Terremoto tra Messina e Reggio Calabria: nessun danno segnalato

Una scossa di terremoto è stata registrata nelle prime ore della mattinata di oggi nel Mar Ionio ed è stata avvertita distintamente in Calabria e in gran parte della Sicilia orientale.

L’evento sismico, di magnitudo 5.1, si è verificato alle ore 05:53 ed è stato percepito in particolare a Reggio Calabria e nelle province di Messina, Catania e Siracusa.
Secondo i dati diffusi dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, l’epicentro è stato localizzato in mare, al largo della costa ionica della Calabria sud-orientale, in prossimità di Reggio Calabria, a una profondità di circa 64,8 chilometri. La scossa è stata classificata come ML 5.1.
Nonostante l’intensità moderata, il sisma è stato avvertito su un’area piuttosto ampia, anche a causa della profondità dell’ipocentro e delle caratteristiche geologiche del bacino ionico.

In molti centri abitati la popolazione ha percepito chiaramente il movimento tellurico, soprattutto ai piani alti degli edifici, ma senza conseguenze rilevanti.
La Sala Operativa Unificata della Protezione Civile della Regione Siciliana ha immediatamente attivato le procedure di verifica, effettuando un monitoraggio telefonico con gli uffici territoriali del Drpc dei comuni interessati e i comandi dei Vigili del Fuoco delle province di Messina, Siracusa e Catania.

Da tali controlli non sono emerse segnalazioni di danni strutturali né situazioni di emergenza.
Ulteriori ricognizioni svolte nella mattinata dal Servizio Territoriale di Messina del Dprc nei comuni della fascia jonica e tirrenica, dove la scossa è stata avvertita con maggiore intensità, hanno confermato l’assenza di danni a persone o cose.
La situazione resta costantemente monitorata, ma al momento non si registrano criticità.

Lavoro nero e indebita percezione di sussidi: controlli del Nil a Catania, cinque irregolari

Si è conclusa l’attività ispettiva avviata lo scorso mese di ottobre dal Nucleo Ispettorato del Lavoro di Catania, condotta congiuntamente ai militari dell’Arma territoriale nei comuni di Aci Castello, Mascalucia e Zafferana Etnea.

L’operazione rientra in un più ampio piano di contrasto al lavoro sommerso e di verifica della corretta fruizione delle misure di sostegno economico previste dallo Stato.
Nel corso dei controlli sono state accertate diverse irregolarità. In particolare, i militari hanno individuato cinque lavoratori, di età compresa tra i 18 e i 60 anni, residenti nelle province di Catania e Messina, risultati impiegati “in nero” presso un’agenzia di servizi e alcune attività di ristorazione del territorio.
Gli approfondimenti successivi hanno consentito di rilevare che i soggetti, pur svolgendo attività lavorativa retribuita, avevano omesso di comunicare all’Inps la variazione della propria situazione reddituale.

Nonostante ciò, continuavano a percepire l’Assegno di Inclusione in qualità di componenti di nuclei familiari beneficiari della misura.
Le posizioni irregolari sono ora al vaglio degli enti competenti per le conseguenti sanzioni amministrative e per il recupero delle somme indebitamente percepite.

Caso di tubercolosi a Montallegro, situazione sotto controllo

Un caso di tubercolosi è stato accertato a Montallegro. A darne comunicazione è stato il sindaco Giovanni Cirillo attraverso un post pubblicato sui social, nel quale ha riferito le informazioni ricevute dall’Asp di Agrigento.

“Sono stato contattato dall’Asp di Agrigento che mi ha riferito che il caso di tubercolosi è uno e attualmente ricoverata in ospedale già da tempo. L’Asp si sta attivando per effettuare i controlli ai familiari e alle persone vicine già contattate e invitate a restare a casa. La situazione è pertanto sotto controllo. Vi aggiornerò appena avrò altre comunicazioni”, ha scritto il primo cittadino.

L’Azienda sanitaria provinciale ha già avviato le procedure previste in questi casi, contattando i familiari e le persone che hanno avuto contatti diretti con la persona ricoverata. Tutti sono stati invitati a osservare le misure di precauzione e a sottoporsi ai controlli medici necessari.

Promozione turistica, Bellanca critica i maxischermi del Libero Consorzio: “Serve una strategia più ampia”

Dubbi e perplessità sull’efficacia dell’iniziativa del Libero Consorzio Comunale di Agrigento relativa all’installazione dei cosiddetti “maxischermi” a Led per la promozione turistica in alcune città della provincia.

A sollevarli è il consigliere comunale di Sciacca Filippo Bellanca, che interviene con una nota critica sull’impostazione e sugli obiettivi dell’operazione.
Secondo Bellanca, una promozione realizzata all’interno delle stesse città e circoscritta solo a una parte del territorio provinciale rischia di produrre risultati limitati.
«Un’azione di questo tipo – afferma – appare poco efficace e scarsamente utile in termini di reale attrattività turistica. La promozione locale, rivolta ai cittadini e ai visitatori già presenti, è un compito che spetta principalmente ai Comuni, attraverso eventi, servizi, decoro urbano e una concreta valorizzazione del patrimonio».
Il consigliere comunale sottolinea come il Libero Consorzio, in quanto ente sovracomunale, dovrebbe invece esercitare un ruolo differente, puntando su una visione strategica di più ampio respiro.
«Un ente di livello provinciale – prosegue – dovrebbe guardare oltre i confini dei singoli centri urbani, investendo in una promozione territoriale capace di raggiungere ambiti provinciali, nazionali e internazionali, con l’obiettivo di attrarre nuovi flussi turistici e generare sviluppo duraturo».
Criticità vengono evidenziate anche sotto il profilo tecnico.
«I Led wall installati, definiti “maxischermi”, sono in realtà di dimensioni piuttosto contenute – osserva Bellanca – e difficilmente possono incidere in modo significativo sulla comunicazione turistica. È probabile che si tratti di un intervento che andrebbe ripensato e riprogrammato nel suo complesso».
Nel suo intervento, Bellanca rivolge infine un appello ai rappresentanti istituzionali del territorio.
«Invito i consiglieri comunali e provinciali Alessandro Grassadonio e Giuseppe Ambrogio a interessarsi della vicenda e a contribuire alla ricerca di una soluzione più efficace e condivisa. In quanto portavoce della città di Sciacca all’interno delle istituzioni, è giusto che si facciano carico di questa problematica, promuovendo un confronto serio e costruttivo».
La riflessione finale è rivolta all’utilizzo delle risorse pubbliche.
«Occorre una valutazione attenta degli investimenti – conclude Bellanca – puntando su interventi strutturali e su una strategia di promozione turistica capace di valorizzare realmente l’intero territorio provinciale, con una visione di prospettiva e non limitata a iniziative di corto respiro”

Picco influenzale, i medici di base: “Vaccinarsi anche adesso” (Video)

Sono tante le persone a letto in questo momento a causa dell’influenza, una stagione che appare abbastanza impegnativa rispetto le precedenti. I motivi li spiegano ai nostri microfoni i medici di base di Sciacca Filippo Alessi e Pierfrancesco Sanzone.

“Il ceppo della variante K – spiega il dottor Alessi – e’ stato individuato dopo che sono stati sviluppati i vaccini per cui la protezione che danno è ottima dal punto di vista della ospedalizzazione perché riduce i ricoveri però non copre completamente e per questo il numero dei casi è superiore”.

Il giovane medico Sanzone spiega la sintomatologia e cosa assumere durante la malattia. Il consiglio è non assumere antibiotici trattandosi di una infezione virale non è necessario ricorrere alla categoria di farmaci.

“Sono circa 12 mila le persone vaccinate a Sciacca dai medici di base – aggiunge ancora Alessi – ma sottoporsi alla vaccinazione anche adesso può essere utile per evitare le complicazioni. Ed è al proprio medico di base che si può richiedere la somministrazione”.

Fiume Verdura: motopompe attivate, ma gli agricoltori chiedono chiarezza

Le motopompe sul fiume Verdura sono finalmente operative, ma restano ancora molte incognite sulla gestione dell’acqua e sui tempi di distribuzione. È quanto emerge dopo il sopralluogo effettuato ieri, 9 gennaio, dal presidente dell’Associazione Liberi Agricoltori, Leonardo D’Angelo, e dal coordinatore del Comitato Zona Disagiata Ribera, Giovanni Montalbano, lungo la riva sinistra del fiume, dove sono in corso i lavori del Consorzio di Bonifica AG3.
Durante la verifica è stata accertata l’avvenuta installazione e messa in funzione delle motopompe, un passaggio ritenuto fondamentale per fronteggiare l’emergenza idrica che da mesi mette in ginocchio il comparto agricolo del territorio. Tuttavia, secondo le associazioni, l’intervento arriva con un ritardo stimato di almeno due mesi rispetto a una tempistica considerata ideale.
Le richieste al Consorzio di Bonifica AG3
Pur accogliendo positivamente l’attivazione degli impianti, agricoltori e comitati chiedono ora risposte ufficiali e trasparenti sulla gestione operativa del servizio. Ad oggi, infatti, non risulta comunicato alcun cronoprogramma ufficiale.
In particolare, vengono sollevate alcune questioni centrali:
Priorità di riempimento: se le due motopompe attualmente in funzione saranno destinate inizialmente al riempimento dei laghetti privati e se saranno in grado di servire l’intero comprensorio.
Soluzioni alternative: quali misure intenda adottare il Consorzio nel caso in cui non sia possibile coprire tutto il bacino, per garantire equità di accesso all’acqua tra gli agricoltori.
Utilizzo della terza motopompa: acquistata dall’Autorità di Bacino e donata al Consorzio, si chiede se possa essere impiegata come stazione di rilancio per potenziare le altre due e raggiungere le zone più distanti.
Gestione del Gorgo di Montallegro: chiarimenti sui tempi di riempimento dell’invaso, e se questo avverrà prima, dopo o contestualmente al riempimento dei laghetti privati.
L’appello all’unità del territorio
Dall’Associazione Liberi Agricoltori e dal Comitato Zona Disagiata arriva anche un appello forte all’unità:
«L’acqua è un bene pubblico vitale – sottolineano – e la sua gestione non può essere soggetta a logiche di fazione». L’invito è rivolto a tutte le forze politiche, alle organizzazioni di categoria, alle associazioni e ai cittadini affinché l’emergenza idrica venga affrontata come una battaglia comune, nell’interesse del futuro dell’agricoltura e della comunità locale.
Diga sul Verdura: esito positivo delle prime indagini
Sul fronte strutturale, intanto, arrivano notizie incoraggianti. L’onorevole Carmelo Pace, presidente del gruppo parlamentare della Democrazia Cristiana all’ARS, ha annunciato l’esito positivo delle prime indagini idrografiche preliminari per la realizzazione della diga sul fiume Verdura.
«Si tratta di un altro importante passo verso la realizzazione di un’opera attesa da decenni – ha dichiarato Pace – fondamentale per un territorio stremato dalla siccità e per un settore strategico come quello agricolo».
Il nuovo invaso, previsto nel comune di Chiusa Sclafani, al confine tra le province di Palermo e Agrigento, consentirebbe di invasare le acque del Verdura, garantendo una risorsa idrica stabile per l’intero comprensorio.
Un iter avviato da tempo
Il deputato agrigentino ha ricordato come il percorso istituzionale sia iniziato quasi due anni fa, passando dall’appello al Presidente della Repubblica durante l’emergenza idrica del 2024, alla risoluzione approvata in Commissione Attività Produttive all’ARS, fino allo stanziamento di 500 mila euro nella Finanziaria regionale per lo studio di fattibilità.
Il prossimo passaggio sarà ora proprio l’avvio dello studio di fattibilità tecnico, decisivo per la concretizzazione dell’opera.
«Ringrazio l’assessore all’Energia Colianni e il presidente della Regione Schifani – ha concluso Pace – per la sensibilità dimostrata e per l’impegno su un’infrastruttura che può cambiare il destino del nostro territorio».

Terremoto nello Stretto di Messina: scossa di magnitudo 5.1, nessun danno segnalato

Una scossa di terremoto di magnitudo 5.1 è stata registrata alle 05:53 nel Mar Ionio, nell’area dello Stretto di Messina.

L’epicentro è stato localizzato in mare, a circa 17 chilometri da Brancaleone, nel Reggino.
Il sisma è stato avvertito distintamente in numerose zone della Calabria e della Sicilia orientale, con segnalazioni di percezione del movimento tellurico anche a Malta, a conferma di una propagazione ampia delle onde sismiche.
Secondo quanto riferito dal Dipartimento della Protezione Civile della Regione Calabria, non risultano al momento danni a persone né a edifici. Le verifiche sono state immediatamente attivate e vengono coordinate dalla Sala operativa di Catanzaro, che continua a raccogliere dati e segnalazioni dal territorio.
Il capo del Dipartimento, Domenico Costarella, ha confermato che il terremoto è avvenuto a oltre 20 chilometri dalla costa ionica calabrese, circostanza che ha contribuito a limitarne gli effetti.
Nonostante l’assenza di criticità, la scossa ha provocato momenti di forte apprensione, soprattutto nei centri costieri, dove molti residenti sono stati svegliati di soprassalto.

L’attenzione delle autorità resta alta in attesa di eventuali sviluppi, ma il quadro attuale non evidenzia situazioni di emergenza.

Tanta gente, applausi per gli spettacoli e qualche danneggiamento al teatro di Sciacca

E’ un consenso che arriva da ogni parte quello per la riapertura del teatro Samonà di Sciacca che, in particolare durante il periodo delle festività Natalizia, ha ospitato una serie di spettacoli che hanno permesso alla città di riappropriarsi di una struttura ancora incompleta, ma necessaria.

Concerti, spettacoli teatrali con il tutto esaurito hanno dato entusiasmo anche a molti artisti locali e del territorio. Non tutti, però, negli ultimi mesi, assistendo agli spettacoli, hanno trattato al meglio le poltroncine del Samonà.

Le foto che hanno inviato a Risoluto.it, infatti, testimoniano di danneggiamenti delle poltroncine. Qualcuno, addirittura, contravvenendo al divieto di fumare nella sala, avrebbe spento una sigaretta sulle poltroncine.

Bisogna avere rispetto per il Samonà, tutelare un bene che può favorire la crescita della città. E ci vogliono anche maggiori controlli affinché questo non accada.

Bonus giovani 2026: tutti gli incentivi previsti dalla nuova manovra finanziaria

Elenco completo e aggiornato delle misure per cultura, studio, lavoro e sport

Con l’entrata in vigore della Legge 30 dicembre 2025, n. 199 (Legge di Bilancio 2026), dal 1° gennaio 2026 diventano operative numerose misure dedicate ai giovani. Il pacchetto di interventi punta a sostenere l’accesso alla cultura, il diritto allo studio, l’occupazione stabile, la mobilità universitaria e le attività educative e sportive.

Di seguito il quadro aggiornato e completo dei bonus giovani 2026, così come delineato dalla nuova manovra finanziaria.


Bonus Valore Cultura: una nuova carta per i giovani diplomati

Dal 2027 debutta la nuova Carta elettronica “Bonus Valore Cultura”, destinata ai giovani che conseguono il diploma di scuola superiore entro il compimento dei 19 anni.
La misura sostituisce le precedenti agevolazioni e viene riconosciuta nell’anno successivo al diploma.

Le somme erogate:

  • non concorrono alla formazione del reddito
  • non incidono sull’ISEE
  • possono essere utilizzate per libri, cinema, teatri, musei, musica, corsi artistici e abbonamenti a quotidiani e periodici.

Lo stanziamento previsto è pari a 180 milioni di euro annui.


Più fondi per le borse di studio universitarie

La manovra rafforza in modo significativo il diritto allo studio, con un incremento di 250 milioni di euro del fondo nazionale per le borse di studio.

L’obiettivo è:

  • ampliare la platea dei beneficiari
  • sostenere gli studenti meritevoli
  • ridurre le disuguaglianze legate alla condizione economica delle famiglie.

Contributi per i libri scolastici delle scuole superiori

Dal 2026 viene istituito un fondo da 20 milioni di euro annui, destinato ai Comuni, per sostenere l’acquisto dei libri di testo della scuola secondaria di secondo grado.

Il contributo è riservato alle famiglie:

  • con ISEE fino a 30.000 euro
  • che non abbiano già beneficiato di altri aiuti per la stessa finalità.

Il sostegno riguarda libri cartacei e digitali.


Incentivi all’occupazione giovanile nel Mezzogiorno

Per favorire il lavoro stabile, la Legge di Bilancio introduce una decontribuzione parziale per le assunzioni a tempo indeterminato nella ZES Unica del Mezzogiorno.

Le risorse stanziate:

  • 154 milioni di euro nel 2026
  • 400 milioni nel 2027
  • 271 milioni nel 2028

L’esonero contributivo potrà durare fino a 24 mesi e sarà regolato da un decreto ministeriale. La misura è rivolta in particolare ai giovani e alle lavoratrici svantaggiate.


Rifinanziato l’Erasmus nazionale

Nuovi fondi anche per l’Erasmus italiano, che viene rifinanziato con 3 milioni di euro per il 2026.

Il programma sostiene:

  • borse di studio per la mobilità universitaria
  • percorsi formativi innovativi
  • collaborazione tra università statali e non statali riconosciute.

Servizi educativi e centri estivi: fondo strutturale

Dal 2026 nasce un fondo permanente da 60 milioni di euro annui, destinato ai Comuni per:

  • centri estivi
  • servizi socioeducativi territoriali
  • attività educative e ricreative per bambini e ragazzi.

I progetti potranno essere realizzati anche in collaborazione con enti pubblici e privati.


Corsi sperimentali di primo soccorso nelle scuole

In attesa di una disciplina organica, presso il Ministero dell’Istruzione e del Merito viene istituito un fondo da:

  • 100.000 euro per il 2026
  • 100.000 euro per il 2027

Le risorse finanzieranno corsi sperimentali di primo soccorso per studenti maggiorenni delle scuole superiori e della formazione professionale, con il coinvolgimento dei docenti di scienze motorie.


Educazione al rispetto e pari opportunità

La manovra prevede un fondo da 7 milioni di euro annui per il 2026 e il 2027, destinato ai Comuni per:

  • attività educative contro la violenza sulle donne
  • promozione delle pari opportunità
  • percorsi di educazione affettiva e al rispetto reciproco nelle scuole secondarie.

Sport e inclusione sociale

Tra le misure dedicate allo sport:

  • 2 milioni di euro nel 2026 per il progetto “Educare al rispetto nello sport”, contro bullismo e cyberbullismo nelle scuole medie
  • 2 milioni di euro nel 2027 per sostenere le spese sportive dei minori di 18 anni appartenenti a famiglie con ISEE inferiore a 20.000 euro.

Le modalità operative saranno definite da un decreto interministeriale.


Un pacchetto articolato di misure per le nuove generazioni

I bonus giovani 2026 delineano una strategia ampia che integra cultura, istruzione, lavoro, sport e inclusione sociale. Un insieme di interventi che, pur frammentato, mira a rafforzare le opportunità delle nuove generazioni e a ridurre le disuguaglianze economiche e territoriali.

Addio carta d’identità cartacea: dal 3 agosto 2026 sarà obbligatoria la CIE. Cosa cambia per i cittadini

Si avvicina la fine definitiva della carta d’identità cartacea. Con una circolare ufficiale del Ministero dell’Interno, l’Italia mette la parola fine a uno dei documenti simbolo della storia amministrativa del Paese: dal 3 agosto 2026 la carta d’identità in formato cartaceo cesserà di avere validità legale, indipendentemente dalla data di scadenza riportata sul documento.

Da quella data, l’unico documento di riconoscimento valido sarà la Carta d’Identità Elettronica (CIE).

La data da segnare: 3 agosto 2026

Il termine è fissato con precisione: 3 agosto 2026.
Da quel giorno:

  • tutte le carte d’identità cartacee diventeranno automaticamente invalide;
  • non potranno più essere utilizzate per l’identificazione personale;
  • la sostituzione con la CIE diventerà obbligatoria per tutti i cittadini.

La decadenza scatterà a prescindere dalla scadenza formale del documento cartaceo in possesso. Anche una carta apparentemente “ancora valida” non potrà più essere utilizzata.

Perché la carta cartacea viene eliminata

La decisione nasce da esigenze di sicurezza, uniformità e digitalizzazione.
Il formato cartaceo, infatti:

  • è più esposto a usura e deterioramento;
  • è più facilmente falsificabile;
  • non rispetta gli standard di sicurezza richiesti a livello europeo.

La Carta d’Identità Elettronica, invece, è realizzata in materiale plastico, ha le dimensioni di una carta di credito ed è dotata di:

  • chip elettronico;
  • sistemi anticontraffazione avanzati;
  • elementi di sicurezza conformi agli standard UE.

L’obbligo nasce dal Regolamento europeo

La svolta è legata all’attuazione del Regolamento UE 2019/1157, che impone criteri uniformi per i documenti di identità rilasciati dagli Stati membri.

Il regolamento:

  • non distingue tra uso nazionale o internazionale del documento;
  • impone standard minimi di sicurezza e validità giuridica;
  • esclude solo i documenti provvisori con validità inferiore a sei mesi.

Proprio per questo, anche le ultime carte cartacee ancora rilasciate riportano come scadenza massima il 3 agosto 2026.

La circolare del Viminale: obbligo senza eccezioni

A chiarire definitivamente il quadro è intervenuta la circolare n. 76 del 2025 del Ministero dell’Interno, che sancisce l’obbligo di adeguamento alla normativa europea.

Il Dipartimento sottolinea come l’obiettivo del legislatore europeo sia quello di:

  • armonizzare le caratteristiche tecniche dei documenti;
  • uniformare la validità giuridica in tutti gli Stati membri;
  • garantire maggiore affidabilità nei processi di identificazione.

Cosa devono fare i cittadini

Chi non è ancora in possesso della Carta d’Identità Elettronica dovrà richiederla prima del 3 agosto 2026 presso il Comune di residenza o dimora.

È consigliabile attivarsi per tempo, evitando il rischio di sovraccarico degli uffici comunali nei mesi immediatamente precedenti alla scadenza.

Non solo identificazione: la CIE come chiave digitale

Oltre a sostituire il documento cartaceo, la CIE rappresenta anche uno strumento centrale per la digitalizzazione della Pubblica Amministrazione.

La carta elettronica consente infatti:

  • l’accesso ai servizi online della PA;
  • l’identificazione digitale del cittadino;
  • l’integrazione con sistemi di autenticazione pubblici.

Un aspetto sempre più rilevante, considerando che la CIE è destinata a diventare uno degli strumenti principali per l’identità digitale.

Dal 2026 niente alternative

Il messaggio è chiaro: dal 3 agosto 2026 non saranno previste deroghe.
Senza Carta d’Identità Elettronica non sarà più possibile identificarsi ufficialmente.

La transizione è ormai tracciata: la carta d’identità cartacea entra definitivamente negli archivi della storia amministrativa italiana.