I gruppi consiliari di Europa Verde, Movimento 5 Stelle e Partito Democratico chiedono con forza la convocazione immediata di un Consiglio comunale aperto, alla presenza della Regione Siciliana, per fare piena chiarezza sul futuro delle Terme di Sciacca. La richiesta accoglie e rilancia l’appello dell’Unione dei Comitati di Quartiere, che da tempo sollecita un confronto pubblico e trasparente su una delle questioni più decisive per il futuro della città.
La chiusura delle Terme, che dura ormai da oltre dieci anni, non viene più considerata soltanto un problema economico. Per le forze politiche firmatarie si tratta di una vera e propria emergenza identitaria e strategica, che blocca il potenziale di sviluppo turistico, occupazionale e sociale di Sciacca. Da qui la necessità di superare una narrazione che riduce il complesso termale a una semplice operazione immobiliare.
Secondo Europa Verde, M5S e PD, nonostante i ripetuti annunci della Regione Siciliana sul ricorso al partenariato pubblico-privato, manca ancora un quadro chiaro sulla progettualità: non sono noti il modello di sviluppo, le modalità di gestione né le condizioni delle future concessioni. Una situazione ritenuta inaccettabile, perché priva i cittadini del diritto di conoscere scelte che incideranno profondamente sul destino della città.
I consiglieri denunciano inoltre un grave vuoto informativo: un tema così centrale non può essere affrontato esclusivamente negli uffici regionali. Per questo chiedono che il Presidente della Regione e i tecnici competenti si rechino a Sciacca per riferire ufficialmente in sede istituzionale, davanti alla comunità locale.
Il Consiglio comunale aperto viene indicato come lo strumento più idoneo a garantire un metodo realmente partecipativo, capace di mettere attorno allo stesso tavolo Amministrazione comunale, deputazione regionale, associazioni, comitati e cittadini, evitando decisioni calate dall’alto.
Un altro nodo fondamentale riguarda il valore del cosiddetto “Prodotto Terme”. Il rilancio di Sciacca nel panorama internazionale del benessere e della salute – sottolineano i gruppi consiliari – non dipende soltanto dalle strutture, ma soprattutto dalle acque termali e dalle loro riconosciute proprietà terapeutiche, che rappresentano il vero elemento distintivo del territorio. Un patrimonio scientifico e naturale che, ad oggi, appare ancora privo di una reale strategia di valorizzazione.
Come forze politiche progressiste, ecologiste e attente alla tutela dei beni comuni, Europa Verde, Movimento 5 Stelle e Partito Democratico ribadiscono di non essere disposti ad accettare ulteriori rinvii o soluzioni ambigue, né tantomeno la svendita del patrimonio idro-minerario senza garanzie concrete per la città.
Da qui l’appello finale alla Presidenza del Consiglio comunale e all’Amministrazione, affinché si attivino immediatamente per accogliere la richiesta dell’Unione dei Comitati di Quartiere e rendere il Consiglio comunale il luogo della verità e della ripartenza. I gruppi chiedono anche la riattivazione di un tavolo di lavoro permanente, che coinvolga comitati, rappresentanza consiliare ed esperti tecnici, per monitorare ogni fase del bando e della futura gestione delle Terme.
Terme di Sciacca, Europa Verde, M5S e PD: “Consiglio comunale aperto subito, la Regione venga a riferire”
Menfi protagonista alla chiusura dell’anno della Sicilia Regione Europea della Gastronomia 2025
Il Comune di Menfi ha preso parte all’evento conclusivo dell’anno che ha visto la Sicilia protagonista come Regione Europea della Gastronomia 2025.
L’incontro si è svolto presso l’Oratorio dei Bianchi a Palermo e ha rappresentato un importante momento di sintesi, confronto e bilancio del percorso intrapreso a livello regionale.
A rappresentare l’amministrazione comunale erano presenti il sindaco di Menfi, Vito Clemente, e l’assessore all’Agricoltura, Franco Gagliano, che hanno partecipato ai lavori insieme alle istituzioni e ai protagonisti del settore enogastronomico siciliano.
Durante l’evento sono stati ripercorsi i principali risultati raggiunti nel corso dell’anno e sono state tracciate le linee di sviluppo future, con uno sguardo rivolto alla valorizzazione delle eccellenze territoriali e alla promozione di un modello di crescita fondato su qualità e identità.
Nel corso dell’incontro è stato ricordato anche il programma che ha visto Menfi tra i territori protagonisti nei giorni 3, 4 e 5 ottobre, nell’ambito di Inycon 2025.
In quell’occasione, la città ha ospitato iniziative dedicate alla valorizzazione dell’identità enogastronomica, del territorio e delle produzioni locali, confermando il ruolo centrale di Menfi nel panorama vitivinicolo e agroalimentare siciliano.
La partecipazione all’evento conclusivo rappresenta per Menfi un’ulteriore conferma del proprio impegno all’interno di un percorso regionale condiviso, basato su tradizione, innovazione e promozione delle eccellenze.
Lavori stradali tra via Segreto e San Calogero a Sciacca: traffico deviato
Sono in corso lavori stradali tra via Domenico Segreto e via Porta San Calogero a seguito della presenza di una buca in carreggiata. L’intervento è stato avviato dalla squadra di manutenzione comunale dopo la segnalazione del cedimento del manto stradale, probabilmente causato da una perdita idrica.
Sul posto è presente il tecnico comunale, incaricato di seguire le operazioni e monitorare la situazione. È atteso anche l’intervento del tecnico Aica, chiamato a effettuare le verifiche di competenza sull’eventuale guasto alla rete idrica.
Viabilità modificata e traffico deviato
Durante i lavori, la polizia municipale è impegnata nella gestione della viabilità. Il traffico viene deviato in piazza Noceto, mentre il tratto di via Segreto/Via Porta San Calogero resta percorribile a senso unico in direzione via Mazzini.
La modifica temporanea della circolazione si rende necessaria per consentire lo svolgimento degli interventi in sicurezza e ridurre i disagi agli automobilisti.
In considerazione della situazione, si consiglia di scegliere percorsi alternativi per evitare rallentamenti nella zona interessata. La viabilità tornerà regolare al termine delle operazioni di manutenzione e delle verifiche tecniche previste.
Studente dell’ Universita’ di Messina ucciso in Iran, il cordoglio dell’Ateneo
Yasin Mirzaei, studente dell’Università degli Studi di Messina, è morto in Iran nel corso delle proteste in corso a Dareh Deraz, nella provincia di Kermanshah. Secondo quanto riportato dall’Iran Human Rights Documentation Center, il giovane sarebbe stato probabilmente colpito da un proiettile. Mirzaei, cittadino yarsani, si era trasferito in Italia tre anni fa per proseguire il proprio percorso di studi.
La notizia ha profondamente scosso la comunità accademica messinese. In una nota ufficiale, l’Università di Messina ha espresso “vicinanza e solidarietà alla comunità studentesca iraniana dell’Ateneo”, sottolineando come queste ore siano segnate da forte apprensione e sofferenza, aggravate dalle difficoltà di comunicazione con familiari e amici rimasti in Iran. Una condizione che, evidenzia UniMe, incide pesantemente sul benessere personale degli studenti e sulla serenità del loro percorso accademico.
L’Ateneo ha inoltre manifestato “profondo cordoglio per la scomparsa in Iran di un giovane che aveva frequentato l’Università di Messina”, un evento che colpisce e addolora l’intera comunità universitaria. Nella stessa nota, UniMe ribadisce con fermezza i valori fondanti dell’istituzione: tutela della persona, rispetto dei diritti umani, libertà di pensiero e di espressione, rifiuto di ogni forma di violenza e discriminazione.
Non solo parole, ma anche impegni concreti. L’Università ha annunciato l’intenzione di trasformare la solidarietà in azioni di supporto, garantendo a studentesse e studenti tutto l’aiuto possibile nell’ambito delle proprie competenze. Infine, l’Ateneo ha espresso sostegno al messaggio di vicinanza delle rappresentanze studentesche e alle iniziative di sensibilizzazione promosse in città, nel pieno rispetto dell’autonomia e della libertà di espressione della comunità universitaria.
Una tragedia che riporta l’attenzione internazionale sulla repressione in Iran e che lascia un segno profondo anche a Messina, dove Yasin Mirzaei aveva scelto di costruire il proprio futuro.
Arrivata la nuova Tac all’ospedale di Ribera, padre Nuara: “Serve anche altro”
”Eccola, finalmente, la nuova Tac dell’ospedale di Ribera. Modernissima e di ultima generazione, da domani sarà operativa al servizio del personale sanitario e, soprattutto, dei cittadini. Obiettivo raggiunto”. Lo ha scritto su facebook il deputato regionale riberese, Carmelo Pace, capogruppo della Dc all’Ars.
L’arrivo della nuova Tac a Ribera è salutato con soddisfazione da più parti. Don Antonio Nuara, sacerdote riberese spesso in prima linea anche per il potenziamento dell’offerta sanitaria nel territorio, sottolinea che “l’ospedale di Ribera è utile e necessario con i 12 mila accessi avuti nel 2025. Ora speriamo che si possa pensare alla terapia intensiva – aggiunge – ed a fare ritornare a Ribera la Lilt e l’Avis”.
Dipendenti pubblici, TFS e TFR più veloci dal 2027: cosa cambia con la nuova Manovra e chi ne beneficia davvero
La Legge di Bilancio 2026 interviene su uno dei nodi più critici del lavoro pubblico: i tempi di liquidazione del TFS e del TFR. Dopo anni di attese e rinvii, il Governo introduce una riduzione dei tempi di pagamento per una parte dei dipendenti pubblici in pensione. La misura, però, non è priva di effetti collaterali e divide sindacati e lavoratori.
Vediamo nel dettaglio chi riguarda la novità, quando entra in vigore e quali sono i pro e i contro.
Cos’è il TFS e in cosa si differenzia dal TFR
Il Trattamento di Fine Servizio (TFS) spetta ai dipendenti pubblici assunti a tempo indeterminato entro il 31 dicembre 2000. Dal 1° gennaio 2001, invece, per i nuovi assunti è entrato in vigore il Trattamento di Fine Rapporto (TFR), che segue regole simili a quelle del settore privato, ma con tempi di erogazione decisamente più lunghi.
Il TFR rappresenta una quota della retribuzione accantonata nel tempo, che viene corrisposta solo alla cessazione del rapporto di lavoro. Nel pubblico impiego, però, la liquidazione è spesso differita di molti mesi, se non anni.
Ridotti i tempi di pagamento: da 12 a 9 mesi
La novità principale riguarda i dipendenti pubblici che vanno in pensione per limiti di età o anzianità contributiva.
Dal 1° gennaio 2027, il termine per il pagamento della prima tranche di TFS/TFR scende da 12 a 9 mesi dalla cessazione del servizio.
La misura è stata introdotta per rispondere alla sentenza n. 130/2023 della Corte Costituzionale, che aveva sollecitato il legislatore a ridurre i tempi eccessivi di liquidazione delle indennità di fine rapporto nel pubblico impiego.
Secondo la Relazione tecnica alla Manovra, la riforma interesserà oltre 30.000 dipendenti pubblici che accederanno alla pensione di vecchiaia, con un impatto positivo anche sui conti dello Stato.
Pagamenti sempre rateizzati: nulla cambia sulle soglie
Restano invece invariati i meccanismi di rateizzazione, che continuano a penalizzare chi ha liquidazioni più elevate:
- fino a 50.000 euro: pagamento in un’unica soluzione
- fino a 100.000 euro: pagamento in due rate
- oltre 100.000 euro: pagamento in tre rate
La riduzione dei tempi riguarda solo la prima erogazione, non l’intero importo.
Addio allo sconto fiscale sul TFS/TFR
Ed è proprio qui che emerge il principale lato negativo della riforma.
Riducendo i tempi di attesa sotto i 12 mesi, viene meno l’agevolazione fiscale introdotta dal decreto-legge n. 4/2019, che prevedeva una riduzione dell’imposta sul TFS/TFR in base al ritardo nel pagamento:
- −1,5% dopo 12 mesi
- −3% dopo 24 mesi
- −4,5% dopo 36 mesi
- −6% dopo 48 mesi
- −7,5% dopo 60 mesi
Con la nuova tempistica, lo sconto fiscale si azzera automaticamente. Secondo la CGIL, questo comporterà una perdita che può arrivare fino a 750 euro per singolo lavoratore, a seconda dell’importo della liquidazione.
Anticipo bancario: una soluzione sempre meno conveniente
Resta attiva la possibilità di chiedere un anticipo fino a 45.000 euro sul TFS tramite le banche, garantito dallo Stato. Tuttavia, questa opzione è diventata sempre meno appetibile a causa dell’aumento dei tassi di interesse legati al rendimento dei titoli di Stato.
In pratica, molti pensionati si trovano a pagare interessi elevati per ottenere in anticipo somme che spettano di diritto, una situazione che continua a sollevare forti critiche.
Una riforma rinviata: chi resta escluso
Altro elemento controverso è lo slittamento dell’entrata in vigore al 2027.
Chi andrà in pensione nel 2025 o nel 2026 non beneficerà della riduzione dei tempi, restando soggetto alle regole attuali.
Per questa platea di lavoratori, la riforma rischia di tradursi nell’ennesima promessa rinviata.
In sintesi
La Manovra 2026 introduce un accorciamento dei tempi di pagamento del TFS/TFR, ma solo per una parte dei dipendenti pubblici e solo a partire dal 2027. Il beneficio temporale è controbilanciato dalla perdita dello sconto fiscale, rendendo il vantaggio economico meno netto di quanto sembri.
Una misura che segna un passo avanti sul piano dei principi, ma che continua a lasciare aperto il problema strutturale della disparità di trattamento tra pubblico e privato nella liquidazione di fine rapporto.
Catania, divieto di avvicinamento per i genitori dell’undicenne picchiato
La Squadra mobile di Catania ha eseguito un provvedimento di divieto di avvicinamento nei confronti dei genitori dell’undicenne picchiato con un cucchiaio di legno dal padre, che durante l’aggressione gli urlava: «Io sono il tuo padrone».
Il provvedimento è stato disposto dal gip.
I due coniugi sono indagati per maltrattamenti aggravati in concorso. Le indagini sono partite dopo che il minore, il 3 gennaio scorso, ha pubblicato su TikTok – utilizzando il profilo di un familiare – il video dell’aggressione, divenuto rapidamente virale sui social.
La Procura aveva chiesto la custodia cautelare in carcere per entrambi, ma il giudice ha rigettato la richiesta. Si tratta dell’ennesima divergenza sulle esigenze cautelari, dopo che lo stesso gip non aveva convalidato il fermo del padre, disposto dalla Squadra mobile, ritenendo insussistente il pericolo di reiterazione del reato e ordinandone la scarcerazione.
Secondo il procuratore di Catania, Francesco Curcio, «dalle testimonianze dei prossimi congiunti è emerso un quadro indiziario di sistematica sottoposizione del minore a maltrattamenti da parte di entrambi i genitori». In particolare, la madre avrebbe colpito il bambino in più occasioni anche autonomamente e sarebbe l’autrice del video che ha dato avvio alle indagini. Il filmato sarebbe stato registrato alla presenza delle altre tre figlie minorenni e mostrato al bambino come strumento di minaccia ogni volta che non rispettava le regole imposte.
Le investigazioni hanno ricostruito «un quadro di violenze ripetute» che avrebbero causato lividi e segni evidenti sul corpo del minore. Per la Procura, la gravità dei fatti, la loro reiterazione e il rischio di inquinamento delle prove giustificavano la richiesta della custodia cautelare in carcere.
Secondo la polizia, il padre avrebbe inoltre umiliato ripetutamente il figlio con espressioni offensive e violente. Tra gli episodi contestati, anche il pestaggio e la reclusione a chiave in uno sgabuzzino per banali comportamenti, come essere salito su un banco di scuola o aver fatto piangere una sorellina.
Dalle indagini sarebbero emersi anche schiaffi e rimproveri violenti ai danni delle altre tre figlie della coppia, di 8, 7 e 4 anni.
Assegno di Inclusione 2026: come rinnovarlo subito all’INPS con il nuovo ISEE già disponibile
Chi percepisce l’Assegno di Inclusione deve muoversi subito: dal 31 dicembre 2025 l’ISEE precedente non è più valido e, senza il rinnovo della DSU, l’INPS può sospendere i pagamenti. La buona notizia è che i dati necessari per l’ISEE 2026 sono già disponibili, permettendo di anticipare le tempistiche ed evitare interruzioni del beneficio.
ISEE scaduto: perché il rinnovo è obbligatorio per l’Assegno di Inclusione
L’Assegno di Inclusione è una prestazione strettamente legata all’Indicatore della Situazione Economica Equivalente. Ogni anno, con l’inizio del nuovo periodo fiscale, l’ISEE perde automaticamente validità e deve essere rinnovato tramite la Dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU).
Dal 1° gennaio 2026, l’INPS non può più erogare correttamente il beneficio sulla base dell’ISEE 2025. In assenza di un nuovo indicatore valido, l’Istituto non è in grado di verificare il possesso dei requisiti economici e può disporre:
- il blocco temporaneo dei pagamenti;
- il ricalcolo dell’importo;
- nei casi più gravi, la sospensione dell’Assegno di Inclusione.
Per questo motivo il rinnovo dell’ISEE non è una formalità, ma una condizione essenziale per garantire la continuità del sostegno economico.
Dati già disponibili: Poste Italiane anticipa il 2026
Un elemento fondamentale gioca a favore dei beneficiari: Poste Italiane ha già reso disponibili i dati patrimoniali necessari per l’ISEE 2026. Già da metà dicembre 2025 è possibile consultare:
- saldo al 31 dicembre;
- giacenza media annua;
- valore complessivo di conti BancoPosta, libretti e buoni fruttiferi.
Queste informazioni sono accessibili online tramite app Poste Italiane o area riservata del sito ufficiale, senza recarsi agli sportelli. Si tratta esattamente dei dati richiesti per la compilazione della DSU, certificati e immediatamente utilizzabili.
Grazie a questa anticipazione, chi riceve l’Assegno di Inclusione può evitare le lunghe attese di gennaio e febbraio, quando CAF e patronati vengono presi d’assalto.
Patrimonio e ISEE: perché errori o omissioni possono costare caro
Nel calcolo dell’ISEE, la componente patrimoniale ha un peso decisivo. Saldo e giacenza media dei conti correnti incidono direttamente sull’indicatore finale e, di conseguenza, sull’importo dell’Assegno di Inclusione.
Errori, dati incompleti o omissioni possono determinare:
- un ISEE più alto del dovuto;
- la riduzione dell’importo mensile;
- controlli INPS con richiesta di chiarimenti;
- nei casi peggiori, la restituzione delle somme già percepite.
Disporre in anticipo dei dati ufficiali riduce il rischio di incongruenze e rende la DSU più affidabile, evitando problemi successivi.
Come rinnovare subito la DSU 2026 all’INPS
Una volta raccolti tutti i dati, il rinnovo dell’ISEE può avvenire con diverse modalità:
- online sul sito INPS, accedendo con SPID, CIE o CNS e utilizzando la DSU precompilata;
- tramite CAF o patronato, che offrono assistenza gratuita;
- con l’aiuto di un commercialista o consulente, in caso di situazioni più complesse.
Agire subito consente di mantenere la continuità dell’Assegno di Inclusione senza sospensioni e di evitare ritardi negli accrediti dei primi mesi del 2026.
Perché conviene muoversi ora
Rinnovare tempestivamente l’ISEE 2026 significa:
- evitare il blocco dell’Assegno di Inclusione;
- assicurarsi pagamenti regolari fin da inizio anno;
- ridurre il rischio di errori e controlli;
- anticipare l’affollamento dei servizi di assistenza.
Chi riceve l’Assegno di Inclusione farebbe bene a non attendere: i dati sono già pronti e l’ISEE può essere rinnovato subito, mettendo al sicuro il beneficio.
Diga sul Valentino, il Pd di Ribera incalza la Regione: “Basta ritardi, servono risposte immediate”
La proposta per la realizzazione della diga sul Valentino rappresenta, secondo il Partito Democratico di Ribera, una svolta attesa da oltre un decennio per affrontare in maniera strutturale i gravi problemi irrigui del territorio. Una richiesta portata avanti nel tempo dalle forze sindacali e politiche della sinistra e che oggi torna al centro del dibattito, in un contesto segnato dal terzo anno consecutivo di siccità.
La realizzazione dell’invaso, così come aveva gia’ comunicato l’assessore all’Energia qualche giorno fa, ha già superato la prima indagine preliminare di valutazione del territorio, realizzata da uno studio di ingegneria su incarico del dipartimento Acqua e rifiuti della Regione Siciliana per poi passare alla fase di fattibilità tecnica e alla determinazione dei costi. Lo studio è stato finalizzato allo svolgimento di valutazioni idrologiche e idrauliche preliminari, propedeutiche alla determinazione della potenziale capacità di invaso dell’ipotetico serbatoio artificiale, fino alla valutazione della fattibilità tecnica.
Il Pd riberese auspicando che l’opera venga realizzata in tempi brevissimi, riferisce di aver già avviato i primi contatti operativi. In particolare, è stato coinvolto l’ingegnere Alfredo Quignones, titolare dello studio che in passato aveva redatto un progetto di massima e uno studio di fattibilità per la diga, con l’obiettivo di accelerare tutte le procedure necessarie alla realizzazione dell’infrastruttura.
Ma nel mirino dei dem finiscono, ancora una volta, le gravi inefficienze e i ritardi della Regione Siciliana, giudicati “del tutto ingiustificabili” alla luce dell’emergenza idrica in corso.
Il Partito democratico sottolinea come, allo stato attuale, la bretella Gammauta–Castello non risulti funzionante, chiedendo formalmente di conoscere le cause, le responsabilità e le eventuali inadempienze amministrative o tecniche che ne impediscono l’operatività.
Contestualmente, il Pd diffida formalmente il governo regionale ad assicurare il pieno e continuo funzionamento della bretella, riservandosi di segnalare e denunciare senza ulteriore preavviso alle autorità amministrative, contabili e giudiziarie competenti ogni omissione, negligenza o inadempienza che ne ostacoli o interrompa il regolare esercizio.
La richiesta si estende anche all’utilizzo senza interruzioni delle pompe posizionate sul basso Verdura e al tempestivo collaudo di tutte le dighe, condizioni ritenute indispensabili per consentirne il riempimento alla massima capacità e garantire le irrigazioni della prossima estate.
Nei prossimi giorni, il Partito Democratico di Ribera ha annunciato l’organizzazione di una conferenza stampa durante la quale verranno illustrate nel dettaglio le iniziative già intraprese e le ulteriori azioni politiche e istituzionali che il partito intende promuovere a tutela del territorio e degli operatori agricoli.
I deputati regionali della Dc incontrano il presidente Schifani: “Clima costruttivo e piena collaborazione”
I deputati regionali della Democrazia Cristiana hanno incontrato, nel pomeriggio di oggi, il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani. Un confronto che si è svolto in un clima di grande apertura e collaborazione, improntato a un dialogo franco e a una reciproca disponibilità.
A darne notizia è l’onorevole Carmelo Pace, che ha sottolineato il valore politico dell’incontro e la sintonia emersa nel corso della riunione.
“L’incontro – ha dichiarato Pace – si è svolto in un clima di grande apertura e collaborazione, caratterizzato da un positivo spirito di dialogo e di reciproca disponibilità.
Durante la riunione è stata condivisa la volontà di continuare a lavorare insieme con impegno e responsabilità”.
Nel corso del confronto, la Democrazia Cristiana e il presidente Schifani hanno ribadito l’intenzione di proseguire un percorso comune, fondato sulla responsabilità istituzionale e sull’attenzione alle esigenze della Sicilia e dei siciliani.
“Nelle prossime ore – ha concluso l’onorevole Pace – d’intesa con il presidente Schifani, verranno assunte le decisioni relative ai prossimi passi da intraprendere”.



