“Dobbiamo rimboccarci le maniche e guardare al cammino che ci sta davanti, mi auguro per questo territorio una voglia insanabile di riscatto”. Lo ha detto l’Arcivescovo di Agrigento, monsignor Francesco Montenegro, durante l’incontro con la stampa per il suo messaggio di Natale.
“Abbiamo bisogno di
scuoterci tutti da un torpore che sembra calato in modo impietoso sulle nostre
città”, ha aggiunto.
“Ovunque si colgono i
segnali di una grave depressione sociale, di una preoccupante stagnazione
economica, di una rassegnazione diffusa che spinge a gettare la spugna. A tutto
ciò dobbiamo reagire. Il ricordo della nascita del Bambino Gesù in una notte
buia di oltre duemila anni fa, in una stalla angusta e puzzolente ci deve
rafforzare nella certezza che non ci sono contesti sociali, momenti bui, fasi
critiche in cui Dio non possa nascere. E se permettiamo a Dio di nascere nel
profondo della nostra vita allora conosceremo una rinascita dall’alto – ha continuato
il Cardinale – e troveremo la forza di affrontare la notte, di reagire a tutti
coloro o a quei sistemi di pensiero che ci vogliono far rimanere nelle tenebre,
di tirare fuori il coraggio che serve per dire a noi stessi e agli altri che
non è finita e che non ci stancheremo di lottare. Rinascere dall’alto non vorrà
dire pretendere che i problemi si risolvano dall’oggi al domani ma avere un
atteggiamento diverso, una volontà più forte, un coraggio più marcato per affrontarli”.
“Forse, se
intraprenderemo la rinascita dall’alto, troveremo il coraggio di aiutare chi è
caduto nella dipendenza da gioco d’azzardo, o chi non riesce a uscire fuori
dall’uso di sostanze o di alcool. Rinati dall’alto sapremo indirizzare parole equilibrate
a chi vive crisi familiari o di coppia, riusciremo a dire che l’amore può
rifiorire anche dopo una tempesta; sapremo reagire a chi ancora pretende di
tenerci con il cappio al collo chiedendoci di pagare pizzo o chi si approfitta
di una posizione di forza. Rinati dall’alto impareremo a guardare con carità
ogni fratello immigrato pensando che siamo tutti fratelli e, in particolare noi
siciliani, siamo un popolo di emigranti, di gente che sa cosa vuol dire
scappare di casa per un pezzo di pane. E se proviamo a vedere così il Santo
Natale – ha concluso il Cardinale Montenegro – spogliandolo finalmente di tutto
ciò che è inutile e superfluo, allora sarà per tutti e per ciascuno un “vero”
Natale”.