Incidente mortale a Castellamare del Golfo, perde la vita un giovane di 21 anni

0

L’ incidente si è verificato  nella zona della Madonna delle Scale a Castellamamre del Golfo, nel trapanese. Nello scontro tra un’auto e un ciclomotore ha perso la vita un ragazzo di 21 anni, Francesco Caleca.

Un impatto violentissimo che non ha lasciato scampo al giovane Francesco, di 21 anni, che viaggiava sullo scooter.  Lo schianto, tra il ciclomotore e un’auto, è avvenuto intorno alle 20 di ieri sera, quando dalla zona è stato lanciato l’allarme. Sul posto sono intervenuti gli agenti della polizia municipale, i carabinieri e i sanitari del 118, ai quali non è rimasto che accertare il decesso del ragazzo. Sulla dinamica sono ancora in corso gli accertamenti, ma la notizia ha già gettato nello sconforto tutta la cittadina di Castellamare del Golfo e l’amministrazione comunale ha espresso profondo cordoglio e dolore alla famiglia.

Furto di 60 mila litri di vino da un’azienda di Sciacca, dopo 6 anni condannati due imputati

Il giudice monocratico del Tribunale di Sciacca, Antonino Cucinella, ha condannato i due imputati nel processo per furto di 60 mila litri di vino commesso a Sciacca tra il 15 e il 16 maggio 2014 ai danni della “Miceli Aziende Vinicole” di contrada Scunchipani, a Sciacca.

Per Mario Tarricone, di 65 anni, e Antonio Abate, di 38, entrambi pugliesi, 3 anni di reclusione ciascuno. Il vino è stato successivamente recuperato in Calabria e all’individuazione dei presunti autori del furto si è giunti grazie a un’indagine condotta dal commissariato di polizia di Sciacca.

Tarricone e Abate erano accusati, in concorso con altra persona per la quale si è proceduto separatamente, di essersi introdotti nell’area recintata dello stabilimento vinicolo impossessandosi di circa 332 cartoni di vino e di un grande quantitativo di vino sfuso.

L’infermiere aggredito lo scorso anno al Pronto soccorso dell’ospedale di Sciacca, a giudizio un quarantasettenne

E’ stato emesso il decreto di citazione a giudizio e fissata l’udienza dinanzi al Giudice di Pace di Sciacca a carico di Massimo Filippo Lume, di 47 anni, di Enna, residente a Menfi, accusato di lesioni per avere colpito con due pugni e uno schiaffo allo zigomo sinistro l’infermiere Giovambattista Truncali al Pronto soccorso dell’ospedale di Sciacca.

La vicenda si riferisce al 6 agosto dello scorso anno. Truncali ha riportato contusione facciale giudicata guaribile in 15 giorni.

Depositate le costituzioni di parte civile dello stesso Truncali e dell’Ordine Professionale degli Infermieri di Agrigento, rappresentati dall’avvocato Rino Caltagirone.

Castelvetrano, nido di Fratino sulla spiaggia di Triscina

0

Sulla spiaggia di Triscina a Castelvetrano dei bagnanti hanno trovato delle uova di Fratino, una rara specie di volatile.

Avvisati gli enti preposti, Ripartizione Faunistica, Guarda Costiera e Wwf Sicilia Area Mediterranea, il nido è stato immediatamente messo in sicurezza. Circa ventiquattro ore dopo dalle operazioni di recinzione , il Fratino è tornato sulla spiaggia castelvetranese per deporre altre tre uova, un momento emozionante che i presenti hanno immortalato in alcuni scatti.

La Rete Fratino del Wwf Italia” è un insieme di esperti e attivisti che collaborano per coordinare le attività per la tutela del fratino nelle spiagge italiane.In Europa la specie registra una consistente diminuzione.In Italia si registravano ogni anno dalle 1.500 alle 1.800 coppie nidificanti, ma dal 1993 al 2010 la popolazione svernante è diminuita del 50%.

Anas, aperto al traffico il nuovo viadotto Petrusa sulla statale 122

0

È stato aperto al traffico questa mattina sulla statale 122 il nuovo viadotto Petrusa che collega i centri abitati di Agrigento e Favara.
La nuova struttura, costata oltre 3 milioni e 700 mila euro, presenta un’estensione complessiva pari a 120 metri per tre campate di uguale lunghezza di 40 metri ciascuna, con due corsie da 3,5 metri per senso di marcia, oltre a banchine laterali pavimentate di un metro e marciapiedi di 2,10 metri per lato.

L’opera sostituisce la vecchia struttura per la quale nel 2017 furono condotte delle verifiche tecniche in esito alle quali risultò che le condizioni strutturali non ne consentivano ulteriormente l’utilizzo in sicurezza.

Migranti, Regione invia a Lampedusa macchinario per tamponi, kit sierologici e mascherine

È stata trasferita da Palermo a Lampedusa la macchina per l’analisi rapida dei tamponi rinofaringei. La strumentazione, in uso ai sanitari dell’Asp di Palermo da cui dipende l’assistenza sanitaria delle Pelagie, verrà adoperata per i test sui migranti che approdano nell’isola.
“Sabato scorso, durante il sopralluogo con il presidente Musumeci, avevamo assunto questo impegno con il sindaco Martello. Una azione che conferma la presenza della Regione Siciliana in un ambito, quello dell’assistenza sanitaria ai migranti, che non è di stretta pertinenza regionale. Noi, comunque, continuiamo a fare la nostra parte proprio garantire sicurezza ai lampedusani, fornendo ogni contributo utile nella gestione dei flussi migratori. Certo, resta assordante e imbarazzante il silenzio di Roma sulla richiesta di stato d’emergenza per Lampedusa formulata dalla Sicilia già due settimane fa”, ha detto l’assessore alla Salute, Ruggero Razza.
Oltre al macchinario, che è stato installato presso il Poliambulatorio di Lampedusa, l’assessorato regionale alla Salute ha inviato un ulteriore carico di 1000 tamponi e 1000 test sierologici (nei giorni scorsi era stato inviato un carico delle stesse proporzioni) e un approvvigionamento di dpi (mascherine, visiera, guanti, calzari, etc) per il personale sanitario che opera sull’isola.

Solidarietà a padre Barone dal Cartello Sociale Agrigentino dopo il rinvenimento di una testa di capra davanti alla chiesa di Sciacca

Il cartello sociale della provincia di Agrigento, composto dall’ufficio di pastorale sociale e lavoro dell’arcidiocesi e dalle segreterie provinciali di Cgil, Cisl e Uil esprime “solidarietà e vicinanza a don Pasqualino Barone per il vile gesto compiuto al suo indirizzo. Il rinvenimento di una testa mazzata di capra, davanti la chiesa di San Michele, di cui don Pasqualino è parroco, ha tutte le caratteristiche dell’ avvertimento intimidatorio”.

Il cartello sociale “rimane attonito davanti ad un simile gesto nei confronti di un sacerdote impegnato nel quotidiano a favore dei più deboli e di quanti si trovano in difficoltà. Nella sua qualità di coordinatore della mensa della solidarietà nella chiesa di Santa Caterina, don Pasqualino assiste tante persone compresi gli stranieri e tante famiglie in difficoltà economiche. Si tratta di un bruttissimo segnale che non va trascurato – aggiunge il cartello sociale – e in questo senso è auspicabile che le forze dell’ordine possano presto individuare i responsabili e nello stesso tempo consentire a don Pasqualino di svolgere in sicurezza la sua attività pastorale”.

Intensificata l’attività di controllo in mare, ancora denunce per la presenza di bagnanti a Scala dei Turchi

0

Intensa attività di controllo, durante lo scorso week end, da parte della Capitaneria di Porto – Guardia Costiera di Porto Empedocle, al Comando del Capitano di Fregata Gennaro Fusco, impegnata su più fronti per garantire la sicurezza in mare dei diportisti e dei bagnanti, ma anche in attività di vigilanza ambientale, del rispetto delle ordinanze balneari e delle regole anti-Covid19 e di contrasto all’immigrazione clandestina.
Non sono mancati, inoltre, i controlli presso la Scala dei Turchi di Realmonte dove, nonostante la presenza delle barriere di interdizione, dei cartelli monitori ed i totem informativi collocati di recente a cura della Soprintendenza BB.CC.AA. di Agrigento, indicanti il divieto di ingresso dovuto alla misura cautelare imposta dall’Autorità Giudiziaria, in tanti continuano a violare detti divieti per salire sulla famosa scogliera, mettendo anche a rischio la propria incolumità.
L’attività di vigilanza e controllo ha visto l’impiego congiunto di militari della Capitaneria di Porto e agenti del Commissariato di Polizia di Stato di Porto Empedocle, che nel trascorso fine settimana sono stati impegnati in opera di prevenzione, ma anche di repressione. Gli agenti operanti hanno accertato tra venerdì e domenica la presenza sulla marna bianca, all’interno dell’area posta sotto sequestro, di 29 soggetti, provenienti da diverse località, che sono stati deferiti all’Autorità Giudiziaria in quanto si sono resi responsabili del reato di violazione dei sigilli, trasgressione punita dall’art. 349 del Codice Penale con la reclusione da sei mesi a tre anni.
Fino ad oggi sono oltre 100 le persone denunciate, numeri che rappresentano un segnale allarmante per il non rispetto delle regole, sia da parte dei siciliani sia da parte dei turisti. E’ necessario trovare una soluzione alternativa che sia ancora più efficace dei cartelli di divieti, delle reti metalliche e delle telecamere.
Il Comandante Gennaro Fusco rinnova ancora una volta gli accorati appelli a non accedere al sito in violazione dei divieti, ed invita gli operatori turistici ad evitare di pubblicizzare sui propri siti web escursioni sulla marna e adoperarsi per dare giusta informazione, ricordando ai turisti che la Scala dei Turchi si può ammirare e godere da diversi punti, sia dalla spiaggia a levante (la spiaggia a ponente è interdetta per pericolo frane) che dal sovrastante “Belvedere”, ma che attualmente vige il divieto assoluto di accedere direttamente sulla marna.
Ai fini di tutela della pubblica incolumità la Capitaneria di Porto-Guardia Costiera di Porto Empedocle raccomanda il rigoroso rispetto dei provvedimenti interdittivi esistenti in diversi tratti della costa agrigentina e relativi specchi acquei prospicienti, in cui è vietato effettuare ogni tipo di attività a causa del pericolo crolli dovuto alla instabilità dei costoni rocciosi.
Sul fronte dell’attività volte a garantire la sicurezza in mare dei diportisti e dei bagnanti, i militari della Capitaneria di Porto nella serata di sabato 11 luglio, a seguito di segnalazione al “Numero Blu 1530”, sono intervenute con le unità navali della Guardia Costiera per l’assistenza ad un natante in difficoltà in località Zingarello ad una distanza dalla costa di circa 250 metri. Nel tardo pomeriggio di domenica 12 luglio, la motovedetta S.A.R. CP 860 e il gommone della Capitaneria di porto G.C. 111/B hanno ricercato un bagnante disperso tra Giallonardo e Le Pergole. L’allarme era stato lanciato dal gruppo di amici del giovane turista, uscito con il suo S.U.P. dopo aver lasciato il proprio telefono a terra. Dopo più di tre ore, il bagnante ritornava in spiaggia autonomamente, senza essere a conoscenza delle ricerche poste in essere dalle unità navali della Guardia Costiera.
Inoltre, per tutta la stagione estiva, è stata disposta una intensa attività di controllo in mare da parte delle dipendenti unità navali che avrà come obiettivo la repressione dei comportamenti illeciti, perlopiù commessi con le unità da diporto, mettendo in serio pericolo le persone presenti a bordo, tra l’altro violando i limiti di navigazione dalla costa imposti con l’Ordinanza di sicurezza balneare che verranno duramente perseguiti.
A terra diverse squadre di militari della Capitaneria di Porto sono in azione per svolgere attività di prevenzione e controllo degli stabilimenti balneari del litorale agrigentino per il pieno rispetto dell’Ordinanza di sicurezza balneare e delle regole anti- Covid19.

Perdita idrica rende pericoloso il transito stradale, chiusa parte di via Mazzini a Sciacca

Una consistente e atavica perdita idrica ha provocato il sollevamento del manto stradale rendendo particolarmente pericoloso il transito veicolare in prossimità di un tratto della via Mazzini che interseca anche con via De Gasperi e via Giotto.

La zona e’ stata transennata dalla polizia municipale di Sciacca che è intervenuta per evitare il pericolo per la viabilità. Il passaggio parzialmente interrotto nel tratto in questione e obbligo di proseguimento per la via Pascoli per gli automobilisti in transito per l’arteria molto trafficata verso la via Giotto.

Pensionato ritrovato morto nella sua abitazione a Palma di Montechiaro, forse una rapina finita male

Era privo di vita con le mani e i piedi legati, all’interno della sua abitazione di via Pietro Attardo a Palma di Montechiaro, il pensionato di 89 il cui corpo e’ stato ritrovato oggi dalle forze dell’ordine che sono riusciti ad entrare dopo che i vigili del fuoco sono andati ad aprire la porta.

Forse, una rapina finita male e che potrebbe essere stata messa a segno alcuni giorni addietro. 

Sono state avviate le indagini da parte del reparto operativo carabinieri di Agrigento. Sul posto, per cercare di rintracciare elementi utili alle investigazioni, anche i carabinieri della Scientifica.Non è chiaro cosa effettivamente manchi dalla casa. Spetterà ai familiari del pensionato verificarlo. A chiamare i carabinieri, visto che non riusciva a rintracciare il proprio genitore, è stato il figlio del pensionato 89enne.