“Consentire alle attività di produzione di cibo da asporto di svolgere il servizio a domicilio anche nella giornata di domenica, solennità di Pasqua”. E’ la richiesta che Cna Agroalimentare Sicilia ha indirizzato al Presidente della Regione, Nello Musumeci, e all’Assessore alle Attività Produttive, Mimmo Turano. “Ci sembra opportuno e doveroso avanzare questa proposta – affermano il presidente Michelangelo Latino e il segretario Tindaro Germanelli – per potere ridare un pò di ossigeno ai titolari o gestori di ristoranti, gastronomie, pizzerie, focaccerie, rosticcerie che, al pari di altri operatori economici, stanno vivendo una profonda crisi legata agli effetti devastanti generati dalla pandemia. Fermo restando la salvaguardia della sicurezza pubblica, che resta l’obiettivo primario, tutto dovrà essere articolato nella piena osservanza delle misure restrittive previste nelle disposizioni governative, finalizzate a contenere e contrastare la diffusione del coronavirus. Dunque, servizio garantito esclusivamente con modalità a domicilio, così come avviene regolarmente durante i giorni feriali, tranne per la domenica in riferimento al territorio regionale. Ed è proprio su questo specifico aspetto che chiediamo al Governatore Musumeci di intervenire, di applicare una deroga alla propria ordinanza. Dovrà fare una eccezione limitatamente al 12 aprile, in occasione della festa di Pasqua, per permettere appunto agli operatori del settore di lavorare. In questo modo – sottolineano Latino e Germanelli – si raggiungerebbe un duplice obiettivo: favorire la permanenza a casa della popolazione, evitando possibili assembramenti nei pressi dei punti vendita, e consentire ad artigiani e commercianti del comparto di vendere i loro prodotti e garantirsi un provvidenziale ristoro economico in questa drammatica fase emergenziale. Occorre tenere conto, ad esempio, che la Sicilia è la regione d’Italia con il maggior numero di imprese attive nel settore del dolciario, tra produzione e commercio all’ingrosso e dettaglio. La percentuale si attesta sul 15,5% rispetto al dato nazionale”. In proposito Risoluto.it ha intervistato il dirigente nazionale della Cna, Giuseppe Montalbano.
Agricoltore di Menfi precipita da un muretto e viene trasferito in elisoccorso a Caltanissetta
Un uomo di 85 anni di Menfi è precipitato questa mattina da un muretto riportando un trauma cranico. È successo nella campagna della città belicina, in contrada Feudotto, nelle vicinanze di un impianto di calcestruzzi. L’anziano si sarebbe trovato in una sua proprietà.
Da quanto si apprende un giovane autista, trovatosi a passare sul luogo, ha avvertito il 118 che è intervenuto prontamente. Dopo il trasporto all’ospedale di Sciacca l’anziano è stato trasportato con l’elisoccorso all’ospedale di Caltanissetta.
Coronavirus, La Strada del Vino Terre Sicane lancia l’iniziativa “Beviamo a casa”
La Strada del Vino delle Terre Sicane per manifestare la propria vicinanza alle persone del territorio delle Terre Sicane, in queste settimane difficili, lancia l’iniziativa “Beviamo a casa“, chiedendo disponibilità alle cantine aderenti al progetto di donare del vino da consegnare poi alle amministrazioni comunali, che lo distribuiranno insieme ai buoni spesa ricevuti dal Governo e dalla Regione Siciliana.
“In un momento in cui tutti dobbiamo essere responsabili e stare a casa, scopriamo la bellezza della vita nelle piccole cose. Uno di loro è un bicchiere di buon vino – si legge nella richiesta inviata alle aziende vinicole. Uniti supereremo questo momento difficile”.
Dalle mascherine ai pasti caldi a domicilio, grande spirito di solidarietà e senso di comunità a Montevago
Mentre prosegue la distribuzione giornaliera di pasti caldi alle famiglie più bisognose, al via oggi a Montevago la consegna delle mascherine protettive a domicilio. Le mascherine fai da te, realizzate da diverse donne del posto che si sono messe a disposizione volontariamente a favore della comunità, vengono donate alle forze dell’ordine, ai dipendenti delle attività commerciali rimaste aperte e anche ai cittadini fino ad esaurimento; l’iniziativa è coordinata dall’assistente sociale Mary Alioto.
Per la distribuzione dei pasti caldi preparati dall’azienda di ristorazione di Giuseppe Viola, oltre agli agenti della Polizia municipale, stanno collaborando i volontari della Consulta giovanile, della Caritas e del Gruppo di Volontariato Vincenziano.
Nel frattempo, continua la consegna a domicilio dei primi 150 buoni spesa per aiutare chi si trova in difficoltà per effetto delle conseguenze dell’emergenza Coronavirus. I buoni sono spendibili per l’acquisto di farmaci, generi alimentari e beni di prima necessità presso gli esercizi commerciali aderenti all’iniziativa di “Solidarietà alimentare”; sono esclusi alcolici, prodotti di bellezza, vestiario, elettrodomestici e telefoni cellulari.
Nella serata di giovedì 9 aprile è previsto un nuovo intervento di sanificazione e disinfestazione del paese ad opera dei dipendenti comunali e dei volontari che anche in questo caso ci stanno dando un grande aiuto.
“A nome di tutta la cittadinanza – dice il sindaco Margherita La Rocca Ruvolo – desidero ringraziare di vero cuore tutti i volontari, i dipendenti comunali e le forze dell’ordine che, con grande spirito di solidarietà e senso di comunità, stanno contribuendo in questi giorni a portare avanti nel migliore dei modi le azioni di sostegno in favore delle famiglie che affrontano un periodo di difficoltà. Fortunatamente, ad oggi, non si registra nessun caso positivo al virus Covid-19 a Montevago. Restiamo uniti e soprattutto restiamo a casa, solo così riusciremo a superare questo difficile momento”.
Asp di Agrigento, il responsabile della diagnostica Friscia: “Presto saremo autonomi e veloci con i tamponi Covid-19” (Video)
L’azienda sanitaria provinciale di Agrigento Oggi ha rilasciato alcuni messaggi video con le dichiarazioni dei vertici aziendali. Da un lato il direttore sanitario Gaetano Mancuso dall’altro il manager pro tempore Alessandro Mazzara.
Nel videomessaggio anche le dichiarazioni dei responsabili della diagnostica provinciale il medico saccense Giuseppe Friscia che annuncia che gia’ da ieri il laboratorio di analisi del San Giovanni di Dio e’ operativo per gli screening dei tamponi Covid-19. Dopo un tot numero di tamponi positivi e negativi, ha spiegato il biologo, il laboratorio sara’ validato e cio’ significhera’ maggiore autonomia e maggiore velocità per gli esiti che assicureranno anche un’autonomia.
Presto sara’ attivo anche il laboratorio anche al Giovanni Paolo II di Sciacca.
Girgenti Acque chiede la collaborazione dei cittadini per monitorare i consumi idrici e spiega come effettuare l’autolettura dei contatori
Con la maggior parte della popolazione in quarantena nelle proprie abitazioni l’esigenza di usufruire di un servizio idrico costante ed efficiente rappresenta una delle primarie necessità. Lo sa bene la società di fornitura idrica agrigentina Girgenti Acque che, proprio per tale ragione e al fine di tutelare la salute degli utenti e degli operatori, ha richiesto la collaborazione dei cittadini di alcuni comuni agrigentini nell’autolettura dei propri contatori.
In questa periodo, infatti, risulta problematico garantire la tempestiva lettura dei contatori, ed è particolarmente alto il rischio che, occorrendo procedere alla fatturazione sulla base dei consumi storici, si producano rilevanti difformità sui costi del servizio.
Con la collaborazione dei cittadini, invece, nell’autolettura dei contatori sarà possibile monitorare in modo efficiente i consumi, riducendo le probabilità di fatturazioni eccessive degli stessi consumi e consentendo, qualora questi si manifestassero consumi anomali, un intervento mirato e tempestivo, capace di neutralizzare gli effetti dannosi di perdite occulte e sprechi.
L’esigenza di promuovere queste modalità di comunicazione si conferma oggi particolarmente presso quei comuni per i quali si dispone di letture risalenti nel tempo e nei quali era programmata quell’attività di prioritaria lettura, al momento sospesa per le note ragioni.
I comuni più interessati che dovranno provvedere a trasmettere la lettura entro le date indicate di seguito, sono:
- Casteltermini entro il 14 aprile
- Ravanusa entro il 14 aprile
- Campobello di Licata entro il 14 aprile
- Naro entro il 25 aprile
- Raffadali entro il 25 aprile
- Castrofilippo entro il 25 aprile
- Comitini entro il 30 aprile
- Realmonte entro il 8 maggio
- Racalmuto entro il 15 maggio
- Agrigento entro il 20 maggio
Come effettuare l’autolettura
Procedere all’autolettura non richiede competenze particolari, ed è anzi abbastanza semplice, specie per coloro che provvedano alla preventiva registrazione sul sito aziendale – link “Servizi on line” – utilizzabile per qualunque comunicazione celere e diretta con il Gestore.
Si possono infatti alternativamente utilizzare.
1 – Il sito internet – al link “Servizi on line” previa iscrizione con il numero di contratto. Questo sistema è da preferire in quanto garantisce massima sicurezza e celerità nella registrazione della comunicazione;
2 – L’invio con WhatsApp al numero 3316953827 di una fotografia del contatore, nella quale risultino chiaramente leggibili la matricola stampigliata sul contatore stesso e la misura dei consumi. Riceverete un messaggio di conferma con l’indicazione del numero di contratto che ricaveremo dalla matricola del contatore;
3 – L’invio con WhatsApp al numero 3316953827, in assenza di fotografia chiara e leggibile, del numero di utenza, della matricola del contatore e della lettura in metri cubi. I primi due dati sono facilmente reperibili in una qualsiasi delle precedenti bollette;
4 – Una e-mail all’indirizzo info@girgentiacque.com contenente le medesime indicazioni di cui al punto precedente;
5 – Un sms al 3316953827, inviato dal numero di telefono utilizzato per l’iscrizione al portale aziendale, contenente nell’ordine: numero di utenza, matricola del misuratore, e lettura in metri cubi, ciascuno preceduto da un asterisco;
6 – l’invio mediante fax al numero 0922-441872 del modulo da compilare, scaricato sempre dal citato portale aziendale.
Protesta della politica per i centri Covid negli ospedali di Sciacca e Agrigento, il deputato Pullara:”Visione miope”
Interviene oggi con una nota stampa il deputato regionale Carmelo Pullara in ordine alle polemiche politiche sorte per l’istituzione di aree Covid nei due principali ospedali della provincia di Agrigento.
“Centralizzare tutto – scrive Pullara, gia’ vicepresidente della Commissione sanità all’Ars – su un presidio sanitario, che è nella mente di coloro i quali in questi giorni protestano, sarebbe una scelta ottimale per la cura del paziente affetto da Covid 19, ma mancano in assoluto le condizioni quindi è scelta che si rivelerebbe fatale.”
“Sarebbe come pensare di comprarsi una Ferrari senza averne i soldi, un sogno non un obiettivo reale da perseguire.”
Intervenendo in seguito alla protesta di una parte della politica e di una parte del personale sanitario delle cittadine di Sciacca e Agrigento per l’assegnazione di posti Covid come del resto, ma senza alcuna polemica e protesta, negli altri due presidi ospedalieri Canicattì e Licata ed in estrema ratio Ribera, quest’ultimo ospedale nel tempo ridimensionato e prossimo quasi certamente a rifunzionalizzazione.
“Dove portiamo -scrive Pullara- anzi deportiamo i pazienti Covid della provincia di Agrigento, in particolare quelli dei comprensori di Sciacca e Agrigento? Infatti, questa domanda provocatoria nasce spontanea con riguardo alle polemiche e proteste che continuano a tal proposito e considerato che alle condizioni attuali non sono perseguibili oggettivamente altre possibilità non fosse altro per l’assoluta non presenza di disponibilità di medici specialisti nelle diverse branche necessarie alla cura del paziente affetto da covid 19.
Le proteste che provengono soprattutto dalla parte politica, a mio avviso, sembrano avere spirito quasi campanilistico, miope poiché chi va curato è lo stesso paziente, nella maggior parte dei casi, della rispettiva città, che quindi oggi non troverebbe nel proprio ospedale accoglienza e risposta di salute. Ma mi chiedo, se tutti ragionassimo così ed i pazienti affetti da Covid non li volesse nessuno, la conseguenza sarebbe chiara a tutti.
In provincia di Agrigento insistono 5 ospedali, due maggiori per così dire, Agrigento e Sciacca, due minori, Canicattì e Licata, e uno in rifunzionalizzazione, Ribera.
La strada scelta dall’Assessorato Regionale della Salute, conseguentemente sposata ed applicata dai vertici dell’Asp di Agrigento, è stata quella di una spalmatura dei posti letto Covid sui 4 ospedali ivi compreso la creazione degli afferenti posti di terapia intensiva.
Quindi, non la scelta di un Covid hospital, né ad Agrigento né a Sciacca né a Ribera né altrove, come invece per ingenerare preoccupazione si vuol fare passare nella opinione pubblica. Scelta che non poteva essere che questa alle condizioni esistenti oggettivamente, per assicurare una risposta di salute a tutti i cittadini della provincia di Agrigento e su tutto il territorio, da nord a sud della provincia. In tal senso, mi risulta, che ha avuto modo di esprimersi positivamente anche l’ordine dei medici.
Forse -dichiara Pullara- molti non comprendono che per assistere un paziente affetto da Covid 19 è necessario un approccio multidisciplinare perché lo stesso sviluppa complicanze non solo respiratorie ma anche neurologiche, nefrologiche/urologiche e cardiologiche. Da ultimo addirittura la patologia darebbe anche corso a complicanze di pertinenza oftalmiche.
Quindi, la strada scelta era l’unica perseguibile, tranne che non si vogliano creare dei lazzaretti affidandosi al buon Dio, per assistere al meglio i pazienti covid e no covid, prevedendo posti letto Covid negli ospedali che al meglio possono coniugare l’esigenza di avere le specialità di cui sopra congiuntamente ad un pronto soccorso attivo ed a pieno regime alla stessa stregua della radiologia e del laboratorio analisi.
Infatti la scelta di centralizzare tutto su un presidio che è nella mente di coloro i quali protestano è una idea scellerata per la cura del paziente poiché non solo non ha quelle specialità necessarie a curare il paziente Covid ma neanche la possibilità di crearle poiché mancano gli specialisti e il personale adeguato. Allora si potrebbero prendere dagli ospedali di Sciacca ed Agrigento, gli unici ad avere al loro interno queste specialità, sì certo e i pazienti no Covid con patologie neurologiche cardiologiche e nefrologiche dove vanno a curarsi, visto tra l’altro l’impossibilità di trovare medici specialisti per nuove assunzioni. Senza parlare della necessità, come si diceva, di attrezzare un pronto soccorso all’altezza nonché la radiologia ed il laboratorio analisi.
Quindi unica strada per assistere al meglio i pazienti Covid e no Covid è quella di prevedere posti letto Covid negli ospedali che al meglio possono coniugare le due esigenze. Pertanto, più posti letto sono stati previsti, come è logico, negli ospedali (Agrigento e Sciacca) più grandi e meglio attrezzati, e meno in quelli più piccoli (Canicattì e Licata). Questa come dicevo-aggiunge Pullara – è la scelta più logica e l’unica percorribile. Infatti se nel tempo si è deciso di rafforzare, con implementazione di risorse umane, strumentali, strutturali e specialistiche, due ospedali, i più grandi e meglio dislocati strategicamente, Sciacca e Agrigento, affinché fossero più degli altri erogatori di salute, è normale che nel momento del bisogno diano di più, diversamente se si dovessero tirare indietro viene da pensare che si è male investito perche si è fatto l’interesse di pochi e non di tutti. Questa ovviamente è una provocazione ma sarebbe seguire il filo logico di ragionamento avviato non da me ma da chi protesta, siano essi operatori interni che soggetti politici esterni.
Ed ancora mi pare veramente una stranezza tutta agrigentina, mi auguro non montata ad arte faziosamente ovvero chissà con quale scopo alla quale molti si sono accodati in buona fede, tutto questo clamore, poiché non mi sembra che, nel resto della Sicilia, ove si è seguito il medesimo schema, cioè posti letto in aree appositamente attrezzate ed isolate all’interno degli ospedali che avessero il maggior numero di specialità al fine di una migliore assistenza, ci siano state tutte queste polemiche. Allora la domanda sorge spontanea quale assistenza vorremo per noi o per i nostri cari qualora malauguratamente fossimo affetti dal coronvirus?!
A nulla serve come ho sentito e letto in giro sbandierare i casi di Codogno e Bergamo che nulla hanno a che vedere per un semplice e logico ragionamento: gli ospedali di Codogno e Bergamo sono diventati focolaio con le conseguenze che sappiamo poiché la malattia non era conosciuta, non c’era quindi un pre-triage specifico, non c’era un percorso diversificato in pronto soccorso. I pazienti Covid positivo e Covid negativo, poiché non a conoscenza, erano ricoverati in medesima stanza come è normale che sia per trattare la patologia di cui si è affetti. Qui da noi la situazione è completamente diversa: c’è il pre-triage, un percorso in PS dedicato, una degenza dedicata a prescindere dalla patologia da cui si è affetti, sarà lo specialista ad andare nell’area dedicata.
La scelta di spalmare i posti letto su tutti i presidi ospedalieri è stata quindi obbligata resa però ottimale da due fattori: l’aumento di posti letto covid sul territorio della provincia di Agrigento, e la presenza di posti covid, in appoggio al pronto soccorso. Quest’ultima situazione, stante che il paziente covid non è aprioristicamente conosciuto, aumenta la sicurezza e diminuisce il rischio di contagi all’interno dell’ospedale in quanto, nel caso di paziente sospetto valutato al pre-triage del pronto soccorso, la presenza di un’area dedicata e isolata nonché dei posti di terapia intensiva può determinare la salvezza di una vita ed evitare, appunto, un contagio ospedaliero.
Sulla vicenda a prescindere dalle eventuali repliche non interverrò, la querelle è durata troppo ed avrà annoiato tutti. Infatti, ho voluto esprimere la mia opinione, in linea con quella del governo e della sua maggioranza non essendoci stati interventi contrari, e ciò non per campanilismo. A Licata, dove vivo, sono previsti posti covid e non ci sono lamentele, né da parte mia né da parte di altri esponenti politici né da parte dei sanitari. Mi piacerebbe chiedere perché qualche collega si lamenta dei posti covid nella la città in cui vive e non delle altre città dove sono previsti, ivi compresa l’idea di Ribera, non percorribile poichè assolutamente inadeguata sotto ogni profilo.
Fermo restando tutto quanto sopra che è valido oggi ed a condizioni date e reali, ritengo che la sanità dopo questa esperienza che stiamo vivendo cambierà e bisognerà pensare ad essere pronti per il futuro ad evenienze di questo tipo che non ci dovranno cogliere impreparati, in tal senso penso all’aumento di posti per l’accesso alla facoltà di medicina e conseguentemente per l’accesso alle scuole di specializzazione discorso valido anche per le professioni sanitarie così come sul piano strutturale occorrerà pensare a strutture dedicate ma fornite di tutte le specialità ed attrezzature per la cura al meglio del paziente con altrettanta sicurezza per gli operatori.
Invito pertanto tutti- conclude Pullara- ad abbassare i toni, rientrando in un quadro di responsabilità più proprie ed ai sanitari della provincia e a quelli aziendali, cui va il mio ringraziamento, chiedo di remare insieme alla politica in un’unica direzione per superare al meglio questo periodo contingente ed assicurare un livello di cure elevato a tutti i pazienti.”
Gran lavoro nella Sala Blasco del Comune di Sciacca per la distribuzione dei buoni spesa (Interviste)
Sono in distribuzione i buoni spesa nella Sala Blasco del palazzo municipale di Sciacca. I beneficiari vengono direttamente contattati dalla Protezione Civile Comunale. Oltre 400 quelli già distribuiti su un numero di aventi diritto che supera i 1000.
Per informazioni si può telefonare ai numeri 0925-20111 o 0925-82197. Il numero WhatsApp 3480718758 deve essere utilizzato solo per l’invio delle istanze.
Questa mattina, in un’intervista a Risolu.it, il vice sindaco, Gisella Mondino, il responsabile della Protezione Civile comunale, Gianmarco Alì, e il dirigente, Aldo Misuraca, fanno il punto sull’attività.
Anche in ambito sanitario ci si laurea da casa, Eleonora Catania da oggi è un tecnico di radiologia medica
Come abbiamo visto in questi giorni di emergenza, le restrizioni dettate dal Governo a seguito della diffusione del Covid-19 non hanno fermato la didattica in tutti i suoi livelli e tanto meno gli esami di laurea.
Sono tanti i ragazzi che da casa, davanti lo schermo di un pc e senza la cerimonia maestosa di proclamazione, stanno affrontando uno dei momenti più importanti della loro vita: l’esame che permette di realizzarsi e acquisire il titolo per il quale si sono preparati con tanto sacrificio durante gli anni di vita universitaria. E così, come in ogni disciplina, anche molti studenti del settore sanitario, professioni molto richieste specie in questo periodo di emergenza, vivono il loro momento di gloria attraverso uno schermo.
Proprio stamattina, la saccense Eleonora Catania, moglie e mamma di un bimbo di 4 anni, si è laureata in Radiologia Medica per Immagini e Radioterapie, affrontando online la commissione d’esame del Dipartimento di Biopatologia e Biotecnologie Mediche con la tesi dal titolo: “Risonanza magnetica dell’addome superiore, tecniche di acquisizione con mezzo di contrasto epatospecifico”.
Alla neo dottoressa tanti auguri dalla nostra redazione.
Emergenza, controllo del territorio dei Carabinieri anche con l’ausilio di un elicottero
Sono in corso i controlli da parte dei Carabinieri in ordine alle disposizioni sulle misure di contenimento. Controlli che verranno intensificati anche nei prossimi giorni.
Questa mattina i carabinieri della Compagnia di Sciacca sono stati impegnati in attività di controllo anche con l’ausilio di un elicottero che ha sorvolato dall’alto diverse zone della citta’ di Sciacca. Impegnate anche volanti per diversi posti di blocco istituiti in punti strategici di snodo stradale.
Si stanno effettuando controlli mirati alle disposizioni di limitazione della circolazione e in concomitanza delle festività saranno rafforzati.



