Covid: mamma di tre figli muore a Petrosino, il sindaco Giacalone: ”Tutti impotenti davanti a quello che succede”

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Enza Di Lisi, di 41 anni, di Petrosino, in provincia di Trapani, è morta dopo avere contratto il Covid mentre stava combattendo contro una malattia. Il virus avrebbe fatto precipitare le sue condizioni.

Non ce l’ha fatta Enza Di Lisi, giovane mamma di 41 anni, morta dopo avere contratto il coronavirus. Enza era moglie e mamma di tre figli e stava già portando avanti la sua battaglia per sconfiggere un male. Il Covid le avrebbe dato il colpo di grazia. Il sindaco di Petrosino, Gaspare Giacalone si è detto affranto e molto dispiaciuto per quanto accaduto e ha annunciato il lutto cittadino per domani: “Sono addoloratissimo per quanto è successo – ha detto il primo cittadino. Enza era una mamma affettuosissima che lascia il marito Fabio e tre splendidi bambini. A loro ho già rivolto il mio cordoglio e l’abbraccio di tutta la cittadinanza. Penso che Enza Di Lisi rappresenti una parte importante della nostra società: le mamme, il loro amore e il loro ruolo straordinario”.

“Mai insieme a te”, corto sulle cicatrici delle donne violate con Vanessa Galipoli e i costumi di Davide Catagnano

Ci sono anche i costumi del saccense Davide Catagnano e l’interpretazione di Vanessa Galipoli, attrice romana, molto conosciuta in citta’ per le sue diverse partecipazioni in spettacoli e festival di Sciacca, nel nuovo cortometraggio sulla violenza delle donne, Patrocinato dalla Ueci e supportato dall’associazione no profit ‘Il comitato delle donne’, che da anni è impegnata nella sensibilizzazione sociale sul tema.

“Mai insieme a te”: questo e’ il titolo della storia di una donna violata in un modo così profondo da decidere di affidare ad altri quel figlio che a lei ricorderà per sempre la violenza di quella notte. E’ il cortometraggio fatto dalle donne per le donne, ambientato a Palermo, prodotto dalla Atom s.r.l.s. ed Eugenio Siviglia per la regia di Giulia Galati. Scritto e sceneggiato dalla giornalista e scrittrice Angela Failla.

Oltre a Vanessa Galipoli nel corto, fa il suo esordio da protagonista il giovanissimo Massimiliano Bono.

Ecco il trailer del corto:

https://www.mymovies.it/cinemanews/2020/172495/

Indossava l’abito religioso non essendo più un prete, cinquantenne punito con una sanzione amministrativa

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Un uomo è stato sanzionato dalla polizia di Canicattì per essere andato in giro con l’abito talare pur non essendo più un prete già dal dicembre del 2018.

Andava in giro con una camicia di colore azzurro e il collarino ecclesiastico bianco, pur essendo stato rimosso dallo stato clericale il 15 dicembre del 2018 con la relativa dispensa dagli obblighi sacerdotali.  Così la polizia, a Canicatti’, ha contestato ad un uomo di 50 anni un illecito amministrativo proprio perche’ nei mesi scorsi era andato in giro con l’abito talare. Anche sul profilo Facebook dell’ex prete erano state rilevate alcune fotografie che lo ritraevano in abito religioso. L’uomo, pertanto, e’ stato sanzionato per usurpazione di titoli o di onori, reato depenalizzato e punito con una sanzione amministrativa.

La difesa del riberese Manisi chiede la scarcerazione al Tribunale del Riesame

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Il 7 dicembre il Tribunale del Riesame di Palermo si pronuncerà sull’istanza di annullamento della custodia cautelare in carcere per il riberese Attilio Manisi, di 34 anni, che avrebbe dato a un altro giovane riberese, Alessio Cusumano, di 21, la dose di metadone che ne ha provocato la morte. L’istanza al Riesame è stata avanzata dal difensore di Manisi, l’avvocato Giuseppe Lo Gioco.

Intanto, il gip del Tribunale di Sciacca, Antonino Cucinella, ha affidato l’incarico a un consulente tecnico per stabilire la compatibilità delle condizioni di salute di Manisi con la custodia cautelare in carcere.

La difesa dell’indagato ha chiesto anche che si stabilisca la capacità di intendere e di volere di Manisi al momento del fatto e la sua capacità di stare in giudizio.

Tromba d’aria a Catania, danni anche alle abitazioni

Una tromba d’aria si è abbattuta questa sera sull’ aeroporto di Catania. Particolarmente colpita la zona sud della città etnea. Il video in copertina è stato pubblicato su facebook da Benny Greco e riguardano il momento in cui la furia del vento e’ passata nei pressi dell’aerostazione. Particolarmente colpite anche la zona sud di Catania, tra viale Kennedy, San Giuseppe la Rena, San Francesco la Rena, Villaggio S. Maria Goretti, e, appunto, l’aeroporto.

 Si sono registrati danni alle abitazioni, in particolare ai tetti e alcuni residenti di un complesso abitativo sono stati evacuati. Oltre 50 richieste di soccorso giunte ai vigili del fuoco.

Disagi per l’assistenza oncologica, risoluzione della commissione Sanità del Senato (Intervista)

Una risoluzione in materia oncologica è stata approvata dalla commissione Sanità del Senato. Si vuole favorire il ritorno alla normalità delle cure e il riconoscimento dei diritti dei malati.

I dati emersi durante l’emergenza Covid, infatti, dimostrano come nella prima ondata il 20-30% dei trattamenti oncologici sia stato rimandato.

Il senatore Rino Marinello, componente della commissione Sanità di Palazzo Madama, ne parla in un’intervista a Risoluto.it

Ultimi dati Asp aggiornati ad oggi, 110 nuovi contagi in provincia

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Ecco l’ultimo bollettino dell’Azienda sanitaria di Agrigento stavolta aggiornato alla giornata odierna.

In testa ancora con piu’ casi Canicatti’ e seguita da Campobello di Licata. Poi Agrigento e subito dopo Sciacca che sale a 81.

Ecco la nuova ordinanza di Musumeci, cosa cambia in Sicilia

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Restano confermati la didattica a distanza per gli studenti delle scuole superiori, la chiusura di teatri, cinema, musei, parchi, palestre e piscine e il divieto di circolazione dalle 22 alle 5.

Lo prevede la nuova ordinanza del presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci, appena firmata, per limitare il contagio del Coronavirus nell’Isola. Il provvedimento, in vigore da domani (domenica 29 novembre) a giovedì 3 dicembre, modifica alcune delle attuali restrizioni, adattandole alla nuova classificazione in “area gialla” per la Sicilia.

Permane, inoltre, a bordo dei mezzi pubblici del trasporto locale e del trasporto ferroviario regionale, il limite del 50 per cento di riempimento rispetto alla capienza, oltre alla chiusura dei centri commerciali nelle giornate domenicali. Eccezione solo per farmacie, parafarmacie, presidi sanitari, punti vendita di generi alimentari, tabacchi ed edicole.

Potranno riaprire (dalle 5 alle 18), invece, i bar, ristoranti, gelaterie, pasticcerie e pizzerie. Consentita, fino alle 22 la vendita di cibo solo per asporto, mentre nessun limite per il domicilio.

Sarà possibile muoversi all’interno del proprio Comune, e fuori, dalle 5 alle 22. Negli altri orari spostamenti possibili solo per comprovate esigenze lavorative, situazioni di necessità o di salute.

Il guasto tecnico a un Postamat a Sciacca, Diego Sabella: “Restituiti 900 euro prima di essere chiamato dalle Poste” (Intervista)

Diego Sabella, pensionato di Sciacca, dopo avere lavorato per tanti anni presso una ditta di autotrasporti, si è presentato all’ufficio postale della Perriera, a Sciacca, prima di essere rintracciato ed ha subito restituito 900 euro che, per un errore tecnico, aveva ricevuto dal Postamat.

Si è trovato nella sede di contrada Perriera assieme a tanti che, invece, per lo stesso errore, avevano ricevuto una somma inferiore rispetto a quella richiesta.

Sabella auspica che tutti siano altrettanto collaborativi nella complessa operazione di ricostruzione delle operazioni e per le poste quello del saccense è stato un gesto di grande responsabilità civile e un esempio per tutti.

Lentezza nelle comunicazioni Asp, positivi da settimane si dicono “sequestrati in casa”

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A Sciacca sarebbero all’incirca una ventina di persone risultate positive al Covid-19, asintomatiche e da settimane a casa. Hanno effettuato i relativi prelievi rinofaringei con l’Usca e in attesa di una comunicazione. Nel frattempo restano a casa. Abbiamo ricevuto diverse segnalazioni di cui abbiamo avuto riscontro anche tramite i primi cittadini. Persone che si dicono “sequestrate in casa”, in attesa di una comunicazione dell’Asp che non arriva. C’è chi ha necessità di tornare a lavorare. Ci sono anche mamme con bimbi piccoli.

E’ l’altra faccia del Covid. Quella di chi non puo’ permettersi il protrarsi dell’isolamento oltre misura perché deve tornare a lavorare. Chi non ha un lavoro dipendente, magari un’attività propria, fermarsi venti giorni, vuol dire mandare in malora anni di sacrifici. E se restare a casa perché positivi è un conto, non diventa tollerabile quando il virus e’ gia’ passato e si attende solo che una comunicazione scritta e ufficiale lo confermi.

“Il rischio reale – lancia l’appello il sindaco di Sambuca Leo Ciaccio – che la gente non collabori più che molti si nascondano, che evitino i tamponi solo per non rischiare di essere paralizzati dal sistema burocratico dell’Asp che funziona dal punto di vista sanitario ma non nelle comunicazioni. Lentezza e lungaggini che non possono vanificare quella richiesta di collaborazione che abbiamo cercato di instaurare in questi mesi di pandemia”.

E poi ci sono gli errori. Doppie notifiche ai sindaci sui nominativi, scambi e poi il sistema online al quale l’Asp rimanda gli utenti per avere info sui propri esami in tilt un giorno sì e l’altro pure. Un sistema online al quale si accede con un proprio codice personale e che dovrebbe velocizzare e rendere immediati i dati che invece, va sempre con lentezza nel caricamento dei dati aggiornati.

A vacillare all’Asp sembra essere l’apporto del personale amministrativo addetto nel distretto alla fase di comunicazione della diagnosi Covid. Carente o troppo scarno per contrastare la pandemia?

E’ quanto ha pure rilevato la prima cittadina di Sciacca che in una nota di qualche settimana fa chiedeva al commissario generale dell’Asp Zappia di potenziare le risorse umane addette alle comunicazioni.

Insomma un sistema che rileva le criticità dell’Asp e che rischia di ingabbiare chi contrae il virus.