Rissa a Ribera, il Riesame mantiene i domiciliari per due sambucesi


Restano ai domiciliari Antonino e Francesco Rizzuto, di 42 e 22 anni, padre e figlio, residenti a Sambuca, indagati per rissa, autorizzati a recarsi al lavoro. Lo ha stabilito il Tribunale del Riesame di Palermo, rigettando l’istanza di revoca della misura avanzata dal loro difensore, l’avvocato Francesco Giambalvo (nella foto).

Nell’ambito della stessa vicenda Mario Caternicchia, di 45 anni, di Ribera, si trova in carcere, indagato per tentato omicidio e rissa. Quest’ultimo nell’interrogatorio di garanzia avrebbe detto che, inseguito da alcune persone, per difendersi avrebbe sparato mirando verso l’alto. E’ quel colpo, però, che ha ferito un riberese estraneo ai fatti. Una versione nettamente diversa sarebbe stata fornita nell’interrogatorio di garanzia dai Rizzuto.

Padre e figlio avrebbero detto che non conoscevano Caternicchia, ma che quest’ultimo avrebbe aggredito Rizzuto con il figlio intervenuto in difesa del padre. Il tutto sarebbe stato determinato, il 17 agosto scorso, da futili motivi.

Il 14 febbraio verranno depositate le motivazioni da parte del Tribunale del Riesame di Palermo e intanto l’avvocato Giambalvo ha avanzato un’istanza al gip di Sciacca per la modifica di giorni e orari di lavoro durante i quali i Rizzuto possono svolgere le rispettive attività.

De Ketelaere e Pasalic lanciano l’Atalanta, Torino al tappeto per 2-0

BERGAMO (ITALPRESS) – Terza vittoria consecutiva nel giro di una settimana per l’Atalanta di Raffaele Palladino, contro il Torino finisce 2-0 grazie alle reti di De Ketelaere e Pasalic. I nerazzurri salgono a quota 31 punti, a -3 dal Como, nel prossimo turno ci sarà la sfida in casa del Pisa. Nona sconfitta stagionale per i granata, dal settore ospiti è arrivata la solita contestazione nei confronti del presidente Urbano Cairo. Nella prossima giornata ci sarà la sfida contro la Roma. Palladino ha confermato la stessa formazione scesa in campo contro il Bologna, con Krstovic unico riferimento offensivo e Scamacca, recuperato nella rifinitura odierna, in panchina. Il Torino, senza lo squalificato Casadei, ha schierato un modulo simile, con Vlasic sulla linea di centrocampo e l’ex Zapata al centro dell’attacco. I padroni di casa hanno sfruttato la prima palla inattiva, al 13′ De Ketelaere – su calcio d’angolo battuto da Bernasconi -, ha superato Paleari con un colpo di testa terminato sul secondo palo. I granata non sono riusciti a reagire, i bergamaschi hanno sfiorato la rete con Zalewski, lanciato a rete da Ederson, ma lo stesso Paleari è stato abile ad intercettare la conclusione dell’italo-polacco. L’Atalanta, nel secondo tempo, ha ricominciato da dove aveva lasciato: al 3′ Zappacosta, su suggerimento di tacco di Zalewski, ha colpito il palo, merito anche della parata di Paleari. Col passare dei minuti il Torino ha conquistato metri e fiducia, gli ingressi di Simeone e Adams hanno creato diversi problemi alla retroguardia bergamasca, decisiva la parata di Carnesecchi sullo stesso Simeone, partito sul filo del fuorigioco. A due minuti dal termine dei 90 regolamentari Vlasic ha tentato la conclusione dal limite, ma il tiro ha sorvolato la traversa bergamasca. In pieno recupero, col Torino sbilanciato in avanti per cercare il pareggio, Mario Pasalic lanciato in contropiede, ha segnato la rete del definitivo 2-0.
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Von der Leyen “Ue al fianco iraniani che chiedono libertà”

BRUXELLES (BELGIO) (ITALPRESS) – “Le strade di Teheran e delle città di tutto il mondo risuonano dei passi delle donne e degli uomini iraniani che chiedono libertà. Libertà di parlare, di riunirsi, di viaggiare e soprattutto di vivere liberamente. L’Europa li sostiene pienamente”. Così su X la presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen, che aggiunge: “Condanniamo senza esitazioni la violenta repressione di queste legittime manifestazioni”. “I responsabili saranno ricordati dalla parte sbagliata della storia – sottolinea – Chiediamo il rilascio immediato di tutti i manifestanti imprigionati. Chiediamo il ripristino del pieno accesso a Internet. E chiediamo il rispetto dei diritti fondamentali”.
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La Roma piega il Sassuolo, Konè e Soulè siglano il 2-0 all’Olimpico

ROMA (ITALPRESS) – La Roma piega all’Olimpico un ottimo Sassuolo, nel match valido per la 20esima giornata di Serie A. 2-0 per i giallorossi, che si prendono i tre punti con un secondo tempo di ottimo livello. La squadra di Gasperini riesce a sbrigliare la matassa al 77′ con Manu Konè e a prendere il largo con Soulè al 79′. Secondo successo consecutivo per la Roma, che sale virtualmente al terzo posto in classifica con 39 punti superando il Napoli, quarto a 38 con due partite in più da giocare. Secondo ko in fila per il Sassuolo, che resta fermo in 12^ piazza con 23 punti. Nella prossima giornata i giallorossi saranno in trasferta a Torino (18 gennaio ore 18.00) contro i granata di Baroni, avversari dei capitolini anche in Coppa Italia in settimana (13 gennaio ore 21.00). Il Sassuolo sarà ospite del Napoli il 17 gennaio (ore 18.00) al Maradona. Buon avvio dei giallorossi con Dybala che, dopo una combinazione con Soulè, scalda i guantoni di Muric con un sinistro a giro dopo cinque minuti. Al 15′ il Sassuolo sfiora il vantaggio: imbucata di Lipani, che lancia I.Konè verso la porta, ma Svilar sbarra la strada al canadese con una grande uscita bassa. Neroverdi nuovamente pericolosi con Fadera, che al 24′ impegna Svilar con destro sul primo palo. In chiusura di primo tempo Gasperini perde Ferguson per un problema alla parte bassa della schiena ed è costretto a sostituire l’irlandese 39′ per El Shaarawy. Nella seconda frazione la Roma parte con un altro piglio e va vicina all’1-0 al 53′ con Tsimikas, che si divora la rete del vantaggio da pochi passi dopo una conclusione di El Shaarawy respinta da Muric. Continua il pressing giallorosso e al 77′ è Manu Konè a portare in vantaggio i padroni di casa: cross di Soulè dalla sinistra che trova in area il centrocampista francese pronto per colpire di testa e battere Muric. Si aprono gli spazi e Soulè trova il raddoppio al 79′: l’argentino batte Muric dal limite dell’area arrivando in corsa sullo scarico di Ghilardi. Nel finale gestione della Roma, che si prende con merito i tre punti con un grande secondo tempo.
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Trump “Gli Stati Uniti sono pronti ad aiutare i manifestanti in Iran”

ROMA (ITALPRESS) – “L’Iran guarda alla libertà, forse come mai prima d’ora. Gli Stati Uniti sono pronti ad aiutare!!!”. Così il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, sul suo social Truth.
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Crosetto “Onore al coraggio e alla determinazione dei cittadini iraniani”

ROMA (ITALPRESS) – “Onore al coraggio ed alla determinazione dei cittadini iraniani”. Così su X il ministro della Difesa, Guido Crosetto.
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Codice della Strada: multa e niente assicurazione se lasci le chiavi in auto. Cosa rischi davvero

Lasciare l’auto incustodita con le chiavi inserite o con le portiere sbloccate non è solo una leggerezza: può costarti una multa e farti perdere il diritto al risarcimento assicurativo in caso di furto. A stabilirlo sono precise norme del Codice della Strada e del Codice Civile, spesso sottovalutate dagli automobilisti.

Anche una sosta di pochi minuti può trasformarsi in una violazione amministrativa e in un grave problema economico. Vediamo cosa dice la legge e perché conviene prestare la massima attenzione.


Chiavi nell’auto: cosa prevede il Codice della Strada

Il riferimento normativo è l’articolo 158, comma 4, del Codice della Strada, che impone al conducente, durante la fermata e la sosta, di adottare tutte le cautele necessarie per:

  • evitare incidenti;
  • impedire l’uso del veicolo senza autorizzazione.

La norma non elenca comportamenti specifici, ma introduce un obbligo generale di diligenza. In questo quadro rientrano a pieno titolo condotte come:

  • lasciare le chiavi inserite nel cruscotto;
  • parcheggiare con le portiere aperte o non chiuse a chiave;
  • abbandonare l’auto con i finestrini completamente abbassati.

La multa scatta anche senza furto

Un punto fondamentale: non serve che l’auto venga rubata perché la sanzione sia legittima.

La violazione si perfeziona nel momento stesso in cui il veicolo viene lasciato in condizioni tali da facilitarne l’uso non autorizzato. La sanzione amministrativa prevista va da 42 a 173 euro.

La ratio è preventiva: un’auto facilmente utilizzabile da terzi rappresenta un pericolo per la sicurezza stradale e per la collettività.


Furto dell’auto: perché l’assicurazione può non pagare

Il problema più serio emerge sul piano assicurativo.
L’articolo 1900 del Codice Civile stabilisce che l’assicuratore non è tenuto a risarcire i danni causati da dolo o colpa grave dell’assicurato, salvo diversa previsione contrattuale.

Lasciare le chiavi in auto o il veicolo aperto può essere qualificato come colpa grave, perché:

  • rende il furto prevedibile ed evitabile;
  • elimina l’elemento di imprevedibilità tipico del rischio assicurato.

In questi casi la compagnia può:

  • negare totalmente l’indennizzo;
  • oppure ridurlo in modo significativo.

Non a caso, in caso di furto, le assicurazioni chiedono sempre la consegna di tutte le chiavi in dotazione, proprio per verificare eventuali negligenze.


Anche pochi minuti non ti salvano

Un errore molto diffuso è pensare che “solo due minuti” non facciano differenza.
La legge non valuta la durata della sosta, ma il comportamento del conducente.

Basta il tempo di:

  • entrare in un bar,
  • comprare le sigarette,
  • ritirare un pacco,

perché un’auto lasciata aperta venga sottratta in pochi secondi. Ed è proprio in questi contesti che si concentrano molti furti rapidi.


Dopo il furto: obblighi da rispettare

Se il furto avviene, il proprietario deve rispettare precisi obblighi procedurali.
L’articolo 1913 c.c. impone di denunciare il sinistro all’assicurazione entro tre giorni.

Ritardi, incongruenze o omissioni possono aggravare una posizione già debole, soprattutto se il veicolo era stato lasciato senza adeguate cautele.


In sintesi: cosa rischi davvero

Lasciare le chiavi nell’auto o il veicolo aperto comporta:

  • multa amministrativa anche senza furto;
  • possibile perdita del risarcimento assicurativo;
  • ⚠️ complicazioni in caso di responsabilità verso terzi;
  • 📉 conseguenze economiche anche molto rilevanti.

La regola è semplice: chiudi sempre l’auto e porta con te le chiavi, anche per pochi istanti. Una piccola distrazione può costare caro.

Cassazione: acqua non potabile a Gela, bollette dimezzate per gli utenti

L’erogazione prolungata di acqua non potabile a due utenti di Gela costituisce una chiara violazione degli obblighi contrattuali. Lo ha stabilito la Corte di Cassazione, che ha accolto il ricorso degli utenti, annullando con rinvio la decisione del tribunale di Gela. Il giudice di merito dovrà ora riesaminare il caso alla luce dei principi affermati dalla Suprema Corte.
Secondo i giudici di legittimità, l’acqua non potabile è da considerarsi «un bene difforme rispetto a quello pattuito» nel contratto di fornitura. Un rilievo netto, che sgombra il campo da interpretazioni ambigue: ciò che è stato fornito per anni non corrisponde a quanto gli utenti avevano diritto di ricevere.
Le forniture idriche contestate si sono protratte a lungo e i titolari dell’utenza hanno chiesto il rimborso del 50 per cento delle somme versate. Una richiesta respinta sia dal gestore di sovrambito, Siciliacque, sia dal gestore di ambito, Caltaqua, che avevano insistito per il rigetto del ricorso e per la prescrizione delle pretese economiche.
La Cassazione ha invece ritenuto fondate le argomentazioni dei legali degli utenti, gli avvocati Lucio Greco e Mario Greco, confermando che la non potabilità dell’acqua incide direttamente sulla validità e sull’equilibrio del rapporto contrattuale.
A Gela, da anni, l’acqua erogata dal gestore privato Caltaqua è utilizzabile esclusivamente per usi domestici e per l’igiene personale. L’impossibilità di impiegarla a fini alimentari è un fatto noto e consolidato. Nonostante ciò, le bollette continuano a essere emesse a tariffa piena, come se il servizio fosse completo e conforme.
La pronuncia della Cassazione rappresenta un passaggio decisivo: ribadisce che il pagamento integrale di un servizio idrico presuppone la potabilità dell’acqua e apre la strada a nuove valutazioni di responsabilità e a possibili rimborsi per gli utenti penalizzati.

Agenzia delle Entrate, multe fino a 21.000 euro per chi vende abitualmente su Vinted ed eBay: ecco quando scatta l’obbligo fiscale

Vendere online un oggetto usato, un regalo mai utilizzato o un capo di abbigliamento che non si indossa più non è vietato. Mettere un annuncio su Vinted, eBay o piattaforme simili per liberarsi di beni personali rientra pienamente nella vendita occasionale, che non comporta obblighi fiscali particolari.

Il problema nasce quando la vendita non è più sporadica, ma diventa continua, organizzata e finalizzata al guadagno. In questi casi, secondo l’Agenzia delle Entrate, l’attività può essere qualificata come commerciale abituale, con conseguenze fiscali rilevanti.

Dal 2026, inoltre, i controlli diventano più stringenti grazie alle nuove regole europee: per chi vende regolarmente online sono previste sanzioni anche molto elevate.


Vendite online: quando diventano un’attività commerciale

Il discrimine non è la piattaforma utilizzata, ma la modalità con cui si vende.
Un conto è cedere occasionalmente beni personali; altro è utilizzare marketplace digitali come fonte stabile di reddito.

L’Agenzia delle Entrate può qualificare l’attività come abituale quando emergono elementi come:

  • continuità e ripetitività delle vendite
  • numero elevato di annunci pubblicati
  • prezzi strutturati e competitivi
  • flusso costante di incassi
  • superamento di determinate soglie economiche

In presenza di questi indici, scatta l’obbligo di partita IVA e di dichiarazione dei redditi, con applicazione delle imposte dovute.


La direttiva DAC7: perché ora il Fisco vede tutto

Il vero cambio di passo arriva con la direttiva UE 2021/514 (DAC7), recepita in Italia con il D. Lgs. n. 32/2023.
La normativa impone alle piattaforme digitali di collaborare attivamente con le autorità fiscali, comunicando i dati economici dei venditori.

La DAC7 è entrata in vigore il 1° gennaio 2023 e ha introdotto obblighi di trasparenza mai visti prima nel commercio online.

Chi è escluso dalla comunicazione

Restano esclusi solo gli utenti che, nell’anno di riferimento:

  • effettuano meno di 30 operazioni
  • incassano meno di 2.000 euro complessivi

Superate queste soglie, i dati vengono trasmessi automaticamente al Fisco.


Quali piattaforme comunicano i dati al Fisco

La direttiva si applica alle principali piattaforme di intermediazione online, tra cui:

  • Amazon
  • eBay
  • Vinted
  • Etsy
  • Vestiaire Collective
  • Airbnb

Questi operatori sono tenuti a raccogliere e trasmettere informazioni dettagliate sugli utenti che vendono tramite i loro servizi.


Quali dati vengono comunicati all’Agenzia delle Entrate

Per le attività di vendita di beni, locazioni o servizi, le piattaforme devono inviare:

  • codice fiscale del venditore
  • dati anagrafici
  • importi incassati annualmente
  • coordinate bancarie (IBAN)
  • numero di operazioni effettuate

In questo modo l’Agenzia delle Entrate può incrociare i dati con le dichiarazioni fiscali e individuare eventuali attività non dichiarate.


Quando è obbligatoria la partita IVA

Secondo il decreto attuativo della DAC7, l’attività può essere considerata abituale e professionale quando:

  • le vendite non sono occasionali
  • i ricavi superano 5.000 euro annui

In questi casi è obbligatorio:

  • aprire partita IVA
  • dichiarare i redditi percepiti
  • versare imposte e contributi

L’assenza di questi adempimenti espone il venditore a accertamenti fiscali e sanzioni.


Sanzioni: fino a 21.000 euro per irregolarità

Il regime sanzionatorio previsto dal D. Lgs. 32/2023 è particolarmente severo.
Sono previste sanzioni per:

  • omessa comunicazione dei dati → da 2.000 a 21.000 euro (aumentata della metà)
  • comunicazione incompleta o inesatta → stessa sanzione, ridotta della metà
  • mancata dichiarazione dei redditi
  • partita IVA non aperta quando dovuta

Nei casi più gravi, non sono escluse conseguenze di natura penale.


In sintesi: cosa deve sapere chi vende online

  • Vendere oggetti personali in modo occasionale è lecito
  • Vendere con continuità e profitto può essere considerato attività commerciale
  • Le piattaforme comunicano i dati al Fisco
  • Superate certe soglie, partita IVA e dichiarazione diventano obbligatorie
  • Le sanzioni possono essere molto elevate

Per chi utilizza Vinted, eBay o piattaforme simili in modo sistematico, ignorare le nuove regole non è più un’opzione.

Intimidazione al sindaco di Carlentini, bossolo in una busta

Una busta contenente un bossolo e un messaggio intimidatorio è stata recapitata al sindaco di Carlentini, Giuseppe Stefio.

A renderlo noto è stato lo stesso primo cittadino nel corso di una conferenza stampa, durante la quale ha letto il testo della lettera: «Stefio, dimettiti o colpiremo la mia famiglia».
Il sindaco, esponente del Partito Democratico, ha immediatamente denunciato l’accaduto alle forze dell’ordine e ha già avuto un colloquio con il prefetto di Siracusa. «Mi ha fatto piacere la vicinanza delle istituzioni – ha dichiarato – ma anche quella dei cittadini, che mi hanno espresso numerose attestazioni di solidarietà e di stima. Voglio ribadire che solo i cittadini possono chiedermi di farmi da parte, non certamente questi personaggi».
Stefio ha infine lanciato un appello ad abbassare i toni del confronto pubblico, in particolare sui social network. «Da mesi invito alla moderazione – ha aggiunto – perché un clima esasperato rischia di alimentare tensioni pericolose».