Si è svolta ieri l’inaugurazione della Casa della Comunità di Nicosia, alla presenza dell’Assessore regionale alla Salute, Daniela Faraoni, intervenuta per testimoniare la vicinanza della Regione Siciliana al territorio ennese e all’Asp di Enna, guidata dal direttore generale Mario Zappia, con il direttore amministrativo Maria Sigona e il direttore sanitario Ennio Ciotta.
La nuova struttura rappresenta un passo concreto verso un modello di sanità di prossimità, pensato per avvicinare i servizi ai cittadini e ridurre la pressione su ospedali e pronto soccorso. Le Case della Comunità si collocano infatti tra l’assistenza ambulatoriale e quella ospedaliera, offrendo servizi sanitari integrati in collaborazione con medici di medicina generale e servizi sociali comunali.
Alla cerimonia, moderata dal dg Zappia, hanno partecipato anche il vicepresidente della Regione Siciliana, Luisa Lantieri, il sindaco di Nicosia Luigi Bonelli, il presidente dell’Ordine dei Medici di Enna Renato Mancuso, oltre a numerose autorità civili e militari e a una significativa presenza di cittadini.
Il direttore generale dell’Asp di Enna, Mario Zappia, ha illustrato le finalità della struttura, sottolineando l’importanza di una sanità proattiva e preventiva: grazie a una banca dati realizzata con l’Università Kore, l’Azienda potrà intervenire in modo mirato sulle principali patologie croniche del territorio, anticipando l’insorgenza delle fasi acute.
Il direttore del distretto di Agira e Nicosia, Giuseppe Bonanno, ha ringraziato la Direzione Strategica e tutto il personale sanitario e amministrativo per l’impegno profuso nella realizzazione del progetto, definendo la Casa della Comunità un risultato di grande valore per la popolazione.
Nel suo intervento conclusivo, l’Assessore Faraoni ha evidenziato come la sanità territoriale rappresenti una delle sfide centrali del sistema sanitario regionale: “La pandemia ci ha insegnato che l’ospedale non può essere l’unica risposta. Serve una rete di strutture vicine alle persone, capace di garantire equità e presa in carico”.
Al termine dell’inaugurazione, l’Assessore ha visitato l’Ospedale di Nicosia, incontrando il personale sanitario e ringraziandolo per l’impegno quotidiano a tutela della salute dei cittadini.
Inaugurata a Nicosia la Casa della Comunità: “La Regione è vicina al territorio ennese”
Pedopornografia online, 4 arresti a Catania dopo un’operazione della Polizia Postale
Una complessa attività investigativa coordinata dalla Procura Distrettuale della Repubblica di Catania, a tutela dei minori e delle fasce più deboli, ha portato all’arresto in flagranza di quattro persone per detenzione di ingente materiale pedopornografico. L’operazione è stata condotta dalla Polizia di Stato attraverso il Centro Operativo per la Sicurezza Cibernetica della Polizia Postale di Catania.
L’indagine ha preso avvio dal Centro Nazionale per il Contrasto alla Pedopornografia Online del Servizio Polizia Postale che, grazie alla collaborazione con l’organizzazione no profit Child Rescue Coalition, ha utilizzato avanzati strumenti investigativi per geolocalizzare in Sicilia alcuni utilizzatori di account coinvolti nella condivisione e nel download di immagini e video di pornografia minorile.
I successivi approfondimenti investigativi hanno consentito alla Polizia Postale di ricostruire il quadro indiziario e alla Procura della Repubblica di emettere decreti di perquisizione personale e informatica nei confronti degli indagati. Nel corso delle operazioni sono stati sequestrati numerosi dispositivi informatici contenenti decine di migliaia di file illegali, tra immagini e video pedopornografici.
Il rinvenimento dell’ingente quantitativo di materiale illecito all’interno dei dispositivi in uso a quattro indagati ha determinato il loro arresto in flagranza di reato, successivamente convalidato dai competenti Giudici per le Indagini Preliminari.
L’operazione conferma l’impegno costante della Polizia Postale e della Procura di Catania nel contrasto ai reati di sfruttamento sessuale dei minori in rete, un fenomeno particolarmente grave e insidioso che richiede strumenti tecnologici avanzati e una forte cooperazione anche a livello internazionale, al fine di garantire una tutela effettiva delle vittime e dei soggetti più vulnerabili.
Finanziaria regionale, La Rocca Ruvolo: “Una svolta concreta per l’occupazione in Sicilia” (Video)
La finanziaria regionale approvata lo scorso dicembre segna un passaggio decisivo per le politiche del lavoro in Sicilia. A sottolinearlo è l’onorevole Margherita La Rocca Ruvolo, che evidenzia come il cuore del provvedimento sia rappresentato dal pacchetto di misure destinato a sostenere l’occupazione e lo sviluppo del tessuto produttivo dell’Isola.
Il programma può contare su 221 milioni di euro all’anno per i prossimi tre anni ed è pensato per incentivare le assunzioni stabili e di qualità, sostenendo al contempo l’innovazione e la sostenibilità delle imprese.
Tra gli interventi principali spicca la cosiddetta “Decontribuzione Sicilia”, che prevede l’erogazione di contributi alle imprese che effettuano nuove assunzioni. Il sostegno è pari al 10 per cento del costo del lavoro, percentuale che sale al 15 per cento nel caso di assunzione di donne o di lavoratori over 50 con almeno due anni di disoccupazione alle spalle.
Il contributo maggiorato al 15 per cento è previsto anche per le imprese che scelgono di investire in welfare aziendale, in modelli di sostenibilità Esg, nel miglioramento delle condizioni di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro o che introducono la riduzione dell’orario settimanale a 35 ore a parità di retribuzione.
La misura sarà ulteriormente rafforzata quando le assunzioni saranno collegate a nuovi investimenti aziendali, nel rispetto della normativa sugli aiuti di Stato. In questi casi, i contributi potranno arrivare fino al 60 per cento per le piccole imprese, al 50 per cento per le medie e al 40 per cento per le grandi imprese, offrendo un incentivo significativo alla crescita e all’attrazione di capitali.
Un altro capitolo rilevante riguarda il Sicily working, per il quale sono stati stanziati 21 milioni di euro. Le imprese dell’Unione europea che assumeranno lavoratori consentendo loro di operare da remoto potranno ottenere un contributo fino a 30 mila euro. All’interno di questo stanziamento, tre milioni di euro saranno destinati alla creazione di spazi di coworking, attraverso il riadattamento di immobili pubblici ed edifici di enti ecclesiastici in disuso, oltre all’acquisto di arredi e attrezzature.
A completare il quadro, le ulteriori risorse bloccate dapprima dalla relazione della Corte dei Conti e ora a disposizione che consentiranno di rafforzare l’impianto complessivo della manovra.
«Si tratta – sottolinea La Rocca Ruvolo – di una finanziaria che guarda al futuro, mettendo al centro il lavoro, la dignità dei lavoratori e la competitività delle imprese siciliane. Un investimento strutturale per creare occupazione stabile e rendere la Sicilia più attrattiva e moderna».
Alessia Friscia, tedoforo di Sciacca a Pavia
Alessia Friscia, ventenne di Sciacca, è stata tedoforo a Pavia.
Alessia è un simbolo di amore per lo sport e di voglia di andare avanti superando ogni difficoltà.
Ciò che ha scatenato la sua voglia di andare oltre le difficoltà è stata la scoperta dell’atletica paralimpica.
A Pavia divide il tempo tra studio e sport. Adesso si sta preparando in vista dei campionati italiani indoor di atletica leggera che si disputeranno ad Ancora.
Sciacca fa il tifo per lei a cominciare dalla sua famiglia e da quella dell’Agatocle.
Canili, riforma 2026: più controlli, sicurezza e benessere per i cani. Ecco cosa cambia davvero
Dal 1° gennaio 2026 entrano in vigore nuove regole per la gestione dei canili e dei rifugi per animali. La riforma punta a rafforzare sicurezza, benessere animale e controlli, ma lascia aperti nodi critici come appalti al ribasso, sovraffollamento e forti disuguaglianze territoriali.
Dopo oltre trent’anni dalla legge quadro sul randagismo, il sistema dei canili italiani viene nuovamente rivisto: non senza luci e ombre.
Dalla legge del 1991 alla riforma 2026: cosa è cambiato
La tutela degli animali d’affezione in Italia prende forma con la Legge n. 281 del 1991, che segnò una svolta storica:
- stop alla soppressione sistematica dei cani randagi;
- nascita dei canili come luoghi di cura e adozione;
- riconoscimento del valore dell’animale come essere senziente.
Nel tempo, però, il sistema si è progressivamente trasformato. In molti territori i canili sono diventati strutture di detenzione permanente, alimentate da una gestione economica che incentiva la permanenza degli animali anziché l’adozione.
Il decreto 2026: nuovi standard obbligatori per i canili
La riforma nasce dal Decreto ministeriale del 14 febbraio 2025, operativo dal 2026, che introduce un manuale gestionale nazionale con regole più stringenti.
Le principali novità prevedono:
- tracciabilità totale di ingressi, uscite e adozioni;
- gestione rigorosa dei farmaci veterinari;
- obbligo di protocolli sanitari e di biosicurezza;
- maggiore professionalizzazione del personale.
Si tratta di un passo avanti importante sul piano dei controlli, soprattutto per contrastare irregolarità e maltrattamenti.
Il nodo irrisolto degli spazi vitali
Nonostante il rafforzamento dei controlli, la riforma non stabilisce standard nazionali vincolanti sugli spazi minimi per cane.
Il decreto parla genericamente di “spazi adeguati alle esigenze etologiche”, demandando la definizione concreta a Regioni e Comuni.
Il risultato è un’Italia a più velocità:
- nel migliore dei casi, un cane di taglia media dispone di 4–6 metri quadrati;
- in molte strutture del Sud, il sovraffollamento rende impossibile garantire condizioni dignitose.
Appalti al ribasso: il vero problema strutturale
Il cuore della criticità resta il sistema degli appalti pubblici.
Molti Comuni affidano la gestione dei canili a soggetti privati attraverso bandi che premiano l’offerta economicamente più bassa.
Questo genera un meccanismo perverso:
- il gestore viene pagato per ogni giorno di permanenza del cane;
- meno adozioni = più introiti;
- risparmio su cibo, cure e personale per restare nei costi.
In media, il costo giornaliero per cane è di circa 6 euro, ma in alcune realtà scende a 4 euro al giorno, una cifra incompatibile con un reale benessere animale.
Sovraffollamento e controlli: i dati dei NAS
Un quadro allarmante emerge dalle ispezioni dei Carabinieri NAS condotte nel 2024.
Secondo i dati del SINAC, l’80% dei cani presenti nei canili italiani si concentra in cinque regioni:
- Puglia
- Sicilia
- Campania
- Calabria
- Sardegna
In molte strutture del Mezzogiorno si superano 300 cani per canile, con evidenti rischi sanitari e gestionali.
Le ispezioni hanno portato a:
- sanzioni e denunce;
- sequestri di strutture;
- irregolarità per un valore complessivo vicino ai 4,7 milioni di euro.
Riforma utile, ma non risolutiva
La riforma canili 2026 rappresenta un passo avanti sul piano normativo, soprattutto in termini di tracciabilità e controlli.
Tuttavia, senza:
- criteri nazionali sugli spazi minimi;
- revisione del sistema degli appalti;
- incentivi reali alle adozioni;
il rischio è che il modello resti economicamente sostenibile solo a scapito degli animali.
Il benessere dei cani non può dipendere da logiche di mercato: la riforma ha acceso un faro, ma il cambiamento strutturale è ancora tutto da costruire.
Scuola, infortunio dell’alunno: non sempre scatta il risarcimento. La Cassazione chiarisce quando la scuola è responsabile
Non ogni infortunio scolastico comporta automaticamente un risarcimento. A chiarirlo è la Corte di Cassazione con l’ordinanza n. 33392 del 21 dicembre 2025, che fissa principi molto precisi sui casi in cui la scuola può essere ritenuta responsabile per gli incidenti avvenuti agli alunni durante l’orario scolastico.
La sentenza ridisegna i confini della responsabilità dell’istituto scolastico e mette in guardia le famiglie: il semplice fatto che l’infortunio avvenga a scuola non basta per ottenere un indennizzo.
Infortunio a scuola: cosa dice la Cassazione
Secondo la Suprema Corte, affinché possa sorgere una responsabilità risarcitoria, non è sufficiente il dato spazio-temporale (cioè che l’incidente sia avvenuto durante le lezioni o sotto la vigilanza degli insegnanti).
È invece necessario dimostrare:
- il nesso causale tra l’evento e una condotta colposa della scuola;
- una carenza effettiva di vigilanza da parte del personale scolastico;
- oppure un comportamento illecito di un altro alunno, chiaramente individuato.
In assenza di questi elementi, la richiesta di risarcimento può essere legittimamente respinta.
Il caso concreto: ricostruzioni contraddittorie e niente risarcimento
La vicenda esaminata dalla Cassazione riguarda un alunno infortunatosi durante una lezione di educazione fisica in palestra, con una frattura al polso.
La famiglia aveva chiesto il risarcimento al Ministero dell’Istruzione, ma:
- la dinamica dell’incidente non era stata chiarita in modo univoco;
- le versioni fornite parlavano alternativamente di scivolamento accidentale e di fallo di gioco provocato da un compagno;
- non era stato possibile stabilire se l’insegnante avesse violato l’obbligo di vigilanza.
Tribunale e Corte d’Appello avevano rigettato la domanda, decisione poi confermata dalla Cassazione.
Responsabilità della scuola: contrattuale o extracontrattuale?
La Corte ha ribadito una distinzione fondamentale.
🔹 Responsabilità extracontrattuale (art. 2048 c.c.)
Si applica solo se:
- il danno è causato da un altro alunno;
- viene dimostrato l’illecito commesso dal terzo.
Se non è chiaro se l’infortunio sia stato provocato da un altro studente, la presunzione di responsabilità non opera.
🔹 Responsabilità contrattuale (art. 1218 c.c.)
In questo caso:
- non basta dimostrare che l’alunno si è fatto male a scuola;
- è necessario provare che l’infortunio sia conseguenza di una mancata o insufficiente vigilanza.
Solo dopo questa prova spetta alla scuola dimostrare che l’evento è stato imprevedibile e inevitabile.
Versioni incoerenti: un errore decisivo
Uno dei punti centrali della sentenza riguarda la contraddittorietà delle ricostruzioni.
La Cassazione sottolinea che non è possibile attribuire responsabilità sulla base di fatti descritti in modo vago o incompatibile, perché ciò violerebbe il diritto di difesa della scuola.
In altre parole:
- l’evento deve essere descritto in modo preciso e coerente fin dall’inizio;
- non è ammesso “cambiare versione” durante il processo.
Cosa devono sapere le famiglie
La sentenza lancia un messaggio chiaro:
- ❌ l’infortunio scolastico non garantisce automaticamente il risarcimento;
- ✅ è indispensabile documentare come, perché e per colpa di chi è avvenuto l’incidente;
- ⚠️ senza prove concrete sulla carenza di vigilanza o sull’illecito di un terzo, la domanda risarcitoria rischia di essere respinta.
Conclusione
Con l’ordinanza n. 33392/2025, la Cassazione rafforza un orientamento rigoroso:
la scuola risponde solo se viene dimostrata una reale violazione dei suoi obblighi di vigilanza.
Per le famiglie, questo significa che prima di avviare un’azione legale è fondamentale ricostruire in modo puntuale l’accaduto e valutare attentamente la sussistenza dei presupposti giuridici per il risarcimento.
Maltempo in Sicilia lunedì, preallerta della Protezione Civile
Una fase di maltempo di forte intensità è attesa in Sicilia a partire dalle prime ore di lunedì 19 gennaio. A lanciare il preallertamento è la Protezione Civile Regionale Siciliana, che ha invitato sindaci e responsabili comunali ad attivare tempestivamente tutte le procedure preventive previste dai piani di emergenza.
Il maltempo in Sicilia lunedì interesserà gran parte del territorio regionale, con particolare attenzione alle aree costiere ioniche, dove sono previste condizioni meteo particolarmente critiche.
Venti forti, piogge intense e mareggiate
Secondo quanto comunicato nel preallertamento, la perturbazione sarà caratterizzata da venti forti o di burrasca provenienti dai quadranti orientali, in particolare Levante e Scirocco. Sono attese inoltre precipitazioni abbondanti, soprattutto nell’area compresa tra Etna e Peloritani, e mareggiate di forte intensità lungo le coste ioniche.
Questo quadro meteorologico potrebbe favorire il verificarsi di eventi idrogeologici avversi, motivo per cui il maltempo in Sicilia lunedì viene monitorato con particolare attenzione già nella fase preliminare, in attesa degli avvisi meteo ufficiali.
Preallertamento e verifiche sul territorio
Alle amministrazioni comunali è stata richiesta l’immediata verifica dei punti critici del territorio, tra cui sottopassi, pendii, impluvi, torrenti e attraversamenti stradali, con eventuale rimozione di ostruzioni e predisposizione di interdizioni.
Particolare attenzione viene inoltre raccomandata per cartellonistica pubblicitaria, segnaletica stradale, alberature, pali, tralicci, oltre a coperture leggere e strutture temporanee, comprese le infrastrutture esposte alle mareggiate.
Organizzazione dei soccorsi e informazione alla popolazione
In vista del maltempo in Sicilia lunedì, i Comuni sono invitati ad allertare il personale e le organizzazioni di volontariato di Protezione Civile, predisponendo l’eventuale apertura dei Centri Operativi Comunali e il presidio dei punti maggiormente a rischio.
È prevista anche un’azione informativa rivolta alla popolazione, con l’indicazione dei comportamenti di autoprotezione da adottare e la raccomandazione di evitare spostamenti non necessari o permanenze in aree esposte a rischio idrogeologico o a mareggiate.
Massima attenzione in attesa di aggiornamenti
La Protezione Civile regionale ha infine raccomandato di mantenere costanti collegamenti con le Sale Operative dei Vigili del Fuoco, del 118, della Protezione Civile, del Corpo Forestale e con le Prefetture competenti.
In attesa dei prossimi aggiornamenti previsionali, viene richiesto il massimo livello di attenzione e collaborazione da parte di tutte le strutture coinvolte per affrontare in modo tempestivo ed efficace l’ondata di maltempo.
E’ morto Tony Dallara, il cantante di “Romantica” e “Come prima”
ROMA (ITALPRESS) – E’ morto, all’età di 89 anni, Tony Dallara. Nato a Campobasso il 30 giugno 1936 con il nome di Antonio Lardera, Dallara divenne celebre alla fine degli anni Cinquanta come uno dei primi e più rappresentativi “urlatori”, termine con cui venivano indicati quei giovani interpreti che rompevano con la tradizione melodica classica per abbracciare uno stile più energico e moderno.
Il successo arrivò nel 1957 con “Come prima”, una canzone destinata a entrare nella storia della musica italiana.
Sull’onda di questo successo, Dallara divenne uno dei volti più popolari della scena musicale nazionale. Partecipò più volte al Festival di Sanremo, palcoscenico fondamentale per la musica italiana di quegli anni, e nel 1960 vinse la manifestazione con “Romantica”, confermando la sua capacità di unire forza interpretativa e sensibilità melodica.
-foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).
Protezione Civile, Musumeci “Firmato decreto risorse per emergenze regionali”
ROMA (ITALPRESS) – Sono 12 milioni di euro le risorse destinate dal Governo alle Regioni per assicurare il concorso agli interventi e alle misure diretti a fronteggiare un’emergenza di rilievo regionale.
“Con il decreto firmato dal ministro per la Protezione civile e le Politiche del mare Nello Musumeci, acquisita l’intesa della Conferenza unificata – si legge in una nota -, si avvia così una nuova e più efficiente modalità di gestione delle risorse statali, iscritte nel Fondo regionale di protezione civile, funzionali alla realizzazione di esigenze urgenti dopo una emergenza di rilievo regionale. Le risorse saranno destinate con provvedimento dello stesso ministro alle Regioni che abbiano documentato effettive ed urgenti esigenze”.
“Si terrà conto – spiega Musumeci – anche della tempistica e della rilevanza di ciascun intervento, in relazione alla salvaguardia della vita umana o alla ripresa delle ordinarie condizioni di vita . Particolare attenzione merita il monitoraggio, essendo richiesto alle Regioni di verificare l’effettivo utilizzo delle risorse trasferite, relazionando al Dipartimento nazionale della Protezione civile con cadenza semestrale”.
– Foto IPA Agency –
(ITALPRESS).
Ambiente, migliorano i parametri in Cina nel 2025
PECHINO (CINA) (XINHUA/ITALPRESS) – La Cina ha registrato un miglioramento del proprio ambiente ecologico nel 2025, grazie a costanti sforzi per combattere l’inquinamento e sostenere uno sviluppo verde, hanno mostrato giovedì i dati ufficiali.
La concentrazione media nazionale di PM2.5 è stata di 28 microgrammi per metro cubo nel 2025, in calo del 4,4% su base annua, secondo la conferenza nazionale 2026 sul lavoro per la protezione dell’ambiente ecologico.
La percentuale di giorni con una buona qualità dell’aria è aumentata di 1,9 punti percentuali anno su anno, raggiungendo l’89,3% nel 2025.
A livello nazionale, la quota di corpi idrici superficiali classificati di “buona qualità” è stata del 91,4% nel 2025, in crescita di 1 punto percentuale rispetto all’anno precedente.
La percentuale di acque costiere valutate di “buona qualità” si è attestata all’84,9%, con un aumento di 1,2 punti percentuali.
Il ministero dell’Ecologia e dell’Ambiente ha inoltre delineato i principali compiti per il 2026, tra cui il progresso della prevenzione dell’inquinamento, una maggiore supervisione ambientale e l’accelerazione dell’innovazione tecnologica.
(ITALPRESS).
-Foto Xinhua-



