Copiosa nevicata notturna a Enna, gelo e disagi

Una copiosa nevicata notturna ha interessato la Sicilia, portando con sé un’ondata di gelo che non ha risparmiato neppure Enna.

La neve ha creato disagi in diverse zone della città, dove numerose automobili sono slittate finendo in mezzo alla carreggiata e rallentando sensibilmente la circolazione stradale.
Le precipitazioni nevose sono state particolarmente abbondanti sulle Madonie, dove diversi centri si sono risvegliati completamente imbiancati. Tra questi Gangi, Petralia Soprana e Petralia Sottana, Geraci Siculo, Polizzi Generosa e Castellana Sicula.

Uno scenario suggestivo che ha attirato molti vacanzieri, i quali hanno approfittato della neve per trascorrere una giornata in montagna.

A Sciacca il maltempo abbatte le transenne e torna il pericolo in molte strade

In via Quasimodo, a Sciacca, sono state collocate, da qualche tempo, le transenne per le precarie condizioni del manto stradale. Non una o due, ma parecchie proprio perchè il manto stradale è dissestato in più punti. Negli ultimi giorni, però, il vento ha abbattuto le transenne e al pericolo del manto stradale dissestato si somma quello delle transenne abbattute.

Necessita, in città, una vasta ricognizione perchè il maltempo ha abbattuto transenne in diverse zone, compresa via Bivatureddra, dove c’è anche una copiosa perdita idrica.

Insomma, le transenne evitano il pericolo ed è giusto collocarle anche se i lavori necessari vengono poi eseguiti anche a distanza di giorni, settimane, mesi o anni. Se poi il vento abbatte le transenne e non si interviene, però, il pericolo aumenta.

E’ un problema che si registra in varie zone della città e dunque è necessaria un’ampia ricognizione perchè le transenne collocate sono circa 200.

Capitan Licata riporta lo Sciacca al successo, 1-0 con il Bagheria (Video)

Lo Sciacca batte al Gurrera il Bagheria 90011 tornando al successo e guardando con maggior fiducia alla seconda parte della stagione.

E’ stata una partita combattuta quella disputata oggi dalle due squadre che i verdenero hanno vinto grazie a una perla di capitan Licata, una conclusione dalla lunga distanza che non ha lasciato scampo all’ex portiere dei vedenero Zummo.

Primi 45 minuti con gioco prevalentemente a centrocampo e lo Sciacca pericoloso con Mangiaracina e Pisciotta. Al 25′ Cherif sfiora il palo con un colpo di testa, ma al 28′ Pisciotta impegna Zummo in una non facile parata.

A 5 minuti dal riposto Licata pesca il Jolly con una conclusione da 35 metri. A un minuto dal riposo Balistreri di testa sfiora il pallo alla sinistra di Elezaj.

Nella ripresa una maggiore pressione da parte del Bagheria, lo Sciacca soffre nel finale anche per l’espulsione di Rallo per coppia ammonizione.

A una manciata di minuti dal fischio di chiusura, però, altra parata non facile di Zummo su conclusione di Tirone.

Famiglia saccense ricerca da giorni il proprio cane Franco: “Aiutateci a trovarlo, e’ parte di noi”

Sono giorni che una famiglia di Sciacca ricerca il proprio cane Franco, scomparso lo scorso 7 gennaio a Sciacca.

L’animale, un Chow chow di otto anni, microchippato, si trovava nel giardino di casa Schembri in zona Sovareto quando il cancello è stato trovato aperto e del cane non si sono avute più notizie.

Alessia Schembri che ha preso Franco cucciolo a soli tre mesi, ancor prima di sposarsi e avere due bambine, da quel sette gennaio, non si è mai arresa cercandolo in strada e lanciando diversi appelli sui social.

“Franco e’ assolutamente parte fondamentale della nostra famiglia – racconta Alessia – e’ stato lui a portare le fedi il giorno del nostro matrimonio e da quando non lo abbiamo più trovato le mie due bimbe hanno avuto crisi di pianto e siamo tutti disperati”.

Dopo gli appelli tramite i social, e’ arrivata una sola segnalazione del cane nella zona di via Alighieri. In tre si sono precipitati sul posto però senza alcun esito.

“Franco e’ malato – aggiunge Alessia – soffre di crisi epilettiche e per questo somministriamo una terapia due volte al giorno. Chiediamo a chiunque possa averlo visto o incrociato di contattarci. Per la nostra famiglia Franco e’ fondamentale”.

Servizio oncologico a Lampedusa, un passo concreto verso la sanità di prossimità

Da martedì 13 gennaio diventa pienamente operativo il servizio oncologico a Lampedusa, attivo nei locali del Poliambulatorio dell’Asp di Palermo in Contrada Grecale. Con l’avvio delle visite ambulatoriali oncologiche prende forma un presidio sanitario atteso, che consente ai pazienti dell’isola di accedere alle cure specialistiche senza doversi spostare sulla terraferma.
L’attivazione del servizio rappresenta un passaggio rilevante per il sistema sanitario locale, soprattutto in un contesto insulare dove l’accesso alle cure oncologiche è storicamente legato a trasferimenti complessi e onerosi.

Come funziona il servizio oncologico a Lampedusa

Il servizio oncologico a Lampedusa nasce dalla collaborazione tra il Comune di Lampedusa e Linosa, l’Asp di Palermo, l’Azienda Ospedaliera Universitaria Policlinico “Paolo Giaccone”, l’Inmp e l’Assessorato regionale della Salute. Una sinergia istituzionale che ha reso possibile l’attivazione di un modello di assistenza integrata, fondato sul coordinamento tra specialisti ospedalieri e personale sanitario locale.
In questa prima fase, l’attività è dedicata alle visite oncologiche ambulatoriali, con accessi programmati degli specialisti del Policlinico di Palermo. Le prestazioni si svolgono in stretta integrazione con l’équipe sanitaria dell’Asp di Palermo già operativa sull’isola, garantendo continuità assistenziale e presa in carico dei pazienti.

Da febbraio anche la chemioterapia sull’isola

A partire dal mese di febbraio è previsto un ulteriore ampliamento del servizio oncologico a Lampedusa, con l’avvio dell’attività chemioterapica. Questo consentirà ai pazienti oncologici di effettuare i cicli di trattamento direttamente sull’isola, riducendo in modo significativo i disagi legati agli spostamenti e alla mobilità sanitaria.

Farmaci e sicurezza delle terapie

I farmaci chemioterapici saranno preparati dall’Unità Farmaci Antiblastici del Policlinico “Paolo Giaccone”, che garantirà il supporto clinico e tecnico necessario alla somministrazione in sicurezza delle terapie. Le chemioterapie saranno effettuate in un ambulatorio dedicato e protetto, già allestito all’interno del Poliambulatorio di Contrada Grecale.

Un modello di integrazione istituzionale

Secondo il direttore generale dell’Asp di Palermo, Alberto Firenze, l’attivazione del servizio oncologico decentrato rappresenta una concreta applicazione del principio della sanità di prossimità, assicurando cure appropriate e dignità assistenziale anche nei contesti più periferici. Il servizio è stato organizzato come un modello di integrazione tra istituzioni e professionisti, orientato a ridurre le disuguaglianze territoriali e a garantire continuità di cura ai pazienti oncologici.

Assalti alle banche nel Siracusano: due colpi nella stessa notte tra Palazzolo e Buccheri

Notte di paura nel Siracusano, dove due istituti di credito sono finiti nel mirino della criminalità nel giro di poche ore. A Palazzolo, un gruppo di malviventi ha fatto saltare in aria lo sportello bancomat esterno della filiale del Monte dei Paschi di Siena, riuscendo a portare via una somma che, secondo le prime stime, si aggirerebbe intorno ai 100 mila euro.
L’esplosione, particolarmente violenta, ha svegliato numerosi residenti della zona, che hanno immediatamente allertato le forze dell’ordine. Sul posto sono intervenuti i carabinieri, che hanno avviato le indagini.
Quasi in contemporanea, un altro raid è stato messo a segno a Buccheri, dove è stata presa di mira la filiale Unicredit. In questo caso i criminali avrebbero utilizzato una pala meccanica per abbattere una parete dell’edificio e raggiungere l’area delle casse, causando ingenti danni strutturali.
Gli investigatori stanno acquisendo le immagini dei sistemi di videosorveglianza e non escludono che i due episodi possano essere collegati, vista la vicinanza temporale e le modalità operative.
Dura la presa di posizione del sindacato dei bancari. «Ancora una volta siamo costretti a commentare azioni criminali che non solo arrecano danni economici agli istituti di credito, ma espongono a gravi rischi la sicurezza dei cittadini e dei lavoratori delle zone coinvolte», dichiara Gabriele Urzì, dirigente nazionale della Fabi e responsabile salute e sicurezza per la Fabi Palermo.
«Il fatto che due agenzie siano state prese di mira nella stessa notte – aggiunge – conferma come il fenomeno abbia ormai superato livelli di allarme. Dopo una breve fase di apparente calma, questi assalti tornano a ripetersi, messi a segno da gruppi organizzati che fanno ricorso a esplosivi o a mezzi meccanici per divellere sportelli automatici o addirittura asportarli interamente. In quest’ultimo caso, invece, sono stati distrutti i muri perimetrali pur di accedere all’interno delle banche».

Pronto soccorso sotto pressione a Caltanissetta per l’influenza, Pneumologia oltre la capienza


La pressione sull’ospedale di Caltanissetta non è più episodica, ma ormai strutturale. Il pronto soccorso registra un aumento degli accessi superiore al 200% rispetto agli anni precedenti, mentre il reparto di Pneumologia è costretto a operare ben oltre i limiti della propria dotazione.
«In questo momento abbiamo ricoverato 20 pazienti a fronte di 12 posti letto disponibili», spiega Nicola Ciancio, primario di Pneumologia.

«I pazienti in sovrannumero vengono inevitabilmente distribuiti negli altri reparti, con tutte le difficoltà organizzative che questo comporta».
Un dato particolarmente allarmante riguarda l’afflusso al pronto soccorso. «Gli accessi sono aumentati di oltre il 200% rispetto agli anni passati», sottolinea Ciancio.

Un incremento che non coinvolge soltanto le fasce di popolazione più fragili, ma che interessa anche soggetti giovani.
«In alcuni casi – aggiunge il primario – i pazienti più giovani presentano quadri clinici complessi, che vanno dalle polmoniti alle insufficienze respiratorie, fino a episodi di embolia polmonare».

Alla base di questa situazione critica vi è anche la scarsa adesione alla campagna vaccinale antinfluenzale. Un fattore che, secondo gli specialisti, incide in maniera significativa sull’aumento dei ricoveri e degli accessi al pronto soccorso.

Consorzio Universitario di Agrigento, il segretario Cgil: “Ok nomina del vicepresidente, ora si guardi al futuro”

La Cgil di Agrigento esprime soddisfazione per la nomina del vicepresidente del Consiglio di Amministrazione del Consorzio Universitario di Agrigento, una decisione attesa da tempo e sollecitata non solo dal sindacato, ma anche da numerose associazioni del territorio e da diverse forze politiche.
A intervenire è il segretario generale della Cgil di Agrigento, Alfonso Buscemi, che sottolinea l’importanza di voltare pagina e garantire stabilità alla governance del Polo universitario.
«Il Polo universitario – dichiara Buscemi – appartiene ai cittadini e, proprio per questo, deve essere amministrato mettendolo nelle condizioni di funzionare pienamente e con continuità. È una struttura fondamentale per lo sviluppo del territorio e non può più vivere nell’incertezza».
In vista del 14 del mese, data fissata per la convocazione del Consiglio di Amministrazione, la Cgil auspica la chiusura definitiva della lunga querelle che ha caratterizzato la gestione del Consorzio, così da avviare finalmente una fase di programmazione e rilancio.
«Serve serenità – prosegue Buscemi – per le tante famiglie che hanno figli impegnati negli studi universitari ad Agrigento e per i lavoratori del Consorzio, che meritano stabilità e certezze».
Il sindacato rivolge quindi un appello diretto al presidente del Libero Consorzio Comunale di Agrigento, Giuseppe Pendolino, affinché si compia un passo decisivo con l’adesione dell’ente alla governance dell’Università.
«Il presidente Pendolino – evidenzia Buscemi – in questi mesi ha dimostrato un impegno concreto nella soluzione di numerosi problemi del territorio: dalle strade provinciali alle scuole, fino all’accelerazione delle verifiche sulle condizioni per dotare la provincia di Agrigento di un aeroporto. Proprio per questo gli chiediamo di aderire con urgenza al Consorzio universitario e di mettersi alla guida, insieme alla Camera di Commercio e ai Comuni soci, di questa struttura strategica».
L’obiettivo, conclude la Cgil, è quello di garantire un futuro solido al Polo universitario di Agrigento, rafforzando il ruolo dell’università come motore di sviluppo, crescita e coesione sociale per l’intero territorio.

Aggredisce i genitori e devasta la casa: arrestato 40enne ad Acireale

I Carabinieri del Nucleo Radiomobile della Compagnia di Acireale hanno arrestato un uomo di 40 anni, residente in città, con l’accusa di maltrattamenti in famiglia e danneggiamento. L’intervento dei militari è scattato nel tardo pomeriggio nel centro cittadino, a seguito di una richiesta di aiuto giunta alla Centrale Operativa da parte di un padre aggredito dal figlio all’interno dell’abitazione familiare.
Giunti sul posto, i Carabinieri hanno trovato ad attenderli l’uomo che aveva lanciato l’allarme. Il padre ha raccontato di essere stato appena vittima di un’aggressione da parte del figlio, già destinatario nei giorni scorsi di un ammonimento del Questore per precedenti episodi di violenza domestica ai danni di entrambi i genitori.
All’interno dell’abitazione i militari hanno riscontrato evidenti segni di devastazione: ambienti completamente messi a soqquadro, frammenti di vetro sparsi sul pavimento, tracce di sostanze alcoliche, vasi e quadri infranti e un mobile del soggiorno gravemente danneggiato.
Anche la madre dell’arrestato è risultata vittima delle violenze consumate nel corso del pomeriggio. La donna, tuttavia, era riuscita ad allontanarsi dall’abitazione poco prima dell’arrivo dei Carabinieri, trovando rifugio presso un familiare.
Il 40enne è stato quindi arrestato e messo a disposizione dell’Autorità giudiziaria, mentre proseguono gli accertamenti per ricostruire nel dettaglio la dinamica dei fatti e valutare eventuali ulteriori responsabilità.

Risarcimento per l’omicidio del piccolo Di Matteo, scontro in tribunale tra il pentito e la sua famiglia

E’ scontro giudiziario tra Santino Di Matteo, ex boss di Cosa nostra e collaboratore di giustizia, e la sua ex moglie Franca Castellese insieme al figlio Nicola. Al centro del contenzioso, pendente davanti al tribunale civile di Palermo, vi è il risarcimento di circa un milione di euro riconosciuto per l’assassinio del piccolo Giuseppe Di Matteo, secondo figlio della coppia, sequestrato e ucciso dalla mafia negli anni Novanta. La prossima udienza è fissata per maggio.
Secondo quanto riferito da Di Matteo in un’intervista al quotidiano La Repubblica, l’uomo sarebbe stato escluso dalla ripartizione del risarcimento.

«Prima mi ha tradito lo Stato, ora la mia famiglia», ha dichiarato il collaboratore di giustizia, che ha deciso di citare in giudizio i suoi familiari per far valere le proprie ragioni.
La vicenda riporta alla memoria uno dei delitti più efferati della storia mafiosa. Giuseppe Di Matteo fu rapito all’età di 12 anni e tenuto prigioniero per 779 giorni.

Il sequestro fu organizzato da un commando mafioso guidato dal boss Giovanni Brusca. I rapitori si finsero uomini della Dia e prelevarono il bambino da un maneggio, dicendogli che lo avrebbero condotto dal padre, che nel frattempo aveva avviato la collaborazione con la giustizia ed era stato trasferito in una località protetta.
L’obiettivo di Cosa nostra era chiaro: costringere Di Matteo a ritrattare le sue dichiarazioni. Ma il collaboratore continuò a fornire informazioni agli investigatori e, come tragica ritorsione, il bambino venne strangolato e il suo corpo sciolto nell’acido.
«Non fu colpa mia – ha ribadito Di Matteo – feci quella scelta per dare un futuro migliore ai miei figli».