Cocaina ad Alcamo, arresto dopo un controllo su strada

Un’operazione di controllo del territorio condotta dai carabinieri della Compagnia di Alcamo si è conclusa con l’arresto di un uomo di 33 anni, residente in città, per detenzione illecita di sostanze stupefacenti. Il fatto è avvenuto nel corso di un normale controllo, durante il quale l’uomo viaggiava a bordo del proprio ciclomotore.
Fin dalle prime fasi del controllo, il comportamento del 33enne ha attirato l’attenzione dei militari dell’Arma. Lo stato di evidente agitazione mostrato dall’uomo ha infatti indotto i carabinieri ad approfondire gli accertamenti, procedendo con una perquisizione personale.

Cocaina ad Alcamo: il rinvenimento durante la perquisizione

Nel corso della perquisizione, i militari hanno rinvenuto tre involucri in plastica termosaldata, all’interno dei quali era contenuta sostanza stupefacente. Gli accertamenti hanno permesso di stabilire che si trattava di cocaina, per un peso complessivo di 165 grammi.
Alla luce di quanto emerso, l’attività di controllo è stata estesa anche all’abitazione dell’uomo. La perquisizione domiciliare ha consentito di rinvenire una somma di denaro contante pari a oltre 7.800 euro. Il denaro, secondo quanto riportato nel comunicato, è stato ritenuto verosimilmente provento di attività di spaccio.

Denaro e stupefacente sotto sequestro

Sia la sostanza stupefacente sia il denaro contante rinvenuti nel corso delle operazioni sono stati posti sotto sequestro. Le attività di perquisizione e sequestro si sono svolte nel rispetto delle procedure previste, consentendo di ricostruire il quadro indiziario a carico del 33enne.
A seguito dell’arresto, l’uomo è stato sottoposto all’udienza di convalida. Al termine dell’udienza, l’autorità giudiziaria ha disposto nei suoi confronti la misura cautelare degli arresti domiciliari.
La misura è stata accompagnata dall’applicazione del braccialetto elettronico, strumento previsto per il controllo del rispetto delle prescrizioni imposte. Il procedimento proseguirà secondo le fasi previste dalla legge.

Appalto per la raccolta dei rifiuti a Sciacca, a marzo decisione del Tar

Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Sicilia ha disposto direttamente la trattazione dell’udienza di merito sul ricorso presentato dalla Sea Servizi Ecologici Ambientali S.r.l., capogruppo del Rti con Bono Slp, contro l’aggiudicazione dell’appalto per il servizio di raccolta dei rifiuti urbani del Comune di Sciacca.
Il ricorso è stato proposto contro la determinazione dirigenziale del 12 dicembre 2025, con cui il Comune ha disposto l’aggiudicazione definitiva ed efficace del servizio alla Teknoservice S.r.l. per il periodo 1° gennaio – 31 dicembre 2026, per un appalto che riguarda la raccolta differenziata e indifferenziata “porta a porta”, il trasporto allo smaltimento e altri servizi di igiene pubblica.
Con ordinanza emessa nella camera di consiglio del 15 gennaio 2026, il Tar ha ritenuto che non sussistano i presupposti di estrema gravità e urgenza tali da giustificare un intervento cautelare immediato. Secondo il Collegio, infatti, l’eventuale pregiudizio lamentato dalla ricorrente potrebbe essere compensato da un possibile subentro nel prosieguo del rapporto, in caso di accoglimento del ricorso nel merito.
Il Tribunale ha inoltre stabilito che le esigenze cautelari della società ricorrente possano essere adeguatamente tutelate attraverso una celere definizione del giudizio, fissando l’udienza pubblica di merito per il 27 marzo 2026.
Le società ricorrenti sono assistite dall’avvocato Girolamo Rubino.

Crisi del Lago Arancio, Dimino: «Colpo mortale all’agricoltura»

La crisi del Lago Arancio entra con forza nel dibattito politico e istituzionale locale. L’assessore alle Attività Produttive del Comune di Sciacca, Francesco Dimino, interviene pubblicamente a sostegno della richiesta di convocazione di un Consiglio comunale aperto presentata dal Presidente dall’Associazione Organizzazioni Agricoltori Lago Arancio APS,Antonino Ciaccio, dedicato alla gestione delle risorse idriche e alle ricadute sul comparto agricolo del territorio.
Dimino dichiara il proprio pieno appoggio all’iniziativa promossa dall’Associazione Organizzazioni Agricoltori Lago Arancio APS, sottolineando l’urgenza di un confronto pubblico su una situazione che, da emergenziale, rischia di diventare strutturale, con effetti sempre più gravi sull’economia agricola del comprensorio.

Responsabilità della politica regionale e crisi del Lago Arancio

Secondo l’assessore, la crisi del Lago Arancio è il risultato di scelte non accompagnate da misure compensative adeguate. Il dirottamento delle acque verso la diga Garcia, deciso per fronteggiare l’emergenza idrica nel Trapanese, ha inciso pesantemente sulla disponibilità idrica per l’irrigazione, lasciando gli agricoltori senza certezze in vista della stagione estiva.
Il territorio chiede da mesi, se non da anni, soluzioni definitive alla crisi idrica e agricola. Tuttavia, sottolinea Dimino, l’unica risposta concreta arrivata fino ad oggi è stata quella di sottrarre risorse al comparto agricolo, trasformando scelte emergenziali in interventi di fatto permanenti.

“Il Lago Arancio come la Groenlandia”

Nel suo intervento, l’assessore utilizza una metafora efficace per descrivere la situazione: “Il Lago Arancio è come la Groenlandia”. Tutti guardano a quella risorsa, tutti la vogliono e tutti ne parlano in funzione di interessi più ampi. Ma mentre si discute, c’è chi soffre.
A pagare il prezzo più alto della crisi del Lago Arancio sono gli agricoltori, le famiglie e le imprese agricole che da quella risorsa dipendono per sopravvivere. Dimino chiarisce di non essere contrario agli usi civili dell’acqua, comprendendo pienamente l’emergenza idrica che attraversa la Sicilia, ma denuncia una scarsa attenzione verso la sofferenza del mondo agricolo.

Irrigazione estiva a rischio e gestione della risorsa

Un altro nodo centrale della crisi del Lago Arancio riguarda la dispersione dell’acqua. Migliaia di metri cubi finiscono ogni anno in mare a causa del mancato ripristino del sollevamento del fiume Belice e dell’assenza di una strategia concreta sul riutilizzo delle acque reflue del depuratore di Sciacca.
Nel frattempo, il lago continua a essere svuotato. E questo accade, evidenzia Dimino, anche durante una stagione piovosa importante che, tuttavia, non sarà sufficiente a garantire l’irrigazione estiva.

Un pilastro economico in pericolo

Il rischio concreto è che, nei prossimi mesi, le campagne di Sciacca, Menfi, Sambuca di Sicilia, Santa Margherita di Belice, Castelvetrano e Partanna restino senz’acqua. Non per una carenza assoluta della risorsa, ma perché il Lago Arancio è passato da essere una diga a uso esclusivamente irriguo ad avere usi misti, senza che siano state attivate soluzioni strutturali alternative.
Secondo Dimino, il tempo è ormai scaduto. La crisi del Lago Arancio sta infliggendo un colpo durissimo all’agricoltura e, con essa, all’economia, all’occupazione e alla tenuta sociale dell’intero comprensorio.
L’assessore ribadisce la disponibilità al confronto e alla collaborazione, ma avverte che ogni ulteriore ritardo rappresenta un arretramento del futuro agricolo del territorio. Senza un intervento immediato, il rischio concreto è la perdita di uno dei pilastri fondamentali dell’economia locale.

“Irregolarità per la sicurezza”, sospesa per 5 giorni l’attività di un locale di Sciacca

Un locale di intrattenimento di Sciacca è stato sospeso per cinque giorni a seguito di controlli effettuati dalla Polizia di Stato. Il provvedimento è scattato dopo una serie di verifiche mirate che hanno fatto emergere irregolarità in materia di sicurezza e vigilanza.
Gli accertamenti sono stati condotti dai poliziotti del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Sciacca nell’ambito di un più ampio piano di prevenzione disposto dal Questore di Agrigento, Tommaso Palumbo, finalizzato al controllo delle attività di pubblico spettacolo e al rispetto delle prescrizioni previste dalle licenze.
Il locale, pur essendo regolarmente autorizzato allo svolgimento di spettacoli e intrattenimento, con accessi regolamentati e personale addetto al controllo degli ingressi, presentava criticità sotto il profilo della sicurezza. In particolare è stato riscontrato l’impiego di personale non abilitato ai servizi di vigilanza.
Alla luce delle violazioni accertate, sono state avviate le procedure sanzionatorie previste dalla normativa vigente.

Al titolare dell’attività è stata notificata la sospensione per cinque giorni della somministrazione di alimenti e bevande, provvedimento adottato dal Questore di Agrigento ai sensi dell’articolo 100 del Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza

. Il locale era già finito all’attenzione delle forze dell’ordine nei mesi scorsi per una violenta aggressione ai danni di due giovani.
La Questura di Agrigento ha reso noto che i controlli proseguiranno in tutta la provincia, con l’obiettivo di garantire la sicurezza degli avventori, il rispetto delle regole e la tutela della legalità nel settore dell’intrattenimento

Omicidio Bottari, la Procura riapre l’inchiesta dopo 28 anni: nuovi accertamenti su possibili collegamenti

A ventotto anni dall’omicidio del professor Matteo Bottari, la Procura della Repubblica di Messina ha deciso di riaprire l’inchiesta sul delitto avvenuto il 15 gennaio 1998. La vittima, 49 anni, endoscopista e docente universitario al Policlinico, fu uccisa con un colpo di lupara a pallettoni mentre rientrava nella propria abitazione lungo viale Regina Elena.
La riapertura del fascicolo è stata confermata dal procuratore capo Antonio D’Amato, che ha disposto nuove attività investigative finalizzate a verificare possibili connessioni con altri due episodi di sangue rimasti senza una piena verità giudiziaria:
l’omicidio del guardiacaccia Epifanio Zappalà, avvenuto il 20 marzo 2013 a Cesarò, e la morte del medico Giuseppe Longo, avvenuta a Messina il 20 luglio 2013.
L’indagine è coordinata dallo stesso D’Amato, dall’aggiunta Rosa Raffa e dal sostituto della Direzione Distrettuale Antimafia, Piero Vinci. Le attività sono affidate ai Carabinieri, sotto la supervisione diretta del comandante provinciale, colonnello Lucio Arcidiacono.
Al centro delle verifiche investigative torna la figura del professor Giuseppe Longo, gastroenterologo:
in passato sospettato e poi assolto come possibile mandante dell’omicidio Bottari;
indagato dalla Procura di Catania per l’omicidio del guardiacaccia Zappalà;
morto suicida nel 2013 mediante iniezione di cloruro di potassio;
coinvolto, negli anni, in procedimenti per traffico di droga e presunte infiltrazioni della ’ndrangheta in ambito universitario, conclusisi anch’essi con assoluzioni.
La riapertura dell’inchiesta mira a ricostruire un eventuale filo conduttore tra i tre episodi, alla luce di elementi e valutazioni investigative oggi ritenute meritevoli di un nuovo approfondimento.
Dopo quasi tre decenni, la Procura tenta di fare luce su uno dei delitti più oscuri della storia recente di Messina, nella speranza di arrivare finalmente a una verità rimasta finora incompiuta.

Il muro crollato in via San Paolo a Sciacca, chiusa la scala a zig zag

Sono stati effettuati questa mattina i primi sopralluoghi tecnici a seguito del crollo di un muro nella via San Paolo, a Sciacca.


Si è proceduto a collocare barriere e transenne per interdire la zona.


Due famiglie continuano a rimanere fuori dalle loro case e altra conseguenza è stata la chiusura della scalinata a zig zig che rimane una grande attrattiva anche per i turisti.


La scala a zig zag di Sciacca è stata oggetto di un progetto di riqualificazione da 150.000 (2024-2026) per rifare pavimentazione e illuminazione, aggiungendo ceramiche artistiche.


Si è proceduto con il rifacimento della pavimentazione in pietra, inserti in ceramica locale.

Un’opera d’arte a cielo aperto, con 142 gradini decorati con maioliche, che unisce cultura e turismo. Da ieri sera non è più fruibile.

Trovato in casa della ex moglie nonostante il divieto, arrestato 

I carabinieri hanno arrestato in flagranza di reato un uomo di 39 anni, di origini licatesi, per la violazione dei provvedimenti di allontanamento dalla casa familiare e del divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla ex moglie, a Palma di Montechiaro.

L’uomo, già sottoposto alla misura cautelare, è stato sorpreso all’interno dell’abitazione della donna, in palese violazione delle prescrizioni imposte dall’autorità giudiziaria. A dare l’allarme è stata la stessa vittima che, rientrando a casa dopo alcune commissioni, ha trovato l’ex coniuge nell’appartamento.

Il tempestivo intervento dei militari ha consentito di bloccare l’indagato e mettere in sicurezza la persona offesa. Al termine delle formalità di rito, su disposizione della Procura della Repubblica di Agrigento, l’uomo è stato condotto presso la casa circondariale “Di Lorenzo” di Agrigento.

Il centrodestra di Sciacca va avanti nel difficile tentativo di ricompattarsi

Secondo le note ufficiali, il centrodestra rompe gli indugi e avvia il confronto politico per costruire un nuovo progetto di governo della città.
La decisione viene riferita da un comunicato stampa all’indomani della riunione che si è svolta nella serata di ieri, dedicata all’ultima fase della consiliatura e alle prospettive future. Un incontro convocato dal presidente del consiglio comunale Ignazio Messina e che ha visto la partecipazione di tutti i consiglieri comunali del centrodestra.
“Dall’incontro – si legge nella nota – è emersa con chiarezza la volontà comune e unitaria di avviare un percorso condiviso di governo della città, capace di rispondere in modo concreto alle esigenze dei cittadini e di presentarsi come alternativa credibile all’attuale amministrazione comunale”.
Nella nota non si accenna al tema mozione di sfiducia che, in realtà, e’ stato discusso durante il vertice registrando al solito, diverse posizioni al suo interno tra chi spinge per una ipotesi e chi invece, si mostra cauto.
Il nuovo incontro è già in agenda per la fine del mese, la data è quella del 28 gennaio quando la coalizione farà il punto sul lavoro avviato e definirà le prossime mosse politiche.
Da qui a questa data, intanto, ci saranno altri appuntamenti che potranno meglio chiarire e definire le dinamiche d’aula. A iniziare dal direttivo Pd convocato per il 20 gennaio che potrebbe segnare il definitivo approdo dei “dem” all’opposizione di Fabio Termine.

Resta da capire se gli alleati di un tempo saranno la vera opposizione al sindaco e se il centrodestra scegliera’ volente o nolente di sorreggere con la forza dei numeri una giunta che in sala Falcone Borsellino non ha di fatto ragione di esistere.

Porto di Sciacca, barca rischia di affondare dopo le piogge: intervengono i vigili del fuoco

Attimi di apprensione al porto di Sciacca, dove un natante fermo da alcuni anni ha rischiato di andare a fondo a causa delle abbondanti piogge che lo hanno riempito d’acqua.
L’imbarcazione, ormeggiata nello scalo saccense, ha iniziato a imbarcare una grande quantità d’acqua fino a trovarsi in una situazione critica. L’allarme ha fatto scattare l’intervento dei vigili del fuoco, giunti sul posto con le motopompe.
Grazie all’operazione di pompaggio, i soccorritori sono riusciti a far defluire l’acqua accumulata all’interno dello scafo, alleggerendo il natante e scongiurando l’affondamento, evitando così possibili ripercussioni anche per le altre imbarcazioni presenti nel porto.
Si tratta di una barca che risultava ferma nello scalo da diversi anni. La situazione sarà ora oggetto di valutazione per eventuali interventi di messa in sicurezza o rimozione definitiva del natante.

Servizio idrico Agrigentino, convocato tavolo tecnico regionale

La Regione Siciliana ha convocato per il 20 gennaio un tavolo tecnico sul servizio idrico dell’Agrigentino, dopo le criticità segnalate da Aica nei rapporti con Siciliacque. Una decisione accolta con favore dall’Azienda Idrica Comuni Agrigentini, che ringrazia il Presidente della Regione, Renato Schifani, e l’Assessore all’Energia e ai Servizi di Pubblica Utilità, Francesco Colianni, per la tempestiva attenzione riservata al territorio.
La convocazione arriva in seguito a una formale richiesta avanzata da Aica, che aveva rappresentato alla Regione le proprie preoccupazioni a tutela della continuità del servizio idrico e delle comunità servite.

La Presidenza della Regione ha quindi sollecitato l’apertura di un confronto istituzionale, prontamente attivato dall’Assessorato competente, con il coinvolgimento di tutti i soggetti interessati.
«È un segnale importante – dichiara la presidente del Consiglio di amministrazione di Aica, Danila Nobile – che conferma l’attenzione concreta delle istituzioni regionali verso il territorio agrigentino e verso un servizio pubblico essenziale come quello idrico. Il dialogo istituzionale è lo strumento necessario per affrontare criticità complesse».
Aicribadisce di operare nel rispetto della legalità e della leale collaborazione istituzionale, con l’obiettivo di garantire continuità, sicurezza e sostenibilità del servizio in una provincia segnata da gravi carenze infrastrutturali e gestionali.
Secondo l’azienda, il tavolo tecnico rappresenta un passaggio decisivo per affrontare in modo organico le problematiche esistenti, superando approcci unilaterali e ricostruzioni parziali, e per individuare soluzioni condivise in grado di assicurare stabilità economico-finanziaria e maggiore serenità alle comunità servite.
AICA auspica infine che il confronto si svolga in un clima costruttivo e responsabile, nel pieno del ruolo di garanzia della Regione Siciliana, nell’interesse dei cittadini, dei Comuni soci e dell’intero sistema idrico regionale.