“Nessun mobbing nei confronti di un dipendente”, la Corte d’Appello dà ragione al Comune di Calamonaci

Nessun comportamento vessatorio è stato accertato a carico del Comune di Calamonaci nei confronti di un proprio dipendente. È quanto stabilito dalla Corte d’Appello di Palermo, sezione controversie di lavoro, previdenza e assistenza, che ha rigettato il ricorso presentato dalla lavoratrice contro l’ente comunale, rappresentato e difeso dagli avvocati Michele Dinghile e Giuseppe Lo Gioco.

La Corte, composta dai magistrati Cinzia Alcamo (presidente), Caterina Greco (consigliere relatore) e Claudio Antonelli (consigliere), ha confermato integralmente la sentenza emessa in primo grado dal Tribunale di Sciacca, che aveva già respinto tutte le domande del dipendente.

Nel pronunciamento, i giudici hanno ribadito che non sussistono elementi idonei a configurare una condotta di mobbing da parte dell’amministrazione comunale. Il dipendente è stato inoltre condannato a rifondere al Comune di Calamonaci le spese processuali e a versare un ulteriore importo a titolo di contributo unificato.

Tenta la fuga per sottrarsi all’arresto a Mazara del Vallo, ferito un carabiniere

A Mazara del Vallo, un uomo di 41 anni è stato arrestato dai carabinieri della Compagnia locale dopo aver tentato la fuga per sottrarsi all’arresto, ferendo un militare. L’episodio si è verificato durante l’esecuzione di un’ordinanza di espiazione pena emessa dalla Procura della Repubblica di Marsala.

Il provvedimento riguardava Pietro Cannavò, già condannato in via definitiva alla pena residua di due anni di reclusione per furto aggravato in concorso, commesso nel 2019. Quando i militari hanno raggiunto la sua abitazione per notificargli l’ordinanza, l’uomo ha reagito con violenza e tentato la fuga, colpendo uno dei carabinieri intervenuti.

La fuga e l’arresto

Durante il tentativo di fuga, Cannavò ha ferito lievemente un carabiniere, che tuttavia è riuscito a bloccarlo dopo un breve inseguimento. L’uomo è stato quindi tratto in arresto non solo per il reato già oggetto dell’ordinanza di espiazione pena, ma anche per resistenza a pubblico ufficiale e lesioni personali.

Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, l’arrestato avrebbe cercato di opporsi con forza alla cattura, tentando di dileguarsi tra le vie del centro cittadino. L’intervento tempestivo dei militari ha però evitato che riuscisse nel suo intento, consentendo di riportare la situazione sotto controllo in pochi minuti.

Condanna e conseguenze

Dopo il fermo, l’uomo è stato condotto in caserma per gli adempimenti di rito e successivamente trasferito presso la casa circondariale competente, dove sconterà la pena residua.
L’episodio ha destato forte attenzione a Mazara del Vallo, città già teatro di vari episodi legati a reati contro il patrimonio.

La “guerra” nel Pd di Sciacca, Iacono: “Un ricatto non presentarsi in consiglio” 

Tensioni sempre più evidenti all’interno del Partito Democratico di Sciacca. A intervenire nel dibattito interno è la deputata Giovanna Iacono che lancia un appello al senso di responsabilità.

“A Sciacca il Partito Democratico si ritrova ostaggio delle contraddizioni interne – dichiara Iacono -. Una parte del Pd locale, invece di sostenere e rafforzare l’amministrazione guidata dal sindaco Fabio Termine, ha scelto la strada del conflitto interno, arrivando a minare la stabilità dell’azione amministrativa. La richiesta di azzerare e ridistribuire le deleghe assessoriali, accompagnata dal ricatto di non presentarsi in consiglio comunale, rappresenta un atto di sfiducia non verso un avversario politico, ma verso il proprio sindaco, il proprio partito e la comunità che ha dato pieno mandato al centrosinistra per governare la città”.

Parole pesanti che mettono in luce una frattura ormai profonda tra le diverse anime del Pd saccense. La deputata sottolinea come “risulti ancor più grave che assessori nominati dal sindaco, e dunque investiti di un incarico fiduciario, oltre che espressione del Pd saccense, scelgano di mettere in discussione l’amministrazione di cui fanno ancora parte. È inaccettabile, inoltre, che la vicenda venga trattata come una semplice questione istituzionale, tenuta fuori dagli organismi dirigenti del Pd locale, quasi come se alcune figure fossero svincolate dal partito che le ha delegate”.

Secondo Iacono, le tensioni sarebbero il risultato di una fase di rinnovamento che avrebbe generato resistenze interne. “L’ingresso di nuovi volti e nuove energie nel Pd, che superando vecchi schemi e logiche di corrente, ha generato fastidi e resistenze. Piuttosto che valorizzare questo percorso di rinnovamento, si è preferito ostacolarlo per calcoli personali e interessi di potere”.

La parlamentare del Partito Democratico punta il dito contro chi, a suo dire, antepone i propri interessi a quelli della collettività: “Chi tenta di indebolire il Pd, a Sciacca come altrove, illudendosi di trarne un vantaggio personale o politico, finisce per danneggiare sé stesso e l’intera comunità democratica”.

Infine, Iacono richiama tutti alla responsabilità e alla coesione: “Il Partito Democratico ha il dovere di governare Sciacca con responsabilità e coesione, non di consumarsi in contrasti interni che nulla hanno a che fare con le esigenze concrete della città. Le emergenze quotidiane dei cittadini non possono essere sacrificate alle rivalse interne o ai giochi di posizione”.

Un appello che si estende anche ai livelli superiori del partito: “Chi nel Pd ricopre ruoli istituzionali e di responsabilità nelle assise parlamentari, deve abbandonare definitivamente le logiche di paese, sostenendo il percorso avviato dalla segreteria regionale, che punta a riportare la discussione nella sede naturale e deputata a farlo: quella del Partito. Percorso finora ignorato e boicottato”.

“È indispensabile – conclude Iacono – ritrovare quanto prima, a Sciacca e altrove, il senso di responsabilità e la maturità politica da parte di chi si pregia di definirsi dirigente del nostro Partito. Per il bene di Sciacca, della provincia di Agrigento e della Sicilia tutta”.

Crisi politica a Sciacca, anche stamattina Termine resta a casa ma atteso stasera in consiglio

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Resta vuota la stanza del sindaco al secondo piano di palazzo di città. Anche stamattina il primo cittadino Fabio Termine non si è recato al Comune. Al lavoro stamattina in ufficio i suoi assessori: Fabio Leonte, Salvino Patti e Francesco Dimino.

Fabio Termine e’ atteso nel pomeriggio a palazzo di città quando alle 19 e’ previsto l’inizio dei lavori del consiglio comunale. Tra le altre cose, e’ prevista la cerimonia di inaugurazione per il ritorno in sala Falcone Borsellino dopo i lavori di restyling partiti l’estate scorsa.

Nessun contatto tra il primo cittadino e i tre assessori e cinque consiglieri che hanno firmato il documento politico che ha aperto la crisi politica lunedì scorso.

Al momento, ci sono solo indiscrezioni. Fatto sta che Termine parlerà e scioglierà la situazione in consiglio laddove tutto è partito. All’ordine del giorno del consiglio comunale vi e’ intanto, il bilancio consolidato 2024 e relazione annuale 2023/2024. Tema quest’ ultimo caldo vista la sanzione che ha interessato il Comune di Sciacca per il mancato adempimento dell’atto sindacale.

Voci delle ultime ore vorrebbero Termine sul punto di un azzeramento dei tre assessori Pd “ribelli”. Una questione legata al rapporto fiduciario venuto meno per il dissenso espresso. Indiscrezioni che devono ancora trovare conferma. Tutto e’ ancora aperto e soltanto quando Termine entrerà in aula si capirà il futuro della giunta.

Complesso monumentale San Domenico, FdI: “Da spazio abbandonato a motore produttivo per Sciacca”

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Il gruppo consiliare Fratelli d’Italia del Comune di Sciacca rilancia il tema del futuro del complesso monumentale di San Domenico, da anni al centro di un dibattito irrisolto e ancora oggi privo di una destinazione funzionale. Per i consiglieri Calogero Bono e Gaetano Cognata è arrivato il momento di avviare un percorso concreto di valorizzazione che trasformi l’ex convento da struttura inutilizzata a volano produttivo, culturale ed economico per la città.

Il complesso, considerato un patrimonio architettonico di grande pregio, versa da decenni in uno stato di abbandono. La proprietà dell’immobile è frammentata: il piano terra appartiene al Comune di Sciacca, mentre gran parte del primo piano è di proprietà della Provincia di Agrigento; una piccola porzione, invece, è del Demanio dello Stato, oggetto nei mesi scorsi di un bando per l’utilizzo temporaneo.

Fratelli d’Italia ritiene “non più rinviabile” un intervento di riconversione strutturale capace di conciliare tutela del patrimonio e sviluppo economico. La proposta del gruppo consiliare punta alla creazione di una struttura ricettiva all’interno del complesso, un utilizzo considerato compatibile e potenzialmente in grado di generare indotto e occupazione.

In quest’ottica, i consiglieri chiedono all’amministrazione comunale di promuovere un tavolo di concertazione con tutti gli enti proprietari, così da definire un progetto condiviso e avviare la ricerca di un partner privato disposto a investire nella riqualificazione.

FdI critica inoltre l’atteggiamento dell’attuale amministrazione guidata dal sindaco Fabio Termine, accusandola di concentrarsi su “litigi interni” anziché su iniziative strategiche per il futuro della città. Secondo Bono e Cognata, i contrasti registrati negli ultimi giorni non riguarderebbero solo la maggioranza locale, ma anche i rapporti con gli alleati, come i Verdi di Daniela Campione e il Movimento 5 Stelle rappresentato da Alessandro Curreri.

Il gruppo annuncia infine che chiederà formalmente la discussione della proposta nelle sedi consiliari competenti, con il coinvolgimento di tecnici e specialisti. “Sciacca deve poter condividere una visione chiara e concreta del proprio futuro”, concludono.

Assegno Unico 2026, aumenti in arrivo con l’adeguamento all’inflazione: ecco gli importi aggiornati e le nuove soglie ISEE

Dal 1° gennaio 2026 l’Assegno Unico Universale subirà un aumento dell’1,7% legato all’inflazione. Previsti importi più alti per tutte le fasce ISEE e maggiorazioni automatiche per le famiglie con figli disabili o numerosi.

Buone notizie per le famiglie italiane: dal 1° gennaio 2026 l’Assegno Unico Universale (AUU), erogato mensilmente dall’INPS per i figli a carico, aumenterà dell’1,7% in linea con l’andamento dell’inflazione rilevato dall’Istat.
La misura, introdotta con il Decreto Legislativo n. 230 del 21 dicembre 2021, è uno dei pilastri del sistema di welfare familiare e sostiene ogni anno oltre sei milioni di nuclei familiari.

L’adeguamento automatico degli importi, previsto dalla legge istitutiva, assicura che il beneficio mantenga il proprio valore reale anche in un contesto economico caratterizzato da rincari generalizzati.


💶 Quanto aumenta l’Assegno Unico nel 2026

Secondo le prime stime ufficiali, la rivalutazione dell’1,7% comporterà un incremento di tutti gli importi riconosciuti.
Ecco i nuovi valori indicativi:

  • Importo massimo per ciascun figlio: da 201,0 euro a 204,4 euro;
  • Importo minimo (per le famiglie con ISEE più alto): da 57,5 euro a 58,5 euro.

Il meccanismo di adeguamento riguarda automaticamente tutte le fasce, senza la necessità di presentare una nuova domanda o aggiornare l’ISEE (a meno che non siano intervenuti cambiamenti nella composizione familiare).


📊 Nuove soglie ISEE 2026

Insieme agli importi, saranno aggiornate anche le soglie ISEE che determinano la misura dell’assegno.
La soglia minima passerà da 17.090 euro a 17.520 euro, mentre tutte le altre fasce verranno riallineate in proporzione.

Alcuni esempi pratici:

  • Con ISEE tra 21.700 e 21.800 euro, l’importo mensile per figlio salirà da 179,7 euro a 182,8 euro;
  • Con ISEE tra 26.100 e 26.300 euro, l’importo passerà da 157,9 euro a 160,6 euro.

L’aumento, seppur contenuto, rappresenta un adeguamento necessario per preservare il potere d’acquisto delle famiglie.


👶 Maggiorazioni per figli disabili e famiglie numerose

Anche le maggiorazioni per situazioni specifiche saranno rivalutate automaticamente:

  • +122,7 euro al mese per figli non autosufficienti (contro 120,6 euro);
  • +111 euro per disabilità grave (da 109,1 euro);
  • +99,4 euro per disabilità media (da 97,7 euro).

Rivalutate anche:

  • Le maggiorazioni per nuclei con più di tre figli;
  • Il bonus per madri con meno di 21 anni;
  • Il supplemento riconosciuto ai genitori soli lavoratori, introdotto con il Decreto Lavoro 2023 (D.L. n. 48/2023), valido per un massimo di 5 anni in caso di decesso dell’altro genitore.

Tutti gli aggiornamenti saranno applicati in modo automatico dall’INPS, senza dover presentare nuove richieste.


🧾 Come funziona l’Assegno Unico

L’Assegno Unico Universale è una misura economica mensile e cumulabile con altre prestazioni assistenziali.
Spetta a tutti i nuclei familiari:

  • per ogni figlio minorenne a carico;
  • per figli maggiorenni fino ai 21 anni, se studenti, tirocinanti, disoccupati o in cerca di lavoro;
  • per figli con disabilità, senza limiti di età.

L’importo erogato dipende dall’ISEE familiare, ma il beneficio è riconosciuto anche in assenza di ISEE, in misura minima.

Per il 2024, secondo i dati dell’Osservatorio INPS, sono stati erogati 11,5 miliardi di euro a oltre 9,8 milioni di figli, segno di un intervento strutturale ormai radicato nel sistema sociale italiano.


📅 Nessuna nuova domanda: adeguamento automatico da gennaio

L’INPS ha già confermato che tutti gli aggiornamenti legati all’inflazione saranno recepiti automaticamente dal sistema informatico, senza che le famiglie debbano fare nulla.
Chi ha già una domanda attiva riceverà gli importi rivalutati da gennaio 2026, mentre chi presenta una nuova richiesta dal 1° gennaio accederà direttamente alle nuove soglie aggiornate.


💬 Un piccolo aiuto che fa la differenza

Pur trattandosi di incrementi modesti, la rivalutazione dell’Assegno Unico 2026 rappresenta un segnale importante in un momento di difficoltà economica generalizzata.
L’obiettivo è mantenere stabile il sostegno economico alle famiglie con figli, contrastando gli effetti dell’inflazione e favorendo la natalità.

Anna Ruvolo della Skenè Academy di Sciacca tra i solisti dello Zecchino d’Oro

Anna Ruvolo, di Ribera, giovane allieva della Skené Academy di Sciacca, è stata selezionata come una delle soliste della 68ª edizione della storica rassegna musicale dedicata ai bambini, in programma su Rai 1 il 28, 29 e 30 novembre.

Il risultato è il frutto di “tanti sacrifici, studio, impegno e soprattutto di un grande amore per il canto”, come ha sottolineato, in un post, il suo insegnante, Ignazio Catanzaro.

Seguita con dedizione nel suo percorso artistico, Anna si è distinta per il suo talento e la passione per la musica, qualità che le hanno permesso di raggiungere questo importante traguardo.

Ribera e tutta la Skené Academy si preparano ora a fare il tifo per lei, davanti agli schermi, nelle tre serate del concorso canoro trasmesso in diretta su Rai 1.

Contraffazione, diecimila peluche Labubu sequestrati a Palermo dalla Guardia di Finanza

I finanzieri del Comando Provinciale di Palermo, grazie a una capillare attività investigativa condotta nel settore della lotta alla contraffazione, hanno sequestrato oltre 10.000 Labubu (di cui 3.000 presso un negozio di giocattoli all’interno di un noto centro commerciale palermitano).

I peluche, originariamente disegnati da un artista di Hong Kong e venduti in tutto il mondo dal colosso nella
produzione e vendita di giocattoli Pop Mart, sono diventati in poco tempo una vera e propria tendenza, creando
una corsa all’acquisto dopo essere stati indossati sui social da star internazionali della musica e del cinema.
In particolare, i Baschi Verdi del Gruppo Pronto Impiego, attraverso un’analisi sulla distribuzione e vendita di
giocattoli a Palermo nonché in virtù del costante monitoraggio dei profili social creati dagli operatori del settore, hanno individuato sette esercizi commerciali che disponevano anche degli iconici peluche, focalizzando
l’attenzione soprattutto sul prezzo di vendita, considerando che gli originali, a seconda della tipologia e della
dimensione vengono venduti con un prezzo di partenza di circa 35 euro fino ad arrivare a diverse migliaia di euro per i pezzi meno diffusi o a tiratura limitata.

A seguito dei preliminari sopralluoghi effettuati all’interno dei negozi di giocattoli individuati, i finanzieri ne
hanno selezionati sette, i quali, per prezzi praticati, fattura e packaging dei prodotti destavano particolari sospetti circa la loro originalità e provenienza.

I controlli eseguiti presso i sette esercizi commerciali hanno fatto emergere come nella quasi totalità dei casi i
Labubu fossero imitazioni perfette degli originali, realizzati con materiali di qualità inferiore ma riprodotti con
una cura tale da rendere difficile per un comune acquirente distinguere gli esemplari autentici da quelli falsi. I
prodotti, acquistati senza fattura da canali non ufficiali o da piattaforme e-commerce, perlopiù facenti parte della grande distribuzione, venivano venduti a prezzi di poco inferiori a quelli praticati per gli originali e riportavano loghi, colori e confezioni del tutto simili a questi ultimi, spesso corredati da etichette e codici identificativi non conformi o del tutto falsificati.

In particolare, in un caso, l’intervento dei Baschi Verdi è stato effettuato in un negozio di giocattoli appartenente a una nota catena di distribuzione e posto all’interno di un centro commerciale cittadino.

Proprio in questo esercizio commerciale è stato rinvenuto il maggior numero di pupazzetti falsi, ben 3000 tra negozio e magazzino, dove sono stati trovati molti cartoni colmi sia di Labubu imbustati che di scatole per il confezionamento, segno evidente che gli addetti al negozio provvedevano anche a creare i pacchetti sorpresa, diventati molto popolari proprio grazie alla loro distribuzione tramite blind box, ossia scatole a sorpresa, che hanno finito per creare una vera e propria dipendenza dall’acquisto per i collezionisti di tutto il mondo. Tra gli esemplari sequestrati anche alcune copie più piccole di un modello, in teoria introvabile, venduto nel mese di giugno a un’asta di Pechino al prezzo di 130.000 euro.

Soprattutto in questo caso la collocazione all’interno di un punto vendita regolare e inserito in un contesto
commerciale di fiducia, unita alla cura nella realizzazione delle confezioni, avrebbe potuto facilmente indurre in
errore i consumatori convinti di acquistare un prodotto ufficiale.

I sette titolari degli esercizi commerciali ispezionati e destinatari dei sequestri degli oltre 10.000 Labubu falsi
che, qualora immessi sul mercato, avrebbero potuto fruttare oltre 500.000 euro, sono stati denunciati per vendita di prodotti recanti marchi contraffatti.

L’attività s’inquadra nel quotidiano contrasto al dilagante fenomeno della contraffazione a
tutela dei consumatori e delle aziende che si collocano sul mercato in maniera corretta e che, solo nell’ultimo
anno, ha portato i Baschi Verdi di Palermo a denunciare 37 titolari di esercizi commerciali e a
sequestrare oltre 500.000 articoli contraffatti, tra pelletteria, capi d’abbigliamento e profumi recanti marchi delle più note griffe italiane e internazionali.

Palermo, violento temporale paralizza la città: salvato un neonato rimasto bloccato in auto in via La Malfa

Un intenso temporale ha messo in ginocchio Palermo nel pomeriggio, causando allagamenti improvvisi e notevoli rallentamenti al traffico. Tra gli episodi più critici, quello avvenuto in via Ugo La Malfa, dove l’acqua ha invaso la carreggiata all’altezza del sottopassaggio che porta su viale Regione Siciliana, direzione Trapani.

Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco con una squadra operativa e gli specialisti del Nucleo sommozzatori. I soccorritori hanno raggiunto un’auto rimasta immobilizzata dall’acqua alta, all’interno della quale si trovavano una coppia e il loro bambino di quattro mesi. I tre sono stati messi in sicurezza e successivamente consegnati al personale del 118 per gli accertamenti necessari.

Il maltempo ha provocato difficoltà in diversi quartieri: Mondello, soprattutto nell’area di Partanna, è stata tra le zone più colpite, così come la Zisa e l’Uditore. Numerose strade si sono rapidamente trasformate in tratti impraticabili.

Problemi anche lungo viale Regione Siciliana, in particolare sulla bretella in direzione Palermo vicino al Leroy Merlin, dove si sono formate lunghe file già dal tratto del Motel Agip. Rallentamenti e allagamenti sono stati segnalati inoltre in via Lanza di Scalea e via Brunelleschi.

Il temporale ha colto molti automobilisti di sorpresa e i vigili del fuoco, impegnati in una lunga serie di interventi, invitano alla massima prudenza in caso di nuovi rovesci.

Sanità, sfogo di Cuffaro nelle intercettazioni del Ros

Nuove rivelazioni agitano il dibattito sulla gestione della sanità siciliana. In alcune intercettazioni dei carabinieri del Ros, risalenti all’ottobre 2023, l’ex presidente della Dc, Totò Cuffaro, si lascia andare a uno sfogo contro la deputata di Forza Italia Margherita La Rocca Ruvolo, criticandone il presunto ruolo nella partita delle nomine ai vertici delle aziende sanitarie.

La conversazione, registrata durante una telefonata con Roberto Colletti, all’epoca direttore generale dell’Arnas Civico, si colloca nel pieno delle frizioni interne alla maggioranza regionale per le nomine in sanità. Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, l’ex governatore lamentava che alcune designazioni fossero state gestite in autonomia dalla parlamentare azzurra.

La conversazione si inserisce nel clima già surriscaldato dopo le dichiarazioni televisive del capogruppo della Democrazia cristiana, Carmelo Pace, che aveva parlato di un presunto “tavolo ristretto” incaricato di occuparsi della sanità regionale. Affermazioni che scatenarono la dura replica della Ruvolo:
«Nessuno pensi di tornare a parlare di sanità e nomine nel retrobottega di qualche negozio».

L’intervento, secondo le ricostruzioni, avrebbe messo in allarme l’assessora alla Famiglia e alle Politiche sociali Nuccia Albano, spingendo Cuffaro a intervenire pubblicamente nel tentativo di placare lo scontro. In una nota stampa, l’ex presidente invitò infatti il governatore Renato Schifani a valutare addirittura il sorteggio per la scelta dei dirigenti delle aziende sanitarie, proposta presentata come una soluzione “per evitare polemiche e garantire trasparenza”.