Paradise Luxury Rooms & Spa: charme e modernità nello storico quartiere San Michele di Sciacca

Nel suggestivo quartiere di San Michele, una delle zone più antiche della città, apre le porte Paradise Luxury Rooms & Spa, una nuova struttura ricettiva pensata per chi cerca comfort, eleganza e relax durante il proprio soggiorno a Sciacca.

Situata in Via Scaglione Cortile Liotta 314, la struttura offre tre camere curate nei minimi dettagli, con arredi moderni, illuminazione LED e soluzioni pensate per soddisfare ogni esigenza di viaggio.

Camere uniche per un’esperienza esclusiva

Ogni camera di Paradise Luxury Rooms & Spa è diversa e pensata per regalare un’esperienza particolare:

  • Camera con cucina, ideale per chi desidera un soggiorno indipendente con la possibilità di preparare i propri pasti.
  • Camera con vasca idromassaggio, perfetta per un soggiorno romantico o per chi vuole concedersi un momento di puro benessere.
  • Camera con terrazzino solarium, dove rilassarsi sotto il sole siciliano e vivere la pace del centro storico.

Ospitalità giovane e autentica

La struttura è gestita da Giovanni, un giovane imprenditore di 21 anni che ha deciso di investire nella sua città per offrire agli ospiti un’accoglienza autentica, con un tocco moderno e innovativo.

Nel cuore del quartiere di San Michele

Paradise Luxury Rooms & Spa si trova nel quartiere di San Michele, tra i più antichi e caratteristici di Sciacca. Questo storico rione è noto per le sue chiese e per il fascino delle sue viuzze, testimonianza di un passato che ancora oggi si respira passeggiando tra le stradine. Una posizione ideale per chi desidera scoprire la vera anima della città, a pochi passi da piazze, botteghe artigiane e chiese barocche.

Prenotazioni e contatti

Per informazioni e prenotazioni:
📍 Via Scaglione Cortile Liotta 314, Sciacca (AG), Italy
📞 +39 331 171 5707

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Favara, falsa segnalazione su Marianna Bello: individuata la donna che ha chiamato il 112

Un’improvvisa segnalazione ha scatenato, nella tarda mattinata di oggi, momenti di grande confusione e speranza tra Favara e Agrigento. Una telefonata al numero unico d’emergenza, il 112, ha riferito che “Marianna Bello sta bene, parla con un uomo”.

La notizia, diffusa rapidamente sui social e in paese, è sembrata per alcuni minuti il segnale del tanto atteso “miracolo”: la trentottenne scomparsa da giorni sarebbe stata finalmente ritrovata. Video e foto di carabinieri e vigili del fuoco in movimento hanno contribuito ad alimentare la convinzione che la segnalazione fosse fondata.

In realtà, le pattuglie dell’Arma e i soccorritori stavano soltanto verificando la chiamata, che si è poi rivelata completamente falsa.

Come spesso accade in questi casi, il “tam tam” di voci incontrollate ha fatto il resto: alcuni hanno addirittura parlato di un presunto ritrovamento della donna “coperta di fango”, circostanza smentita dalle autorità e che ha causato ulteriore dolore ai familiari di Marianna Bello.

La persona che ha effettuato la telefonata è stata identificata dalla polizia di Stato durante i controlli per l’ordine pubblico a Favara.

La donna, residente in paese, è stata condotta alla tenenza dei carabinieri e, con ogni probabilità, verrà denunciata alla Procura per procurato allarme.

Le ricerche di Marianna Bello, intanto, proseguono senza sosta, con il coordinamento delle forze dell’ordine e il supporto dei volontari impegnati sul territorio.

Bonus ristrutturazioni 2026: detrazione al 50% confermata sulla prima casa, ma si riducono gli anni per recuperarla

Novità in arrivo per il bonus ristrutturazioni nel 2026: il Governo valuta la proroga della detrazione al 50% per i lavori sulla prima casa, ma con una modifica importante: il recupero fiscale avverrà in 5 anni e non più in 10. Ecco cosa cambia, chi può beneficiarne e cosa accadrà senza nuove proroghe.

Bonus ristrutturazioni 2026 confermato al 50%: cosa prevede la nuova misura

Secondo le anticipazioni sulla Legge di Bilancio 2026, il Governo starebbe per confermare il bonus ristrutturazioni al 50% sulla prima casa, scongiurando così il ritorno automatico al 36% previsto dalla normativa attuale.

La principale novità riguarderebbe però i tempi di recupero del beneficio: la detrazione non sarebbe più spalmata in 10 anni, ma in soli 5 anni, permettendo ai contribuenti con sufficiente capienza IRPEF di ottenere un ritorno fiscale più rapido.

Detrazione 50% su spese fino a 96.000 euro
Recupero in 5 anni anziché 10
Valido anche per inquilini e familiari conviventi

Cosa succede se il bonus non viene prorogato?

In assenza di una proroga ufficiale entro fine 2025, dal 1° gennaio 2026 scatterebbero automaticamente le riduzioni previste dalla legge:

  • Prima casa: detrazione ridotta dal 50% al 36%
  • Altre abitazioni: dal 36% al 30%
  • Tetto di spesa ridotto progressivamente fino al 2033

Solo dal 2034, salvo nuove modifiche, si tornerebbe alla detrazione base del 36%, ma con un massimale dimezzato rispetto a quello attuale.

Perché si parla di recupero in 5 anni?

L’ipotesi di accorciare il recupero fiscale da 10 a 5 anni nasce dalla volontà di rendere il bonus più efficace e vantaggioso nel breve periodo. Tuttavia, questo cambiamento potrebbe penalizzare chi ha un’imposta lorda bassa, rendendo difficile usufruire delle quote annuali maggiorate.

ℹ️ Il recupero in 5 anni può essere più vantaggioso per chi ha un IRPEF elevata, ma meno accessibile per redditi bassi.

Impatto economico e coperture: i nodi ancora aperti

La conferma del bonus ristrutturazioni con aliquota al 50% e recupero in 5 anni, insieme alla proroga di altre agevolazioni edilizie (come ecobonus e bonus mobili), comporterebbe per lo Stato una spesa stimata di 2 miliardi di euro.

Per questo motivo, la copertura finanziaria è ancora oggetto di confronto tra Ministero dell’Ambiente e Ministero dell’Economia. In passato, il recupero in 10 anni è stato scelto proprio per diluire nel tempo l’impatto sul bilancio pubblico.

Ecobonus, sismabonus e bonus mobili: futuro incerto

Oltre al bonus ristrutturazioni, anche altri incentivi potrebbero subire modifiche:

  • Ecobonus e sismabonus: rischio riduzione al 30% nel biennio 2026–2027
  • Bonus mobili ed elettrodomestici: conferma incerta oltre il 2025 (tetto attuale 5.000 euro)
  • Caldaie a gas: escluse dall’ecobonus in ottica di transizione ecologica

Perché questi bonus sono così importanti?

Gli incentivi edilizi non aiutano solo i singoli cittadini: stimolano l’intero comparto edile, spingono alla riqualificazione degli immobili e sostengono l’economia. Una riduzione delle aliquote potrebbe rallentare i progetti delle famiglie proprio in un periodo di revisione più ampia dei bonus fiscali.


✅ In sintesi:

  • Bonus ristrutturazioni 2026: detrazione al 50% confermata per la prima casa
  • Recupero in 5 anni per rendere il vantaggio più rapido
  • Senza proroga si torna al 36% dal 1° gennaio
  • Futuro incerto per ecobonus, sismabonus e bonus mobili
  • Spese ammissibili: fino a 96.000 euro per unità abitativa

Sanzioni contro studenti in sciopero ad Agrigento, Iacono: “Leso il diritto di manifestare”

L’Istituto Leonardo di Agrigento ha scelto di sanzionare gli studenti che hanno partecipato alla manifestazione a sostegno di Gaza e contro il genocidio del popolo palestinese. Una scelta che viene contestata dalla parlamentare agrigentina Giovanna Iacono.

“E’ lesiva – scrive in una nota – del diritto costituzionale a manifestare e aderire a forme legittime e pacifiche di protesta”.

“Una scuola – aggiunge – che reprime il dissenso e il diritto alla partecipazione contraddice il suo compito educativo. Invece di sanzionare, l’istituzione scolastica dovrebbe promuovere il dibattito critico, il confronto consapevole e il rispetto delle idee – aggiunge la parlamentare -. Mi appello al buon senso della dirigente scolastica, perché revochi la sanzione imposta e consenta il rientro libero degli studenti alle attività scolastiche. Presenterò un’interrogazione parlamentare al ministro Valditara perché ci spieghi le ragioni di questa decisione e per sollecitare a un impegno futuro che impedisca misure repressive analoghe, riconoscendo la legittimità della partecipazione studentesca alle manifestazioni democratiche e pacifiche.
Ribadisco il bisogno urgente di una cultura scolastica che valorizzi la partecipazione democratica, il pensiero critico e la responsabilità civica. Sarebbe un segno di una comunità scolastica matura e che non teme il dissenso”.

“Vogliamo attenzione alla flotta di Sciacca, tra le più grandi del Mediterraneo”, Di Paola a Bruxelles per la pesca (Video)

Sciacca ha partecipato, insieme alle altre marinerie siciliane, all’incontro con il Commissario europeo alla Pesca, Kostas Kadis, per discutere del futuro del comparto ittico regionale, segnato da anni da una profonda crisi.

All’incontro, che si è svolto nella sede delle istituzioni europee, era presente anche l’ex sindaco di Sciacca, Fabrizio Di Paola, in rappresentanza della flotta locale.

“La flotta di Sciacca è una flotta di 90 motopescherecci ed è una delle più grandi del Mediterraneo – ha dichiarato Di Paola -. Le rivendicazioni che abbiamo posto al commissario sono relative ad alcune questioni, naturalmente quelle di competenza dell’Ue: la rivalutazione dei cosiddetti mari chiusi, cioè delle nursery che sono state adottate con regolamenti ormai scaduti. Quindi chiediamo una revisione di questo”.

L’ex sindaco ha poi sottolineato la necessità di riconoscere le specificità del comparto peschereccio siciliano: “La valutazione della specificità della tipologia di pesca nel mar Mediterraneo attraverso la flotta di Sciacca, che è una pesca rispetto alla quale alcune misure europee non sono proporzionate. Mi riferisco soprattutto alla maglia, quindi, chiediamo delle deroghe che rispetti a queste tipologie di pesca”.

Infine, Di Paola ha posto l’accento sugli strumenti economici a sostegno del settore: “Naturalmente, abbiamo chiesto il consolidamento dei sostegni economici attraverso i fondi del Feampa e in misure relative all’ammodernamento o, per chi lo volesse, anche alle demolizioni dei motopesca, perché potrebbe questo essere in linea con quello che la comunità ci chiede, cioè cercare di ridurre il più possibile lo sforzo di pesca”.

Grande partecipazione al 9° Premio Giovanni Cumbo ad Agrigento

Si è svolto ieri, al Teatro Pirandello di Agrigento, il 9° Premio Giovanni Cumbo “Next Gen Consulente del lavoro”, un evento dedicato alle sfide e opportunità per i giovani professionisti del settore.

La giornata è iniziata con la registrazione dei partecipanti, seguita dai saluti istituzionali di autorità locali e rappresentanti dei Consigli dei Consulenti del Lavoro, tra cui Giuseppe Carambia, Presidente della Consulta dei Consigli Provinciali dei CdL Sicilia, e Enrico Vetrano, Presidente del CPO di Agrigento.

Tra i momenti clou della mattinata, il panel su “Sicurezza sui luoghi di lavoro: sfide e opportunità”, con interventi di figure di rilievo come Giovanni Asaro, direttore regionale INAIL, e il Tenente Colonello Stefano Palminteri, comandante NIL Palermo.

A seguire, si è discusso di formazione e deontologia per il successo professionale, con esperti del settore che hanno condiviso esperienze e best practice.

La giornata è proseguita nel pomeriggio con un approfondimento sulla riforma delle professioni e il valore della categoria, cui hanno preso parte figure nazionali di riferimento come Rosario De Luca, Presidente del CNO dei Consulenti del Lavoro, e Sergio Giorgini, Presidente ENPACL.

A chiudere l’evento, le premiazioni dedicate ai nuovi iscritti, ai professionisti under 35 e al vincitore del Premio Cumbo, con i saluti finali di Giuseppe Carambia, Presidente della Consulta CdL Sicilia.

L’iniziativa ha confermato il suo ruolo di punto di riferimento per la formazione e l’aggiornamento dei giovani consulenti del lavoro, offrendo un’occasione di confronto su temi attuali e di networking tra professionisti provenienti da tutta la Sicilia.

Imposta di soggiorno, Sciacca Turismo: “Non cambiare tariffe per 5 anni e spenderla così”

L’associazione Sciacca Turismo ha presentato una richiesta ufficiale alla Commissione Consiliare Turismo, al Presidente del Consiglio Comunale e all’Assessore al Turismo, sollecitando un incontro istituzionale dedicato alla gestione dell’imposta di soggiorno.

La proposta nasce da un confronto tra operatori del settore e cittadini attivi, con l’obiettivo di trasformare l’imposta in uno strumento più equo, trasparente ed efficace, capace di generare benefici concreti per l’accoglienza turistica, la promozione del territorio e il miglioramento dei servizi pubblici.

Tra le richieste avanzate dall’associazione, guidata da Ezio Bono: mantenere invariate le tariffe per almeno cinque anni, così da garantire stabilità agli operatori e ai visitatori; destinare in modo chiaro i fondi a servizi obbligatori come accoglienza, promozione e informazione turistica; convocare con maggiore frequenza il tavolo tecnico sull’imposta di soggiorno; realizzare annualmente brochure informative sulla città.

E ancora, Bono chiede di gestire con parte delle risorse un portale o una pagina social dedicata alla promozione turistica; finanziare la partecipazione delle associazioni a fiere nazionali come la BIT di Milano; riconoscere formalmente il ruolo degli operatori turistici che incassano l’imposta come agenti contabili.

“Crediamo – si legge nella lettera firmata dal presidente Ezio Bono – che un confronto aperto con le istituzioni possa migliorare la gestione in modo condiviso, evitando dispersioni di risorse e rafforzando l’immagine della nostra città.”

L’associazione attende ora una risposta dalle istituzioni cittadine per avviare il tavolo di confronto.

Intanto, dall’otto al dieci ottobre il Distretto “Selinunte, il Belice e Sciacca Terme” sarà protagonista al TTG Travel Experience di Rimini, la principale fiera del turismo in Italia.
Il presidente e assessore al Turismo di Sciacca, Francesco Dimino, parla di “un passaggio fondamentale per rilanciare il Distretto e presentare un’immagine unitaria e competitiva del territorio”.
Nei prossimi mesi attesi anche progetti legati alla SIRU e ai fondi per cultura e turismo.

Ambrogio: “Il Comando della Polizia Municipale subito alla Perriera”

“È giunto il momento di affrontare con urgenza e pragmatismo una questione che tocca la sicurezza e l’operatività della nostra Polizia Municipale: il trasferimento del Comando dalla sede attuale di San Michele a una struttura più moderna e funzionale.

L’ipotesi che merita un convinto sostegno, è quella di utilizzare i vasti locali di contrada Perriera, già adibiti a hub vaccinale durante l’emergenza sanitaria”.


E’ la proposta avanzata oggi dal consigliere comunale di Sciacca Giuseppe Ambrogio. “Le condizioni attuali della sede del Comando a San Michele non sono adeguate – sostiene Ambrogio -.

L’ edificio attuale preso in prestito dalle suore della Badia Grande non è certamente adeguato all’attuale scopo. L’edificio, logicamente, essendo un istituto religioso, presenta una serie di carenze strutturali e logistiche che ne minano la piena idoneità. Una situazione che si trascina da tempo, a discapito dell’efficienza.

La soluzione funzionale è già pronta”. Secondo Ambrogio “l’alternativa non è solo un’opzione, ma appare come la risposta più sensata e immediatamente praticabile.

I locali della Perriera, che in passato hanno rappresentato un punto nevralgico della risposta comunitaria al Covid-19, sono una struttura vasta e, soprattutto, adeguata per la fruizione pubblica. L’area, ben collegata e con ampi spazi esterni (fondamentali per il parco mezzi), offre tutti i requisiti per diventare la nuova e decorosa sede del Comando di Polizia Municipale. Una idea che mi sento di sostenere convintamente”.

Sciopero studenti Agrigento, Cgil contro la circolare del liceo

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Polemica ad Agrigento dopo la decisione della dirigente del liceo scientifico “Leonardo”, Patrizia Pilato, che ha disposto con una circolare che gli studenti assenti durante lo sciopero generale per la Palestina potranno rientrare in classe solo se accompagnati da un genitore.

La comunicazione, diffusa sull’app ufficiale dell’istituto, ha suscitato la reazione immediata della Cgil di Agrigento, che parla di un atto “grave e lesivo del diritto costituzionale di sciopero e della libertà di partecipazione alla vita democratica del Paese”.

Sciopero studenti Agrigento, la posizione del sindacato

Secondo il segretario generale della Cgil di Agrigento, Alfonso Buscemi, la disposizione della scuola rappresenta un segnale preoccupante: “Gli studenti, come cittadini e come comunità scolastica, hanno piena legittimità a manifestare il proprio dissenso e a sostenere iniziative che parlano di pace, diritti umani e giustizia internazionale”.

Buscemi ha aggiunto che la scuola “dovrebbe far lievitare le coscienze, non mortificarle”, auspicando un ritorno a un ambiente scolastico “luogo di confronto, libertà e crescita critica, non di imposizioni e limitazioni arbitrarie”.

Il contesto: lo sciopero per la Palestina

La circolare contestata è apparsa proprio durante lo sciopero generale per la Palestina, che ha visto la partecipazione di numerosi studenti in diverse città italiane. A Agrigento, lo sciopero ha coinvolto anche gli alunni del liceo “Leonardo”, che avrebbero deciso di non frequentare per aderire simbolicamente alla manifestazione.

Secondo la Cgil, la scelta della dirigente rischia di condizionare la libertà di scelta degli studenti e di creare un precedente pericoloso in materia di partecipazione democratica nelle scuole.

Cgil: “Leso il diritto di partecipazione”

La sigla sindacale chiede che la circolare venga ritirata e che si apra un dialogo tra istituzioni scolastiche, studenti e famiglie.

“Il tentativo di limitare la partecipazione degli studenti – conclude Buscemi – contrasta con i principi democratici e con la missione educativa che dovrebbe guidare la scuola pubblica”.

Sciopero studenti Agrigento, il dibattito resta aperto

La vicenda riaccende il dibattito sul ruolo della scuola nella formazione civica dei giovani e sui limiti delle disposizioni disciplinari durante le giornate di mobilitazione. Mentre la Cgil di Agrigento difende il diritto degli studenti a manifestare, la dirigente scolastica non ha ancora rilasciato dichiarazioni ufficiali.

Santo Stefano Quisquina, via libera ai lavori per il pozzo Monnafarina

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Proseguiranno i lavori per la realizzazione del pozzo Monnafarina a Santo Stefano Quisquina, un’infrastruttura ritenuta strategica per far fronte alla crisi idrica che da tempo interessa la provincia di Agrigento e gran parte della Sicilia.

Il Comune stefanese aveva impugnato i provvedimenti dell’Assemblea Territoriale Idrica Agrigento e dell’AICA, con i quali era stato approvato il progetto per il pozzo e per la condotta di adduzione all’acquedotto Voltano.

In prima battuta il ricorso era stato presentato al TAR Sicilia – Palermo, ma il tribunale amministrativo, accogliendo l’eccezione sollevata dall’avvocato Girolamo Rubino per conto di ATO 9, aveva dichiarato il difetto di giurisdizione, rimandando la competenza al Tribunale Superiore delle Acque Pubbliche di Roma.

Davanti al tribunale capitolino, il Comune ha reiterato le proprie contestazioni, ma anche in questa sede i giudici, accogliendo le difese presentate dall’avvocato Rubino per ATO 9 e AICA, hanno respinto la richiesta cautelare, riconoscendo la legittimità dell’iter procedurale seguito per l’approvazione del progetto.

Con questa pronuncia, i lavori potranno proseguire senza ulteriori stop. L’opera, prevista anche dall’ordinanza del Capo della Protezione Civile, rappresenta un tassello fondamentale nella strategia per contrastare la grave emergenza idrica che sta mettendo in ginocchio cittadini e agricoltori.

Una volta ultimato, il pozzo Monnafarina fornirà un’ulteriore fonte di approvvigionamento idrico per l’acquedotto Voltano, garantendo maggiore sicurezza nelle forniture soprattutto nei mesi più caldi.