Trump “Gli Stati Uniti sono pronti ad aiutare i manifestanti in Iran”

ROMA (ITALPRESS) – “L’Iran guarda alla libertà, forse come mai prima d’ora. Gli Stati Uniti sono pronti ad aiutare!!!”. Così il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, sul suo social Truth.
– foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).

Crosetto “Onore al coraggio e alla determinazione dei cittadini iraniani”

ROMA (ITALPRESS) – “Onore al coraggio ed alla determinazione dei cittadini iraniani”. Così su X il ministro della Difesa, Guido Crosetto.
– foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).

Codice della Strada: multa e niente assicurazione se lasci le chiavi in auto. Cosa rischi davvero

Lasciare l’auto incustodita con le chiavi inserite o con le portiere sbloccate non è solo una leggerezza: può costarti una multa e farti perdere il diritto al risarcimento assicurativo in caso di furto. A stabilirlo sono precise norme del Codice della Strada e del Codice Civile, spesso sottovalutate dagli automobilisti.

Anche una sosta di pochi minuti può trasformarsi in una violazione amministrativa e in un grave problema economico. Vediamo cosa dice la legge e perché conviene prestare la massima attenzione.


Chiavi nell’auto: cosa prevede il Codice della Strada

Il riferimento normativo è l’articolo 158, comma 4, del Codice della Strada, che impone al conducente, durante la fermata e la sosta, di adottare tutte le cautele necessarie per:

  • evitare incidenti;
  • impedire l’uso del veicolo senza autorizzazione.

La norma non elenca comportamenti specifici, ma introduce un obbligo generale di diligenza. In questo quadro rientrano a pieno titolo condotte come:

  • lasciare le chiavi inserite nel cruscotto;
  • parcheggiare con le portiere aperte o non chiuse a chiave;
  • abbandonare l’auto con i finestrini completamente abbassati.

La multa scatta anche senza furto

Un punto fondamentale: non serve che l’auto venga rubata perché la sanzione sia legittima.

La violazione si perfeziona nel momento stesso in cui il veicolo viene lasciato in condizioni tali da facilitarne l’uso non autorizzato. La sanzione amministrativa prevista va da 42 a 173 euro.

La ratio è preventiva: un’auto facilmente utilizzabile da terzi rappresenta un pericolo per la sicurezza stradale e per la collettività.


Furto dell’auto: perché l’assicurazione può non pagare

Il problema più serio emerge sul piano assicurativo.
L’articolo 1900 del Codice Civile stabilisce che l’assicuratore non è tenuto a risarcire i danni causati da dolo o colpa grave dell’assicurato, salvo diversa previsione contrattuale.

Lasciare le chiavi in auto o il veicolo aperto può essere qualificato come colpa grave, perché:

  • rende il furto prevedibile ed evitabile;
  • elimina l’elemento di imprevedibilità tipico del rischio assicurato.

In questi casi la compagnia può:

  • negare totalmente l’indennizzo;
  • oppure ridurlo in modo significativo.

Non a caso, in caso di furto, le assicurazioni chiedono sempre la consegna di tutte le chiavi in dotazione, proprio per verificare eventuali negligenze.


Anche pochi minuti non ti salvano

Un errore molto diffuso è pensare che “solo due minuti” non facciano differenza.
La legge non valuta la durata della sosta, ma il comportamento del conducente.

Basta il tempo di:

  • entrare in un bar,
  • comprare le sigarette,
  • ritirare un pacco,

perché un’auto lasciata aperta venga sottratta in pochi secondi. Ed è proprio in questi contesti che si concentrano molti furti rapidi.


Dopo il furto: obblighi da rispettare

Se il furto avviene, il proprietario deve rispettare precisi obblighi procedurali.
L’articolo 1913 c.c. impone di denunciare il sinistro all’assicurazione entro tre giorni.

Ritardi, incongruenze o omissioni possono aggravare una posizione già debole, soprattutto se il veicolo era stato lasciato senza adeguate cautele.


In sintesi: cosa rischi davvero

Lasciare le chiavi nell’auto o il veicolo aperto comporta:

  • multa amministrativa anche senza furto;
  • possibile perdita del risarcimento assicurativo;
  • ⚠️ complicazioni in caso di responsabilità verso terzi;
  • 📉 conseguenze economiche anche molto rilevanti.

La regola è semplice: chiudi sempre l’auto e porta con te le chiavi, anche per pochi istanti. Una piccola distrazione può costare caro.

Cassazione: acqua non potabile a Gela, bollette dimezzate per gli utenti

L’erogazione prolungata di acqua non potabile a due utenti di Gela costituisce una chiara violazione degli obblighi contrattuali. Lo ha stabilito la Corte di Cassazione, che ha accolto il ricorso degli utenti, annullando con rinvio la decisione del tribunale di Gela. Il giudice di merito dovrà ora riesaminare il caso alla luce dei principi affermati dalla Suprema Corte.
Secondo i giudici di legittimità, l’acqua non potabile è da considerarsi «un bene difforme rispetto a quello pattuito» nel contratto di fornitura. Un rilievo netto, che sgombra il campo da interpretazioni ambigue: ciò che è stato fornito per anni non corrisponde a quanto gli utenti avevano diritto di ricevere.
Le forniture idriche contestate si sono protratte a lungo e i titolari dell’utenza hanno chiesto il rimborso del 50 per cento delle somme versate. Una richiesta respinta sia dal gestore di sovrambito, Siciliacque, sia dal gestore di ambito, Caltaqua, che avevano insistito per il rigetto del ricorso e per la prescrizione delle pretese economiche.
La Cassazione ha invece ritenuto fondate le argomentazioni dei legali degli utenti, gli avvocati Lucio Greco e Mario Greco, confermando che la non potabilità dell’acqua incide direttamente sulla validità e sull’equilibrio del rapporto contrattuale.
A Gela, da anni, l’acqua erogata dal gestore privato Caltaqua è utilizzabile esclusivamente per usi domestici e per l’igiene personale. L’impossibilità di impiegarla a fini alimentari è un fatto noto e consolidato. Nonostante ciò, le bollette continuano a essere emesse a tariffa piena, come se il servizio fosse completo e conforme.
La pronuncia della Cassazione rappresenta un passaggio decisivo: ribadisce che il pagamento integrale di un servizio idrico presuppone la potabilità dell’acqua e apre la strada a nuove valutazioni di responsabilità e a possibili rimborsi per gli utenti penalizzati.

Agenzia delle Entrate, multe fino a 21.000 euro per chi vende abitualmente su Vinted ed eBay: ecco quando scatta l’obbligo fiscale

Vendere online un oggetto usato, un regalo mai utilizzato o un capo di abbigliamento che non si indossa più non è vietato. Mettere un annuncio su Vinted, eBay o piattaforme simili per liberarsi di beni personali rientra pienamente nella vendita occasionale, che non comporta obblighi fiscali particolari.

Il problema nasce quando la vendita non è più sporadica, ma diventa continua, organizzata e finalizzata al guadagno. In questi casi, secondo l’Agenzia delle Entrate, l’attività può essere qualificata come commerciale abituale, con conseguenze fiscali rilevanti.

Dal 2026, inoltre, i controlli diventano più stringenti grazie alle nuove regole europee: per chi vende regolarmente online sono previste sanzioni anche molto elevate.


Vendite online: quando diventano un’attività commerciale

Il discrimine non è la piattaforma utilizzata, ma la modalità con cui si vende.
Un conto è cedere occasionalmente beni personali; altro è utilizzare marketplace digitali come fonte stabile di reddito.

L’Agenzia delle Entrate può qualificare l’attività come abituale quando emergono elementi come:

  • continuità e ripetitività delle vendite
  • numero elevato di annunci pubblicati
  • prezzi strutturati e competitivi
  • flusso costante di incassi
  • superamento di determinate soglie economiche

In presenza di questi indici, scatta l’obbligo di partita IVA e di dichiarazione dei redditi, con applicazione delle imposte dovute.


La direttiva DAC7: perché ora il Fisco vede tutto

Il vero cambio di passo arriva con la direttiva UE 2021/514 (DAC7), recepita in Italia con il D. Lgs. n. 32/2023.
La normativa impone alle piattaforme digitali di collaborare attivamente con le autorità fiscali, comunicando i dati economici dei venditori.

La DAC7 è entrata in vigore il 1° gennaio 2023 e ha introdotto obblighi di trasparenza mai visti prima nel commercio online.

Chi è escluso dalla comunicazione

Restano esclusi solo gli utenti che, nell’anno di riferimento:

  • effettuano meno di 30 operazioni
  • incassano meno di 2.000 euro complessivi

Superate queste soglie, i dati vengono trasmessi automaticamente al Fisco.


Quali piattaforme comunicano i dati al Fisco

La direttiva si applica alle principali piattaforme di intermediazione online, tra cui:

  • Amazon
  • eBay
  • Vinted
  • Etsy
  • Vestiaire Collective
  • Airbnb

Questi operatori sono tenuti a raccogliere e trasmettere informazioni dettagliate sugli utenti che vendono tramite i loro servizi.


Quali dati vengono comunicati all’Agenzia delle Entrate

Per le attività di vendita di beni, locazioni o servizi, le piattaforme devono inviare:

  • codice fiscale del venditore
  • dati anagrafici
  • importi incassati annualmente
  • coordinate bancarie (IBAN)
  • numero di operazioni effettuate

In questo modo l’Agenzia delle Entrate può incrociare i dati con le dichiarazioni fiscali e individuare eventuali attività non dichiarate.


Quando è obbligatoria la partita IVA

Secondo il decreto attuativo della DAC7, l’attività può essere considerata abituale e professionale quando:

  • le vendite non sono occasionali
  • i ricavi superano 5.000 euro annui

In questi casi è obbligatorio:

  • aprire partita IVA
  • dichiarare i redditi percepiti
  • versare imposte e contributi

L’assenza di questi adempimenti espone il venditore a accertamenti fiscali e sanzioni.


Sanzioni: fino a 21.000 euro per irregolarità

Il regime sanzionatorio previsto dal D. Lgs. 32/2023 è particolarmente severo.
Sono previste sanzioni per:

  • omessa comunicazione dei dati → da 2.000 a 21.000 euro (aumentata della metà)
  • comunicazione incompleta o inesatta → stessa sanzione, ridotta della metà
  • mancata dichiarazione dei redditi
  • partita IVA non aperta quando dovuta

Nei casi più gravi, non sono escluse conseguenze di natura penale.


In sintesi: cosa deve sapere chi vende online

  • Vendere oggetti personali in modo occasionale è lecito
  • Vendere con continuità e profitto può essere considerato attività commerciale
  • Le piattaforme comunicano i dati al Fisco
  • Superate certe soglie, partita IVA e dichiarazione diventano obbligatorie
  • Le sanzioni possono essere molto elevate

Per chi utilizza Vinted, eBay o piattaforme simili in modo sistematico, ignorare le nuove regole non è più un’opzione.

Intimidazione al sindaco di Carlentini, bossolo in una busta

Una busta contenente un bossolo e un messaggio intimidatorio è stata recapitata al sindaco di Carlentini, Giuseppe Stefio.

A renderlo noto è stato lo stesso primo cittadino nel corso di una conferenza stampa, durante la quale ha letto il testo della lettera: «Stefio, dimettiti o colpiremo la mia famiglia».
Il sindaco, esponente del Partito Democratico, ha immediatamente denunciato l’accaduto alle forze dell’ordine e ha già avuto un colloquio con il prefetto di Siracusa. «Mi ha fatto piacere la vicinanza delle istituzioni – ha dichiarato – ma anche quella dei cittadini, che mi hanno espresso numerose attestazioni di solidarietà e di stima. Voglio ribadire che solo i cittadini possono chiedermi di farmi da parte, non certamente questi personaggi».
Stefio ha infine lanciato un appello ad abbassare i toni del confronto pubblico, in particolare sui social network. «Da mesi invito alla moderazione – ha aggiunto – perché un clima esasperato rischia di alimentare tensioni pericolose».

Eolie isolate da oltre 60 ore: gravi disagi per residenti e servizi essenziali

Alicudi, Filicudi, Panarea e Stromboli–Ginostra restano isolate da oltre 60 ore a causa delle avverse condizioni meteo marine, ulteriormente peggiorate nelle ultime 24 ore.

L’assenza dei mezzi di linea sta provocando gravi disagi alle popolazioni residenti, con una progressiva carenza di generi di prima necessità.
La situazione è particolarmente critica anche sul fronte sanitario: non è stato possibile effettuare il previsto avvicendamento dei medici nei presidi di continuità assistenziale e numerosi residenti non hanno potuto raggiungere la terraferma per sottoporsi a visite e cure programmate.
Per il terzo giorno consecutivo, l’unico collegamento marittimo garantito è stato quello assicurato dalla nave Nerea della Caronte & Tourist Isole Minori, operativa sulla tratta Milazzo–Vulcano–Lipari–Salina e viceversa. L’unità ha trasportato un numero limitato di passeggeri, consentendo tuttavia il rifornimento delle isole attraverso il trasferimento dei mezzi commerciali.
Una situazione che riaccende i riflettori sulla fragilità dei collegamenti marittimi con le isole minori e sulla necessità di garantire continuità nei servizi essenziali, soprattutto in condizioni di emergenza.

Trovata morta in hotel a 27 anni la commissaria Misuraca di Partinico 

Flavia Misuraca, 27 anni, originaria di Partinico e commissaria della polizia di Stato, è stata trovata senza vita venerdì 9 gennaio nella stanza dell’albergo in cui alloggiava a Bardonecchia, in Val di Susa.

La giovane funzionaria si trovava in Piemonte da alcuni giorni nell’ambito dei servizi di rotazione a tutela dei cantieri dell’alta velocità. Quello di venerdì avrebbe dovuto essere l’ultimo giorno di permanenza prima del rientro a Grosseto, dove prestava servizio come dirigente dell’Ufficio prevenzione generale e soccorso pubblico della Questura.

A lanciare l’allarme è stato un collega, preoccupato per il mancato riscontro alle chiamate e per l’assenza della commissaria dagli impegni previsti. All’arrivo dei soccorsi e delle forze dell’ordine, per la giovane commissaria non c’era più nulla da fare. Secondo i primi accertamenti, il decesso sarebbe stato causato da un colpo di arma da fuoco esploso dalla pistola d’ordinanza.

La Procura di Torino ha aperto un fascicolo per chiarire le circostanze della morte. Al momento l’ipotesi ritenuta più probabile è quella del gesto volontario.

Laureata in Giurisprudenza, Flavia Misuraca aveva da poco concluso il percorso formativo alla Scuola superiore di polizia. Nominata commissaria nel 2024, aveva completato la propria formazione con un master di secondo livello alla Luiss in Organizzazione e politiche di pubblica sicurezza.

“Ci sono notizie che arrivano come un colpo improvviso – scrive il sindaco di Partinico, Pietro Rao – che ti spezzano il respiro. La perdita di Flavia, così giovane, così piena di vita e di futuro, è una ferita che attraversa tutta la nostra comunità. Era una figlia di Partinico, una ragazza che con sacrificio e determinazione aveva realizzato un sogno importante, servendo lo Stato con onore”.

Ribera in festa per don Leonardo Renda, diacono in cammino verso il sacerdozio

Questa mattina, nella Cattedrale di Palermo, l’ordinazione di don Leonardo Renda, 31 anni, di Ribera, a diacono. Era presente, assieme alla famiglia del giovane, anche il sindaco, Matteo Ruvolo.

Don Leonardo Renda, insegnante di Religione nelle scuole palermitane, segue gli studi presso il Seminario di Palermo e quello di oggi è il primo passo verso l’ordinazione sacerdotale prevista tra qualche mese.

“È stato un momento di grande intensità spirituale e umana, non solo per don Leonardo e la sua famiglia – commenta il sindaco, Matteo Ruvolo – ma per tutta la comunità riberese, che da qualche anno non viveva la gioia di un’ordinazione. Un segno importante, che riaccende nuova speranza e rafforza il legame profondo tra le nostra comunità civile ed ecclesiale”.

“A don Leonardo ho rivolto, a nome mio personale e dell’intera cittadinanza, i più sentiti auguri – aggiunge Ruvolo – per questo nuovo e significativo cammino di servizio, fatto di ascolto, dedizione e amore verso il prossimo. Siamo certi che con la sua umiltà di fede saprà essere guida attenta e un punto di riferimento per tanti, soprattutto per i più giovani”.

Questa mattina in Cattedrale, a Palermo, i genitori di don Leonardo, il padre Vincenzo, operaio forestale, la madre Maria e la sorella Lucy.

Cimiteri siciliani nel degrado, l’allarme M5S: “Servono interventi straordinari della Regione”

Transenne, aree interdette, manufatti pericolanti e cantieri che sembrano non finire mai. È questo lo scenario che, secondo la deputata regionale del Movimento 5 Stelle Stefania Campo, caratterizza numerosi cimiteri siciliani, da Modica a Villabate, da Favara a Calatabiano, passando per Aci Catena, Piedimonte Etneo, Siracusa e molti altri comuni dell’Isola.
“Nel 2025 e in questo inizio del 2026, in troppi Comuni andare al cimitero significa imbattersi in situazioni di degrado e insicurezza – denuncia Campo –. Restituire decoro e fruibilità a questi luoghi significa garantire rispetto ai defunti e tutela ai vivi”.
La parlamentare regionale chiede un intervento straordinario della Regione Siciliana e sollecita la valutazione dell’attivazione dell’Ufficio ispettivo di vigilanza e controllo sugli Enti Locali, affinché venga verificato l’operato dei Comuni e, nei casi più critici, si intervenga in maniera sussidiaria.
La situazione, sottolinea Campo, non riguarda singoli episodi ma una vera e propria emergenza diffusa. “In molti Comuni si registrano decine di salme in attesa. A Marsala si segnalano rifiuti e materiali abbandonati, con cantieri che rappresentano un rischio per i visitatori; al cimitero monumentale di Catania ci sono lapidi pericolanti e un impianto elettrico fatiscente; ad Aci Catena si sono verificati casi di degrado e mala gestione con il ritrovamento e il sequestro di resti umani e rifiuti cimiteriali. A Piedimonte Etneo, lo scorso novembre, l’intera struttura è stata dichiarata inagibile e interdetta al pubblico. A Siracusa, infine, il tema della sicurezza è tornato d’attualità a causa della caduta di intonaci”.
In questo quadro, Modica rappresenta – secondo la deputata – il simbolo di un problema che si trascina da troppo tempo. “Porzioni del cimitero comunale sono inagibili e inaccessibili, con famiglie che non riescono nemmeno ad avvicinarsi alla tomba di un proprio caro”.
Dopo un sopralluogo effettuato nelle scorse settimane, Campo ha presentato un’interrogazione all’Assemblea regionale siciliana, rimasta però senza risposta da oltre due mesi. “Se questa è la sorte di un tema così sensibile – afferma – è evidente che serve un cambio di metodo. Non l’ennesimo rinvio”.
Tra le proposte avanzate dal Movimento 5 Stelle, l’impegno immediato di risorse regionali specifiche per la messa in sicurezza delle aree inagibili e la definizione di un quadro di indirizzo regionale, con circolari e linee guida per i Comuni, che stabilisca standard minimi omogenei su sicurezza e gestione delle criticità strutturali.
“Un cimitero non può essere un cantiere eterno – conclude Campo – né un luogo dove il dolore si somma alla paura e all’umiliazione. Faremo tutto il necessario per portare con forza questi temi al centro dei lavori dell’Assemblea regionale siciliana”.