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Non solo il viadotto Morandi: gli architetti agrigentini denunciano gravi criticità anche sui centri storici
Nel corso dell’audizione, che si è svolta alla Commissione Territorio e Ambiente dell’Assemblea Regionale Siciliana, presieduta dall’agrigentina Giusy Savarino, il presidente dell’Ordine degli Architetti di Agrigento, ha consegnato il documento sulle infrastrutture, centri storici e fasce costiere della nostra provincia presentato al Congresso nazionale degli Architetti e discusso in seno all’Osservatorio provinciale sui centri storici. “Abbiamo ribadito, alla presenza anche dell’Assessore Regionale delle Infrastrutture, che la provincia di Agrigento è al collasso sotto il profilo infrastrutturale e, in tal senso, abbiamo chiesto il piano organico degli investimenti sulle infrastrutture provinciali – afferma Alfonso Cimino – Siamo convinti che soltanto con il coinvolgimento del comparto politico e una adeguata programmazione, si possano superare le criticità che in questo momento attanagliano i cittadini della provincia di Agrigento. Non è, infatti, possibile parlare del rilancio del nostro territorio e delle nostre città con annessi i centri storici in assenza di un sistema infrastrutturale di tipo carrabile e ferroviario che risponda alle esigenze di mobilità. Per questo, al termine della seduta, abbiamo consegnato il documento sui centri storici, le infrastrutture e le fasce costiere presentato a luglio scorso al Congresso nazionale degli Architetti e portato al vaglio dell’Osservatorio provinciale sui centri storici. Abbiamo, inoltre, ribadito la necessaria certezza dei pagamenti dei professionisti per il rilascio del titolo autorizzativo. In questo senso, abbiamo chiesto all’onorevole Giusy Savarino di far approvare in tempi brevi il testo contenente le modifiche al disegno di legge n. 1259 che modificava la legge regionale 16 del 10 agosto 2016. L’emendamento, oltre ad attenuare l’evasione fiscale, regolamenta una delle irrisolte questioni legate all’attività libero-professionale: la certezza dei pagamenti per il rilascio del titolo autorizzativo e di tutte le attività professionali che necessitano una presentazione e/o comunicazione, anche telematica, agli Uffici tecnici comunali, riconsegnando la doverosa dignità al lavor che giornalmente svolgono i liberi professionisti”.



