Incendio in un mini appartamento a Ribera, famiglia evacuata

Momenti di apprensione a Seccagrande di Ribera dove un incendio è divampato all’interno di un mini appartamento al piano terra di una villetta abitata da una famiglia. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco del distaccamento di Sciacca.

Secondo quanto emerso, le fiamme si sarebbero sviluppate nella zona cucina per cause ancora in fase di accertamento. In breve tempo un denso fumo ha invaso i locali, rendendo necessario l’allontanamento immediato degli occupanti, che sono riusciti a mettersi in salvo e a lanciare l’allarme.

Durante le operazioni di spegnimento, i pompieri hanno individuato una bombola di gas che stava surriscaldandosi a causa del calore, provvedendo a metterla in sicurezza ed evitando conseguenze più gravi. L’incendio ha causato danni agli arredi e alla struttura interna dell’abitazione che è stata temporaneamente dichiarata inagibile.

Sul posto sono intervenuti anche i carabinieri che hanno avviato gli accertamenti per ricostruire l’esatta dinamica dell’episodio per risalire all’origine del rogo.

Arresto per armi a Palermo: ottantenne fermato a Borgo Nuovo

Un’operazione di controllo del territorio ha portato a un arresto per armi a Palermo nel quartiere Borgo Nuovo. I carabinieri hanno arrestato un uomo di 80 anni, palermitano e già noto alle forze di polizia, con l’accusa di detenzione abusiva di armi e munizioni. L’intervento rientra in un più ampio dispositivo di prevenzione attivato nel capoluogo siciliano.

L’attività investigativa è scaturita dal monitoraggio di alcuni movimenti ritenuti sospetti nei pressi dell’abitazione dell’indagato. Gli accertamenti hanno indotto i militari a procedere con una perquisizione domiciliare, effettuata con il supporto di un’unità cinofila specializzata nella ricerca di esplosivi.

Pistola con matricola abrasa: scatta l’arresto per armi a Palermo

Durante la perquisizione, i carabinieri hanno rinvenuto, occultata all’interno di un armadio della camera da letto, una pistola calibro 8 con matricola abrasa e sei cartucce calibro 7,65 detenute illegalmente. Il materiale è stato immediatamente sequestrato e messo a disposizione dell’autorità giudiziaria.

A seguito dell’intervento, il giudice per le indagini preliminari ha convalidato l’arresto per armi a Palermo, applicando all’ottantenne la misura cautelare degli arresti domiciliari.

Controlli nel centro città: denunce per porto abusivo di armi

Parallelamente all’operazione che ha portato all’arresto nel quartiere Borgo Nuovo, le attività di prevenzione svolte nel centro cittadino e, in particolare, nel quartiere Libertà, hanno consentito ai carabinieri di denunciare due giovani di 18 e 19 anni per porto abusivo di armi o oggetti atti ad offendere.

Alla vista dei militari, entrambi hanno manifestato un atteggiamento sospetto, circostanza che ha spinto gli investigatori ad approfondire i controlli. Il diciottenne è stato trovato in possesso di un coltello a serramanico con una lama di 11 centimetri, mentre il diciannovenne aveva con sé due tirapugni.

Il bilancio dei controlli a Palermo

Nel corso delle operazioni complessive condotte in città, i carabinieri hanno identificato 211 persone e controllato 147 veicoli. Sono state inoltre contestate sanzioni amministrative per violazioni al codice della strada per un importo complessivo superiore a 39 mila euro.

Un bilancio che si inserisce nel quadro delle attività di prevenzione e sicurezza urbana, culminate anche nell’arresto per armi a Palermo, a conferma dell’intensificazione dei controlli sul territorio.

Debiti fuori bilancio da approvare prima di Capodanno, si torna in consiglio comunale

C’e’ la nota nero su bianco a firma del segretario generale Manlio Paglino e del dirigente della Ragioneria, Filippo Carlino a richiamare tutti i consiglieri comunali sulle ragioni tecniche della necessità di approvare i debiti fuori bilancio contenuti nella proposta di delibera all’ordine del giorno della scorsa seduta del consiglio comunale di Sciacca entro fine anno.

Proprio sul punto in questione è stato fatto venire il numero legale interrompendo la sessione dei lavoro.

I due tecnici del Comune di Sciacca spiegano che prima dell’impegno di spesa, e’ necessaria la preventiva attivazione della procedura di riconoscimento del debito fuori bilancio per poter ricondurre una obbligazione esistente e perfezionata all’,interno della sfera economica dell’ente.

“Se la delibera – si legge nella nota – non fosse approvata entro fine anno pertanto, la prenotazione di spesa non costituirebbe obbligazione giuridica e quindi impegno di spesa e le somme prenotate sarebbero liberate costituendo economia di spesa”.

Saranno dunque, le opposizioni visto che Fabio Termine ha un solo consigliere comunale dalla sua, a dover rientrare in aula prima di fine anno e approvare i debiti. La seduta sarà fissata con ogni probabilità il trenta. Si vocifera già’ che i consiglieri del Pd non ci saranno.

Sara’ con ogni probabilità centrodestra ad entrare in aula per una seduta lampo e approvare i debiti. Potrebbe essere una delle ultime volte per il punto che tra l’altro comporta una responsabilità personale del consigliere perché se si perde tempo e ci sono ulteriori spese, queste possono essere addebitate direttamente al consiglio stesso.

Etna, intensa attività stromboliana: cenere su Taormina

È in corso un’intensa e continua attività stromboliana dell’Etna al cratere di Nord-Est, con lanci di materiale incandescente che, in alcuni casi, ricadono lungo il fianco del cono craterico. Il fenomeno è accompagnato dall’emissione di modeste quantità di cenere vulcanica.
Secondo quanto emerge dal monitoraggio dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia – Osservatorio Etneo di Catania, la nube eruttiva viene trasportata dai venti in direzione nord-est. In questo contesto sono state segnalate leggere ricadute di cenere nell’area di Piano Provenzana e nel territorio di Taormina.

Attività stromboliana dell’Etna e fenomeni ai crateri sommitali

Nel corso della notte scorsa, manifestazioni riconducibili all’attività stromboliana dell’Etna sono state osservate anche al cratere Bocca Nuova. In particolare si sono verificate sporadiche esplosioni stromboliane, con lancio di materiale incandescente fino a diverse decine di metri sopra l’orlo craterico.
L’evoluzione del vulcano viene seguita costantemente attraverso il sistema di monitoraggio dell’Osservatorio Etneo, che analizza in tempo reale i parametri sismici, infrasonici e di deformazione del suolo.

Tremore vulcanico in valori alti

L’ampiezza media del tremore vulcanico permane nella fascia dei valori alti, mostrando un andamento in leggero incremento manifestatosi dopo la mezzanotte. La localizzazione del centroide delle sorgenti del tremore resta concentrata nell’area del cratere di Nord-Est, a una quota di circa 3.000 metri sul livello del mare.
Gli eventi infrasonici continuano a presentarsi con una frequenza di accadimento molto elevata. Le ampiezze medie risultano in aumento, mentre non si registrano variazioni significative delle ampiezze massime. Dai dati delle reti di deformazione del suolo si evince inoltre come proseguano i trend iniziati il 24 dicembre scorso.

Vona arancione, nessun impatto sull’aeroporto

Alla luce dell’attuale attività stromboliana dell’Etna, l’Ingv-Osservatorio Etneo di Catania ha emesso un Vona (Volcano Observatory Notice for Aviation) di colore arancione, il terzo livello su una scala di quattro prevista per l’aviazione.
Nonostante ciò, la fase eruttiva in atto non impatta sulla piena operatività dell’Aeroporto Vincenzo Bellini, che rimane regolarmente aperto e operativo.

Messina, ferisce il marito durante una lite nella notte di Natale: arrestata una 49enne

È stata arrestata dai carabinieri una donna di 49 anni ritenuta responsabile di aver ferito il marito con un coltello da cucina nel corso di una lite avvenuta nella notte di Natale. L’episodio si è verificato a Messina.
A dare l’allarme sono stati gli operatori del 118, intervenuti nell’abitazione per prestare soccorso all’uomo.

Dopo aver riscontrato la gravità della situazione, il personale sanitario ha allertato i carabinieri, che hanno avviato immediatamente gli accertamenti.
Secondo quanto ricostruito, al culmine di un acceso diverbio la donna avrebbe aggredito il marito, che è stato trasportato d’urgenza all’ospedale Papardo, dove si trova tuttora ricoverato.
La 49enne è stata arrestata con l’accusa di tentato omicidio e trasferita nel carcere di Messina, a disposizione dell’autorità giudiziaria.

Le indagini proseguono per chiarire l’esatta dinamica dei fatti e le responsabilità.

Natale non è più bassa stagione, Palermo scelta anche d’inverno dai turisti

Il turismo a Palermo conferma un cambiamento strutturale nelle abitudini di viaggio, con partenze sempre più anticipate anche durante le festività natalizie. Già dal 22 dicembre, secondo le stime di Federalberghi Palermo, le strutture alberghiere della città hanno iniziato a registrare presenze significative, con un’occupazione media intorno al 50 per cento, un dato incoraggiante per un periodo che fino a pochi anni fa era considerato di bassa stagione.

Le proiezioni indicano una crescita progressiva delle presenze con l’avvicinarsi del Capodanno, fase in cui entra in modo deciso anche il mercato internazionale. Per la notte di San Silvestro, infatti, negli hotel cittadini si registra il pienone, con livelli di occupazione prossimi al tutto esaurito.

“Questi numeri ci raccontano un cambiamento profondo – dice Rosa Di Stefano, presidente di Federalberghi Palermo -. La città oggi viene scelta consapevolmente anche in inverno: i turisti arrivano prima, restano più giorni, spendono di più e cancellano meno. È il segnale di una città che ha consolidato la propria attrattività come destinazione urbana, culturale e di esperienza, non più legata solo alla stagionalità”.

Accanto all’aumento delle presenze, si rileva anche una crescita della tariffa media e, di conseguenza, della spesa del turista. Negli hotel quattro stelle la tariffa media si attesta intorno ai 150 euro a notte, a persona, segnale di una domanda più consapevole e orientata alla qualità dell’offerta.

Un ulteriore elemento significativo riguarda la durata dei soggiorni. I pernottamenti medi si attestano intorno ai tre giorni, confermando una permanenza più lunga e un’esperienza urbana vissuta con maggiore intensità. Per queste festività si registra inoltre un tasso di cancellazione molto basso, indice di una domanda solida e di una forte fiducia dei viaggiatori nella destinazione Palermo.

“Il trend – conclude la presidente di Federalberghi Palermo – conferma la crescente competitività di Palermo sui mercati nazionali e internazionali e rafforza la necessità di continuare a investire su programmazione, servizi e qualità dell’accoglienza per rendere strutturali risultati che oggi non sono più episodici, ma sempre più consolidati”.

Iacp Agrigento e morosità nelle case popolari: cambia la riscossione

Dal 1° gennaio 2026 cambiano le modalità di riscossione dei canoni di locazione degli alloggi popolari gestiti dall’Iacp di Agrigento. L’Ente ha stipulato una convenzione con l’Agenzia delle Entrate Riscossione Sicilia, che si occuperà dell’incasso dei canoni e del recupero delle somme non versate.
La decisione segna un passaggio rilevante nella gestione della morosità nelle case popolari, fenomeno che l’Iacp stima oggi su livelli particolarmente elevati.

Affidamento all’Agenzia delle Entrate Riscossione

La nuova procedura di riscossione è resa possibile dall’applicazione delle disposizioni contenute nella legge regionale n. 26 del 2000, articolo 53, ed è stata formalizzata attraverso una specifica convenzione approvata con delibera commissariale n. 48 del 15 settembre 2025.
L’accordo riguarda sia i canoni correnti a partire dal 2026, sia quelli arretrati riferiti ad annualità pregresse non versate nei termini.
Con l’affidamento all’Agenzia delle Entrate Riscossione, in caso di mancato pagamento, potranno essere attivate azioni di recupero anche coattivo, comprese procedure esecutive come pignoramenti e fermi amministrativi. Un cambio di passo deciso nel contrasto alla morosità nelle case popolari.

Il patrimonio immobiliare dell’Iacp e i dati sulla morosità

Il patrimonio immobiliare dell’Iacp di Agrigento comprende circa 7.500 unità immobiliari, incluse quelle di proprietà di altri enti ma gestite dall’Istituto. Gli alloggi sono distribuiti nei 43 comuni del territorio provinciale, isole minori comprese.
Secondo le stime fornite dall’Ente, il tasso di morosità si attesta intorno al 70 per cento, un dato che ha reso necessario rafforzare l’attività di contrasto alla morosità nelle case popolari.
Negli ultimi mesi, l’Iacp ha intensificato le azioni di controllo e recupero anche grazie alla collaborazione del personale interno.

Recupero delle risorse e manutenzione degli immobili

Le somme recuperate attraverso la nuova procedura di riscossione saranno successivamente riversate nelle casse dell’Iacp e potranno essere riutilizzate per la manutenzione degli immobili e per investimenti finalizzati al miglioramento del patrimonio abitativo.
L’Istituto, oltre alla costruzione degli alloggi, ha infatti tra i propri compiti istituzionali anche la cura e la manutenzione delle unità assegnate agli inquilini.
Il contrasto alla morosità nelle case popolari viene quindi indicato come uno strumento essenziale per garantire la sostenibilità economica dell’Ente.

Rateizzazione e criteri di equità

La nuova convenzione prevede misure pensate per andare incontro alle esigenze dei soggetti economicamente più fragili. Il debito maturato potrà essere oggetto di una rateizzazione personalizzata, con un numero e un importo delle rate definiti in base alle condizioni dei morosi.
L’obiettivo è rendere il sistema di riscossione più efficace ed equo, evitando disparità tra inquilini puntuali nei pagamenti e inquilini inadempienti.

Diritto alla casa e responsabilità degli assegnatari

Secondo l’Iacp, la casa popolare rappresenta un diritto, ma comporta anche il dovere di pagare regolarmente il canone di locazione. Si tratta di importi mediamente compresi tra 52 e 70 euro mensili, che in molti casi non riescono a coprire neppure i costi di manutenzione di un patrimonio immobiliare risalente agli anni Novanta.
La nuova gestione della morosità nelle case popolari mira dunque a rafforzare un principio di responsabilità condivisa, a tutela dell’interesse pubblico.

Ne hanno dato notizia il commissario straordinario e il direttore generale dell’Iacp di Agrigento, Salvatore
Giovanni Pignatone e Teresa La Russa.

Comiso–Pisa, nuovo collegamento aereo dal prossimo marzo.


Dal prossimo marzo e fino a ottobre sarà attivo il nuovo collegamento aereo Comiso–Pisa, con due frequenze settimanali, operate il giovedì e la domenica.

L’annuncio è arrivato dall’assessore regionale alle Infrastrutture e ai Trasporti, Alessandro Aricò, attraverso un post pubblicato sui social.
Il nuovo volo punta a rafforzare l’integrazione tra l’aeroporto del Sud-Est siciliano e la rete viaria strategica del territorio, offrendo un collegamento diretto con la Toscana e con importanti poli universitari e occupazionali. Una tratta particolarmente attesa da studenti e lavoratori, che potranno contare su un’alternativa rapida e diretta per gli spostamenti tra le due regioni.
Non è stato ancora reso noto il vettore che opererà la rotta. Orari, tariffe e apertura delle vendite saranno comunicati nelle prossime settimane, una volta completata l’individuazione della compagnia aerea incaricata.
Parallelamente al lancio del nuovo collegamento aereo, la Regione Siciliana ha annunciato lo sblocco di 77 milioni di euro destinati al potenziamento dei collegamenti stradali. Le risorse saranno impiegate in particolare lungo la SS 115, per migliorare l’accessibilità all’aeroporto “Pio La Torre” di Comiso, e per interventi strategici sulla SS 514 Ragusa–Catania.
Un doppio intervento, infrastrutturale e aeroportuale, che mira a ridurre l’isolamento del territorio ibleo, migliorando la mobilità di cittadini e lavoratori e rafforzando il ruolo dello scalo di Comiso all’interno del sistema dei trasporti regionali.

Assalto armato a Sciacca, ortofrutticolo derubato dell’incasso prima del deposito in banca

Momenti di forte tensione a Sciacca per un imprenditore del settore ortofrutticolo rimasto vittima di una rapina a mano armata.

L’uomo, 55 anni, stava raggiungendo un istituto di credito per versare il guadagno della giornata quando è stato bloccato da due malviventi.
L’episodio si è verificato in via Cansalamone.

I rapinatori, con il volto travisato e armati di pistola, hanno agito con estrema rapidità, riuscendo a sottrarre una somma pari a circa 10 mila euro. Subito dopo si sono dileguati a bordo di un’auto, con ogni probabilità utilizzata anche per pedinare la vittima nei suoi spostamenti.
Il colpo è stato messo a segno nella serata di martedì, a ridosso delle festività natalizie, periodo in cui l’attività commerciale registra un notevole aumento delle vendite. Gli investigatori non escludono che l’azione sia stata pianificata con attenzione, sulla base delle consuetudini dell’esercente.
Le indagini sono state avviate dal commissariato di Polizia di Sciacca.

Gli agenti stanno analizzando le immagini degli impianti di videosorveglianza presenti nella zona e lungo il tragitto percorso dall’uomo, nella speranza di raccogliere elementi utili all’identificazione dei responsabili.

Movida rumorosa a Trapani, il Tar impone regole certe

La movida rumorosa a Trapani non può essere gestita nel vuoto normativo. Lo ha stabilito il Tar Sicilia – Palermo, che ha accolto il ricorso presentato dai cittadini del centro storico, dichiarando illegittima l’inerzia del Comune in materia di tutela dall’inquinamento acustico.

Secondo i giudici, l’Amministrazione comunale non può continuare a rinviare l’adozione degli strumenti previsti dalla legge nazionale, né affrontare un fenomeno strutturale come la movida esclusivamente attraverso ordinanze temporanee. Per questo motivo, il Tar ha ordinato al Comune di Trapani di provvedere entro 180 giorni.

Movida rumorosa a Trapani e assenza di pianificazione

Al centro della decisione c’è un principio chiaro: la movida rumorosa a Trapani non può essere governata in assenza di pianificazione. Il Tribunale ha rilevato che la mancanza degli strumenti obbligatori costituisce una violazione degli obblighi normativi in materia di inquinamento acustico.
Il ricorso è stato promosso dai cittadini del centro storico, riuniti nel Comitato Centro Storico di Trapani, che hanno denunciato una gestione fondata su soluzioni emergenziali e prive di una cornice regolamentare stabile.

Cosa deve fare il Comune di Trapani

Il Tar ha indicato in modo puntuale gli adempimenti cui l’Amministrazione dovrà attenersi. Entro sei mesi, il Comune dovrà dotarsi degli strumenti necessari per una corretta gestione della movida rumorosa a Trapani, procedendo con:
l’adozione del Piano di zonizzazione acustica;
l’approvazione del Regolamento comunale per la tutela dall’inquinamento acustico;
l’adeguamento del Regolamento locale di igiene e sanità o di polizia municipale alle norme vigenti in materia di rumore.
Secondo i giudici, si tratta di atti dovuti, non più eludibili né sostituibili con ordinanze contingibili e urgenti.

Il principio affermato dal Tar

La sentenza non configura una contrapposizione tra residenti e attività economiche, ma riafferma un principio generale: la pubblica amministrazione è tenuta ad applicare la legge. La gestione della movida rumorosa a Trapani deve avvenire attraverso regole chiare e strumenti ordinari, soprattutto quando sono coinvolti diritti fondamentali come la salute, il riposo e la qualità della vita urbana.