Giuramento lunedì dei 3 nuovi assessori, l’avvocata Maria Grazia Cascio e’ il nuovo vice sindaco

I tre nuovi assessori comunali nominati dal sindaco di Sciacca presteranno giuramento lunedì mattina. Si tratta come anticipato dalla stampa di Maria Grazia Cascio, Giuseppe Termine e Ludovico Moreno Luna, che entrano ufficialmente a far parte della giunta municipale Termine.

Ai nuovi assessori sono state affidate deleghe di particolare rilievo, tra cui – a titolo esemplificativo e non esaustivo – patrimonio, istruzione, bilancio, tributi, commercio e politiche comunitarie.

Nel comunicato diffuso agli organi di stampa, il Comune rende inoltre noto che Maria Grazia Cascio è stata nominata nuova vicesindaco della città.

Il giuramento avrebbe dovuto svolgersi in data precedente, ma è stato rinviato a causa della contestuale assenza del segretario generale e del vice segretario, figure la cui presenza è necessaria per l’espletamento dell’adempimento formale.

La cerimonia di lunedì segnerà dunque l’avvio ufficiale dell’attività amministrativa della nuova squadra di governo cittadino.

Gela, si dimette la direttrice del Parco archeologico: Di Franco nominato alla guida ad interim

Cambio al vertice del Parco archeologico di Gela. Ha rassegnato le dimissioni dall’incarico di direttrice dell’ente che raggruppa una ventina di siti archeologici della provincia di Caltanissetta e diversi musei, tra cui quelli di Gela e Caltanissetta.

Per garantire la continuità amministrativa, l’assessorato regionale ai Beni culturali ha nominato ad interim l’architetto Angelo Di Franco, attuale Soprintendente ai Beni culturali di Enna, incarico che ricopre dal 2022. Licatese, Di Franco vanta un lungo curriculum nell’amministrazione regionale ed è stato progettista di restauri e interventi archeologici in numerosi musei e siti del territorio ragusano.

Il cambio alla guida arriva in una fase particolarmente delicata per il Parco archeologico di Gela, segnato da criticità irrisolte che da anni alimentano il dibattito pubblico e le preoccupazioni del territorio. Tra i nodi principali resta quello del museo archeologico di Gela, chiuso da diversi anni per lavori di ristrutturazione e la cui riapertura è stata più volte rinviata, senza una data certa.

A ciò si aggiungono le difficoltà legate alla fruizione dei siti archeologici gelesi: aree di grande valore storico, come le mura timoleontee, risultano aperte solo per pochi giorni al mese e mai nei fine settimana, a causa della carenza di personale di custodia.

L’incarico ad interim di Angelo Di Franco si apre dunque in un contesto complesso, che richiede risposte rapide e una programmazione capace di coniugare tutela, valorizzazione e accessibilità del patrimonio archeologico gelese, considerato uno dei più rilevanti della Sicilia meridionale.

Tragedia sul lavoro a Ginostra: operaio di 30 anni muore schiacciato da un escavatore

Un operaio di 30 anni ha perso la vita nel pomeriggio di ieri a Ginostra, piccola frazione dell’isola di Stromboli, nell’arcipelago delle Eolie, a seguito di un grave incidente sul lavoro. L’uomo si trovava a bordo di un escavatore che, per cause ancora in corso di accertamento, si è ribaltato, schiacciandolo.

La vittima era originaria di Barcellona Pozzo di Gotto, nel Messinese, ed era impegnata in interventi di messa in sicurezza dei torrenti, lavori avviati nell’ambito dell’emergenza alluvionale che nell’ottobre del 2024 ha colpito duramente il borgo di Ginostra e l’abitato di Stromboli.

Immediato l’allarme, ma inermi i soccorsi: nonostante l’intervento della guardia medica, per l’operaio non c’è stato nulla da fare. Sul posto sono intervenuti i carabinieri, giunti da Stromboli, che hanno avviato le indagini per ricostruire l’esatta dinamica dell’incidente e verificare il rispetto delle misure di sicurezza sul luogo di lavoro.

La notizia ha suscitato profondo cordoglio nella comunità eoliana e nel Messinese, riaccendendo l’attenzione sul tema della sicurezza nei cantieri, soprattutto in contesti complessi e fragili come quelli legati agli interventi post-emergenza.

Si rafforzano gli uffici giudiziari di Sciacca con l’arrivo di 4 sostituti procuratori e un giudice (Video)


Dalla Liguria alla Lombardia fino alla Sicilia. Hanno scelto la sede giudiziaria di Sciacca cinque magistrati di prima nomina che si sono insediati. Simone Billante arriva da Sarzana, Valeria Pomara da Palermo, Carlotta Buzzi da Brescia e Simona Lombardo da Sesto San Giovanni. Si sono insediati davanti al presidente del Tribunale facente funzioni, Antonino Cucinella, e alla procuratrice della Repubblica, Maria Teresa Maligno.

In tribunale e’ arrivato il giudice Salvatore Casarrubea di Partinico. La procura della Repubblica adesso è a pieno organico con cinque magistrati mentre al tribunale manca una delle dieci unità previste dalla pianta organica.

“L’organico si riempie con quattro magistrati giovani – ha detto la procuratrice, Maria Teresa Maligno – e sono ragazzi capaci e volenterosi che metteranno tutto il loro impegno al servizio della giustizia. Siamo riusciti, nonostante un organico al 50 per cento, grazie all’aiuto dei magistrati che hanno lasciato l’ufficio, i quali hanno dato il massimo, a completare quello che ci eravamo prefissi e adesso andiamo avanti fiduciosi che la procura non debba subire altre riduzioni nel corso del tempo”.

Sambucesi in auto con la cocaina, una condanna e un’assoluzione


Il Tribunale di Sciacca, in composizione monocratica, ha giudicato Mario Gallina e la moglie, Rosalia Gargano, entrambi sambucesi e di 49 anni, che tornavano da Palermo quando sono stati fermati a un posto di controllo al bivio Gulfa, il 26 luglio 2022, e nella borsetta della donna c’erano 19 grammi di cocaina. Mario Gallina è stato condannato a 8 mesi di reclusione e 1.200 euro di multa e Rosalia Gargano assolta per non avere commesso il fatto.

Gallina si è attribuito la responsabilità dello stupefacente e scagionato la moglie, affermando che non era a conoscenza del contenuto di quell’involucro che custodiva nella borsa.

Il difensore dei due imputati, l’avvocato Calogero Santangelo (nella foto), ha sostenuto che la donna era estranea alla vicenda non essendo a conoscenza del contenuto di quell’involucro e che Gallina aveva acquistato lo stupefacente per uso personale, non per fini di spaccio.

L’avvocato Santangelo ha evidenziato che non è stato trovato bilancio e che non c’era nulla da cui si potesse ipotizzare un’attività di spaccio. Il pubblico ministero aveva chiesto la condanna per entrambi.

Legge 104, dal 2026 arriva lo smart working prioritario: cosa prevede la Legge 106 e chi ne ha diritto

Dal 1° gennaio 2026 il sistema delle tutele per i lavoratori con disabilità e gravi patologie subirà un’evoluzione importante. Accanto ai benefici già previsti dalla Legge 104, entra infatti in vigore una nuova misura introdotta dalla Legge 106/2025, che riconosce un diritto di precedenza assoluto allo smart working per determinate categorie di lavoratori fragili.

Non si tratta di una semplice estensione delle regole esistenti, ma di un intervento strutturale che mira a conciliare in modo più efficace salute, lavoro e continuità occupazionale, evitando che la malattia si trasformi in un fattore di esclusione dal mondo del lavoro.


Legge 106/2025: cosa cambia rispetto alla Legge 104

La Legge 106/2025 non sostituisce la Legge 104/1992, che resta il pilastro delle tutele per le persone con disabilità e per i familiari che prestano assistenza. Tuttavia, introduce nuovi strumenti specifici rivolti ai lavoratori affetti da patologie gravi o condizioni di fragilità sanitaria.

L’obiettivo dichiarato del legislatore è ampliare le possibilità di permanenza nel mondo del lavoro, offrendo soluzioni flessibili che tengano conto delle reali condizioni di salute del lavoratore, soprattutto dopo lunghi periodi di cura o terapie invasive.


Chi può beneficiare delle nuove tutele dal 2026

La platea dei beneficiari è definita in modo puntuale dall’articolo 1 della Legge 106/2025. Le nuove misure si applicano ai lavoratori dipendenti del settore pubblico e privato che rientrano in una delle seguenti categorie:

  • persone affette da malattie oncologiche;
  • lavoratori con patologie croniche o invalidanti, incluse le malattie rare;
  • soggetti con invalidità civile pari o superiore al 74%.

Si tratta di condizioni sanitarie che incidono in modo rilevante sulla capacità lavorativa e sulla gestione della vita quotidiana, rendendo necessarie forme di tutela rafforzata.


Congedo straordinario fino a 24 mesi: come funziona

Tra le misure confermate dalla nuova legge rientra la possibilità di richiedere un congedo straordinario non retribuito fino a 24 mesi, utilizzabile in modo continuativo o frazionato.

Durante questo periodo:

  • il posto di lavoro è garantito;
  • il rapporto di lavoro resta sospeso;
  • non matura retribuzione né contribuzione pensionistica, salvo riscatto volontario;
  • non è consentito svolgere altre attività lavorative.

Questa opzione è pensata per consentire al lavoratore di affrontare cure prolungate o fasi critiche della malattia senza perdere il legame con l’occupazione.


Smart working prioritario dal 2026: la vera novità

La novità più rilevante della Legge 106/2025 è contenuta nel comma 4 dell’articolo 1, che introduce il diritto di precedenza assoluto al lavoro agile.

Dal 1° gennaio 2026, i lavoratori che rientrano nei requisiti sanitari previsti dalla legge avranno priorità nell’accesso allo smart working, secondo quanto stabilito dalla Legge n. 81/2017 sul lavoro agile.

Il diritto:

  • può essere esercitato al termine del congedo straordinario, oppure anche senza averlo richiesto;
  • è subordinato alla compatibilità della mansione con il lavoro da remoto;
  • prevale sulle richieste di altri lavoratori non rientranti nelle categorie protette.

Non si tratta, quindi, di una concessione discrezionale del datore di lavoro, ma di un diritto soggettivo, esercitabile quando le condizioni tecniche lo consentono.


Perché lo smart working diventa una tutela sanitaria

Il legislatore riconosce che, per chi ha affrontato o sta affrontando gravi patologie, spostamenti quotidiani, orari rigidi e carichi fisici possono rappresentare un ostacolo alla ripresa e alla continuità lavorativa.

Lo smart working prioritario diventa così uno strumento di:

  • rientro graduale al lavoro;
  • tutela della salute;
  • prevenzione dell’abbandono occupazionale;
  • valorizzazione delle competenze professionali.

Un sistema di protezione integrato con la Legge 104

Le nuove disposizioni si affiancano alle tutele già previste dalla Legge 104:

  • permessi retribuiti;
  • agevolazioni per l’assistenza;
  • misure di conciliazione famiglia-lavoro.

Il risultato è un sistema più articolato e flessibile, che risponde meglio alle esigenze dei lavoratori con condizioni di salute complesse, offrendo alternative concrete tra congedi, permessi e lavoro agile.


Dal 2026 più diritti per i lavoratori fragili

Con l’entrata in vigore dello smart working prioritario dal 2026, migliaia di lavoratori potranno contare su tutele più solide e personalizzabili, capaci di adattarsi alle loro condizioni senza sacrificare dignità, professionalità e autonomia economica.

Una riforma che segna un cambio di passo importante nel rapporto tra diritto al lavoro e diritto alla salute, rendendo la flessibilità organizzativa uno strumento di inclusione reale.

Pensione di reversibilità 2026: aumenti confermati, ma scattano i tagli oltre queste soglie di reddito

Il 2026 porta con sé importanti novità per la pensione di reversibilità, una delle prestazioni previdenziali più diffuse tra i superstiti. Gli aggiornamenti riguardano sia gli aumenti legati alla rivalutazione annuale, sia le riduzioni dell’assegno per chi supera determinate soglie di reddito, con effetti diversi a seconda della composizione del nucleo familiare.

Tra nuovi importi, ricalcolo delle quote e limiti reddituali aggiornati, orientarsi non è semplice. Vediamo quindi come cambia la pensione di reversibilità nel 2026, chi rischia tagli e chi invece potrà beneficiare degli aumenti.


Tagli alla pensione di reversibilità 2026: nuove soglie di reddito

Uno degli aspetti più delicati riguarda le riduzioni dell’assegno di reversibilità, che scattano quando il coniuge superstite supera determinati limiti di reddito personale.

Nel 2026 le soglie vengono aggiornate in base al nuovo trattamento minimo, fissato intorno ai 611 euro mensili. Questo adeguamento comporta una revisione automatica dei limiti reddituali e, di conseguenza, delle decurtazioni applicabili.

Le riduzioni previste sono le seguenti:

  • –25% se il reddito annuo supera 23.862,15 euro
  • –40% se il reddito annuo supera 31.816,20 euro
  • –50% se il reddito annuo supera 39.769,25 euro

È importante precisare che le riduzioni non si applicano se nel nucleo sono presenti:

  • figli minori;
  • figli studenti maggiorenni;
  • figli con disabilità a carico.

In questi casi, la pensione di reversibilità resta integrale, indipendentemente dal reddito del coniuge superstite.


Aumenti pensione di reversibilità 2026: come funziona la rivalutazione

Accanto ai tagli, il 2026 porta anche aumenti dell’assegno di reversibilità, legati alla rivalutazione annuale delle pensioni.

La rivalutazione prevista è pari a:

  • +1,4% per gli importi fino a quattro volte il trattamento minimo;
  • +90% dell’indice per importi tra quattro e cinque volte il minimo;
  • +75% dell’indice oltre questa soglia.

Un aspetto fondamentale da comprendere è che l’aumento si applica prima alla pensione del dante causa (il pensionato deceduto) e solo successivamente viene ripartito tra i superstiti secondo le percentuali previste dalla legge.

Ad esempio:

  • una pensione originaria di 1.000 euro rivalutata a 1.014 euro
  • genera per il coniuge (60%) un aumento di circa 8,40 euro
  • e per il figlio (20%) un incremento di circa 2,80 euro

Lo stesso meccanismo vale per tredicesima, quattordicesima e integrazioni al minimo.


Incremento al minimo e rivalutazione straordinaria

Nel 2026 è confermato anche l’incremento della maggiorazione sociale, noto come incremento al milione, che porta un aumento di circa 20 euro mensili.

In questo scenario, la quota base della reversibilità può arrivare fino a 768,30 euro, prima della suddivisione:

  • 460,98 euro al coniuge;
  • 153,66 euro a ciascun figlio, nei casi standard.

Particolarmente rilevante è anche la rivalutazione straordinaria dell’1,3% per le pensioni inferiori al minimo.
Un assegno di 500 euro, ad esempio, sale:

  • prima a 507 euro con la rivalutazione ordinaria;
  • poi a 513,59 euro grazie all’incremento aggiuntivo.

Solo dopo questi adeguamenti avviene la ripartizione tra i superstiti, garantendo un beneficio maggiore alle fasce più fragili.


Quote di reversibilità 2026: come si distribuisce l’assegno

Le percentuali di reversibilità restano confermate anche nel 2026:

  • 60% al coniuge superstite;
  • 80% con coniuge e un figlio;
  • 100% con coniuge e due o più figli.

In assenza del coniuge:

  • 70% a un figlio;
  • 80% a due figli;
  • 100% a tre o più figli.

Ogni variazione sull’importo base – rivalutazioni, integrazioni o tagli – si riflette quindi direttamente sulle quote spettanti, rendendo essenziale monitorare gli importi liquidati dall’INPS nei primi mesi del 2026.


Cosa controllare per non perdere soldi nel 2026

Le novità sulla pensione di reversibilità rendono fondamentale:

  • verificare con attenzione il reddito personale;
  • controllare la presenza di figli a carico;
  • monitorare gli adeguamenti INPS di inizio anno.

Una valutazione preventiva può aiutare a evitare tagli inattesi e a comprendere con precisione l’effettivo importo spettante nel nuovo anno.

Rapina in villa nelle campagne di Licata, coniugi in ostaggio ma bottino di pochi euro

Momenti di terrore nelle campagne di Licata, dove una villa abitata da una famiglia è stata teatro di una violenta rapina. Vittima dell’aggressione un professionista in pensione e la moglie, che si trovavano all’interno della loro abitazione.

Secondo quanto ricostruito, i malviventi si sarebbero introdotti nella casa immobilizzando i coniugi e intimando loro di consegnare denaro e gioielli. I rapinatori avrebbero rovistato in tutte le stanze, riuscendo però a portare via soltanto poche decine di euro e una catenina d’oro, prima di darsi alla fuga. L’allarme è scattato grazie a un familiare, ma all’arrivo delle forze dell’ordine i malviventi si erano già dileguati.

Fortunatamente nessuno dei due coniugi avrebbe riportato ferite, anche se lo spavento è stato fortissimo. A destare particolare allarme è la modalità dell’azione. I rapinatori non hanno esitato a colpire un’abitazione situata in una zona di villeggiatura abitata anche durante i mesi invernali.

Un episodio simile in provincia risale a diversi anni fa, quando a Naro tre uomini con il volto coperto e armati di spranga fecero irruzione in una casa di contrada Mintina, aggredendo una donna di 75 anni e costringendola a consegnare denaro e oggetti preziosi.

Sull’accaduto indagano gli agenti del commissariato di Licata, impegnati a ricostruire l’esatta dinamica dei fatti e a individuare i responsabili.

Controlli e sanzioni nel trasporto di acqua a Sciacca, la presidente di Aica: “Settore per troppo tempo in ombra”

L’Azienda Idrica Comuni Agrigentini, esprime apprezzamento e ringraziamento per l’attività di controllo svolta sul territorio di Sciacca in materia di trasporto di acqua per uso domestico.

Le verifiche sono state effettuate dai Carabinieri della locale Stazione, in sinergia con il Dipartimento regionale del Genio Civile – Servizio di Agrigento e con il Servizio di Igiene e Sanità Pubblica dell’Asp xhdi Agrigento – Polo di Sciacca.

Un’azione di vigilanza ritenuta dall’Azienda fondamentale per garantire la tutela della salute pubblica, la corretta gestione delle risorse idriche e il rispetto delle normative vigenti, in un settore considerato particolarmente delicato e strategico per i cittadini.

Aica ha inoltre rivolto un ringraziamento a Sua Eccellenza il Prefetto di Agrigento, sottolineando il sostegno costante fornito sin dall’avvio del percorso di riorganizzazione e controllo intrapreso dall’Azienda, improntato ai principi di legalità, giustizia e tutela dell’interesse pubblico.

«Il lavoro svolto dimostra quanto sia essenziale la collaborazione tra istituzioni – ha dichiarato la presidente di Aica, Danila Nobile –. Le Forze dell’Ordine rappresentano un presidio imprescindibile nel percorso di ripristino dell’ordine e della correttezza in un settore che per troppo tempo ha sofferto di zone d’ombra. Ringrazio l’Arma dei Carabinieri, il Genio Civile, l’Asp e la Prefettura per l’attenzione, il rigore e la professionalità con cui operano quotidianamente a tutela dei cittadini e del bene pubblico».

Secondo quanto riferito dall’Azienda, le attività di verifica e controllo proseguiranno anche nei prossimi mesi, in piena sinergia con gli enti competenti, con l’obiettivo di assicurare un servizio idrico fondato su legalità, sicurezza, trasparenza e rispetto delle regole, a beneficio dell’intera collettività.

Menfi, affidati i lavori di riqualificazione del Centro per l’Impiego: investimento da 1,1 milioni di euro

Sono stati formalmente affidati in data odierna i lavori per la riqualificazione funzionale ed energetica dei locali del Centro per l’Impiego di Menfi, situato in via Mandorlo.

L’intervento, finanziato per un importo complessivo di 1.100.000 euro, punta a migliorare l’efficienza degli spazi e la qualità dei servizi offerti ai cittadini.

Il progetto prevede una serie di opere finalizzate all’adeguamento strutturale e impiantistico dell’edificio, con particolare attenzione al risparmio energetico e alla funzionalità degli ambienti destinati all’utenza e al personale.

L’Amministrazione comunale ha espresso soddisfazione per l’avvio della fase esecutiva dell’intervento e ha rivolto un augurio di buon lavoro al RUP, ingegnere Sario Arbisi, all’impresa aggiudicataria Frustieri Costruzioni Srl, e a tutte le figure professionali coinvolte nella realizzazione dell’opera.