Tanti saccensi devono ancora ritirare i mastelli per la differenziata

Anche oggi file per il ritiro del mastelli per la differenziata nei due punti di distribuzione di Sciacca. Chi lavora e può recarsi nei due centri solo durante la pausa pranzo chiede che la distribuzione non venga sospesa in quelle ore. Per il resto, questa mattina, cumuli di rifiuti, in centro, a Porta Palermo e in via Licata, accanto alla villetta di piazza Larrarini. E’ da queste due zone che stasera dovrebbero iniziare i controlli. Poi c’è chi prima lasciava il sacchetto con i rifiuti penzolare dal balcone e adesso lo ha sostituito con il mastello, ma sempre sospeso il aria.

Al via il nuovo sistema di raccolta differenziata in centro, timido esordio e cittadini disorientati e disinformati

Hanno fatto capolino per la prima volta per le strade del centro storico di Sciacca i bidoncini in dotazione con il nuovo sistema di raccolta del piano Aro. Un esordio timido, poche le utenze che hanno esposto il mastello giallo questa mattina e un po’ confuso. Erano ancora molti i rifiuti esposti col sacchetto penzolante dal balcone. Mentre non cessano le fila di cittadini in coda per il ritiro dei mastelli nei due punti di distribuzione. Molti cittadini lamentano di non essere ancora a conoscenza delle regole del nuovo sistema di conferimento, mentre altri sembrano disorientati nell’applicazione delle corrette regole per la raccolta differenziata. Intanto, nelle prossime settimane il servizio sarà avviato anche in altre zone della città coinvolgendo quartieri più estesi come la Perriera e il Ferraro. L’assessore all’ecologia e ambiente, Paolo Mandracchia aveva annunciato già i primi controlli ed eventuali prime sanzioni a partire proprio da oggi, ma al momento, risultano soltanto le annotazioni dei cittadini che lamentano il mancato utilizzo del lettore ottico per il ritiro dei rifiuti da parte degli operatori. “Tramite lettura ottica – segnalano alcuni cittadini alla nostra redazione –  al sistema centrale di raccolta dovrebbero arrivare i dati di ogni singola utenza e ciò che, realmente, ha conferito. Solo così ciascuno di noi andrebbe a pagare per i rifiuti che ha ”versato”, diversamente è una totale presa in giro ed una perdita di tempo… Ad occhio come si fa a vedere se questa differenziata é fatta bene oppure no? Se i bidoni sono dotati di un codice, ci sarà un motivo”. .

La Calcestruzzi Belice in piena crescita adesso procede anche a un’assunzione

Un nuovo assunto da ieri opera alla Calcestruzzi Belice, l’azienda di Montevago che rientra tra quelle gestita dall’Agenzia Nazionale per i Beni Confiscati. Si chiama Gaetano Tarantino ed è stato assunto grazie al maggior lavoro dell’azienda dalla riapertura, a luglio del 2017, fino ad oggi. Tarantino, come riportato oggi dal Giornale di Sicilia, aveva lavorato alla Calcestruzzi Belice dal 2010 al 2015 e, dopo due anni di mobilità, era rimasto a casa. Adesso ha un contratto a tempo determinato e spera di rimanere al lavoro anche oltre i 6 mesi previsti. La Calcestruzzi Belice dopo la riapertura sta migliorando i risultati rispetto al periodo precedente. Adesso agli 11 lavoratori in servizio e che hanno lottato per il mantenimento del loro posto si è aggiunto anche Tarantino. Nella foto, Gaetano Tarantino alla Calcestruzzi Belice

Terme e Teatro, il centrodestra replica al PD: “Catanzaro ha il carbone bagnato”

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Il PD di sciacca sulle Terme e sul Teatro sta inscenando un penoso teatrino per difendersi da precise responsabilità legate alle incapacità dell’attuale amministrazione guidata dal sindaco Valenti e di disastri del governo Crocetta. È così che i consiglieri del centrodestra replicano alle ultime polemiche, quelle lanciate da Simone Di Paola e Michele Catanzaro, che ieri ha accusato Armao di esprimere punti di vista e posizioni amministrative legate a non meglio precisati suggerimenti della sua parte politica, definiti “luogotenenti”. “Un’accusa gravissima – scrivono Bentivegna, Bono,Caracappa, Cognata, Maglienti, Milioti e Monte – che offende l’onesta’ intellettuale, ma soprattutto l’enorme e prestigiosa capacita’ professionale del prof. Armao. Il chiaro riferimento ad alcuni attuali componenti dell’opposizione e della ex maggioranza come presunti suggeritori di una personalita’ come Armao e’ poi altrettanto offensiva delle loro persone”. Nel merito, il centrodestra ricorda che le Terme sono chiuse per chiara ed esclusiva volonta’ del governo Crocetta e dell’assessore Baccei, sostenuto dal PD, che in presenza di una legge che consentiva al comune di gestire, qualora lo avesse voluto, il processo di privatizzazione, l’amministrazione avrebbe dovuto attrezzarsi compiutamente per essere pronta a tale evenienza, adottare particolare prudenza nella concessione dei beni, evitare lo spezzettamento della concessione e non assumere oneri a suo carico difficili da gestire. “Invece – dichiarano gli esponenti del centrodestra – pur di assecondare una manovra elettorale, il sindaco ha consentito che si formalizzasse un atto, che trasferiva solo alcuni beni e che avrebbe avuto efficacia solo dopo l’effettuazione dello stato di consistenza. E – continuano – teniamo a ricordare che seppur invitati a quella scena madre decidemmo consapevolmente di non partecipare, sicuri del fatto che si stava consumando qualcosa di ingiusto a discapito della città”. Opposizione la quale fa poi notare che lo scorso ottobre il comune ha comunicato la propria “disponibilita’ a presiedere le operazioni inerenti l’assunzione in consistenza degli immobili afferenti al complesso termale di sciacca e oggetto di conessione. “Tuttavia – attaccano i consiglieri – circa tali adempimenti nessuna attivita’ risulta essere compiuta in tutti questi mesi. Quanto al Teatro Samona’, il centrodestra precisa che neanche la passata amministrazione ebbe una consegna ufficiale duratura nel tempo bensì una convenzione annuale. Convenzione scaduta anche durante il mandato di Di Paola con la differenza – rivendicata oggi – che l’assessore del tempo si alzo’ dalla sedia e si reco’, tempestivamente, a Palermo a chiedere il rinnovo della convenzione. “Carla Fracci, Gianfranco D’Angelo, Massimo Lopez, Serena Autieri, Gino Paoli, Giobbe Covatta rappresentano solo un esempio della “consistenza” del lavoro svolto per rendere il teatro sempre più vicino ai nostri cittadini”. L’opposizione oggi fa sapere che il proprio interesse è ovviamente la riapertura delle Terme, ma che cio’ potra’ avvenire solo con comportamenti amministrativi e politici fondati sulla competenza e sulla profonda conoscenza delle cose. “Il resto – concludono i consiglieri di opposizione – e’ politica di basso livello, ricerca di alibi, soprattutto quando certe dichiarazioni sono frutto di incoerenza, mancanza di conoscenza e carbone perdutamente bagnato.

Immigrazione clandestina su gommoni di lusso dalla Tunisia alla Sicilia: 13 persone fermate

La Procura di Palermo ha disposto il fermo dei componenti di una presunta organizzazione criminale che organizzava viaggi di migranti tra la Tunisia e la Sicilia su gommoni velocissimi. A bordo passeggeri disposti a pagare caro in cambio di un trasporto sicuro. Chi approdava riusciva a sfuggire ai controlli delle forze dell’ordine e alle procedure di identificazione: un modo, secondo gli inquirenti, che assicurare tra l’altro l’anonimato a chi arriva in Europa con finalità terroristiche. L’inchiesta della dda di Palermo ha accertato la presenza, all’interno del gruppo criminale, di estremisti jihadisti che avrebbero manifestato atteggiamenti ostili alla cultura occidentale anche mediante propaganda attuata attraverso falsi profili attivati su piattaforme “social”. I provvedimenti di fermo, eseguiti dai finanzieri del nucleo di Polizia economico-finanziaria di Palermo e della compagnia di Marsala, sono 13 e riguardano persone di nazionalità tunisina, italiana e marocchina. Le Fiamme gialle stanno inoltre eseguendo numerose perquisizioni presso le abitazioni e i luoghi utilizzati dall’organizzazione come basi operative per la gestione dei traffici illeciti. L’associazione, capeggiata da pericolosi pregiudicati tunisini, operava prevalentemente mediante trasporti veloci, per i quali utilizzava gommoni carenati con potenti motori fuoribordo ed esperti scafisti, nel braccio di mare tra la provincia tunisina di Nabeul e quella di Trapani, consentendo agli immigrati di raggiungere, in poco meno di quattro ore di navigazione, le coste italiane. Ogni viaggio, per il quale venivano imbarcate dalle 10 alle 15 persone, con costi tra i 3000 e i 5000 euro a testa, prevedeva anche il trasporto di sigarette di contrabbando, destinate al mercato nero italiano ed in particolare a quello palermitano. Per la conduzione del lucroso traffico, che poteva fruttare complessivamente tra i 30.000 e i 70.000 euro a viaggio, era stata predisposta una efficiente rete organizzativa, che contava sull’operato di elementi tunisini, italiani e marocchini che si occupavano di fornire ai clandestini un vero e proprio servizio “shuttle” dalle spiagge di sbarco sino alle basi logistiche dell’organizzazione, dove, una volta rifocillati e forniti di vestiario, i migranti potevano liberamente raggiungere le destinazioni scelte. L’associazione criminale si occupava anche della ricezione e dello stoccaggio delle sigarette di contrabbando, nonché della loro successiva collocazione presso le reti di vendita che facevano capo ad una donna italiana. La donna era al vertice di una più ampia rete illegale di vendita di prodotti di contrabbando destinati al mercato palermitano.

Pesca all’interno del porto di Sciacca, multe da 200 euro per chi non rispetta le regole

Multe fino a 200 euro a Sciacca per la pesca in porto senza autorizzazione. E’ in vigore, dal primo aprile scorso, un’ordinanza del comandante del Circomare, tenente di vascello Sebastiano Sgroi, che detta regole ben precise su come svolgerla e in quali zone. Chi vuole effettuare la pesca in porto deve avanzare una richiesta di autorizzazione in Capitaneria e poi l’iscrizione riservata ai pescatori sportivi. L’autorizzazione consente anche l’accesso in porto con un mezzo per raggiungere l’area nella quale si può pescare”. La zona del porto autorizzata è quella del molo che si affaccia a ponente e la banchina San Pietro. A quanto pare, durante la notte, c’è stato anche chi è salito sui natanti attraccati in porto per pescare. Almeno 500 le persone che arrivano a Sciacca, da di diverse città, per effettuare la pesca in porto.

Liberi e Uguali chiede conferenza della citta’ sul futuro delle Terme: “Restano ostaggio di fazioni in contesa”

Il Comitato cittadino di Liberi e Uguali interviene nel dibattito sulle Terme di Sciacca dopo quanto dichiarato dall’assessore Gaetano Armao. “La Città di Sciacca – scrivono in una nota i componenti del partito fondato da Pietro Grasso –  che pensava di avere conquistato una posizione di attrice principale sul rilancio delle Terme, rischia di essere retrocessa a semplice spettatrice. Altro che dialogo costruttivo tra Comune e Regione e semplice messa a punto di procedure e compiti! È diventato nelle ultime ore un percorso di Guerra Politica che non tiene conto dell’interesse della Città, che insieme alle sue Terme rimane ostaggio di vere e proprie fazioni in contesa”. “Crediamo che il  tema delle Terme – prosegue la nota – non possa e non debba essere affrontato con antinomie tra due parti politiche che si confrontano per conseguire un primato che riteniamo effimero. Questo contrasto, di evidente natura politica, rischia di essere consumato sulla pelle del tessuto  economico e sociale della Città di Sciacca. Ma le Terme riguardano tutti i Cittadini: sia i Cittadini che governano che i Cittadini che sono governati! Liberi e Uguali auspica che il Governo locale si esprima sul nuovo corso dichiarato da Armao. Un nuovo corso che svuota di contenuti operativi il ruolo del Comune rispetto alla concessione del 25.10.2017, sottoscritta e ritenuta dall’Amministrazione Comunale una “pietra miliare” per lo sviluppo della Città. Vogliamo scongiurare che l’Amministrazione Comunale diventi parte della bagarre, commettendo l’errore di schierarsi a favore o contro. Occorre guardare oltre: occorre perseguire esclusivamente l’interesse della Città concordando, se necessario, con il governo regionale le strategie utili all’unico obiettivo importante: la riapertura delle Terme”. “Liberi e Uguali” ritiene che per il raggiungimento di tale importante obiettivo sia imprescindibile ascoltare l’opinione dei Cittadini, dando la possibilità ai Cittadini delle associazioni e delle professioni di esprimere le proprie proposte, come del resto già accaduto in passato sul tema delle Terme. Il Comitato di Sciacca di “Liberi e Uguali” rivolge al Sindaco di Sciacca l’invito a valutare l’indizione di una Conferenza della Città sul futuro delle Terme offrendo ai “Cittadini, singoli o associati, appartenenti alla Comunità, l’effettiva partecipazione libera e democratica all’attività politico-amministrativa del Comune”, come garantita dallo Statuto Comunale, trattandosi di un tema di fondamentale importanza per la vita e il futuro della Città. (Nella foto, il corteo organizzato a Sciacca contro la chiusura delle Terme di Sciacca che non riuscì a scongiurare il loro destino)

Da domani niente più scorta per Cutrò: “Nel momento più delicato della mia storia lo Stato mi lascia solo”

“Da domani la mia famiglia ed io non avremo più la protezione da parte dello Stato”. Così, oggi pomeriggio, Ignazio Cutro’, storico testimone di  giustizia che, grazie alle sue rivelazioni, ha consentito alla magistratura di infliggere durissimi colpi nei confronti della mafia di Bivona e della zona della Quisquina. “Eppure – ha detto Cutrò – appena due mesi fa un boss è stato intercettato mentre parlava di me e delle rotture di coglioni che ho provocato alla mafia locale. Da domani – dice l’ex imprenditore – io sarò con una normale autovettura senza vetri blindati, della quale a questo punto potrei probabilmente fare a meno. Eppure alcune settimane fa sono stati scarcerati i soggetti che ho fatto condannare con le mie testimonianze. La mia famiglia, invece, non avrà più alcun tipo di protezione. Da domani verranno anche smontate le telecamere che consentivano ai carabinieri di videosorvegliare la mia casa. Eppure i carabinieri circa due mesi fa hanno arrestato alcune persone che – intercettate – dicevano: Appena lo Stato si stanca… che gli toglie la scorta poi vedi che poi…”. Ignazio Cutrò conclude sottolineando che secondo l’Ufficio Centrale Interforze per la Sicurezza Personale del Ministero dell’Interno ed il Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza, che fa capo alla Prefettura di Agrigento, il testimone di giustizia non sarebbe più in pericolo di vita. “Eppure le intercettazioni sono state pubblicate poco tempo fa, le scarcerazioni sono avvenute poche settimane fa”. Cutrò si domanda “che messaggio vuole mandare lo Stato con questa decisione? Cosa devo aspettarmi ora? Sono stato lasciato da solo nel momento più delicato della mia storia. Nel momento in cui qualcuno pensa di poter fare la resa dei conti. Avrei avuto meno stupore per una intimidazione, per un ritorno di attenzioni da parte della malavita nei miei confronti. Ma mai avrei immaginato di ritrovarmi da solo adesso, in questo momento. Sembra essere tornati a dieci anni fa, quando ho iniziato questa battaglia. Quando avevo paura di restare da solo sul ring contro un avversario troppo forte per me. Ma oggi lo Stato mi ha abbandonato su quel ring. E non mi resta che attendere e pregare, per me e la mia famiglia.

Da settimane acqua inquinata tra le vie Sarno e Brigadiere Nastasi: residenti pronti a presentare un esposto contro Girgenti Acque

Sono ormai trascorse diverse settimane da quando almeno una decina di edifici situati nella zona compresa tra le vie Sarno, del Sole e Brigadiere Nastasi sono interessati da una gravissima condizione di acqua inquinata. È probabile che i tecnici di Girgenti Acque non abbiano ancora individuato l’origine del problema. Ma ad appesantire i disagi ci si mettono anche i presunti “ritorni alla normalità” che “ritorni alla normalità” non sono. Con l’aggravante, infine, che qualche addetto ai lavori pretende di stabilire la salubrità o meno dell’acqua immergendo un dito nella cisterna e odorandoselo. Dopo il via libera all’erogazione garantito a due edifici, Girgenti Acque è dovuta tornare sui propri passi, dopo che i residenti si sono resi conto che l’acqua continuava ad essere maleodorante e torbida. Condizione più o meno fronteggiata attraverso la disponibilità di autobotti d’emergenza da parte del gestore. Ma ormai siamo al punto di non ritorno, e le famiglie coinvolte hanno deciso di presentare un esposto. Una situazione di disagio che non risparmia nemmeno due consiglieri comunali, nella fattispecie Lorenzo Maglienti e Fabio Termine, che abitano da quelle parti.

Catanzaro attacca Armao: “Poche idee ma confuse. Non si fidi di quello che gli raccontano i suoi luogotenenti”

“Poche idee ma confuse”. È così che il parlamentare regionale del PD Michele Catanzaro commenta le recenti prese di posizione dell’Assessore regionale Gaetano Armao in ordine alle questioni che tanto stanno a cuore al territorio di Sciacca, dal futuro delle Terme al Teatro Samonà. “L’avv. Armao un giorno dice una cosa, il giorno dopo sostiene il suo esatto contrario”, accusa il deputato. “Sulle Terme prima dice che il percorso iniziato dal precedente Governo (affidamento al Comune) potrà proseguire, poco dopo a sorpresa cambia idea, e ipotizza che il bando debba farlo la Regione. Cosa è successo nel frattempo?”, si domanda Catanzaro. “Sul Teatro Samonà – prosegue poi il parlamentare regionale del PD – il prof. Armao dimostra di non sapere nemmeno che la Regione non ha mai consegnato la struttura al Comune, e commenta fatti mai avvenuti, scaricando responsabilità assolutamente inesistenti sull’attuale amministrazione. Fatti che – aggiunge Catanzaro – dimostrano come su fatti così delicati per l’economia di un territorio importante come quello di Sciacca, oltre che per l’intera Sicilia, l’assessore Armao interviene sulla base di resoconti interessati da parte di amici personali che hanno solo la necessità di riconquistare credibilità perduta, come lo stesso esito delle ultime elezioni amministrative ha rivelato. Chiediamo – conclude Catanzaro – all’assessore Armao di lavorare nell’interesse della città di Sciacca, non di quello (politico) dei suoi luogotenenti (evidente il riferimento al gruppo dell’ex sindaco Fabrizio Di Paola, ndr), che hanno solo l’obiettivo di screditare un’amministrazione, quella guidata dall’avv. Valenti, che sta solo cercando di rimediare agli errori commessi nel recente passato”.