e Bono – non avrebbero preso parte proprio alcuni degli esponenti che oggi hanno rassegnato le dimissioni.
“Questo comunicato – spiegano i due dirigenti – ha il solo scopo di dire le cose per come stanno nella realtà”. Resta l’amarezza per una vicenda che, come sottolineato dagli stessi, si sarebbe preferito affrontare e risolvere all’interno del partito, lontano dai riflettori.
La spaccatura interna a Fratelli d’Italia apre ora una fase delicata per il centrodestra saccense, con possibili ripercussioni sugli equilibri politici in Consiglio comunale e sul futuro dell’amministrazione cittadina.

Violenza sessuale su minori, ex sacerdote condannato a 3 anni

La Corte d’Appello di Caltanissetta ha depositato le motivazioni della sentenza di condanna a tre anni di carcere per Giuseppe Rugolo, ex sacerdote, riconosciuto colpevole di violenza sessuale su minori. I giudici hanno confermato integralmente il verdetto di primo grado del Tribunale di Enna, ritenendo pienamente attendibile la vittima, Antonio Messina.
Secondo la sentenza, Rugolo adottava un comportamento invadente e predatorio, mascherando atti fisici a chiara connotazione sessuale (palpeggiamenti, baci allusivi, docce insieme, “scherzi camerateschi”) dietro una presunta “missione pastorale”, accompagnata da strategie di manipolazione psicologica. Tali condotte sono state giudicate del tutto incompatibili con il ruolo educativo e spirituale ricoperto dall’imputato.
La Corte ha respinto la tesi difensiva secondo cui i rapporti sarebbero stati consensuali, sottolineando anche la rilevanza di ulteriori elementi probatori, tra cui oltre 19.000 accessi a siti pornografici in nove mesi, ritenuti indicativi di una personalità deviata già confermata dalle testimonianze.
Per quanto riguarda la Diocesi di Piazza Armerina, i giudici hanno chiarito che la sua esclusione dal processo in appello non costituisce un proscioglimento nel merito: la Curia è stata ritenuta un ufficio interno e quindi non legittimata come responsabile civile.
La Corte ha inoltre richiamato integralmente la ricostruzione dei fatti del primo grado, senza citare nella sentenza d’appello il vescovo Rosario Gisana, attualmente imputato per falsa testimonianza insieme a Vincenzo Murgano, vicario giudiziale e parroco del Duomo di Enna, in un procedimento separato.