Canicattì, notificati 12 avvisi di conclusione delle indagini per reati ambientali

I Carabinieri della Compagnia di Canicattì, al termine di un’articolata attività investigativa coordinata dalla Procura della Repubblica di Agrigento, hanno notificato 12 avvisi di conclusione delle indagini preliminari a carico di altrettanti soggetti ritenuti coinvolti in diverse condotte illecite legate alla gestione dei rifiuti.

Le indagini avrebbero permesso di documentare numerosi episodi di abbandono, deposito incontrollato, gestione non autorizzata e combustione illecita di rifiuti, anche speciali e pericolosi, avvenuti in contrada Buccheri, nell’agro del Comune di Canicattì.

Secondo la ricostruzione degli investigatori, gli episodi – diverse decine in pochi giorni – sarebbero stati commessi sia da privati cittadini sia da titolari di attività agricole o imprenditoriali, che avrebbero sversato materiali di varia natura per poi procedere alla loro combustione, in violazione delle norme previste dal Testo Unico Ambientale

Il quadro emerso dalle indagini delinea una gestione totalmente irregolare dei rifiuti, con potenziali gravi ripercussioni sull’ambiente e sulla salute pubblica.

L’azione dei Carabinieri si inserisce in un più ampio programma di monitoraggio del territorio e di contrasto agli illeciti ambientali, una delle priorità dell’Arma nell’ambito dell’impegno per la tutela delle comunità e del patrimonio naturale.

Santo Stefano Quisquina riconosciuto Comune virtuoso per la gestione finanziaria

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Santo Stefano Quisquina ottiene un importante riconoscimento dalla Regione Siciliana, che lo inserisce tra gli enti premiati per la gestione finanziaria attenta e sostenibile. Un risultato rilevante in un momento in cui molti Comuni dell’Isola affrontano situazioni di dissesto o predissesto, con ricadute dirette sulla qualità e sulla continuità dei servizi offerti ai cittadini.

Il Comune su distingue come comune virtuoso grazie a un percorso amministrativo che negli ultimi anni ha puntato sul recupero delle entrate, sulla trasparenza e sul rispetto rigoroso delle scadenze contabili, diventando un modello positivo nel panorama provinciale e regionale.

Premialità regionale e aumento delle entrate

L’Assessorato Regionale delle Autonomie Locali e della Funzione Pubblica ha assegnato al Comune una premialità di 81.438,06 euro, riconoscimento ottenuto grazie all’incremento del 16,72% nella riscossione dei tributi propri nel 2024.

Santo Stefano Quisquina è l’unico Comune della provincia di Agrigento a figurare nella lista degli enti premiati, dato che sottolinea ulteriormente la sua capacità di mantenere un equilibrio finanziario solido ed efficace.

Le misure adottate dall’amministrazioneL’amministrazione guidata dal sindaco Francesco Cacciatore ha lavorato su due fronti principali:

Potenziamento dell’attività accertativa

L’ente ha intensificato le attività di accertamento e recupero dell’evasione, ampliando il gettito e garantendo maggiore equità nei confronti dei contribuenti.

Approvazione tempestiva degli strumenti finanziari

Bilancio di previsione e rendiconto sono stati approvati entro i termini stabiliti dalla legge, un elemento fondamentale per dimostrare affidabilità amministrativa e rispetto delle norme contabili.

Cosa significa questo riconoscimento per il territorio

La premialità ottenuta rappresenta un risultato concreto che si tradurrà in ulteriori investimenti per il miglioramento dei servizi e in nuove opportunità di sviluppo sostenibile.

Per l’amministrazione, si tratta di un riconoscimento del lavoro svolto negli ultimi anni, costruito su pianificazione, prudenza e attenzione al bene pubblico.

Il sindaco Francesco Cacciatore sottolinea come questo traguardo appartenga all’intera comunità, che oggi può contare su un ente stabile, trasparente e pronto a programmare il futuro con maggiore serenità.

Il “premio” economico ricevuto conferma la validità del lavoro svolto e rafforza l’immagine di Santo Stefano Quisquina come comune virtuoso, capace di trasformare scelte strategiche in risultati tangibili per la comunità.

Caltabellotta, lavoratori in nero e gravi irregolarità: denunciato il titolare di un’azienda agricola

Quattro lavoratori completamente in nero e numerose violazioni in materia amministrativa e di sicurezza sul lavoro. È quanto emerso da un controllo eseguito dai carabinieri del Nucleo Ispettorato del Lavoro del comando provinciale di Agrigento in un’azienda agricola di Caltabellotta.

Gli accertamenti hanno evidenziato la totale assenza di sorveglianza sanitaria e la mancata formazione del personale impiegato. Per queste irregolarità, l’amministratore dell’azienda è stato denunciato alla procura della Repubblica di Sciacca.

Nei suoi confronti è stata inoltre comminata una maxi sanzione amministrativa di 21 mila euro.

Non si tratta della prima volta che nel territorio comunale di Caltabellotta si effettuano controlli di questo tipo. In passato, sono stati effettuati sgomberi degli alloggi comunali dove risiedevano parecchi immigrati senza permesso di soggiorno.

Dipendenti pubblici, liquidazione del TFR più veloce dal 2027: addio alla detassazione e perdita fino a 750 euro. Ecco perché

Arriva una novità importante per i dipendenti pubblici: dal 2027 il pagamento del TFR/TFS sarà più rapido, grazie a una nuova linea di credito che consentirà all’INPS di erogare fino a 50mila euro entro tre mesi dal pensionamento.
Tuttavia, ciò comporterà la perdita dell’agevolazione fiscale riconosciuta finora ai lavoratori in attesa della liquidazione. Secondo la CGIL, si tratta di “una beffa” che può costare fino a 750 euro.

Di seguito, tutti i dettagli sulla misura, i tempi, cosa cambia e perché molti lavoratori rischiano di perderci.


Che cosa prevede la nuova norma sul TFR/TFS dei dipendenti pubblici

All’interno del disegno di legge di Bilancio 2026, l’articolo 44 introduce una modifica rilevante:

Dal 1° gennaio 2027, il pagamento del TFR/TFS per alcune categorie di dipendenti pubblici verrà effettuato entro 9 mesi anziché 12.

La misura si applicherà nei casi di cessazione per:

  • raggiungimento dei limiti di età;
  • raggiunti limiti di servizio;
  • pensionamento per anzianità massima prevista dall’amministrazione.

La riforma risponde alla sentenza n.130/2023 della Corte Costituzionale, che aveva sollecitato un’accelerazione nella liquidazione delle indennità.


Come verrà pagato il TFR/TFS nel 2027

Non cambiano invece le modalità di erogazione:

  • fino a 50.000 euro: pagamento in un’unica soluzione
  • da 50.000 a 100.000 euro: pagamento in due rate annuali
  • oltre 100.000 euro: pagamento in tre rate annuali

La differenza riguarda esclusivamente i tempi di attesa, ridotti a 9 mesi.


Perché i lavoratori perderanno fino a 750 euro: addio alla detassazione

Proprio questi tempi più brevi comportano un effetto inatteso: l’azzeramento dello sconto fiscale introdotto dal DL 4/2019, che prevedeva una riduzione dell’imposta sul TFR in base al ritardo nel pagamento.

Le aliquote di sconto erano:

  • -1,5 punti dopo 12 mesi
  • -3 punti dopo 24 mesi
  • -4,5 punti dopo 36 mesi
  • -6 punti dopo 48 mesi
  • -7,5 punti dopo 60 mesi

Poiché il nuovo limite è di 9 mesi, nessuna riduzione fiscale sarà più applicabile.
Il risultato: una perdita media stimata tra 500 e 750 euro, variabile in base all’importo della liquidazione.


Quanti lavoratori saranno interessati

Secondo la Relazione tecnica alla Manovra 2026:

  • 30.122 dipendenti pubblici andranno in pensione nel 2027 con diritto alla liquidazione entro i nuovi tempi.
  • L’eliminazione dello sconto fiscale genererà per lo Stato un maggior gettito di 22,6 milioni di euro.

La posizione della CGIL: “Una beffa per i lavoratori pubblici”

Il sindacato critica fortemente la misura:

  • da un lato si accelerano i pagamenti (attesi da anni),
  • dall’altro si eliminano i benefici fiscali che compensavano l’attesa.

Secondo la CGIL, il risultato è un taglio indiretto sull’importo del TFR, che penalizza soprattutto chi percepisce liquidazioni più modeste.


Che cos’è il TFR e dove può essere destinato

Ricordiamo che il TFR è una quota del compenso maturata annualmente e accantonata per essere pagata alla fine del rapporto.

Nei primi 6 mesi di assunzione, il lavoratore può scegliere se:

  • destinare il TFR a un fondo pensione complementare;
  • lasciarlo in azienda (o nella PA);
  • non esprimere scelta (in questo caso confluisce automaticamente alla forma collettiva prevista).

Conclusioni

La riforma del 2027 accelera i tempi, risponde a una richiesta della Corte Costituzionale e libera risorse, ma cancella un’agevolazione fiscale vantaggiosa, con un impatto economico che molti dipendenti rischiano di sentire sulla propria liquidazione.

Nei prossimi mesi, il dibattito politico e sindacale continuerà, anche perché la misura dovrà essere confermata nel testo definitivo della legge di Bilancio.

Rassegna teatrale a Menfi: debutta “A Night of Christmas”

La nuova rassegna teatrale a Menfi per la stagione 2025/2026 prende ufficialmente il via sabato 6 dicembre con un debutto pensato per inaugurare nel segno dell’emozione e della qualità artistica. L’auditorium del Centro civico ospiterà infatti “A Night of Christmas”, un concerto natalizio che unisce lirica e swing in un percorso musicale capace di anticipare l’atmosfera delle festività e di avviare il nuovo cartellone culturale del Comune di Menfi.

L’iniziativa è organizzata dal Comune in collaborazione con la Fondazione Inycon e con la supervisione artistica di Costanza Amodeo, che ha curato la linea stilistica dell’intera rassegna teatrale a Menfi per offrire al pubblico un calendario ricco, vario e in dialogo con le diverse anime del territorio.

Il concerto inaugurale porterà sul palco arie d’opera note e brani swing dal repertorio natalizio, con un’interpretazione pensata per valorizzare sia la tradizione lirica sia l’energia del genere americano.

Biglietti e informazioni utili

I biglietti per “A Night of Christmas” sono già disponibili online sulla piattaforma TicketSms e presso il punto vendita Tabacchi Mistretta, in via Inico 188 a Menfi. La scelta di attivare la prevendita anticipata risponde alla volontà dell’amministrazione di garantire un accesso semplice e immediato agli spettacoli della rassegna teatrale a Menfi, così da favorire la partecipazione di residenti, appassionati e visitatori.

Programmazione e abbonamenti

Nei prossimi giorni sarà pubblicato anche il calendario completo degli appuntamenti della stagione 2025/2026, che offrirà la possibilità di sottoscrivere un abbonamento a 35 euro per seguire l’intera programmazione teatrale.

La decisione di proporre un costo contenuto punta a incentivare la fruizione culturale e a sostenere una partecipazione diffusa, in linea con il progetto di valorizzazione del Centro Civico come polo culturale stabile della città.

Un progetto condiviso

Il Comune di Menfi, la Fondazione Inycon e gli artisti coinvolti sottolineano il valore del pubblico come elemento centrale della rassegna. Le iniziative sono pensate per costruire un rapporto costante con gli spettatori e per trasformare la stagione in un appuntamento riconoscibile e identitario nel panorama culturale locale.

La rassegna teatrale a Menfi si presenta così come un percorso che unisce musica, teatro e comunità, aprendo la stagione con un evento capace di annunciare, fin dal primo appuntamento, un anno ricco di emozioni e di proposte artistiche.

Operazione antidroga nel Ragusano: 14 arresti tra Vittoria e Ragusa

Nelle prime ore di questa mattina i Carabinieri della Compagnia di Vittoria, insieme alla Squadra Mobile della Polizia di Ragusa, hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip del Tribunale di Catania.

Il provvedimento riguarda 14 indagati, ritenuti coinvolti – a vario titolo – in associazione per delinquere finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti, traffico di droga e detenzione e porto illegale di armi.

L’operazione rappresenta l’esito di un’articolata attività investigativa coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia della Procura di Catania, che da mesi monitora i presunti movimenti del gruppo attivo nel territorio ipparino e nel resto della provincia.

Le persone coinvolte sono ora a disposizione dell’autorità giudiziaria, che proseguirà con gli interrogatori e le successive fasi procedurali.

Obbligo di dimora per il giovane di Sciacca dopo il sequestro di 90 mila euro e hashish

Il pm ha chiesto la conferma dei domiciliari, l’indagato si è avvalso della facoltà di non rispondere e il gip, Dino Toscano, ha convalidato l’arresto e disposto per F.T, di 30 anni, di Sciacca, agricoltore, l’obbligo di dimora con prescrizione di rimanere a casa dalle 21 alle 7 e di presentazione tre volte alla settimana al Commissariato di polizia.

E’ andata così l’udienza di convalida, al palazzo di giustizia di Sciacca, per il giovane trovato in possesso di oltre 90 mila euro in denaro contante e 18 grammi di hashish, saltati fuori durante una perquisizione nell’abitazione e in un magazzino.

Il trentenne, che è assistito dall’avvocato Francesco Graffeo, ha lasciato così gli arresti domiciliari.

E’ indagato per detenzione al fine di spaccio di sostanze stupefacenti, cocaina e hashish, ma anche per tentata estorsione e per l’incendio di un’auto.

Per questi reati è indagato in concorso con un altro giovane di Sciacca.

La tentata estorsione riguarderebbe la richiesta di pagamento di una somma di 200 euro per l’acquisto di cocaina, mentre l’incendio di un’auto al solo fine di danneggiare la vettura.

Nella foto, l’avvocato Francesco Graffeo

Crisi politica, Termine: “Stiamo ragionando, la mozione di sfiducia non mi spaventa” (Video)

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“Abbiamo preso un impegno con i cittadini di Sciacca e lo dobbiamo portare avanti fino alle fine”. Così Fabio Termine stasera archivia la possibilità di dimissioni e si mostra intenzionato a portare avanti il suo mandato.

A spaventarlo non è neanche la possibile mozione di sfiducia che la crisi politica delle ultime settimane ha riportato come tema di grande attualità in aula consiliare, ma sempre in potenza perché di fatto le opposizioni in tal senso hanno dato pochi segnali. “Fin dal primo giorno – ha ribattuto Termine – la mozione e’ stata un tema non avendo la maggioranza”.

Ma preferisce non commentare la conferenza stampa di sabato dei suoi tre ex assessori rinviando ad altro tempo la sua analisi, così come glissa sul possibile azzeramento della giunta. Leonte pare che non si tocchi.

“Ora e’ tempo di portare a conclusione – ha affermato – un ragionamento politico. Si sta facendo un ragionamento con l’intervento di tanti soggetti. L’importante e’ tornare a parlare per poi vedere che tipo di ragionamento si può fare”.

Ultime dichiarazioni del sindaco con questa apertura verso “tanti soggetti” che accreditano le indiscrezioni delle ultime ore di un possibile sostegno dei consiglieri Alberto Sabella e Nino Venezia, in fuga dalla Dc e pronti ad entrare in giunta con un esponente da loro designato.

Se così dovesse essere, Termine il 27 parteciperebbe al direttivo Pd convocato per quel giorno cercando in extremis un’ultima possibilità di dialogo per proseguire in ogni caso anche con una giunta di più sua stretta fiducia. Non ci sono indicazioni contrarie che l’intenzione e’ tutta quella di proseguire con o senza “i catanzariani”.

Intesa Sanpaolo, ampio palinsesto di iniziative contro la violenza di genere

MILANO (ITALPRESS) – In occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, Intesa Sanpaolo organizza un ampio palinsesto di iniziative su tutto il territorio nazionale per diffondere una maggiore consapevolezza sulla violenza di genere.
Tutte le sedi di Gallerie d’Italia a Milano, Napoli, Torino, Vicenza propongono visite guidate tematiche.
A Napoli, “Matrone ed etère, sante e modelle” è il titolo della visita guidata proposta dalle Gallerie d’Italia di via Toledo per il 25 novembre: un tour che traccia la storia dell’emancipazione femminile attraverso le figure e i volti di donne che animano le opere del museo. Proprio recentemente alle Gallerie d’Italia – Napoli è stata inaugurata la mostra Donne nella Napoli spagnola. Un altro Seicento, interamente dedicata al ruolo delle donne nelle arti del Seicento a Napoli. Il percorso prende avvio con figure di artiste ‘forestierè come Lavinia Fontana e Fede Galizia, per proseguire con Artemisia Gentileschi, di cui si presentano importanti dipinti mai esposti in Italia, e con il breve passaggio in città di Giovanna Garzoni. Ampio spazio è inoltre dedicato alla personalità della napoletana Diana Di Rosa, detta «Annella di Massimo», autentico alter ego di Gentileschi. Una sezione è dedicata alle “dive” napoletane: Adriana Basile, cantante di fama internazionale, e Giulia De Caro, il cui percorso da prostituta a impresaria teatrale è emblematico di riscatto e emancipazione. La mostra valorizza figure anche meno note, come Teresa Del Po, pittrice e miniatrice, o la ceroplasta Caterina De Iulianis, quest’ultima posta in dialogo con la grande scultrice del barocco andaluso Luisa Roldàn.
Alle Gallerie d’Italia – Torino, la visita guidata tematica “Contro la violenza sulle donne tra passato e presente” del 25 novembre coinvolge la collezione permanente del museo tra piano nobile e Archivio Publifoto.
Le Gallerie d’Italia – Vicenza propongono, il 25 novembre, la visita guidata gratuita “Donne d’altri tempi”, una riflessione sul ruolo della donna nelle società del passato.
Alle Gallerie d’Italia – Milano lo scorso 20 novembre è stata organizzata “Voci dal silenzio”, visita guidata a tema, in collaborazione con Centro Antiviolenza Se.D., una realtà di Farsi Prossimo Onlus e Caritas Ambrosiana per studenti, operatori del settore e per la cittadinanza. Le opere d’arte della collezione permanente di Intesa Sanpaolo diventano punto di partenza per riflettere su stereotipi, discriminazioni e dinamiche di sopruso ancora presenti nella nostra società. Due le voci narranti: una persona esperta di storia dell’arte che accompagna il gruppo nella lettura critica delle opere e una persona dei centri antiviolenza che porta la sua testimonianza reale, offrendo uno sguardo concreto sulle esperienze di chi affronta la violenza ogni giorno.
Mercoledì 26 novembre alle 18:00, il Museo del Risparmio di Intesa Sanpaolo organizza l’evento “Love bombing, romance scam e violenza economica”, per approfondire alcune tra le principali forme di abuso psicologico che possono sfociare in dipendenza economica. Ne è un esempio il love bombing, tattica manipolativa in cui la vittima viene sommersa di attenzioni e regali in modo eccessivo, specialmente nelle fasi iniziali di una relazione, tanto da poterla indurre a rinunciare alla propria autonomia, anche economica. Spesso, inoltre, la condotta del love bomber è mossa dal desiderio di realizzare un profitto, attraverso il sempre più diffuso fenomeno delle truffe amorose o romantiche, in inglese romance scam. Il Museo del Risparmio continua da anni a erogare corsi di formazione alle associazioni di accoglienza e ai centri antiviolenza (CAV). Migliaia le donne coinvolte nel 2025, anche grazie all’accordo con la Regione Puglia, attraverso percorsi di alfabetizzazione finanziaria dedicati alle fasce socialmente vulnerabili, con particolare attenzione alle donne vittime di violenza. Il progetto punta a fornire alle donne accolte nei CAV strumenti concreti di empowerment economico e sociale, fondamentali per riconquistare autonomia e libertà”.
Intesa Sanpaolo aderisce alla campagna “Il mondo bancario per l’autonomia finanziaria ed economica delle donne”, un’iniziativa aperta a tutto il mondo bancario, promossa da ABI e Federcasse, nell’ambito del progetto “Una donna, un lavoro, un conto” avviato dal Corriere della Sera sul territorio di Milano anche con Assolombarda e Confcommercio e il supporto dei sindacati e le associazioni dei consumatori.
Intesa Sanpaolo ha da tempo messo in campo numerose iniziative rivolte alle proprie persone: tra queste la possibilità di accedere a un supporto psicologico con un servizio di ascolto e di prima informazione legale per tutte le persone coinvolte in un episodi di molestia sessuale e, dal 2021, una policy specifica di contrasto delle molestie e di diffusione della cultura del rispetto e dell’inclusione.
Il Gruppo sostiene inoltre le organizzazioni non profit impegnate in questo ambito, tra cui l’Associazione D.i.Re – Donne in Rete contro la Violenza con cui collabora per garantire ospitalità in Case Rifugio alle donne vittime di violenza e l’Associazione Casa Betel 2000 Onlus nelle sue attività quotidiane di accoglienza delle donne fragili. La Casa di Accoglienza sita a Brescia si articola in due strutture, Comunità di Vita, destinata all’accoglienza di donne in stato di fragilità, sia vittime di tratta degli esseri umani a scopo di sfruttamento sessuale, sia in situazione di disagio e Casa Rifugio, destinata a donne vittime di violenza, con o senza figli minori, per offrire loro protezione ed accoglienza presso una struttura a indirizzo segreto. Attraverso il Fondo di Beneficenza in capo alla Presidenza, dal 2019 sono stati supportati 185 progetti sociali con un focus al contrasto della violenza di genere per circa 6,5 milioni erogati”.
Intesa Sanpaolo è socia sostenitrice dell’Associazione PARI, nata nel 2025 con l’obiettivo di intervenire in modo strutturato per costruire una cultura contro la violenza di genere attraverso una rete che coinvolge aziende e organizzazioni, per promuovere un cambiamento culturale che parta dai luoghi di lavoro.
Il Gruppo ha aderito all’Accordo per le donne vittime di violenza tra ABI e i principali sindacati: per le donne inserite nei percorsi certificati di protezione, che si trovino in difficoltà economica, prevede la sospensione del pagamento della quota capitale dei mutui e dei prestiti personali per 18 mesi. La Banca ha previsto anche la sospensione dell’intera rata per offrire un maggior supporto.
Intesa Sanpaolo ha inoltre sottoscritto il Protocollo d’Intesa tra il Ministero per la Famiglia, la Natalità e le Pari Opportunità e l’ABI per la prevenzione e il contrasto della violenza contro le donne favorendo anche iniziative di formazione e informazione per sostenere l’inclusione finanziaria e il superamento delle differenze legate al genere.

– foto IPA Agency –

(ITALPRESS).

Ultimo saluto di Milano a Ornella Vanoni, la nipote Camilla intona “Senza fine”

MILANO (ITALPRESS) – Oggi, a Milano, l’ultimo saluto per Ornella Vanoni. I funerali della cantante si sono svolti nella chiesa gremita di San Marco, nel quartiere di Brera. Il feretro, su cui era appoggiata una grande composizione di fiori gialli, è stato accolto da un lungo applauso mentre veniva trasportato all’interno della chiesa. Fuori dalla porta, le corone di fiori della conduttrice Maria De Filippi, dell’artista Francesco Vezzoli, del Piccolo Teatro, di Pier Silvio Berlusconi e Silvia Toffanin e del cantante Mahmood con la scritta “delle stelle la tua voce presente”. Ai piedi dell’altare, diversi mazzi di fiori e cuscini e, tra questi, anche il cuscino di rose gialle da parte di Gino Paoli. Tra i presenti alla cerimonia funebre, seduti tra le prime panche, oltre ai figli e ai nipoti della cantante, c’erano il cantante Ron, il sindaco di Milano Giuseppe Sala, il presidente del Senato, Ignazio La Russa, il sottosegretario Gianmarco Mazzi, i conduttori Fabio Fazio e Luciana Littizzetto, la produttrice discografica Mara Maionchi, la cantante Dori Ghezzi, il cantautore Roberto Vecchioni, la cantautrice Gianna Nannini, la cantante e conduttrice Iva Zanicchi, l’assessore alla Cultura di Milano Tommaso Sacchi, il ministro dell’Università e della Ricerca, Anna Maria Bernini, il questore di Milano, Bruno Megale e il prefetto di Milano, Claudio Sgaraglia. Presenti in chiesa per l’ultimo saluto anche molti cittadini. A celebrare la funzione è stato don Luigi Garbini, che ha aperto la sua omelia dicendo: “Ti benedico e ti ringrazio o Padre del cielo e della terra perchè ci hai dato Ornella”. Se pensiamo infatti a quello che rappresentano le canzoni per la nostra esistenza, non musica soltanto ma, come lei ha detto, “parole sulle note”, scopriamo che in quelle parole sulle note ci siamo tutti. L’universale diventa singolare e viceversa”. “Le canzoni diventano veri e propri ritornelli della vita, “momenti di essere” – per dirla con Virginia Woolf – o viceversa irruzioni insopportabili, inudibili, non più ascoltabili perchè legati a momenti a volte cruciali e troppo densi della nostra vita. Le canzoni sono come dei lumini, quelli che mettiamo nei nostri altari, che sono lì a muovere la loro fiammella, continuando a rappresentarci anche quando noi non ci siamo – ha proseguito – . Se pensiamo a questo ci rendiamo conto quanto la vita artistica di Ornella sia così dentro la nostra esistenza da non riuscire neanche più a scinderla dalla nostra storia personale e, in senso più generale, dalla storia culturale italiana. Quasi un secolo di vita passata dentro il teatro, la televisione, il cinema e la canzone. Ed in tutti i casi ­- come ha osservato Gino Castaldo – è sempre stata la musica ad impossessarsi di lei. Sappiamo bene che i posseduti sono come dei tarantolati, non possono opporsi al “morso” della musica. Ornella è stata posseduta dall’inizio della sua vita alla fine. Ma questa fine che viviamo oggi in realtà è un nuovo inizio”. Don Luigi Garbini ha poi sottolineato che “il primo tratto prezioso della spiritualità di Ornella è proprio la sua fragilità, mediata dallo strumento della sua voce, di una affabulazione malinconica: Ornella ha detto più volte di essere andata in pezzi nella sua esistenza (“ho sbagliato tante volte ormai che lo so già”), e in “Domani è un altro giorno” ricorda che i bilanci non quadrano mai. Il fatto è che laddove c’è la fragilità, c’è anche la sincerità. E’ questo il guaio! E i veri artisti sono tutti in equilibrio su una emozione. Ma la fragilità è certamente la garanzia di ogni vera creazione. Senza una fragilità, senza un dolore, senza un fallimento, non ci può essere arte”. Perchè “ci sono i ragionieri dell’arte certo (senza offesa per i ragionieri ovviamente), ma senza creazione e senza sincerità. Credo che si possa dire che anche la depressione – di cui ha coraggiosamente parlato Ornella – sia stato un luogo dello spirito, un fallimento, un andare in pezzi che produce una creatività tipica dello spirito contemporaneo. C’è tanta sincerità, tanta creatività che aspetta di essere raccolta dalla depressione contemporanea”. “In questo quadro di fragilità – ha concluso don Garbini – allora le canzoni diventano quel “giogo leggero” di cui parla il Vangelo, un tentativo di ricostruzione, dopo che tutto è andato in pezzi. E allora, come ha cantato Ornella, le parole sulle note diventano realmente la migliore compagnia. E’ qui che entra in gioco il pragmatismo e l’ironia, in una parola la libertà di Ornella, che sono infondo l’altra faccia della sua fragilità. E’ qui che abbiamo avuto modo di raccogliere ed apprezzare il suo stile leggero, diretto, direttissimo che ha bucato tutti gli schermi, facendocela sentire una di noi. Leggerezza non vuol dire vuoto, anzi i suoi testi sono molto pieni, pieni di esistenza, facendoci entrare anche noi nelle storie da lei raccontate”. Durante la cerimonia, ha suonato Paolo Fresu, grande amico della cantante. Dopo l’omelia, il trombettista jazz ha interpretato la canzone “L’appuntamento” di Vanoni, mentre la nipote Camilla ha intonato il verso “Senza fine, sei un attimo senza fine” della canzone “Senza fine”. Al termine della cerimonia, il feretro, trasportato fuori dalla chiesa, è stato salutato da un altro lungo applauso, mentre i cittadini presenti all’esterno urlavano “Ciao Ornella”. “Era un’amica straordinaria, bisognerebbe ricordarla tutti i giorni, tutte le città dovrebbero farlo. Lei era Milano, però tutte le città devono inchinarsi a una sensibilità di questo tipo, una grandezza di questo tipo, una bontà di questo tipo”, ha detto Roberto Vecchioni, all’uscita della chiesa. “Voi pensate che tutte le sere chiamava per chiedere come stavamo, tutte le sere, soprattutto per mia moglie, chiamava mia moglie per i suoi dolori. Aveva una voglia di far del bene, di aiutare, di sentire le cose degli altri – ha ricordato – . Era altri, non era solo se stessa, era veramente una milanese, da questo punto di vista aveva lo spirito di Milano per tutti. Poi non so che cos’altro dire, io non ho mai sentito nessuno cantare come lei, ho fatto cantare tante di quelle cantanti, ma come lei nessuno. E’ indimenticabile, la si riconosce subito. Le altre urlano tutto, si confondono, lei no, lei fa vincere la voce, uso il presente perchè per me è così. Meno male che ci sono i dischi, meno male che c’è la radio”. “Ma tenetelo presente – ha concluso Vecchioni – perchè questo è un anniversario che dobbiamo fare tutti gli anni, perchè Milano ha avuto dei grandi personaggi e lei è una di quelli. Va ricordata sempre, per la musica, per la bellezza, per lo charme, per la capacità di sedurre, nel senso buono, tutti quanti”. Fra ieri e oggi, circa 9mila persone hanno visitato la camera ardente di Ornella Vanoni al Teatro Piccolo di Milano. Lo ha annunciato l’assessore alla Cultura del Comune, Tommaso Sacchi, a margine della cerimonia funebre. “Questo innanzitutto è il tributo che Milano ha dedicato alla sua Ornella, che era un pezzo di Milano. La città perde una delle sue anime culturali. Vedere il Teatro Piccolo in questi giorni è stato veramente un’emozione”. (ITALPRESS).

Foto: xm4