Ribera in festa per i 109 anni di Giuseppe Neri: “Buona salute a tutti” (Video)

Il sindaco, Matteo Ruvolo, gli assessori Leonardo Augello e Giuseppe Sgro’, tanti parenti, tra i quali Paolo Caternicchia e don Pasqualino Barone, tutti a casa di Giuseppe Neri, oggi, per i suoi 109 anni. Il nonnino ha ricordato alcuni tra i momenti più importanti della sua vita, vissuti tra Ribera e la Francia.


Nato il 5 gennaio 1917 a Ribera, Giuseppe Neri ha attraversato alcune delle fasi più complesse della storia italiana. Agricoltore di professione, ha dedicato la sua vita al lavoro della terra, mantenendo sempre una condotta improntata al rispetto, alla determinazione e alla dignità personale.


“Ho sempre pensato alla famiglia e al lavoro – ha detto – mangiato cose genuine, poca carne e tanta verdura. Adesso, alla mia età, auguro buona salute a tutti”.


Rimasto vedovo nel 2014 della moglie Concetta, Giuseppe Neri ha due figlie e una storia familiare che si intreccia con quella del territorio. Oggi è il più anziano tra i siciliani, ma è pure – come riportato nella targa che gli ha donato il sindaco Ruvolo – “figlio illustre di questa terra, testimone di una lunga storia di vita, di valori, di sacrifici e di affetto per la propria comunità”.

Burgio applaude il talento di Giuseppe Infantino, successo per il concerto all’ex casello ferroviario

Burgio ha vissuto una serata di grande musica con il concerto del tenore Giuseppe Infantino, andato in scena ieri sera nella suggestiva cornice dell’ex casello ferroviario. Un evento di alto profilo culturale che ha visto protagonista un artista originario del paese, oggi affermato nel panorama musicale nazionale e internazionale.

L’iniziativa, promossa dall’amministrazione comunale di Burgio, è stata realizzata grazie alla collaborazione con la Pro Loco Sikania e l’associazione saccense Sipario 4.

Il concerto è stato accolto con entusiasmo e attenzione per tutta la sua durata. La voce di Giuseppe Infantino ha emozionato i presenti, rendendo particolarmente significativo il suo ritorno a Burgio, città che gli ha dato i natali e che oggi ne celebra il successo artistico. Nel corso della sua carriera, il tenore ha costruito un percorso solido, esibendosi in contesti e rassegne di rilievo in Italia e all’estero, affermandosi come una voce apprezzata a livello internazionale. Ad accompagnarlo al pianoforte il maestro Salvatore Galante.

Sciacca, teatro e solidarietà: il Lions Club porta in scena Sartre per beneficenza (Video)

Una serata all’insegna della cultura e della solidarietà è in programma venerdì 9 gennaio al Teatro Popolare Samonà di Sciacca.

L’iniziativa, a scopo benefico, è promossa dal Lions Club Sciacca Host, guidato dal presidente Francesco Fiorino, con il supporto dei Cub e dei Leo, rappresentati rispettivamente da Nicola Todaro e Tommaso Rossi.
Il pubblico assisterà a uno spettacolo di forte impatto artistico e riflessivo: “L’inferno sono gli altri”, celebre opera di Jean-Paul Sartre, che affronta temi profondi legati all’esistenza, alla responsabilità individuale e ai rapporti umani. Una scelta che unisce valore culturale e impegno sociale.
Il ricavato della vendita dei biglietti sarà interamente destinato ad attività solidali. In particolare, i fondi raccolti serviranno a sostenere persone e famiglie in condizioni di difficoltà, tra cui i figli di Marianna Bello, la donna di Favara tragicamente scomparsa a causa del violento nubifragio che ha colpito la zona lo scorso ottobre.
A dare vita alla rappresentazione saranno Martina Galione, Stefania Chiavetta e Francesco Grisafi, protagonisti sul palco del Samonà di una serata che punta a dimostrare come il teatro possa diventare strumento concreto di aiuto e vicinanza verso chi vive momenti di sofferenza.

Rifiuti in Sicilia, il Tar boccia il ricorso contro il Piano regionale


Il Tar Sicilia ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato da una società contro il Piano di gestione dei rifiuti della Regione Siciliana, che prevede, tra le misure principali, la realizzazione dei termovalorizzatori di Palermo e Catania.

La decisione segna un primo passaggio favorevole per l’amministrazione regionale nel contenzioso sul nuovo assetto del ciclo dei rifiuti.
Il ricorso puntava all’annullamento dell’ordinanza del Commissario straordinario per la valorizzazione energetica e la gestione del ciclo dei rifiuti, con cui era stato adottato l’aggiornamento del Piano. Nel mirino anche il parere istruttorio conclusivo (PIC) della Commissione tecnica specialistica (Cts), il decreto assessoriale sulla Valutazione ambientale strategica (VAS) e la delibera di Giunta di apprezzamento del Piano. L’azione legale era stata intentata contro la Presidenza del Consiglio dei ministri, il Ministero dell’Ambiente, la Presidenza della Regione Siciliana, il Commissario straordinario e diversi assessorati regionali. La difesa delle istituzioni è stata affidata all’Avvocatura distrettuale dello Stato di Palermo.
A commentare la pronuncia è il presidente della Regione Siciliana e commissario straordinario, Renato Schifani: «È la prima sentenza che respinge un ricorso contro il Piano rifiuti. Altri procedimenti sono ancora pendenti, ma attendiamo con fiducia le decisioni dei giudici, certi di avere sempre operato nel rispetto delle regole e nell’interesse della collettività». Schifani ribadisce la linea dell’esecutivo regionale: «Il percorso è ormai tracciato e andiamo avanti convinti che la realizzazione dei termovalorizzatori consentirà una gestione più efficiente dei rifiuti: meno discariche, minori costi e maggiori livelli di igiene, con un miglioramento concreto della qualità della vita dei siciliani».
Nel dettaglio, il Tar Sicilia, con sentenza n. 24/2026, ha ritenuto inammissibile il ricorso poiché presentato da una società posta in amministrazione giudiziaria: secondo i giudici, la promozione della lite, qualificata come atto di straordinaria amministrazione, avrebbe richiesto una preventiva autorizzazione del giudice delegato, mai acquisita.
La pronuncia rafforza dunque l’impianto del Piano regionale e apre la strada alla prosecuzione delle iniziative previste per superare l’emergenza rifiuti nell’Isola.

Cedimento della rete idrica in via Mazzini, transenne in strada ma aperta al transito

Un cedimento della rete idrica è stato segnalato nelle ultime ore in via Mazzini, arteria trafficatissima della città.

Per motivi di sicurezza verranno collocate delle transenne, ma la strada non sarà chiusa al traffico veicolare, consentendo così la normale circolazione, seppur con le dovute cautele.
Secondo quanto emerso, in quest’area era stato effettuato recentemente un intervento da parte di Aica, finalizzato alla manutenzione della rete. Proprio in prossimità, a pochi metri, dal semaforo all’incrocio tra la stessa via e via monte Kronio e Del Sacro Cuore.

Tuttavia, non si esclude che il problema attuale possa riguardare un altro tratto della condotta, diverso da quello oggetto dei lavori precedenti.
I tecnici effettueranno le necessarie verifiche per individuare con precisione l’origine del cedimento e programmare l’intervento più adeguato, al fine di evitare ulteriori disagi e garantire la sicurezza di residenti e automobilisti.
La situazione resta sotto monitoraggio in attesa degli accertamenti tecnici e dei successivi lavori di ripristino.

Intanto, la Municipale di Sciacca è sul posto per attenzionare il pericolo e regolare il transito.

Rissa ad Alcamo: quattro persone raggiunte da misure cautelari

Una rissa ad Alcamo culminata in un grave ferimento ha portato all’esecuzione di quattro misure cautelari da parte dei carabinieri della Compagnia di Alcamo. Il provvedimento è stato emesso dal gip di Trapani, su richiesta della Procura della Repubblica di Trapani, nell’ambito di un’indagine per i reati di rissa e lesioni aggravate.

I fatti risalgono alla serata di venerdì 7 novembre, quando i militari dell’Arma sono intervenuti a seguito di una segnalazione al numero unico di emergenza 112 presso il pronto soccorso di Alcamo. In ospedale era stato appena trasportato in codice rosso un giovane alcamese di 23 anni.

Il ferimento e il ricovero in prognosi riservata

Dai primi accertamenti condotti nell’immediatezza dai carabinieri è emerso che, intorno alle 19.30, in via Gaetano Martino, il giovane sarebbe stato colpito alla testa da uno straniero armato di un bastone in legno. Le condizioni del ferito sono apparse subito gravissime.

A seguito delle lesioni riportate, il 23enne è stato trasferito d’urgenza presso l’ospedale Villa Sofia di Palermo, dove è stato ricoverato in prognosi riservata. L’episodio ha immediatamente attivato l’attività investigativa degli inquirenti.

Rissa ad Alcamo documentata dalle telecamere

Lo sviluppo dell’indagine, condotto senza soluzione di continuità, e l’analisi delle immagini estrapolate dai sistemi di videosorveglianza presenti nella zona hanno consentito di ricostruire la dinamica dell’episodio. Secondo quanto emerso, il giovane sarebbe rimasto coinvolto in una rissa ad Alcamo alla quale avrebbero partecipato quattro persone.

In particolare, oltre al soggetto straniero, avrebbero preso parte allo scontro anche tre cittadini alcamesi. Il gruppo si sarebbe fronteggiato utilizzando bastoni e bottiglie di vetro, al termine di un diverbio scoppiato per futili motivi, la cui origine è ancora in fase di approfondimento investigativo.

Le misure cautelari disposte dal gip

Sulla base della ricostruzione fornita dai carabinieri di Alcamo, il giudice per le indagini preliminari ha disposto misure cautelari nei confronti dei quattro indagati. Un cittadino del Gambia di 27 anni residente ad Alcamo, al quale viene contestato anche il reato di lesioni aggravate, e un alcamese di 30 anni sono stati posti agli arresti domiciliari.

Per altri due cittadini alcamesi, di 33 e 21 anni, è stata invece applicata la misura dell’obbligo di dimora nel comune di Alcamo. Il procedimento penale prosegue nelle forme previste dalla legge, nel rispetto della presunzione di innocenza.

Servizio idrico a Sciacca, Fiorino: “Più squadre operative, ma serve intervento radicale sulla rete” (Video)

«Il 2026 si apre con un cambio di passo nella gestione del servizio idrico a Sciacca». A tracciare il quadro è Francesco Fiorino, direttore generale di Aica e braccio destro della presidente del Cda Danila Nobile, in un’intervista rilasciata a Risoluto.it.
Il dato più significativo riguarda il potenziamento delle attività di manutenzione: oggi sono tre le squadre operative sul territorio, un numero nettamente superiore rispetto al passato, quando spesso era attiva una sola squadra o, in alcuni periodi, non vi era alcuna reale possibilità di intervenire per le manutenzioni.
«È un segnale importante – ha spiegato Fiorino – perché consente di affrontare con maggiore tempestività le emergenze e le criticità quotidiane». Tuttavia, lo stesso direttore generale chiarisce che tre squadre non sono ancora sufficienti a risolvere in modo definitivo i problemi strutturali della rete idrica cittadina.
«La vera soluzione – sottolinea – resta un intervento radicale di rifacimento dell’intera rete, che in molti tratti è obsoleta e soggetta a continue rotture». Un obiettivo complesso, ma necessario per garantire un servizio efficiente e stabile nel tempo.
Nel frattempo, Aica annuncia interventi mirati sulle zone più critiche.

«Si partirà sicuramente dai tratti che presentano maggiori problemi – ha dichiarato Fiorino – a cominciare da via Bivattureddra, dove la situazione richiede un’attenzione immediata».
L’obiettivo, conclude il direttore generale, è quello di ridurre i disagi per i cittadini e porre le basi per una gestione del servizio idrico più moderna ed efficace, in attesa di poter avviare un piano complessivo di rifacimento delle infrastrutture.

Il riberese Giuseppe Neri compie 109 anni, un traguardo che segna la storia siciliana

Giuseppe Neri compie oggi 109 anni ed è ufficialmente l’uomo più anziano della Sicilia, nonché vice-decano d’Italia. Un compleanno che va oltre il dato anagrafico e assume il significato di una testimonianza vivente di oltre un secolo di storia nazionale, attraversata con forza, lavoro e dignità.
A raccontare il valore di questo traguardo è l’Associazione Italia, che tutela i diritti delle persone anziane e di cui Neri è associato. Secondo l’Associazione, il compleanno di Neri rappresenta un momento di orgoglio non solo per la sua comunità, ma per l’intera Sicilia.


Una vita lunga 109 anni tra lavoro e resilienza

Nato il 5 gennaio 1917 a Ribera, Giuseppe Neri ha attraversato alcune delle fasi più complesse della storia italiana. Agricoltore di professione, ha dedicato la sua vita al lavoro della terra, mantenendo sempre una condotta improntata al rispetto, alla determinazione e alla dignità personale.
Nel corso della sua esistenza ha resistito anche alle intimidazioni mafiose, rifiutando di pagare il pizzo. Una scelta che racconta un carattere fermo e coerente, maturato in un contesto storico e sociale spesso difficile.
Rimasto vedovo nel 2014 della moglie Concetta, Giuseppe Neri ha due figlie e una storia familiare che si intreccia con quella del territorio. Oggi, mentre Giuseppe Neri compie 109 anni, la sua vita diventa simbolo di continuità e memoria.

Giuseppe Neri compie 109 anni, testimone di un secolo di cambiamenti

Nel corso dei suoi 109 anni, Neri ha vissuto il passaggio dal Regno d’Italia alla Repubblica, ha attraversato due guerre mondiali e tre pandemie: la spagnola, la Sars e il Covid. Ha visto succedersi dieci Papi e numerosi capi di Stato e di governo, osservando in prima persona i profondi cambiamenti politici, sociali ed economici del Paese.

Il valore degli anziani secondo l’Associazione Italia

Per l’Associazione Italia, il fatto che Giuseppe Neri compie 109 anni richiama l’attenzione su un tema centrale: il ruolo degli anziani nella società contemporanea. «Il traguardo raggiunto da Giuseppe Neri è motivo d’orgoglio per la sua comunità e per l’intera Sicilia», sottolinea l’Associazione, ricordando come la tutela delle fasce più deboli sia un indicatore fondamentale della salute di uno Stato evoluto.
Dopo la pandemia, conclude l’Associazione, è indispensabile rafforzare la protezione delle persone anziane, riconoscendole come un patrimonio umano e morale imprescindibile per il futuro del Paese. Oggi a Ribera festeggerà assieme alla famiglia ed al sindaco, Matteo Ruvolo.

Devianza giovanile, dalla Regione 150 mila euro per un progetto ippico a Catania: “Interveniamo prima che sia troppo tardi”

Favorire l’inserimento sociale e lavorativo dei giovani a rischio devianza attraverso il lavoro, lo sport e la formazione nel settore ippico.

È questo l’obiettivo del progetto borsa-lavoro “Il cavallo e l’asino strumento d’inserimento sociale dei minori e giovani adulti per la prevenzione e il contrasto della devianza giovanile”, finanziato dalla Regione Siciliana con 150 mila euro e promosso dall’Istituto incremento ippico per la Sicilia.
Il finanziamento è stato disposto dall’assessore regionale all’Agricoltura, allo sviluppo rurale e alla pesca mediterranea Luca Sammartino e rientra in un ampio protocollo d’intesa che coinvolge numerosi enti istituzionali: l’Istituto incremento ippico per la Sicilia, la Federazione italiana sport equestri (Fise), la Procura della Repubblica, il Tribunale per i minorenni, l’Asp di Catania, l’Ufficio di servizio sociale per i minorenni, il Comune di Catania (Direzione Famiglia e politiche sociali) e l’Università di Catania.
«Questo protocollo va nella direzione giusta – ha dichiarato Sammartino – perché interviene dove più spesso lo Stato arriva tardi: prima che la devianza si cristallizzi o mentre è ancora reversibile.

Lavoro, sport e formazione non sono attività accessorie, ma strumenti concreti di giustizia educativa».
Secondo l’assessore, la centralità del lavoro rappresenta un elemento decisivo nei percorsi di recupero: «Imparare un mestiere, sentirsi utili e competenti può avere un effetto profondamente rivoluzionario nel destino di un minore, perché rompe l’idea di un futuro già scritto, soprattutto per chi ha conosciuto solo deprivazione e assenza di opportunità».
Soddisfazione è stata espressa anche dai vertici dell’Istituto incremento ippico. «Riteniamo molto importante l’iniziativa sostenuta dall’assessore Sammartino – hanno affermato il commissario straordinario Ignazio Mannino e il direttore Michelangelo Bentivegna – per dare un’opportunità concreta a tanti giovani volenterosi, tutelati dal Tribunale per i minorenni di Catania».
Il progetto permetterà ai ragazzi coinvolti di sperimentare percorsi culturali, relazionali e lavorativi legati al mondo ippico, con l’obiettivo di favorire un pieno recupero morale e sociale e offrire alternative reali ai circuiti della marginalità e dell’illegalità

Aeroporto della Piana di Licata, studi integrativi inviati all’Enac: “Superati i pregiudizi tecnici”

Aeroporto della Piana di Licata, studi integrativi inviati all’Enac: “Superati i pregiudizi tecnici”
Gli architetti di Agrigento: “Ora serve un impegno forte e unitario della politica per reperire le risorse”
Un nuovo passo avanti nell’iter per la realizzazione dell’aeroporto della Piana di Licata. Il Libero Consorzio Comunale di Agrigento ha trasmesso al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti gli studi integrativi richiesti dall’Enac, un lavoro definito “davvero impegnativo” e fondamentale per l’inserimento dello scalo agrigentino nel Piano nazionale degli aeroporti.
A esprimere soddisfazione è il presidente dell’Ordine degli Architetti di Agrigento, Rino La Mendola, che plaude all’operato dell’ente provinciale e guarda con fiducia al prossimo pronunciamento dell’Ente nazionale per l’aviazione civile. «Adesso aspettiamo il parere positivo dell’Enac – afferma – e il conseguente inserimento dell’importante infrastruttura nella programmazione nazionale».
Secondo La Mendola, la richiesta di approfondimenti avanzata dall’Enac già nel febbraio 2025 rappresentava di per sé un segnale significativo. «Richiedendo studi integrativi di carattere economico, tecnico e ambientale – spiega – l’Enac aveva di fatto ammesso l’adeguatezza del sito individuato dal Libero Consorzio, in particolare sotto il profilo geomorfologico e anemometrico».
Con la produzione e la trasmissione della documentazione richiesta, per il presidente degli architetti «dovrebbero cadere definitivamente tutti i pregiudizi tecnici sulla realizzazione dell’aeroporto nella Piana di Licata». Ma il passaggio tecnico, da solo, non basta.
«Adesso più che mai – sottolinea La Mendola – sarà necessario un forte impegno della politica e delle istituzioni competenti per stanziare le risorse indispensabili alla realizzazione dell’infrastruttura». Da qui l’appello ai parlamentari agrigentini, chiamati a lavorare insieme, al di là degli schieramenti: «È il momento di un’azione unitaria per dare una risposta concreta al sogno dei cittadini e favorire il rilancio socio-economico del territorio agrigentino e dell’intera Sicilia centro-meridionale».
Il progetto dell’aeroporto, rilanciato dal Decreto Sud grazie a un emendamento presentato dal deputato agrigentino Calogero Pisano, entra così in una fase cruciale.
Secondo la tabella di marcia elaborata dagli architetti, l’inserimento dello scalo nel Piano nazionale degli aeroporti chiuderebbe la prima fase dell’iter, aprendo la seconda: quella della progettazione esecutiva, dell’approvazione degli atti e dell’appalto dei lavori, una volta reperite le risorse finanziarie necessarie.
I tempi stimati indicano in circa 60 mesi, cinque anni dall’inserimento nel Piano nazionale, l’orizzonte per la posa della prima pietra, come riportato nella tabella aggiornata a gennaio 2026. Un percorso lungo, ma che – secondo i promotori – rappresenta una scommessa strategica per il futuro del territorio.