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Girgenti Acque: “Guasto il serbatoio Tabase”. Operai al lavoro, incerti i tempi di ripristino della normalità
In serata Girgenti Acque S.p.A ha chiarito le ragioni del rinvio dell’erogazione idrica in due zone di Sciacca, aree particolarmente popolate, tra le vie Cronio, De Gasperi, Goletta, Garigliano e Scaglione, Cappuccini, Verona, Fratelli Bandiera, Puglia, IV Novembre, del Sole, Brigadiere Nastasi, delle Edere e dei Gelsomini. In effetti gli operatori della società hanno riscontrato un guasto lungo la condotta di adduzione al serbatoio Tabase nel Comune di Sciacca. Ciò ha sensibilmente ridotto la fornitura idrica al serbatoio Muri di Vega. Per tale motivo, la turnazione idrica prevista nelle zone 3A e 3C è stata rinviata. I tecnici sono sul posto per eseguire i necessari interventi di manutenzione. La distribuzione idrica tornerà regolare non appena saranno ultimate le suddette riparazioni, ma, per normalizzarsi, avrà bisogno dei necessari tempi tecnici. Tempi tecnici che si può tradurre con tempi incerti.
Acqua. Saltato il turno in due zone, mentre a San Marco situazione verso la normalità
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Cercasi i nuovi revisori contabili estratti a sorte del Comune di Sciacca, domande di partecipazione entro il 21 settembre
La tragedia di Ferragosto. I genitori del piccolo Marco: “Nostro figlio deve avere giustizia”
“Mio figlio avrà giustizia”. È così che in un’intervista pubblicata dal Giornale di Sicilia Antonella Lombardo Castelli, la mamma del piccolo Marco, morto nello schianto di Ferragosto avvenuto nei pressi di Lido Fiori, ripercorre i fatti. Ad uccidere il bambino è stato un tubo di ferro utilizzato come recinzione di un piccolo ponticello in località Torrenova, lungo la Menfi Lido Fiori.
Il papà di Marco si chiama Gualtiero, è un ingegnere meccanico comasco. La famiglia si trovava qui in vacanza. La mamma è originaria di Partanna. Gualtiero Castelli riferisce che quei tubi innocenti non possono essere utilizzati per recintare un ponte, parlando di fatto assurdo. È già stata intrapresa un’azione legale per far causa a chi di competenza, nella fattispecie si tratta del Libero Consorzio. E’ noto che sulla vicenda è aperta anche un’indagine della procura della Repubblica di Sciacca tendente ad accertare la verità.
“Una strada in quelle condizioni è vergognosa, abbiamo perso un figlio per colpa di tubi obsoleti che non dovevano essere li”. Vicenda in effetti dramamtica, da cui è scaturita un sopralluogo fatto l’indomani dello schianto dai tecnici dell’ex provincia.
Poi Gualtiero Castelli racconta il momento dell’incidente: “Andavo piano, tornavamo da Lido Fiori, l’asfalto era bagnato, piovigginava. Poi lo scontro, la macchina che sbanda, i genitori che si girano sul sedile posteriore, il bambino che non reagiva più. “Mio figlio avrà giustizia e non ci fermerà nessuno», aggiunge Antonella Castelli, aggiungendo che i resposnabili “dovranno risarcire fino all’ultimo centesimo. Non ci ridaranno più indietro il nostro Marco, non avremo più la felicità ma chi ha sbagliato deve pagare, e il risarcimento sarà utilizzato per aiutare i bambini bisognosi”. La famiglia Castelli aveva programmato di andare in Madagascar per costruire una scuola, un ospedale o un grosso pronto soccorso. Marco viene descritto dalla mamma come un bambino curioso, che amava la vita, faceva mille domande e aveva tantissimi hobby. Sognava un fratellino o una sorellina. Era pazzo per la juventus e per gli aerei. Quest’ultima passione gli è stata trasmessa da papà Gualtiero. E ancora: aiutava bambini in difficoltà e cercava di far integrare nel gruppo un suo compagno di colore che nessuno voleva accanto.
Marco stava mettendo da parte i soldi in un carosello per comprare il Go Kart e ogni giorno si misurava con il metro perché per potersi iscrivere al corso bisogna raggiungere una certa altezza e lui non vedeva l’ora. Una famiglia distrutta dal dolore



