Oggi si ripristina il pieno funzionamento dell’acquedotto di Menfi dopo il furto di rame


Completati i lavori all’impianto idrico di località Feudotto, a Menfi, che oggi riprenderà il pieno funzionamento dopo il furto di cavi in rame di domenica scorsa. “Non è stata mai sofferta una crisi idrica – dice il sindaco, Vito Clemente – perchè abbiamo destinato al centro storico l’acqua della vasca che serve la fascia costiera, meno abitata in questi giorni rispetto alla stagione estiva, ma oggi tutto tornerà al periodo precedente al furto”.

I ladri entrati in azione in contrada Feudotto hanno disattivato anche l’impianto d’allarme per rubare circa 40 metri di cavi di rame, del valore di oltre 6 mila euro, dall’impianto elettrico dell’acquedotto comunale.

Professionisti di questo genere di furti quelli che hanno operato ai pozzi sollevamento acque pubbliche, destinate all’uso domestico, asservite all’acquedotto comunale. Un furto messo a segno in pieno giorno sul quale indagano i carabinieri.

Gli impianti idrici di Menfi già in altre occasioni sono stati “visitati” dai ladri di rame. Furti di rame sono stati messi a segno nel passato anche negli impianti del Belice che garantiscono l’acqua per l’irrigazione ed all’acquedotto Carboj di Sciacca.

Codice della Strada: fare retromarcia al casello può costare fino a 8.186 euro. Ecco cosa non devi fare

Fare retromarcia al casello perché si è sbagliata corsia può trasformarsi in uno degli errori più costosi in assoluto. Il Codice della Strada, all’articolo 176, non lascia spazio a dubbi: invertire il senso di marcia e procedere all’indietro in autostrada, svincoli e caselli è sempre vietato.

La manovra è pericolosa e comporta multe fino a 8.186 euro, perdita di punti e perfino la sospensione della patente. Ecco cosa prevede la legge e come comportarsi per evitare conseguenze pesanti.


Cosa dice l’art. 176 CdS: retromarcia vietata in autostrada e ai caselli

L’articolo 176 stabilisce che è vietato:

  • fare retromarcia
  • invertire il senso di marcia
  • attraversare lo spartitraffico
  • fermarsi impropriamente nelle corsie di transito

La norma vale sempre, anche se:

  • si sono percorsi solo pochi metri
  • non sembra esserci traffico
  • il conducente ritiene la manovra “sicura”

Il casello non è un’area di servizio: qui la retromarcia è vietata senza eccezioni.


Le sanzioni: multa, punti tolti e rischio sospensione patente

Chi effettua retromarcia al casello rischia:

🔻 Multa per retromarcia semplice

  • da 430 € a 1.731 €
    • 1/3 tra le 22:00 e le 7:00
  • –10 punti sulla patente

Una decurtazione così elevata può portare alla revisione o alla sospensione della patente se il saldo punti è basso.

🔻 Multa per inversione a U o attraversamento dello spartitraffico

Se la retromarcia diventa inversione di marcia, le sanzioni salgono a:

  • da 2.046 € fino a 8.186 €
  • possibile revoca della patente
  • fermo o confisca del veicolo in caso di recidiva

Perché è così pericoloso fare retromarcia al casello

L’area del casello è uno dei punti più delicati dell’autostrada: qui convergono file parallele, veicoli che rallentano, automobilisti distratti da:

  • Telepass
  • carte
  • contanti
  • sbarre e segnaletica

In questo contesto, un’auto che improvvisamente procede all’indietro genera un rischio altissimo:

  • tamponamenti
  • urti laterali
  • incidenti a catena

Inoltre, barriere, colonne e pilastri riducono la visibilità: anche se sembra “non passare nessuno”, un veicolo può arrivare in pochi secondi senza che il conducente in retromarcia lo percepisca.

Per questo la legge non lascia margini interpretativi: non è mai sicuro fare retromarcia al casello.


Cosa fare se sbagli corsia al casello

La soluzione corretta è semplice:

1️⃣ Non muovere l’auto all’indietro

Rimani fermo nella corsia in cui ti trovi.

2️⃣ Usa il pulsante di assistenza

Vicino alla colonnina c’è un interfono per contattare l’operatore.

3️⃣ Spiega l’errore

L’operatore può:

  • aprire manualmente la sbarra
  • registrare la targa
  • indicare come regolarizzare il pedaggio

Potrebbe essere richiesto un modulo o un pagamento successivo, ma nessun costo si avvicina alla multa per retromarcia.


L’unica eccezione prevista dalla legge

L’art. 176 ammette una sola deroga:
solo i veicoli di soccorso o manutenzione possono effettuare retromarcia in autostrada, ma solo con autorizzazione e per ragioni di servizio.

Per tutti gli altri automobilisti, il divieto resta assoluto.


Scuola, aumenti in busta paga fino al 2027 per docenti, personale Ata, università e ricerca: tutte le cifre aggiornate

Gli stipendi del comparto Istruzione e Ricerca sono destinati a crescere in modo significativo fino al 2027. Con il CCNL 2022-2024 già firmato in via preliminare e le risorse stanziate dalla precedente legge di Bilancio, si delinea un quadro chiaro degli aumenti in arrivo per docenti, personale Ata, università e ricerca.

Gli incrementi previsti, sommando i due cicli contrattuali (2022-2024 e 2025-2027), raggiungono punte fino a 470 euro mensili, rendendo questo uno dei rinnovi più importanti dell’ultimo decennio.


Aumenti stipendi scuola 2025-2027: quanto crescono docenti e personale Ata

Il nuovo contratto scuola 2025-2027 si inserisce nel solco della continuità con il CCNL 2022-2024, già firmato in forma preliminare. Questo permette di stimare con precisione gli incrementi attesi.

Docenti

  • +142,00 € lordi mensili nel triennio 2025-2027
  • +149,00 € dal triennio 2022-2024
    ➡️ Totale 2022-2027: +292,00 € al mese

Personale Ata

  • +104,03 € lordi mensili nel 2025-2027
  • +109,00 € dal contratto 2022-2024
    ➡️ Totale 2022-2027: +213,00 € al mese

La legge di Bilancio ha inoltre determinato un aumento tabellare di 135,25 euro lordi mensili per tredici mensilità, pari a una crescita media del 5,4%.


Università e Afam: aumenti per docenti, tecnici e personale amministrativo

Il settore universitario e Afam (Alta Formazione Artistica, Musicale e Coreutica) registra incrementi più articolati e differenziati per professionalità.

Università

  • +225,00 € per le elevate professionalità
  • +135,00 € per il personale non dirigente
  • +131,00 € per funzionari e tecnici

Afam

  • +165,00 € per docenti e personale Ata

Somma dei due cicli contrattuali (2022-2024 e 2025-2027):

  • Fino a +420,00 € mensili per le elevate professionalità universitarie
  • Fino a +339,00 € per il personale Afam

Queste variazioni puntano a ridurre gli squilibri interni, adeguando il sistema universitario italiano agli standard europei e migliorando l’attrattività del settore per profili qualificati.


Ricerca: il comparto con gli aumenti più alti

La ricerca è l’ambito che registra la crescita più significativa dell’intero comparto.

Aumenti 2025-2027

  • +167,00 € per il personale non dirigente
  • +229,00 € per tecnici e ricercatori

Crescita complessiva 2022-2027

  • Fino a +470,00 € mensili per tecnici e ricercatori

L’obiettivo è valorizzare competenze tecnico-scientifiche cruciali per l’innovazione e la capacità progettuale del Paese.


Un comparto in crescita: stipendi più alti e contratti più coerenti

Dal personale Ata (+213 €) ai ricercatori (+470 €), passando per i docenti (+292 €), l’intero comparto si muove verso un riequilibrio salariale stabile, sostenuto da risorse già stanziate e da una traiettoria di rinnovi contrattuali ravvicinati.

Il quadro che emerge è quello di un settore pubblico che punta a:

  • valorizzare competenze e professionalità
  • ridurre i divari interni
  • rendere scuola, università e ricerca più competitive a livello europeo

Una riforma che, per la prima volta da anni, offre certezze e una progressione retributiva chiara fino al 2027.

Il Don Michele Arena di Sciacca dopo quasi 50 anni lascia la sede di via Giotto

Tutti gli studenti del “Don Michele Arena” di Sciacca dopo le festività natalizie saranno trasferiti nella sede centrale di via Nenni. Lascia l’immobile di via Giotto anche il Centro Istruzione Provinciale degli Adulti con i suoi 70 alunni, il primo livello e quello di alfabetizzazione. Anche questi alunni frequenteranno le lezioni in via Nenni.

L’iniziativa è frutto di un’attività alla quale il Libero consorzio di Agrigento lavora da tempo e che consentirà un risparmio del canone d’affitto di circa 50 mila euro oltre al taglio delle spese relative alle utenze.

Dopo quasi 50 anni il Libero consorzio di Agrigento lascia l’immobile di via Giotto, una tra le storiche sedi scolastiche della città.

L’iniziativa è stata curata, in particolare, dalla dirigente del Libero consorzio, Maria Antonietta Testone, che ha ottenuto un valido sostegno dal consigliere provinciale con delega alla Pubblica istruzione Giuseppe Ambrogio.

Il trasferimento coinvolgerà anche il liceo Scientifico “Fermi” che accoglierà nella propria sede alcune classi che da anni erano ospitate presso il “Don Michele Arena”.

Il Libero consorzio ha assegnato anche un contributo straordinario per garantire questo trasferimento.

Sfiducia affondata: Schifani resta. Solo 26 voti a favore

Finisce senza sorprese la partita politica a Sala d’Ercole: la mozione di sfiducia contro il presidente della Regione, Renato Schifani, non passa. L’Aula dell’Ars boccia il documento presentato da Pd, M5s e Controcorrente con 41 voti contrari e 26 favorevoli. A sostenere l’iniziativa delle opposizioni anche i tre deputati di Sud Chiama Nord, mentre nel campo del centrodestra si registrano tre assenze: Carmelo Pace della Democrazia Cristiana, Fabrizio Ferrara di Fratelli di Italia e Alessandro De Leo di Forza Italia.

Il confronto d’Aula si consuma nell’arco di cinque ore, seguendo un copione ampiamente previsto. Le minoranze puntano il dito contro l’operato del governo regionale, mentre la maggioranza respinge le accuse e difende il presidente. Schifani interviene personalmente, parlando di toni eccessivi e di critiche prive di una reale proposta politica alternativa.

Sul fronte dell’opposizione, però, l’attenzione si sposta sul ruolo giocato da Cateno De Luca. Il sostegno dei tre deputati del suo movimento alla mozione apre interrogativi su possibili future convergenze. De Luca, sindaco di Taormina, ha però accompagnato il voto con un messaggio chiaro: “Questa è l’ultima occasione che concedo alle forze di opposizione”, un avvertimento che lascia intravedere scenari ancora in evoluzione nel quadro politico regionale.

Corruzione, chiesto rinvio a giudizio per il presidente dell’Ars Gaetano Galvagno

La Procura di Palermo ha chiesto il rinvio a giudizio per il presidente dell’Ars, Gaetano Galvagno e per altre cinque persone, tra cui l’ex portavoce del politico, Sabrina De Capitani, e l’imprenditrice Caterina Cannariato.

Le accuse contestate a Galvagno comprendono corruzione, peculato, truffa e falso ideologico. Il giudice per le indagini preliminari ha fissato l’udienza per il 21 gennaio.

Oltre al presidente dell’Assemblea regionale, rischiano il processo anche l’imprenditore Alessandro Alessi, la dipendente della Fondazione Orchestra Sinfonica Siciliana Marianna Amato e l’ex autista dell’Ars Roberto Marino.

Secondo l’ipotesi accusatoria, Galvagno e De Capitani avrebbero favorito gli interessi privati della Cannariato — referente regionale della Fondazione Marisa Bellisario e vicepresidente della Fondazione Tommaso Dragotto — indirizzando risorse della Presidenza dell’Ars verso iniziative da lei organizzate. Tra queste, un aperitivo-evento dal valore di 11 mila euro per “Donna, Economia e Potere”, svoltosi a Palermo nell’ottobre 2023 e curato dalla Fondazione Bellisario.

Gli inquirenti contestano inoltre una serie di contributi pubblici: 15 mila euro dalla Presidenza dell’Ars e 12.200 euro dalla Fondazione Federico II alla Fondazione Tommaso Dragotto per l’iniziativa “La Sicilia per le donne”, che ebbe luogo a Palermo e Catania il 25 novembre 2023. Galvagno avrebbe poi sostenuto l’inserimento in legge di Bilancio di due ulteriori finanziamenti in favore della stessa Fondazione Dragotto: 100 mila euro per l’edizione 2023 di “Un Magico Natale” e 98 mila euro per l’edizione 2024.

In cambio, sempre secondo l’accusa, il presidente dell’Ars avrebbe ottenuto incarichi e nomine a beneficio di persone a lui vicine: un contratto di consulenza legale alla cugina Martina Galvagno tramite A&C Broker s.r.l., società riconducibile alla Cannariato; l’ingresso di Franco Ricci, compagno di De Capitani, nel consiglio di amministrazione di Sicily By Car; e un ruolo per Marianna Amato all’interno della Fondazione Tommaso Dragotto.

Terapia intensiva neonatale, nominata ad Agrigento la nuova direttrice

L’ospedale “San Giovanni di Dio” di Agrigento accoglie una nuova direttrice neonatale, la dottoressa Maria Curto Pelle. La nomina rappresenta un importante passo in avanti per il rafforzamento dell’organizzazione dei reparti ospedalieri e conferma la centralità della cura neonatale nella struttura sanitaria agrigentina.

Profilo della neo-direttrice neonatale

La dottoressa Maria Curto Pelle arriva a Agrigento con un curriculum di rilievo. Già dirigente medico presso l’Unità Operativa Complessa di Neonatologia e Terapia Intensiva Neonatale con nido dell’Azienda Ospedaliera “Paolo Giaccone” di Palermo, vanta numerosi master universitari, tra cui:


• Accessi venosi pediatrici neonatali
• Terapia intensiva pediatrica
• Elettrocardiografia pediatrica
Oltre alla pratica clinica, la neo-direttrice neonatale ha maturato una significativa esperienza accademica come docente universitaria e tutor, contribuendo alla formazione delle nuove generazioni di medici specializzati in neonatologia.

L’incarico quinquennale ad Agrigento

La formalizzazione dell’incarico è avvenuta oggi presso la direzione generale dell’ASP di Agrigento, dove la dottoressa Curto Pelle è stata ricevuta dal direttore generale Giuseppe Capodieci e dal direttore sanitario Raffaele Elia. La firma del contratto quinquennale sancisce l’inizio ufficiale della sua attività come neo-direttrice neonatale, un ruolo chiave per lo sviluppo e il miglioramento dei servizi di terapia intensiva neonatale del presidio.

Obiettivi della nuova direzione

Con la nomina della dottoressa Curto Pelle, l’ospedale di Agrigento punta a:
• Rafforzare l’organizzazione e l’efficienza dell’Unità Operativa Complessa di Terapia Intensiva Neonatale
• Implementare le migliori pratiche cliniche in neonatologia
• Promuovere la formazione continua del personale sanitario
La presenza di una neo-direttrice neonatale con esperienza nazionale e internazionale rappresenta un valore aggiunto per la qualità dell’assistenza ai neonati e per il prestigio dell’ospedale sul territorio.

Termine cerca 4 assessori e 2 dovranno essere donne, Sinagra pronta a lasciare

Mentre tutto pare immobile, in realtà il sindaco di Sciacca, Fabio Termine, sta effettuando in queste ore le sue interlocuzioni per tenere fede a quanto annunciato durante l’ultima seduta del consiglio comunale quando ha ratificato che avrebbe proseguito il suo progetto politico aprendolo a “società civile” e ai consiglieri che “vogliono essere protagonisti”.

La quadra dovrebbe avvenire a cavallo con l’Immacolata e il sindaco avrebbe già individuato dei nomi per la nuova giunta avanzando loro una proposta.

Le indiscrezioni dell’ultim’ora sono che Termine non recluterà soltanto 3 nuovi componenti di giunta per completare la rosa come tutti in queste ore hanno pensato bensì 4 assessori.

Oltre a sostituire Alessandro Curreri, Valeria Gulotta e Simone Di Paola, infatti, sostituirà anche Agnese Sinagra. La fedelissima, tra le promotrici della sindacatura Fabio Termine, sarebbe pronta a lasciare il suo incarico. La docente saccense, già assessora part time da diversi mesi, tra le più attaccate dagli stessi consiglieri di maggioranza, avrebbe manifestato la voglia di fermarsi.

A questo punto ecco che la lista delle sostituzioni di Termine si amplierebbe a 4 conservando, invece, Salvino Patti, Francesco Dimino e Fabio Leonte. Nello “switch” anche di Agnese Sinagra, Termine avrebbe ulteriormente complicato la sua azione perché per riequilibrare le quote rosa, sarebbe in cerca di ben 2 profili al femminile per la giunta.

A quanto pare, il primo cittadino avrebbe gia’ individuato e contattato ben 2 professioniste di alto profilo e sarebbe in attesa di conferme. Stessa cosa per le altre 2 figure richieste: lo scouting di Termine sarebbe incentrato proprio sulla selezione di nomi dal più ampio respiro ad allargare il cerchio rispetto a papabili pseudo operatori vicini al mondo politico.

Violenza domestica a Palermo, uomo arrestato dopo aggressioni e abusi

La polizia di Palermo ha arrestato un uomo accusato di violenza domestica, dopo che la compagna è riuscita a fuggire dalla loro abitazione nella zona di via Malaspina. La donna, in stato di shock e con evidenti segni di percosse, ha trovato rifugio grazie all’intervento tempestivo degli agenti del commissariato Libertà.

La fuga della vittima e la collaborazione con la polizia

Secondo quanto ricostruito, l’uomo avrebbe picchiato e violentato la moglie, per poi addormentarsi. Approfittando della sua assenza, la donna ha fatto la valigia e, nel cuore della notte, è riuscita a scappare. La collaborazione della vittima è stata fondamentale per la polizia: raccontando dettagliatamente le violenze subite, ha permesso agli agenti di agire rapidamente.

Segni di violenza e accertamenti ospedalieri

Gli accertamenti previsti dal Codice Rosa hanno confermato la presenza di traumi compatibili con una presunta violenza sessuale. La donna, già in passato vittima di maltrattamenti, aveva denunciato l’uomo che le consentiva di usare il cellulare solo in sua presenza e la chiudeva in casa quando andava al lavoro. L’ultimo episodio, risalente alla sera precedente la fuga, ha incluso anche un rapporto sessuale forzato.

L’arresto e le conseguenze legali

Dopo aver raccolto tutte le testimonianze e le prove, la polizia ha raggiunto l’abitazione dell’uomo, sorprendendolo prima che si accorgesse della fuga della compagna. L’uomo è stato arrestato con l’accusa di maltrattamenti e violenza sessuale, in un’indagine rapida resa possibile dalla collaborazione della vittima e dall’efficienza degli agenti. La vicenda sottolinea l’importanza di un intervento immediato in casi di violenza domestica.

Protezione e supporto alle vittime

Le autorità ribadiscono l’importanza di denunciare ogni forma di abuso domestico. Gli ospedali, tramite i percorsi diagnostici previsti dal Codice Rosa, offrono supporto medico e psicologico alle vittime, mentre la polizia garantisce la tutela legale necessaria per fermare i responsabili di violenza domestica.

Fuochi d’artificio a Sciacca, Lav chiede un passo indietro al consiglio comunale (Video)

Per i fuochi d’artificio a Sciacca Lav sollecita consiglieri e presidente del consiglio a rivedere l’atto di indirizzo del 31 dicembre scorso. Il veterinario Mariagrazia Costa sottolinea, in un’intervista a Risoluto.it, i danni per gli animali determinati dai fuochi d’artificio e anche dai petardi.

Lav Sciacca ritiene doveroso chiarire i fatti riguardo alla recente decisione di destinare 26.000 euro ai festeggiamenti della notte di San Silvestro, inclusi i fuochi d’artificio, “per fornire informazioni precise ai cittadini e ai media”.

“Contrariamente a quanto poteva apparire in comunicazioni precedenti – scrive Lav – il Comune non aveva programmato alcun spettacolo pirotecnico”. 

La scelta di finanziare botti e spettacoli è stata introdotta da un maxi emendamento approvato dal consiglio comunale, ottenendo 15 voti favorevoli e un’astensione, ed è stata approvata nonostante la volontà iniziale dell’amministrazione, che non aveva previsto programmi per il Capodanno.

“A seguito di possibili fraintendimenti derivanti da comunicazioni precedenti, Lav Sciacca desidera “esprimere scuse formali se il sindaco o l’amministrazione comunale si sono sentiti ingiustamente accusati o travisati con il precedente comunicato”. 

Lav Sciacca invita ora il presidente del consiglio e i consiglieri comunali a valutare la possibilità di modificare l’atto di indirizzo sui fuochi d’artificio, “adottando soluzioni più sicure e rispettose degli animali, delle persone e dell’ ambiente”. 

L’associazione animalista ribadisce “preoccupazione per gli effetti dei fuochi su animali, persone fragili e ambiente, come evidenziato in precedenti comunicazioni. L’anno scorso, ad esempio, un giovane ha subito un infortunio legato a un petardo, episodio che conferma la necessità di cautela e prevenzione”.

Lav suggerisce “spettacoli alternativi e silenziosi (laser show, giochi di luci, musica)” e ricorda che “in molte città italiane, amministrazioni e consigli comunali hanno già scelto di superare i fuochi tradizionali, privilegiando eventi che coniughino festa, sicurezza e rispetto della fauna e dell’ambiente. Sciacca ha l’opportunità di seguire questa strada, dimostrando sensibilità e lungimiranza”.

“Gli animali possono subire gravi conseguenze da botti e petardi – dice il veterinario Mariagrazia Costa – perchè non solo si spaventano, ma rischiano di mettersi in situazioni gravissime”.