Intimidazione al sindaco di Carlentini, bossolo in una busta

Una busta contenente un bossolo e un messaggio intimidatorio è stata recapitata al sindaco di Carlentini, Giuseppe Stefio.

A renderlo noto è stato lo stesso primo cittadino nel corso di una conferenza stampa, durante la quale ha letto il testo della lettera: «Stefio, dimettiti o colpiremo la mia famiglia».
Il sindaco, esponente del Partito Democratico, ha immediatamente denunciato l’accaduto alle forze dell’ordine e ha già avuto un colloquio con il prefetto di Siracusa. «Mi ha fatto piacere la vicinanza delle istituzioni – ha dichiarato – ma anche quella dei cittadini, che mi hanno espresso numerose attestazioni di solidarietà e di stima. Voglio ribadire che solo i cittadini possono chiedermi di farmi da parte, non certamente questi personaggi».
Stefio ha infine lanciato un appello ad abbassare i toni del confronto pubblico, in particolare sui social network. «Da mesi invito alla moderazione – ha aggiunto – perché un clima esasperato rischia di alimentare tensioni pericolose».

Eolie isolate da oltre 60 ore: gravi disagi per residenti e servizi essenziali

Alicudi, Filicudi, Panarea e Stromboli–Ginostra restano isolate da oltre 60 ore a causa delle avverse condizioni meteo marine, ulteriormente peggiorate nelle ultime 24 ore.

L’assenza dei mezzi di linea sta provocando gravi disagi alle popolazioni residenti, con una progressiva carenza di generi di prima necessità.
La situazione è particolarmente critica anche sul fronte sanitario: non è stato possibile effettuare il previsto avvicendamento dei medici nei presidi di continuità assistenziale e numerosi residenti non hanno potuto raggiungere la terraferma per sottoporsi a visite e cure programmate.
Per il terzo giorno consecutivo, l’unico collegamento marittimo garantito è stato quello assicurato dalla nave Nerea della Caronte & Tourist Isole Minori, operativa sulla tratta Milazzo–Vulcano–Lipari–Salina e viceversa. L’unità ha trasportato un numero limitato di passeggeri, consentendo tuttavia il rifornimento delle isole attraverso il trasferimento dei mezzi commerciali.
Una situazione che riaccende i riflettori sulla fragilità dei collegamenti marittimi con le isole minori e sulla necessità di garantire continuità nei servizi essenziali, soprattutto in condizioni di emergenza.

Trovata morta in hotel a 27 anni la commissaria Misuraca di Partinico 

Flavia Misuraca, 27 anni, originaria di Partinico e commissaria della polizia di Stato, è stata trovata senza vita venerdì 9 gennaio nella stanza dell’albergo in cui alloggiava a Bardonecchia, in Val di Susa.

La giovane funzionaria si trovava in Piemonte da alcuni giorni nell’ambito dei servizi di rotazione a tutela dei cantieri dell’alta velocità. Quello di venerdì avrebbe dovuto essere l’ultimo giorno di permanenza prima del rientro a Grosseto, dove prestava servizio come dirigente dell’Ufficio prevenzione generale e soccorso pubblico della Questura.

A lanciare l’allarme è stato un collega, preoccupato per il mancato riscontro alle chiamate e per l’assenza della commissaria dagli impegni previsti. All’arrivo dei soccorsi e delle forze dell’ordine, per la giovane commissaria non c’era più nulla da fare. Secondo i primi accertamenti, il decesso sarebbe stato causato da un colpo di arma da fuoco esploso dalla pistola d’ordinanza.

La Procura di Torino ha aperto un fascicolo per chiarire le circostanze della morte. Al momento l’ipotesi ritenuta più probabile è quella del gesto volontario.

Laureata in Giurisprudenza, Flavia Misuraca aveva da poco concluso il percorso formativo alla Scuola superiore di polizia. Nominata commissaria nel 2024, aveva completato la propria formazione con un master di secondo livello alla Luiss in Organizzazione e politiche di pubblica sicurezza.

“Ci sono notizie che arrivano come un colpo improvviso – scrive il sindaco di Partinico, Pietro Rao – che ti spezzano il respiro. La perdita di Flavia, così giovane, così piena di vita e di futuro, è una ferita che attraversa tutta la nostra comunità. Era una figlia di Partinico, una ragazza che con sacrificio e determinazione aveva realizzato un sogno importante, servendo lo Stato con onore”.

Ribera in festa per don Leonardo Renda, diacono in cammino verso il sacerdozio

Questa mattina, nella Cattedrale di Palermo, l’ordinazione di don Leonardo Renda, 31 anni, di Ribera, a diacono. Era presente, assieme alla famiglia del giovane, anche il sindaco, Matteo Ruvolo.

Don Leonardo Renda, insegnante di Religione nelle scuole palermitane, segue gli studi presso il Seminario di Palermo e quello di oggi è il primo passo verso l’ordinazione sacerdotale prevista tra qualche mese.

“È stato un momento di grande intensità spirituale e umana, non solo per don Leonardo e la sua famiglia – commenta il sindaco, Matteo Ruvolo – ma per tutta la comunità riberese, che da qualche anno non viveva la gioia di un’ordinazione. Un segno importante, che riaccende nuova speranza e rafforza il legame profondo tra le nostra comunità civile ed ecclesiale”.

“A don Leonardo ho rivolto, a nome mio personale e dell’intera cittadinanza, i più sentiti auguri – aggiunge Ruvolo – per questo nuovo e significativo cammino di servizio, fatto di ascolto, dedizione e amore verso il prossimo. Siamo certi che con la sua umiltà di fede saprà essere guida attenta e un punto di riferimento per tanti, soprattutto per i più giovani”.

Questa mattina in Cattedrale, a Palermo, i genitori di don Leonardo, il padre Vincenzo, operaio forestale, la madre Maria e la sorella Lucy.

Cimiteri siciliani nel degrado, l’allarme M5S: “Servono interventi straordinari della Regione”

Transenne, aree interdette, manufatti pericolanti e cantieri che sembrano non finire mai. È questo lo scenario che, secondo la deputata regionale del Movimento 5 Stelle Stefania Campo, caratterizza numerosi cimiteri siciliani, da Modica a Villabate, da Favara a Calatabiano, passando per Aci Catena, Piedimonte Etneo, Siracusa e molti altri comuni dell’Isola.
“Nel 2025 e in questo inizio del 2026, in troppi Comuni andare al cimitero significa imbattersi in situazioni di degrado e insicurezza – denuncia Campo –. Restituire decoro e fruibilità a questi luoghi significa garantire rispetto ai defunti e tutela ai vivi”.
La parlamentare regionale chiede un intervento straordinario della Regione Siciliana e sollecita la valutazione dell’attivazione dell’Ufficio ispettivo di vigilanza e controllo sugli Enti Locali, affinché venga verificato l’operato dei Comuni e, nei casi più critici, si intervenga in maniera sussidiaria.
La situazione, sottolinea Campo, non riguarda singoli episodi ma una vera e propria emergenza diffusa. “In molti Comuni si registrano decine di salme in attesa. A Marsala si segnalano rifiuti e materiali abbandonati, con cantieri che rappresentano un rischio per i visitatori; al cimitero monumentale di Catania ci sono lapidi pericolanti e un impianto elettrico fatiscente; ad Aci Catena si sono verificati casi di degrado e mala gestione con il ritrovamento e il sequestro di resti umani e rifiuti cimiteriali. A Piedimonte Etneo, lo scorso novembre, l’intera struttura è stata dichiarata inagibile e interdetta al pubblico. A Siracusa, infine, il tema della sicurezza è tornato d’attualità a causa della caduta di intonaci”.
In questo quadro, Modica rappresenta – secondo la deputata – il simbolo di un problema che si trascina da troppo tempo. “Porzioni del cimitero comunale sono inagibili e inaccessibili, con famiglie che non riescono nemmeno ad avvicinarsi alla tomba di un proprio caro”.
Dopo un sopralluogo effettuato nelle scorse settimane, Campo ha presentato un’interrogazione all’Assemblea regionale siciliana, rimasta però senza risposta da oltre due mesi. “Se questa è la sorte di un tema così sensibile – afferma – è evidente che serve un cambio di metodo. Non l’ennesimo rinvio”.
Tra le proposte avanzate dal Movimento 5 Stelle, l’impegno immediato di risorse regionali specifiche per la messa in sicurezza delle aree inagibili e la definizione di un quadro di indirizzo regionale, con circolari e linee guida per i Comuni, che stabilisca standard minimi omogenei su sicurezza e gestione delle criticità strutturali.
“Un cimitero non può essere un cantiere eterno – conclude Campo – né un luogo dove il dolore si somma alla paura e all’umiliazione. Faremo tutto il necessario per portare con forza questi temi al centro dei lavori dell’Assemblea regionale siciliana”.

Suite Empedocle del Toscanini chiude Agrigento 2025

Oggi, sabato 10 gennaio, alle 18, il Teatro Pirandello di Agrigento ospiterà la cerimonia di chiusura di Agrigento Capitale Italiana della Cultura 2025. A suggellare questo momento conclusivo sarà il Conservatorio Arturo Toscanini di Ribera, che prenderà parte all’evento con una speciale esecuzione della Suite Empedocle del Toscanini, affidata al Toscanini Jazz Quintet.

La Suite Empedocle del Toscanini, opera originale per Agrigento 2025

La Suite Empedocle del Toscanini è un’opera originale prodotta dal Conservatorio e inserita nel progetto di candidatura di Agrigento a Capitale Italiana della Cultura 2025. La composizione è stata realizzata espressamente per questa occasione dal maestro Gaetano Randazzo, individuato a seguito di selezione pubblica, con l’obiettivo di raccontare in musica il legame profondo tra la città, la sua storia e il suo patrimonio culturale.
L’opera è stata eseguita in prima assoluta lo scorso 19 dicembre al Teatro Pirandello, dai Solisti e dall’Orchestra Sinfonica e Jazz del Conservatorio, sotto la direzione del maestro Walter Attanasi, ottenendo ampi apprezzamenti da parte del pubblico presente.

Una nuova veste jazz per la Suite Empedocle del Toscanini

In occasione della cerimonia di chiusura, la Suite Empedocle del Toscanini viene proposta in una nuova versione jazz, che ne amplia il linguaggio espressivo e ne conferma la versatilità artistica. L’esecuzione del Toscanini Jazz Quintet rappresenta una sintesi efficace tra ricerca musicale, contaminazione dei generi e valorizzazione dell’opera originale, nel solco della progettualità culturale che ha caratterizzato l’intero anno di Agrigento 2025.

Il ruolo del Conservatorio Toscanini nel 2025

Questa ulteriore partecipazione conferma il forte impegno profuso dal Conservatorio Toscanini per Agrigento e per il suo territorio da ben 34 anni, con un’intensificazione significativa proprio nel 2025. Un anno speciale che ha visto il Conservatorio promotore e produttore di una stagione concertistica di alto livello in Italia e all’estero, sotto la direzione artistica di Mariangela Longo, affiancata dallo staff dell’istituzione e dal direttore di produzione Simone Piraino.
I numeri raccontano un’attività straordinaria: oltre 500 musicisti coinvolti in più di 30 concerti, dall’opera lirica alla musica sinfonica, cameristica, jazz e pop rock, con dieci guest artist e numerose masterclass di alta formazione. Ampio spazio è stato riservato ai giovani talenti, ai migliori solisti, ai progetti di laurea e di dottorato di ricerca.

Collaborazioni, progetti speciali e riconoscimenti

Numerosi i progetti speciali realizzati, come quello dell’orchestra di 60 chitarre e bassi elettrici, che ha coinvolto 13 Conservatori e istituzioni Afam italiane ed europee. Fondamentali anche le collaborazioni con istituzioni e partner che hanno reso possibile la realizzazione di eventi dedicati ad Agrigento in Italia e all’estero, tra cui la stagione concertistica “Il Conservatorio a Teatro”, le iniziative al Parco Archeologico della Valle dei Templi, l’Expo di Osaka 2025 e gli eventi di Praga.
Un percorso culminato il 12 dicembre scorso con il conferimento al Conservatorio Toscanini dell’onorificenza di Ambasciatore Nazionale, in qualità di Pubblica Amministrazione di eccellenza, presso il Senato della Repubblica Italiana.

Gibellina Capitale dell’Arte Contemporanea 2026: cerimonia il 15 gennaio

Giovedì 15 gennaio, alle ore 11.30, si terrà a Gibellina la cerimonia istituzionale per l’avvio di Gibellina Capitale dell’Arte Contemporanea 2026. L’evento è in programma presso la Sala Agorà del Comune e sarà trasmesso in diretta su uno schermo gigante allestito nella piazza antistante, consentendo alla cittadinanza di seguire un momento di particolare rilevanza culturale e simbolica.
Al momento solenne sarà presente il Ministro della Cultura Alessandro Giuli, a conferma del valore nazionale del riconoscimento attribuito alla città, da anni punto di riferimento per l’arte contemporanea e la sperimentazione culturale.

Gibellina Capitale dell’Arte Contemporanea 2026, musica e istituzioni

L’apertura della cerimonia di Gibellina Capitale dell’Arte Contemporanea 2026 sarà affidata all’Orchestra Filarmonica del Sud (Fides), diretta dal maestro Antonio Giovanni Bono. L’orchestra eseguirà l’Inno nazionale e l’ouverture da La Forza del Destino di Giuseppe Verdi, segnando ufficialmente l’avvio delle celebrazioni.

In occasione di Gibellina Capitale dell’Arte Contemporanea 2026, l’Orchestra Filarmonica del Sud avvierà inoltre un percorso di radicamento stabile sul territorio, diventando orchestra della città e stabilendo la propria sede presso l’auditorium del Mac – Museo d’Arte Contemporanea Ludovico Corrao.

I luoghi simbolo della città

Cuore simbolico della cerimonia di Gibellina Capitale dell’Arte Contemporanea 2026 saranno due contributi video originali, realizzati in alcuni dei luoghi più rappresentativi della città. Il primo è ambientato al Grande Cretto di Alberto Burri, dove sarà proposta la lettura del testo inedito Poesia Gibellina dalla voce della scrittrice e poeta Marilena Renda, Premio Strega Giovani Poesia 2025.
Il secondo contributo è ambientato presso la Montagna di Sale di Mimmo Paladino, scenario della performance musicale del sassofonista jazz Francesco Cafiso. Due momenti che intrecciano parola, musica e arti visive, restituendo una lettura profonda dell’identità artistica di Gibellina.

Il ricordo del terremoto del 1968

La cerimonia di Gibellina Capitale dell’Arte Contemporanea 2026 si accompagna infine a un momento di raccoglimento e memoria dedicato al terremoto che colpì la città il 15 gennaio 1968. Un passaggio essenziale, che lega il riconoscimento culturale alla storia della comunità e al percorso di rinascita che ha fatto di Gibellina un caso unico nel panorama dell’arte contemporanea italiana.
Un avvio solenne che pone arte, memoria e istituzioni al centro di un anno destinato a segnare una nuova fase per la città e per il suo territorio.

Emergenza influenzale, l’Asp di Palermo istituisce un’Unità di crisi

L’Azienda sanitaria provinciale di Palermo rafforza la risposta all’emergenza influenzale con l’istituzione di un’Unità di crisi dedicata. Il provvedimento è stato disposto dal direttore generale dell’Asp, Alberto Firenze, con l’obiettivo di garantire un coordinamento più efficace delle attività sanitarie e una gestione tempestiva dei casi su tutto il territorio provinciale.
A far parte dell’Unità di crisi sono il direttore sanitario Antonino Levita, il direttore del Dipartimento di Prevenzione Domenico Mirabile, il direttore del Dipartimento Cure Primarie Salvatore Vizzi, il direttore del Dipartimento Attività ospedaliere Antonino Di Benedetto e il direttore del Dipartimento Emergenza-Urgenza Emanuele La Spada.
L’organismo avrà il compito di monitorare l’andamento dei contagi influenzali, coordinare le azioni di prevenzione e assistenza, ottimizzare l’organizzazione dei servizi sanitari territoriali e ospedalieri e assicurare un costante raccordo tra i diversi livelli dell’assistenza. Particolare attenzione sarà rivolta alla promozione e all’incremento delle vaccinazioni, oltre all’individuazione di ulteriori posti letto da destinare ai pazienti con complicanze respiratorie.
L’insediamento ufficiale dell’Unità di crisi è previsto per martedì prossimo nella sede dell’Asp di via Cusmano.

Terremoto tra Messina e Reggio Calabria: nessun danno segnalato

Una scossa di terremoto è stata registrata nelle prime ore della mattinata di oggi nel Mar Ionio ed è stata avvertita distintamente in Calabria e in gran parte della Sicilia orientale.

L’evento sismico, di magnitudo 5.1, si è verificato alle ore 05:53 ed è stato percepito in particolare a Reggio Calabria e nelle province di Messina, Catania e Siracusa.
Secondo i dati diffusi dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, l’epicentro è stato localizzato in mare, al largo della costa ionica della Calabria sud-orientale, in prossimità di Reggio Calabria, a una profondità di circa 64,8 chilometri. La scossa è stata classificata come ML 5.1.
Nonostante l’intensità moderata, il sisma è stato avvertito su un’area piuttosto ampia, anche a causa della profondità dell’ipocentro e delle caratteristiche geologiche del bacino ionico.

In molti centri abitati la popolazione ha percepito chiaramente il movimento tellurico, soprattutto ai piani alti degli edifici, ma senza conseguenze rilevanti.
La Sala Operativa Unificata della Protezione Civile della Regione Siciliana ha immediatamente attivato le procedure di verifica, effettuando un monitoraggio telefonico con gli uffici territoriali del Drpc dei comuni interessati e i comandi dei Vigili del Fuoco delle province di Messina, Siracusa e Catania.

Da tali controlli non sono emerse segnalazioni di danni strutturali né situazioni di emergenza.
Ulteriori ricognizioni svolte nella mattinata dal Servizio Territoriale di Messina del Dprc nei comuni della fascia jonica e tirrenica, dove la scossa è stata avvertita con maggiore intensità, hanno confermato l’assenza di danni a persone o cose.
La situazione resta costantemente monitorata, ma al momento non si registrano criticità.

Lavoro nero e indebita percezione di sussidi: controlli del Nil a Catania, cinque irregolari

Si è conclusa l’attività ispettiva avviata lo scorso mese di ottobre dal Nucleo Ispettorato del Lavoro di Catania, condotta congiuntamente ai militari dell’Arma territoriale nei comuni di Aci Castello, Mascalucia e Zafferana Etnea.

L’operazione rientra in un più ampio piano di contrasto al lavoro sommerso e di verifica della corretta fruizione delle misure di sostegno economico previste dallo Stato.
Nel corso dei controlli sono state accertate diverse irregolarità. In particolare, i militari hanno individuato cinque lavoratori, di età compresa tra i 18 e i 60 anni, residenti nelle province di Catania e Messina, risultati impiegati “in nero” presso un’agenzia di servizi e alcune attività di ristorazione del territorio.
Gli approfondimenti successivi hanno consentito di rilevare che i soggetti, pur svolgendo attività lavorativa retribuita, avevano omesso di comunicare all’Inps la variazione della propria situazione reddituale.

Nonostante ciò, continuavano a percepire l’Assegno di Inclusione in qualità di componenti di nuclei familiari beneficiari della misura.
Le posizioni irregolari sono ora al vaglio degli enti competenti per le conseguenti sanzioni amministrative e per il recupero delle somme indebitamente percepite.