Arresti a Caltanissetta per mafia, evasione e rapina

Nuova operazione delle forze dell’ordine nel Nisseno. Gli arresti a Caltanissetta, eseguiti dai carabinieri nelle ultime ore, riguardano tre soggetti indagati o condannati in via definitiva per gravi reati, tra cui associazione di tipo mafioso, evasione, estorsione e rapina. I provvedimenti restrittivi sono stati attuati nei territori di Milena e Niscemi, confermando l’attenzione costante dell’Arma nel contrasto alla criminalità organizzata e comune.

Arresti a Caltanissetta: operazioni dei carabinieri

I carabinieri della stazione di Milena hanno arrestato un uomo di 58 anni, pregiudicato e già sottoposto alla misura degli arresti domiciliari. Il provvedimento è stato eseguito in ottemperanza a un ordine di carcerazione emesso dall’autorità giudiziaria.

L’uomo dovrà scontare una pena complessiva di 3 anni e 3 mesi di reclusione per reati di particolare gravità: associazione di tipo mafioso, estorsione e rapina. I fatti risalgono a un arco temporale compreso tra agosto e novembre del 2023 e sarebbero stati commessi nel territorio di Milena.

Evasione dai domiciliari: un altro arresto

Nel medesimo contesto operativo, i carabinieri hanno tratto in arresto anche un 33enne, anch’egli pregiudicato e già sottoposto agli arresti domiciliari. L’uomo è accusato di evasione, reato che ha determinato l’aggravamento della misura cautelare.

Dopo l’arresto, il soggetto è stato condotto in carcere, a disposizione dell’autorità giudiziaria. Gli arresti a Caltanissetta evidenziano come il mancato rispetto delle misure restrittive venga perseguito con fermezza dalle forze dell’ordine.

Arresti per rapina e lesioni personali a Niscemi

Un terzo provvedimento è stato eseguito dai carabinieri di Niscemi, che hanno arrestato un altro pregiudicato destinatario di una condanna definitiva. L’uomo dovrà scontare una pena di 3 anni e 6 mesi di reclusione per i reati di lesioni personali e rapina.

I fatti per cui è stato condannato risalgono al febbraio del 2021 e si sono verificati a Rosignano Marittimo, in provincia di Livorno. Nonostante la distanza geografica, il soggetto è stato rintracciato nel territorio nisseno, dove è scattato l’arresto.

Brolo, 4,2 milioni contro il rischio frane: al via i lavori di consolidamento a Iannello inferiore

La Struttura di contrasto al dissesto idrogeologico della Regione Siciliana ha pubblicato il bando di gara per la messa in sicurezza della frazione di Iannello inferiore, nel territorio di Brolo, un’area classificata a rischio molto elevato.

L’opera, dal valore complessivo di 4,2 milioni di euro, mira alla stabilizzazione del versante ovest del centro abitato, più volte interessato da frane e smottamenti che hanno creato forti disagi ai residenti e compromesso la sicurezza di infrastrutture strategiche.

A guidare l’azione è il presidente della Regione Siciliana Renato Schifani, al vertice della Struttura commissariale, che sottolinea il valore dell’intervento:
«Interveniamo in un sito che ha creato ai residenti non poche apprensioni, con un’opera che, oltre a salvaguardare la pubblica incolumità, consentirà al comprensorio di riappropriarsi di un’area strategica per i collegamenti interni».

Gli uffici diretti da Sergio Tumminello hanno completato le procedure tecniche e amministrative per l’avvio dell’appalto. La scadenza per la presentazione delle offerte è fissata al 23 gennaio. Le risorse provengono dal Fondo per lo sviluppo e la coesione 2021-2027.

Schifani ribadisce l’impegno della Regione sul fronte della prevenzione:
«Diamo avvio a un’opera di consolidamento attesa da anni, in un’area dove i movimenti franosi hanno messo a repentaglio la sicurezza. La tutela e la riqualificazione del territorio restano una priorità.

Nel corso degli anni, il dissesto ha provocato danni ingenti alla rete dei sottoservizi, a infrastrutture pubbliche e alla viabilità. In particolare, la Strada provinciale 143 è stata più volte chiusa al traffico a causa del crollo di blocchi di roccia dal costone sovrastante, isolando di fatto una parte del territorio.

Il progetto prevede una serie articolata di interventi tecnici: sistemi di drenaggio per la riduzione della pressione idrica; paratie di pali trivellati per la stabilizzazione del versante; pareti di placcaggio delle strutture esistenti per contrastare lo scivolamento; terrazzamenti del pendio con muri flessibili in gabbioni metallici; opere per la raccolta delle acque meteoriche superficiali; interventi di rinaturalizzazione mediante tecniche di ingegneria naturalistica.

L’obiettivo è duplice: mettere in sicurezza un’area ad altissimo rischio e restituirla alla piena fruibilità, migliorando la qualità della vita dei residenti e la funzionalità dei collegamenti locali.

Un altro tassello, dunque, nella strategia regionale di contrasto al dissesto idrogeologico, che in Sicilia continua a rappresentare una delle principali emergenze strutturali.

Arresti per pedopornografia a Palermo: operazione Parabantes

Un nuovo e deciso intervento delle forze dell’ordine rafforza la lotta contro lo sfruttamento sessuale dei minori in rete. Gli arresti per pedopornografia a Palermo, effettuati dalla Polizia Postale nell’ambito dell’operazione “Parabantes”, rappresentano un ulteriore passo avanti nel contrasto a un fenomeno criminale tanto grave quanto diffuso.

Operazione Parabantes e arresti per pedopornografia a Palermo

Gli agenti del Centro operativo per la sicurezza cibernetica di Palermo, proseguendo un’attività investigativa avviata lo scorso marzo, hanno eseguito due arresti nel capoluogo siciliano. Gli indagati sono accusati di divulgazione, cessione e detenzione di materiale pedopornografico.

Oltre ai due arresti, l’operazione ha portato alla denuncia di altre cinque persone residenti in diverse province della Sicilia. I provvedimenti hanno coinvolto soggetti domiciliati a Palermo e Caltanissetta, oltre a due uomini di 41 e 68 anni residenti rispettivamente nelle province di Agrigento e Catania.

Profili eterogenei e materiale sequestrato

Tra gli indagati figura anche un operatore sanitario, elemento che conferma come il fenomeno della pedopornografia online non abbia una connotazione sociale o professionale specifica. Gli arresti per pedopornografia a Palermo delineano infatti uno scenario estremamente eterogeneo, che attraversa differenti contesti di vita.

Nel corso delle perquisizioni domiciliari, gli investigatori hanno sequestrato numerosi dispositivi elettronici. Al loro interno sono stati rinvenuti migliaia di file audio e video che documentano abusi sessuali su minori, in alcuni casi bambini di età inferiore ai cinque anni.

Analisi informatica e cooperazione investigativa

Le indagini sono coordinate dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Palermo e condotte in stretta collaborazione con il Centro nazionale per il contrasto alla pedopornografia online del Servizio Polizia Postale. Gli esperti informatici stanno analizzando sia i supporti fisici sia i numerosi spazi cloud utilizzati dagli indagati per occultare l’archivio illecito.

Ricostruzione delle reti e tutela delle vittime

L’obiettivo degli accertamenti tecnici è duplice: da un lato ricostruire l’intera rete di contatti, sia nazionale che internazionale, dall’altro tentare l’identificazione delle piccole vittime attraverso il confronto dei contenuti con le banche dati globali dedicate alla protezione dell’infanzia.

Gli arresti per pedopornografia a Palermo confermano l’importanza di un’azione costante e coordinata contro i crimini online ai danni dei minori, ribadendo il ruolo centrale della Polizia Postale nel presidio della rete e nella difesa dei diritti dei più vulnerabili.

Controlli su una ditta di trasporto acqua a Sciacca, multa da 5 mila euro per irregolarità amministrative

Controlli dei Carabinieri sul servizio di trasporto di acqua per uso domestico nel territorio comunale di Sciacca. I militari della locale Stazione hanno effettuato un’ispezione presso una ditta operante nel settore e convenzionata con l’Azienda Idrica Comuni Agrigentini.

L’attività ispettiva è stata svolta congiuntamente al personale del Dipartimento regionale del Genio Civile – Servizio di Agrigento e del Servizio di Igiene e Sanità Pubblica dell’Asp di Agrigento, Polo di Sciacca, nell’ambito di verifiche finalizzate al rispetto della normativa sulla gestione delle risorse idriche e delle condizioni igienico-sanitarie.

Nel corso degli accertamenti sono emerse irregolarità di natura amministrativa. In particolare, è stata riscontrata la realizzazione di due pozzi trivellati in assenza delle prescritte autorizzazioni, oltre a carenze relative ai requisiti igienico-sanitari dei locali e alle procedure di prevenzione contro la presenza di agenti infestanti.

A seguito delle violazioni riscontrate, gli enti competenti hanno proceduto nei confronti del titolare della ditta, un 46enne saccense, all’irrogazione delle previste sanzioni amministrative per un importo complessivo di circa 5 mila euro. Il Genio Civile provvederà inoltre all’emissione di un’ordinanza di demolizione delle opere realizzate senza autorizzazione.

I controlli, svolti in sinergia tra l’Arma dei Carabinieri e gli enti preposti, proseguiranno anche nei prossimi mesi con l’obiettivo di garantire la tutela della salute pubblica, la corretta gestione delle risorse idriche e il rispetto delle norme a salvaguardia dei cittadini.

Virus provoca la morte di decine di gatti a Sciacca, al lavoro Comune e Asp (Video)

C’è apprensione tra gli animalisti per la Panleucopenia felina che ha causato la morte, in città, di decine di gatti. Il Comune ha già scritto all’Asp “recependo questo allarme – dice l’assessore al Randagismo, Agnese Sinagra –. Al momento non c’è un vero e propria allarme, ma una registrazione di decessi che può essere ascritta superiore alla media. All’interno delle colonie registrate, gestite da volontari, non si registra una situazione anomala che c’è, invece, per i gatti che vegano per il territorio”.

L’assessore aggiunge di “una situazione che sta rientrando. Con le associazioni ed i responsabili di colonia abbiamo accertato attraverso ambulatori veterinari di che tipo di virus si tratta. I referti li abbiamo già inviati all’Asp a cui ho chiesto anche un passaggio presso l’Istituto Zooprofilattico”.

Per Donatella Cacciatore, veterinario dell’Asp, “queste virosi, nei gatti, soprattutto di colonia, se non sono correttamente gestite, provocano grandi mortalità. Il Comune, di concerto con le associazioni, deve gestire queste colonie per la profilassi, la vaccinazione degli adulti”.

Ultimi tentativi di riconciliazione nel Pd a Sciacca, slitta il giuramento dei 3 assessori

Se la ricomposizione della giunta Termine sembrava cosa fatta ieri dopo l’annuncio ai colleghi dell’assessore Fabio Leonte in conferenza dei capigruppo, le ultime ore raccontano uno scenario agitato e in fibrillazione che ha perfino fatto slittare a domani il giuramento dei tre nuovi assessori.

Il trio dei nuovi incaricati di Fabio Termine per la fine del mandato, i prossimi 18 mesi, sarebbero Ludovico Moreno Luna, Maria Grazia Cascio e Pippo Termine: tutti professionisti indicati per sostituire i tre licenziati senza tessere di partito che comunque sarebbero stati prescelti in virtù del carattere fiduciario tra il primo cittadino e l’assessore Leonte che appare come il vero “deus ex machina” delle trattative degli ultimi giorni che avrebbero portato alla chiusa sui tre. Lo stesso che avrebbe ieri con la sua dichiarazione comportato una spinta in avanti rispetto invece, le interlocuzioni ancora in atto nel Pd.

Il recente ricongiungimento tra l’area riformista e i progressisti dei “dem” sotto l’ala di Elly Schlein celebrata a Catania due giorni fa e in pratica, all’appianarsi in un solo colpo di quella frattura tra Michele Catanzaro e Fabio Termine, delfini delle due ex anime a Sciacca rispettivamente di Bonaccini e della segretaria nazionale, aveva imposto la possibilità di un ultimo disperato tentativo di riconciliazione che la segreteria regionale Pd aveva suggerito a Fabio Termine dopo le tribolate vicende saccensi che avevano portato all’esplodere del “caso Sciacca”.

Tentativo che a quanto pare, il primo cittadino avrebbe consumato con i suoi compagni di partito proponendo la nomina di un assessore da loro espresso al posto della eventuale fuoriuscita di Agnese Sinagra o di Salvino Patti, entrambi i due attuali assessori potrebbero e vorrebbero lasciare: una per ragioni personali e l’altro per motivi professionali. Una possibilità che non avrebbe però convinto “i catanzariani”. Termine avrebbe spiegato di non poter tornare indietro rispetto la nomina dei tre nuovi che avrebbero dovuto giurare stamane perché le trattative gia’ in una fase troppo avanzata per fare retromarcia senza non provocare una reazione di Fabio Leonte che invece, avrebbe lavorato per fare quadrato entro Natale e sempre più indispettito di dover subire i diktat di quel partito che ha sempre sofferto la sua presenza ingombrante in giunta e che ha più volte tentato di ridimensionarlo facendo pressing sulle sue dimissioni da consigliere per continuare a sedere in giunta.

Insomma, i giochi non sono per nulla chiusi e le ultime ore potrebbero regalare qualche colpo di scena finale.

Fabbriche clandestine di sigarette nel Lazio, scoperti due maxi stabilimenti

Un duro colpo al contrabbando di tabacchi arriva dal Lazio, dove la Guardia di Finanza ha smantellato due fabbriche clandestine di sigarette operative su larga scala nei comuni di Pomezia (Roma) e Ferentino (Frosinone). L’operazione, coordinata dalla Procura Europea, ha portato al sequestro di tonnellate di merce illegale e di impianti industriali dal valore superiore ai 2 milioni di euro.

L’indagine è stata condotta dai finanzieri del Comando Provinciale di Palermo, in collaborazione con i colleghi di Roma e Frosinone, e rappresenta una delle più rilevanti operazioni contro il traffico illecito di tabacchi degli ultimi anni.

Due fabbriche clandestine di sigarette con produzione industriale

Le fabbriche clandestine di sigarette erano dotate di due linee di produzione complete, in grado di realizzare fino a 4 milioni di sigarette al giorno. Gli stabilimenti occupavano un’area complessiva di circa 4.000 metri quadrati e comprendevano anche un magazzino destinato allo stoccaggio del prodotto finito.

Durante le perquisizioni sono stati sequestrati:

  • 27 tonnellate di sigarette già confezionate
  • 19 tonnellate di tabacco
  • 134 bancali di materiali e precursori per il confezionamento
  • imballaggi con loghi contraffatti di marchi noti come Marlboro, Camel, Winston e Rothmans
  • 4 autoarticolati utilizzati per il trasporto della merce

Indagine della Procura Europea e tecniche di elusione

L’inchiesta, coordinata dalla Procura Europea, ha permesso di individuare un’organizzazione strutturata e altamente specializzata. Nella lavorazione erano coinvolti sette cittadini di nazionalità bulgara e ucraina, denunciati per detenzione di tabacchi lavorati di contrabbando e contraffazione di marchi.

Jammer, droni e contromisure illegali

Per proteggere le fabbriche clandestine di sigarette, l’organizzazione utilizzava sofisticati sistemi di bonifica: jammer per inibire le comunicazioni radio e rilevatori di frequenze per individuare eventuali dispositivi di localizzazione satellitare installati dalle forze dell’ordine.

Secondo gli investigatori, l’individuazione dei siti è stata possibile grazie a una lunga attività di monitoraggio, che ha incluso videosorveglianza, appostamenti, pedinamenti e l’impiego di droni.

Un danno milionario per lo Stato e l’UE

Se immesse sul mercato, le sigarette sequestrate avrebbero causato un mancato introito di 7,4 milioni di euro tra accise e IVA evasa. Il profitto illecito giornaliero è stato stimato in circa 700 mila euro, pari a oltre 240 milioni di euro l’anno, con un danno complessivo alle finanze pubbliche di circa 160 milioni di euro.

L’operazione conferma l’impegno delle autorità italiane ed europee nel contrasto alle fabbriche clandestine di sigarette, un fenomeno che alimenta l’economia criminale e sottrae risorse fondamentali alla collettività.

Terre Sicane, nuovo presidente il sindaco di Caltabellotta: “Punteremo su promozione e servizi”

È Biagio Marciante, sindaco di Caltabellotta, il nuovo presidente della Giunta dell’Unione dei Comuni Terre Sicane. L’elezione è avvenuta nel corso della seduta del 17 dicembre 2025, alla presenza di dieci componenti dell’assemblea.

Marciante è stato eletto all’unanimità, con voto espresso in forma palese, subentrando a Gaspare Viola, il cui mandato è giunto a naturale scadenza.

Marciante annuncia un programma ambizioso che conta di instaurare sinergia tra i piccoli comuni puntando su servizi in Comune che i piccoli enti locali non riescono più a garantire come polizia municipale e protezione civile. Sarà riservato spazio soprattutto ad una promozione strategica del territorio.

A partecipare alla votazione sono stati i consiglieri Irene Marciante, Anna Alongi, Maria Gagliano, Margherita Anna Maggio, Laura Montalbano, Irene Artale, Gaspare Valenti, Antonia Migliore, Giovanni Cutrera e Gabriele Saladino, che hanno espresso pieno sostegno alla nuova guida dell’Unione.

L’elezione di Marciante arriva in una fase delicata per l’Ucts, chiamata a rafforzare il coordinamento tra i Comuni aderenti e a rilanciare le politiche di sviluppo territoriale, servizi associati e progettazione sovracomunale.

Con la nuova presidenza, l’Unione dei Comuni Terre Sicane apre dunque una nuova stagione amministrativa, nel segno della continuità istituzionale e della collaborazione tra gli enti locali del comprensorio.

Aggiudicata la gara per la sicurezza dei ponti della provincia di Agrigento

Prosegue l’attività del Libero Consorzio Comunale di Agrigento per il miglioramento delle condizioni di sicurezza della rete stradale provinciale. È stata infatti aggiudicata la gara d’appalto per la messa in sicurezza dei ponti provinciali di Agrigento lungo la Strada Provinciale n. 29 Montallegro–Raffadali, con interventi programmati sui due tratti SP 29-A e SP 29-B.

L’intervento rappresenta un ulteriore tassello nel piano di manutenzione straordinaria avviato nel corso del 2025, anno che ha visto un significativo incremento della spesa destinata alla viabilità di competenza provinciale.

Ponti provinciali di Agrigento: interventi su SP 29-A e 29-B

I lavori interesseranno nello specifico i ponti e i viadotti presenti lungo:

la SP n. 29-A Montallegro–Cattolica Eraclea;
la SP n. 29-B Cattolica Eraclea–Raffadali.

Si tratta di tratti strategici per i collegamenti interni del territorio agrigentino, quotidianamente utilizzati da pendolari, mezzi agricoli e traffico locale. La messa in sicurezza dei ponti provinciali di Agrigento risponde all’esigenza di garantire standard più elevati di affidabilità strutturale e di prevenire criticità legate all’usura delle infrastrutture.

Gara telematica e aggiudicazione dell’appalto

La gara, svolta in modalità telematica con inversione procedimentale, ha visto la partecipazione di 34 imprese. Ad aggiudicarsi l’appalto è stata la Fenix Consorzio Stabile Scarl di Bologna, che ha presentato un ribasso del 31,8422%.

L’importo contrattuale complessivo ammonta a 490.000 euro più iva, comprensivi di 14.700 euro per oneri di sicurezza, non soggetti a ribasso. Il progetto è stato elaborato dallo staff del Settore Infrastrutture Stradali del Libero Consorzio.

Finanziamenti statali e tempi di esecuzione

Gli interventi sui ponti provinciali di Agrigento sono finanziati con fondi statali, nell’ambito del programma 2024–2029.

I lavori dovranno essere completati entro 365 giorni lavorativi continuativi dalla data del verbale di consegna, secondo quanto previsto dal capitolato d’appalto.

Oltre otto milioni per la viabilità provinciale

Il presidente del Libero Consorzio Comunale di Agrigento, Giuseppe Pendolino, ha sottolineato come l’aggiudicazione di questo appalto si inserisca in una più ampia strategia di rilancio della manutenzione stradale.

«Prossimamente – ha dichiarato – saranno pubblicati altri bandi di gara per la manutenzione straordinaria dei comparti stradali Est, Ovest e Centro-Nord, per i quali abbiamo impegnato complessivamente oltre otto milioni di euro».

Un segnale concreto che conferma la volontà dell’ente di investire in modo strutturato sulla sicurezza e sull’efficienza della rete viaria, con particolare attenzione ai ponti provinciali di Agrigento, infrastrutture fondamentali per la mobilità e lo sviluppo del territorio.

Non erano assenteisti, assolti due lavoratori in servizio al Comune di Calamonaci


Il Tribunale di Sciacca, in composizione monocratica, ha assolto due lavoratori in servizio al Comune di Calamonaci che erano accusati di avere attestato falsamente la loro presenza allontanandosi poi senza un permesso formale e senza la timbratura del badge in uscita.

Filippo Mauceri e Calogero Perricone, quarantenni, difesi dall’avvocato Giovanni Forte (nella foto), sono stati assolti per particolare tenuità del fatto.

La vicenda che li ha visti imputati, per fatti compresi tra ottobre 2018 e maggio 2019, e per la quale il pubblico ministero aveva chiesto la condanna di entrambi a un anno di reclusione, è scaturita da controlli antiassenteismo effettuati dai carabinieri attraverso pedinamenti.

A Mauceri venivano contestati sei episodi di allontanamento non autorizzato ed a Perricone quattro. Si tratta di lavoratori con mansioni di contrattista a tempo determinato che svolgono manutenzione e guardiania. Secondo l’accusa si sarebbero allontanati dal lavoro per dedicarsi ad attività del tutto estranee alle loro mansioni.

Di diverso avviso la difesa, con l’avvocato Giovanni Forte, secondo il quale trattandosi di lavoratori socialmente utili non si poteva applicare la stessa normativa prevista per i dipendenti comunali. In sostanza, secondo l’avvocato Forte il rapporto riguardava l’attività svolta dai lavoratori, pulizia, attività esterna al Comune.